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Bergamo e le sue valli, con l’Audi A6 Avant e-hybrid quattro

Due giorni oltre i luoghi comuni, tra laghi, borghi e terme

La Lombardia è spesso raccontata per singoli luoghi simbolo, ma dà il meglio quando la si percorre lasciandosi guidare dai collegamenti tra paesaggi diversi. È la filosofia che accompagna anche i nostri itinerari di Weekend Premium in Tour, dove il viaggio non è solo il modo per raggiungere una meta, ma parte integrante dell’esperienza. Dopo avere esplorato altri percorsi tra mare, isole, borghi e colline, questa volta abbiamo scelto un territorio molto vicino per chi vive nel Nord Italia, ma non per questo meno sorprendente: Bergamo e le sue valli. L’idea è quella di costruire un itinerario che metta insieme tutto ciò che rende speciale questa parte di Lombardia: i laghi meno prevedibili, le vallate che cambiano carattere a ogni curva, i borghi che chiedono di essere raggiunti con lentezza, e una città che molti italiani liquidano troppo in fretta. Perché se le valli bergamasche sono ben note ai lombardi, che le frequentano in ogni stagione per camminare, sciare o semplicemente rilassarsi, Bergamo continua a essere sottovalutata da chi arriva da più lontano. Spesso ci si limita a un passaggio veloce nel cuore di Città Alta, dimenticando il resto. E invece è proprio l’incontro tra Sentierone e Città Bassa, da una parte, e Mura Venete e Città Alta, dall’altra, a costruire un racconto completo, capace di regalare scorci, arte e atmosfera che hanno poco da invidiare a mete italiane più celebrate. Per affrontare un percorso che alterna strade panoramiche, salite tortuose, centri abitati e lunghi tratti da assaporare senza fretta, abbiamo scelto una station wagon plug-in che interpreta bene il concetto di viaggio premium contemporaneo: la Audi A6 Avant e-hybrid quattro, una station wagon plug-in con batteria da 20,7 kWh netti, ricarica AC fino a 11 kW e un prezzo di listino che in Italia parte da 76.350 euro per la Business e-hybrid quattro 220 kW S tronic. È un’auto che sa essere silenziosa e rilassante nei trasferimenti panoramici, ma anche piena e sicura quando la strada si stringe e costringe a guidare con più precisione.

Il viaggio comincia sfiorando Bergamo

Si parte da Bergamo, ma solo in apparenza. La città la lasciamo volutamente in sospeso, quasi come un finale promesso, e puntiamo verso nord-est seguendo una delle strade che meglio introducono al carattere della provincia. La prima tappa è il lago d’Endine, raggiunto costeggiando il suo lato occidentale. È un piccolo gioiello naturale, con un perimetro di circa 14 chilometri, tutelato proprio per il valore del suo ambiente e per quel paesaggio rimasto in gran parte intatto che lo rende così diverso dai laghi più celebrati e frequentati. Sul lago d’Endine la bellezza non cerca mai il colpo a effetto. Si costruisce piuttosto per sfumature: l’acqua che cambia colore seguendo le nuvole, i canneti, i piccoli affacci quieti, la corona di verde che sembra chiudere il paesaggio in una dimensione quasi raccolta. È uno di quei luoghi che invitano spontaneamente a rallentare, ed è anche il punto ideale per entrare nel ritmo dell’itinerario. Qui la A6 e-hybrid dà il meglio di sé nel modo meno appariscente: sospensioni che filtrano con eleganza, abitacolo ovattato, progressione lineare. Più che “guidare”, sembra di scivolare tra curve morbide e riflessi d’acqua.

Lovere e il Lago d’Iseo

Lovere e il Sebino: il lago d’Iseo che si apre in grande

Dal lago d’Endine si prosegue verso la punta nord del lago d’Iseo, che qui vale la pena chiamare anche con il suo nome più colto e antico, Sebino. Cambia subito la scala del paesaggio. Se Endine è raccolto e intimo, il Sebino è più teatrale: le montagne si stringono intorno all’acqua, il panorama si allarga, e Lovere accoglie il visitatore con quella naturale eleganza che la rende una delle località più affascinanti del lago. Il lungolago è il punto di partenza più naturale: una passerella che mette insieme acqua, facciate storiche e scorci continui sulle montagne. Anche il tratto stradale che porta fin qui ha il pregio di non essere mai monotono. Alterna aperture improvvise sul lago, curve più raccolte e ripartenze in cui l’Audi si distende come farebbe una grande stradista tedesca. La trazione quattro aggiunge quella sicurezza un po’ silenziosa che si apprezza quando il fondo cambia umore, mentre il sistema ibrido regala una spinta sempre presente ma mai brutale. È una vettura che sa accompagnare il paesaggio, non sovrastarlo.

L’orologio planetario Fanzago nel centro di Clusone

Clusone, dove il tempo si guarda

Lasciato il lago alle spalle, il viaggio si porta verso Clusone, uno dei centri più riconoscibili della Val Seriana. È una cittadina ordinata, piacevole, adatta a una sosta che non sia solo tecnica. Nel cuore del centro c’è il suo simbolo più noto: il celebre orologio planetario Fanzago, datato 1583, che non si limita a segnare le ore ma racconta anche un’idea più ampia del tempo, legata al cielo, alle stagioni, ai movimenti astronomici. È il genere di dettaglio che rende un luogo memorabile, perché costringe letteralmente ad alzare lo sguardo. Clusone è anche il punto in cui l’itinerario cambia di nuovo tono. La strada si fa più interna, più valliva, e chiede un’attenzione diversa rispetto ai tratti panoramici dei laghi. La A6 Avant e-hybrid continua a convincere proprio per la sua compostezza: sterzo pulito, assetto sempre molto leggibile, cambio S tronic che accompagna il ritmo senza sforzo. Non trasmette mai quella sensazione di ingombro che spesso si teme su una wagon importante.

L’inconfondibile skyline di Gromo, con il Pizzo Coca sullo sfondo

Un salto a Gromo, e poi si cambia valle

Prima di passare in Val Brembana ci concediamo un salto a Gromo, borgo medievale che aggiunge alla giornata una nota di pietra, silenzio e rigore montano. Qui si percepisce bene come la bergamasca non sia solo natura, ma anche una stratificazione di architetture e identità locali che vale la pena leggere con più calma. Poi arriva la parte più “guidata” dell’intero itinerario: il collegamento tra Val Seriana e Val Brembana passando da Oltre il Colle e Zambla Alta. La strada si stringe, si avvita, entra nel bosco. È il momento in cui il viaggio smette di essere contemplativo in senso classico e diventa un piccolo dialogo tra auto, asfalto e paesaggio. Qui la A6 e-hybrid sorprende per equilibrio: pur avendo dimensioni importanti, non trasmette goffaggine. La risposta dello sterzo resta precisa, la motricità è piena, la spinta combinata dell’ibrido permette di uscire dalle curve con naturale continuità. Non è una guida aggressiva, ma molto appagante.

Le terme di San Pellegrino sono ricavate all’interno del palazzo liberty che ospitava il casinò

San Pellegrino Terme, l’eleganza del Liberty e il piacere di fermarsi

L’arrivo a San Pellegrino Terme cambia immediatamente atmosfera. Dopo i boschi e i tornanti, la cittadina termale rimette al centro la storia del benessere e il fascino dell’architettura Liberty. La tappa ideale qui non è soltanto la passeggiata, ma una vera pausa alle QC Terme, ricavate nel complesso liberty che oggi custodisce un percorso benessere fatto di stucchi, affreschi, vetrate e giochi d’acqua. Gli accessi possono essere modulati in base al tempo del viaggio: 5 ore, giornaliero o serale. Gli orari ufficiali vanno dalle 9 alle 23 nei giorni feriali, con estensione fino a mezzanotte il venerdì e il sabato; i prezzi partono indicativamente da 54 euro per il serale, 58 euro per il formato 5 ore e 74 euro per il giornaliero, variando in base alla data.

