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Arriva il ponte del 1° maggio!

Il primo maggio cade di venerdì: tre giorni interi per andare in giro, una primavera nel suo momento più generoso e un calendario di eventi così fitto da far venire le vertigini. Ogni regione, da Cuneo a Cagliari, allestisce il suo spettacolo: c’è chi celebra il vino fra le colline, chi fa volare aquiloni dipinti dall’altra parte del mondo, chi trasforma un quartiere medievale in un giardino effimero, chi galoppa con la lancia dietro un anello d’argento, chi frigge per dieci giorni di fila e chi accompagna una statua santa per ottanta chilometri su un tappeto di petali di rosa. Abbiamo scelto sei tappe — una per regione, da nord a sud — per chi ha voglia di partire.

A Mezzago (MB), arriva la Sagra dell’Asparago Rosa

C’è un piccolo paese in Brianza, a una mezz’ora scarsa da Milano, dove la primavera ha un colore preciso: il rosa pallido della punta degli asparagi. La Sagra dell’Asparago Rosa di Mezzago, alla sua 66ª edizione e insignita del marchio “Sagra di Qualità” ed è uno di quei piccoli miracoli italiani in cui un intero borgo si stringe attorno a un ortaggio che cresce solo lì. Il segreto è nel terreno argilloso ricco di minerali — provarono ad esportare la coltivazione altrove e non funzionò mai — e per questo l’Asparago Rosa di Mezzago ha oggi un marchio collettivo registrato, riservato a chi lo coltiva nel mezzaghese. Per quasi un mese intero, dal 30 aprile al 23 maggio, il seicentesco Palazzo Archinti diventa il quartier generale della festa: novanta volontari della Pro Loco gestiscono il ristorante, dove il menù è una variazione su tema infinita — risotto alla mezzaghese, lasagne con asparagi rosa, ravioli col cuore rosato, prosciutto di Parma e asparagi, brasato, e poi il pezzo forte degli osati: il gelato all’asparago, la crostata, il cioccolato abbinato all’ortaggio.

Quest’anno debutta un’area bar senza prenotazione con arancini e crescia farcita, e perfino il gin e la birra artigianale all’asparago. Nel weekend del primo maggio il programma è densissimo: venerdì 1° l’ottavo Torneo di Scacchi nel cortile del Palazzo (9:15-18:00, ingresso libero), sabato 2 le visite alla CAAM con “Dalla Terra alla Padella” per scoprire come nasce l’asparago, domenica 3 il mercato agricolo a km 0 (10:30-16:00) e il pranzo della sagra. È un viaggio dentro una piccola, ostinata eccellenza contadina che vale la deviazione.

INFO: dal 30 aprile al 23 maggio 2026, Palazzo Archinti, via Concordia 5, Mezzago (MB). Ristorante aperto giovedì-venerdì-sabato dalle 19:30 e domenica a pranzo dalle 12:30 — prenotazione obbligatoria. Menù completo asparagi sui 25-30 € a persona; eventi collaterali e mercato agricolo a ingresso libero. Sito: www.prolocomezzago.it — Tel. 351 810 8809

A Pinarella di Cervia (RA), il cielo si riempie di aquiloni dai cinque continenti

Pinarella di Cervia, in maggio, si trasforma in un palcoscenico orizzontale lungo chilometri di sabbia, dove il vento è il regista e gli aquiloni sono gli attori. Torna Artevento, il Festival Internazionale dell’Aquilone più longevo del mondo, alla sua 46ª edizione. Fino al 3 maggio, Sulla spiaggia volano duecento maestri del vento provenienti da oltre cinquanta Paesi, con aquiloni etnici giapponesi, piovre lunghe quarantacinque metri, sculture aeree colombiane (la Colombia è il Paese d’onore di quest’anno) e creazioni d’arte contemporanea che sembrano dipinti sospesi.

Il tema 2026 è “Fratello Vento“, omaggio a San Francesco e al Cantico delle Creature, e il programma è una cascata che non si ferma mai: voli diurni, due voli notturni, trentuno spettacoli di circo contemporaneo, laboratori per bambini in cui costruire il proprio aquilone, cinema a energia solare, kite surf, parate, danze, concerti gospel. Il 2 maggio dopo il tramonto va in scena la Notte dei Miracoli, e il 3 maggio il festival si chiude col display “Fratello vento Air Gallery” e l’esibizione finale dei team acrobatici. È uno di quegli eventi che fanno bene allo sguardo a qualsiasi età, e i bambini ne escono incantati.

INFO: Fino al 3 maggio 2026, eventi sulla spiaggia di Pinarella tutto il giorno e voli notturni speciali. Ingresso gratuito al festival e a tutte le mostre del Museo dell’Aquilone. Sito: www.artevento.cominfo@artevento.com.

Ad Ascoli Piceno, dieci giorni di frittura e nient’altro

Ad Ascoli c’è una piazza Arringo che di solito è una delle più belle d’Italia, e c’è una piazza Arringo che, per dieci giorni a fine aprile, smette di essere sé stessa e diventa una sola cosa: il Fritto Misto all’Italiana. La 22ª edizione (fino al 3 maggio) si sposta quest’anno tra Campo Squarcia e Forte Malatesta a causa di lavori in piazza, ma lo spirito non cambia di un grammo: dentro il Palafritto, mille metri quadrati al coperto, una quindicina di postazioni rappresentano regioni e nazioni diverse e friggono dalla mattina alla sera. Si parte naturalmente dall’oliva ascolana DOP — la regina indiscussa, ripiena e dorata — e si fa il giro del mondo in un cartoccio: arancini siciliani, gnocco fritto emiliano, cuoppo napoletano, baccalà romano, fritto di paranza dell’Adriatico, panzerotti pugliesi, formaggio fritto abruzzese, churros, fish and chips, empanadas, gyoza, samosa, involtini primavera.

Nuova quest’anno l’area “Pic nic a Fritto Misto” dedicata a barbecue e carni del territorio, mentre lo stand gluten free curato con AIC Marche garantisce inclusione totale. Tutto è plastic free, l’olio esausto viene riciclato in biodiesel, e nei dintorni del Palafritto ruotano cooking show, talk, presentazioni di libri, escursioni guidate alla scoperta della città del travertino. Andateci affamati, perché il claim “Ne abbiamo fritte di tutti i colori” non scherza.

INFO: Fino al 3 maggio, tutti i giorni dalle 12:00 alle 15:00 e dalle 18:00 alle 22:30, Campo Squarcia e Forte Malatesta. Carnet degustazione 20 € (venti ticket validi tutti i giorni + sconto musei). Sito: www.frittomistoallitaliana.it — