di Raffaele d’Argenzio
Si lascia il troppo mare, il troppo andare e il troppo venire, il troppo sole, il troppo caldo.
Ora il caldo ci viene dai colori, dai sapori autentici della terra e del bosco che la natura ci dà. Adesso sembra che il tempo si dilati, per permetterci di guardarci dentro, di scoprire la tenerezza, il bisogno di fare e di avere una carezza.
A volte, l’autunno viene raccontato come la stagione triste, una sorta di primavera al contrario, invece è la stagione in cui si raccolgono i frutti di ciò che si è seminato. Anche la natura si fa bella e ci regala i suoi doni migliori: il vino, i tartufi, i funghi, i cachi, le arance… E ci regala anche i suoi colori, quel foliage per cui vale la pena di fare un viaggio, e tanti weekend. L’autunno è anche la stagione del pensiero, dei piccoli bilanci e dei primi propositi per l’anno che verrà. Sì, è anche la stagione in cui si cerca una calda carezza e una foto sbiadita ti fa tornare a battere il cuore.
È la stagione dell’anima e del cuore e, perché no, anche la stagione della Poesia.

FARFALLE D’AUTUNNO
Chiese e castelli si tingono d’antico
e i camini danno già calore seppur spenti.
Gli alberi rubano l’oro al sole del tramonto
e nelle etrusche cantine l’uva diventa vino
riportando un caldo ricordo nelle vene.
Le vigne ora sono strade ricamate
mentre le foglie cadono e danzano nel vento
diventando farfalle colorate.
(Dal libro POST-IT DI VIAGGIO – COME OGNI VIAGGIO PUO’ DIVENTARE POESIA)
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