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Pasqua, vi avanza la colomba? Niente panico… ecco cosa fare…

di Cesare Zucca

La Colomba, un’eccellenza italiana, conosciuta in tutto il mondo e diventata primadonna sulle tavole pasquali. Dov’è nata ? Molte città ne condendono la paternità, a cominciare da Milano ufficialmente riconosciuta come la città natale della colomba moderna.


Nei primi anni ’30 l’azienda milanese Motta, specializzata nel panettone, prodotto solo a Natale. Insoddisfattio di avere i macchinari inutilizzati per molti mesi, il direttore Dino Villano, ebbe l’idea di utilizzarli per produrre un dolce pasquale. Il nuovo dolce è stato (ed è tuttora) un enorme successo, quale simbolo della primavera e della pace.

 


Se Milano detiene la paternità commerciale, mentre Pavia ne rivendica quella storica, citando la leggenda Re di Alboino, re dei Longobardi, a cui venne offerto un pane dolce a forma di colomba come tributo di pace.

Un’altra colonna portante della pasticceria lievitata italiana è Verona, a cominciare dal famoso Pandoro. Molte aziende storiche veronesi hanno contribuito a diffondere la colomba in tutto il mondo, puntando su una sofficità estrema e sull’assenza di crosta eccessivamente vitrea.

In Piemonte, e in particolare nella zona di Pinerolo (Torino), la tradizione locale è legata alla Glassa Galup, una copertura densa e croccante fatta con Nocciole Piemonte IGP, mandorle e granella di zucchero, che differisce leggermente dalla versione milanese classica.

Negli ultimi anni, la geografia della colomba si è spostata drasticamente verso il Sud, dove i pasticcieri hanno adottato la maestria del “lievito madre” campano alla colomba, dominando spesso le classifiche mondiali e introducendo varianti “gourmet”, arricchite da eccellenze del territorio come i limoni di Sorrento, le albicocche del Vesuvio, il pistacchio di Bronte, il mandarino di Ciaciulli , il fico bianco del Cilento, il bergamotto di Reggio Calabria, l’uvetta di Mazzarone.

Due colombe "gourmet" create da Antonio Memmolo di Mirabella Eclano. Ai cinque cereali e futti di bosco e alle mandorle e pesche
Due colombe “gourmet” create da Antonio Memmolo, di Mirabella Eclano. Ai cinque cereali e frutti di bosco e alla pesca e mandorle

E, se dopo Pasqua, vi avanza della colomba?
Niente panico, a cominciare da Pasquetta fino a fine mese, potrete realizzare squisitezze dolci e salate , utilizzando tutti gli avanzi della colomba, quindi un ottimo modo per evitare sprechi.

DOLCE
I resti della vostra “ex colomba” inzuppati nel caffè, farciti con mascarpone e aromatizzati con alkermes, si trasformeranno in gustosissimi tiramisu , imbevuti di rhum diventernno dei robusti babà, grigliati in padella e guarniti con panna e frutta saranno un perfetto dessert fine pasto, mentre in forno, a bagnomaria, formeranno un budino a base di latte fresco, uova, zucchero, vaniglia arricchito di pezzetti di colomba.

SALATA
Anche piatti salati?
Certo, utilizzate fette di colomba classica (privata della glassa) come base per toast o crostoni al forno, farciti con mortadella, formaggio filante (provola o scamorza) e gratinati in forno. Ottimi come merenda salata oppure come antipasto insolito e sfizioso. Ricette facilissime, basterà tagliare la colomba a fette spesse. farcire con salame, formaggio a fette e un velo di senape o maionese o concentrato di pomodoro. Tostare in forno o su una piastra fino a quando il formaggio è fuso.

Per ottenere dei golosi snack basterà tostare leggermente dei cubetti di colomba, spolverarli con parmigiano grattugiato e servirli come accompagnamento a taglieri di salumi e formaggi.
Con un tocco “parigino” la colomba avanzata diventa un “french toast”, basta immergere le fette di colomba in un composto di uova, latte, sale e pepe, passare nel parmigiano e friggere nel burro finché non diventano dorate, servendole con speck croccante.

Sfiziosi mini-toast con mortadella e gouda, ecco come realizzarli.

Ingredienti
240 g colomba, 200 g mortadella, 150 g formaggio gouda (tagliato a fette), olio extravergine d’oliva (o burro)
Preparazione
Tagliare quattro fette spesse circa un centimetro dalla colomba avanzata. Da ogni fetta ricavare due quadrati della stessa dimensione. Togliere la glassa dalle fette altrimenti i toast risulteranno veramente troppo dolci. Farcire con formaggio gouda e una o due fette di mortadella.
Ungere leggermente una padella antiaderente con olio extravergine di oliva oppure con un pezzettino di burro. Fare dorare a fuoco dolce i sandwich girandoli a metà cottura e servirli ancora caldi.

Felice… dopo Pasqua!

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