Cornello dei Tasso si raggiunge solo a piedi, attraverso un sentiero

Cornello dei Tasso, dove la posta europea ha preso forma

Il mattino seguente il percorso punta verso il Passo San Marco, antico confine tra il Ducato di Milano e la Serenissima, ma si ferma prima, volutamente, a Cornello dei Tasso. È una scelta felice, perché questo borgo medievale si raggiunge solo a piedi: si lascia l’auto nel parcheggio e si prosegue lungo il sentiero. Già questo dettaglio lo rende diverso. Cornello sorge su uno sperone roccioso a picco sul Brembo ed è disposto su più livelli di edificazione. Il suo nome è legato alla famiglia Tasso, protagonista della nascita e dell’organizzazione del moderno sistema postale europeo. Il Museo dei Tasso e della Storia Postale merita la sosta, perché racconta tutto questo in modo chiaro e sorprendente. Va solo tenuto presente che, in questa fase, la collezione risulta parzialmente visitabile per il riallestimento successivo ai lavori di ristrutturazione. Proprio questa combinazione tra borgo da raggiungere a piedi, architettura medievale intatta e storia delle comunicazioni rende Cornello una delle tappe più originali di tutto il viaggio.

Bergamo Alta, circondata dalle mura venete

Bergamo: prima la città bassa, poi il tramonto in alto

Terminata la visita si rientra verso Bergamo, ma è importante non viverla come semplice conclusione logistica. Qui il viaggio trova il suo ultimo e forse più completo capitolo. Si comincia dalla città bassa, dal Sentierone, che rappresenta bene il volto più urbano, borghese e aperto del capoluogo. Poco oltre, una tappa fondamentale è l’Accademia Carrara, museo che da solo giustifica la visita e che cambia il tono del pomeriggio. Poi si lascia davvero l’auto in basso, perché il finale va gustato a piedi, e si sale verso la Città Alta, camminando o con la funicolare. Qui, in pochi passi, Bergamo mette in scena il meglio di sé. Nella stessa area si concentrano la Basilica di Santa Maria Maggiore, con il suo straordinario patrimonio artistico e le tarsie di Lorenzo Lotto, i palazzi, la pietra, le prospettive. Basta girare l’angolo per ritrovare ristoranti inseriti in antiche case di pietra, ambienti che fanno sentire la cena come un’estensione della visita. Poi ci sono i belvedere sulle Mura Venete, e il tramonto che apre la vista sulla pianura. È in quel momento che Bergamo smette definitivamente di sembrare una meta “minore” e mostra tutta la forza della sua doppia anima.

Le tarsie di Lorenzo Lotto, all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo Alta

Hospitality: dormire e mangiare

Relais San Vigilio al Castello

Per chi vuole dare alla parte finale del viaggio un tono speciale, il Relais San Vigilio al Castello è una scelta molto centrata. È un piccolo boutique hotel di nove camere, in posizione panoramica, sul colle di San Vigilio. Il vero vantaggio non è solo la qualità dell’hotel, ma il modo in cui cambia la percezione di Bergamo: dormire qui significa stare quasi dentro il paesaggio, con la città sotto, le mura a portata di passeggiata e una sensazione di quiete rara. Le camere sono distribuite in due edifici comunicanti e la dimensione complessiva resta volutamente raccolta. Per un itinerario di questo tipo funziona benissimo, perché trasforma il pernottamento in una parte dell’esperienza, non in una semplice pausa.

Indirizzo: Via al Castello 7/9, 24129 Bergamo

Tel.: +39 035 26 50 987

Email: info@relaissanvigilio.it

Web: relaissanvigilio.it

Porticcioli Bergamo

Nel cuore di Città Alta, in Piazza Mascheroni, Porticcioli è il posto giusto quando vuoi una serata con tono premium ma senza rigidità. Il locale valorizza il contesto in cui si trova: sale affacciate su resti storici e antiche mura in pietra, cucina che nasce dal mare ma si muove con libertà anche tra carne e proposte vegetali, e un’anima cocktail che allunga piacevolmente l’esperienza oltre la cena. È un indirizzo che si inserisce bene nel racconto di Bergamo Alta perché non interrompe la visita: la continua.

Indirizzo: Piazza Lorenzo Mascheroni 9, Bergamo

Email: bergamo@porticcioli.com

Web: porticcioli.com/bergamo

La Tana

Più raccolta, più intima, più “bergamasca” nel ritmo, La Tana è un enoristorante in Città Alta che costruisce la propria identità sulla lentezza. Tipicità, tradizione e innovazione convivono in un ambiente caldo, ideale per una cena conversata dopo una giornata tra museo, mura e belvedere. Anche la carta dei vini è parte integrante dell’esperienza. È il genere di ristorante che fa venire voglia di restare a tavola un po’ più a lungo del previsto.

