Testo e Foto di Cesare Zucca ©
Volete scoprire la “Vecchia Berlino”? Tuffatevi nell’arte e nelle dolci atmosfere delle kaffeehauser, le storiche coffee house della città. L’Espressionismo tedesco trova a Berlino uno dei suoi centri più vitali, soprattutto tra i primi anni del Novecento. Questo movimento artistico cercava di esprimere emozioni interiori, tensioni psicologiche e inquietudini sociali attraverso forme distorte, colori intensi e linee marcate. Berlino, capitale in rapida trasformazione, offriva un terreno fertile: una metropoli moderna ma attraversata da contrasti, dove convivevano progresso e alienazione, energia culturale e opportunità espositive.

Tra gli artisti più rappresentativi spiccano Ernst Ludwig Kirchner che dipinse scene vibranti della vita berlinese con figure allungate e colori acidi; Emil Nolde, noto per le sue intense composizioni cromatiche; e George Grosz, che denunciò con ironia e amarezza la corruzione e la decadenza della società della Repubblica di Weimar. Anche Otto Dix contribuì a rappresentare le ferite della guerra e le contraddizioni sociali.

La cosiddetta “Vecchia Berlino” sopravvive nelle memorie di questi artisti: una città di caffè, cabaret, strade illuminate e quartieri popolari, ma anche di tensioni politiche e disuguaglianze. Le loro opere catturano l’atmosfera inquieta di un’epoca segnata da cambiamenti radicali, offrendo uno sguardo soggettivo e spesso critico sulla modernità.

Oggi, Berlino conserva e celebra l’Espressionismo in importanti istituzioni museali. il Brücke-Museum è dedicato proprio agli artisti di Die Brücke, con una collezione ricca e significativa. Anche l’Alte Nationalgalerie e l’Berlinische Galerie offrono percorsi dedicati all’arte moderna e all’Espressionismo berlinese.

La Neue Nationalgalerie ha recentemente inaugurato la splendida mostra “Ruin and Rausch”, dove le opere esposte presentano un legame esplicito con la città di Berlino, sia attraverso i soggetti trattati che per i vincoli biografici degli artisti.
Le voci polifoniche dell’epoca si svelano attraverso lavori che rappresentano stili variegati, dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività. Sono inoltre proiettati frammenti del classico del cinema muto di Fritz Lang, Metropolis (1927), e del documentario sperimentale di Walther Ruttmann, Berlino – Sinfonia di una grande città (1927). Tre postazioni di ascolto propongono poesie di Anita Berber, Mascha Kaléko ed Erich Kästner, che integrano e arricchiscono i temi di una mostra veramente suggestiva.

Berlino non è solo la capitale della tecnocrazia e dei club underground; è una città che custodisce un’anima profondamente legata alla cultura del caffè. Le Coffee House berlinesi (o Kaffeehäuser) raccontano una storia di resilienza, trasformazione e fervore intellettuale che attraversa i secoli.
La cultura del caffè a Berlino affonda le radici nel XVII secolo, ma è nel XIX secolo che le caffetterie divennero i veri “salotti della città”.

A differenza dei caffè viennesi, eleganti e ovattati, quelli berlinesi avevano un carattere più eclettico e ribelle. Erano i luoghi d’incontro di poeti, giornalisti e rivoluzionari, come il leggendario Romanisches Café, quartier generale di intellettuali come Bertolt Brecht.

Oggi, visitare alcune storiche caffetterie significa fare un salto nell’epoca d’oro di Berlino, tra velluti rossi, specchi dorati e il profumo di dolci della tradizione austro-tedesca

Ecco sette tappe per rivivere l’eleganza della “Vecchia Berlino”.
Konditorei Buchwald, fondata nel 1848, questa pasticceria è una vera istituzione. Lasciatevi sedurre dal Baumkuchen (il “dolce albero”), una torta a strati ricoperta di cioccolato, che , una volta tagliata, ricorda gli anelli di un tronco d’albero. realizzata secondo una ricetta segreta tramandata da generazioni.

Café am Neuen See, dal fascino rustico-chic con grandi camini, candele e ampie vetrate sul lago, quasi un revival delle case di caccia prussiane nel cuore del parco Tiergarten. Qui troverete deliziose crepes con crema e fragole e generose fette di Käsekuchen (torta al formaggio tedesca) accompagnata da un caffè filtrato.

Una sosta indimenticabile? Scoprite Literaturhaus , severo ma elegantissimo salone da caffe. Tanta arte alle pareti, ottimo servizio e l’ imperdibile Berliner Pfannkuchen, celebre krapfen berlinese, solitamente ripieno di confettura di prugne o fragole e spolverato di zucchero a velo.
Cafe Savigny, nell’elegante quartiere di Savigny, Café Einhorn, una villa storica dall’ atmosfera aristocratica e tranquilla, Prinzessinnengärten Cafe, famoso per il suo delizioso caffè biologico.
Café Einstein Stammhaus, il tempio del caffè berlinese, situato in una villa neorinascimentale, classico ed elegante, con pavimenti in parquet e ampie finestre che affacciano sul giardino interno camerieri in smoking, boiserie scura e un silenzio quasi reverenziale interrotto solo dallo sfogliare dei quotidiani. L’Apfelstrudel (strudel di mele) caldo con panna e salsa alla vaniglia è considerato tra i migliori della città.

INFO
https://www.visitberlin.de/it
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