Indirizzo: Via San Lorenzo 25, 24129 Bergamo

Tel: 035 213137

Web: tanaristorante.it

Pausa alle QC Terme di San Pellegrino

Se il viaggio ha bisogno di una parentesi rigenerante, la sosta più coerente è quella alle QC Spa San Pellegrino. Il contesto liberty, la qualità scenografica degli ambienti e la possibilità di scegliere formule di accesso diverse rendono questa tappa particolarmente flessibile. È perfetta sia come chiusura della prima giornata, sia come parentesi centrale per chi preferisce spezzare il ritmo.

Dove: Viale della Vittoria 53, San Pellegrino Terme

Orari: lunedì-giovedì 9-23; ven 9-24; sabato 8-24; domenica 8-23

Prezzi indicativi: serale da 54 €, 5 ore da 58 €, giornaliero da 74 €

La compagna di viaggio

Audi A6 Avant e-hybrid quattro 220 kW S 

L’Audi A6 Avant e-hybrid quattro è una compagna di viaggio che si capisce davvero solo quando si affrontano itinerari come questo, dove nello spazio di poche ore si passa dal traffico urbano ai lungolago, dalle provinciali scorrevoli ai tornanti di montagna. Sulla carta è una station wagon importante, raffinata, tecnologica. Su strada, però, la sensazione più interessante è un’altra: quella di un’auto capace di cambiare registro con grande naturalezza, senza mai sembrare fuori contesto. Nel tratto iniziale, sfiorando Bergamo e poi lungo il lago d’Endine, emerge il suo lato più silenzioso e rilassato. La marcia elettrificata rende più ovattati gli attraversamenti abitati e i trasferimenti panoramici, quasi come se l’auto volesse adattarsi alla misura del paesaggio invece di imporre la propria presenza. È una qualità che si apprezza molto quando si guida in luoghi in cui il piacere non nasce dalla velocità, ma dalla continuità del movimento, dalla possibilità di guardarsi intorno senza fatica, dal comfort di bordo che trasforma anche i tratti più semplici in una parte gradevole del racconto. Quando la strada cambia carattere — per esempio salendo verso Zambla e nel collegamento più tortuoso tra Val Seriana e Val Brembana — entra in gioco l’altra anima della A6. Qui non colpisce tanto per aggressività, quanto per solidità. L’auto resta ben appoggiata, lo sterzo trasmette precisione, la trazione integrale quattro aggiunge una sensazione di sicurezza molto pulita, mai invasiva. Non dà l’idea di voler dimostrare qualcosa: preferisce far sentire chi guida sempre nel posto giusto, con una riserva di energia pronta quando serve e con una compostezza che riduce la stanchezza anche dopo tanti chilometri. C’è poi un aspetto spesso sottovalutato, ma molto importante in un viaggio di due giorni: la versatilità della carrozzeria Avant. In un itinerario come questo non si portano solo valigie, ma spesso anche zaini, scarpe di ricambio, eventuale attrezzatura per una camminata, accappatoi per una pausa alle terme, acquisti dell’ultimo momento. La A6 Avant continua a essere una vera wagon anche nell’epoca dei Suv, e proprio per questo conserva un vantaggio concreto: offre spazio in abbondanza senza rinunciare a un assetto stradale basso, stabile, molto coerente con un percorso fatto di asfalto vero e non di semplice mobilità quotidiana. Dal punto di vista dell’ambiente di bordo, poi, resta fedele a quella tradizione Audi che punta su ordine, qualità percepita e facilità d’uso. Tutto sembra studiato per accompagnare chi guida, non per distrarlo. Ed è forse questa la sua qualità più importante in un itinerario come quello bergamasco: sapere essere un oggetto tecnologicamente evoluto senza trasformare la tecnologia nel centro dell’esperienza. Il centro, alla fine, restano sempre la strada, i laghi, le valli, i borghi e la città. L’auto migliore, in questi casi, è quella che riesce a valorizzarli senza rubare loro la scena. Il prezzo di partenza, per l’allestimento Business e-hybrid quattro 220 kW S tronic, è di 76.350 euro sul configuratore ufficiale Audi Italia.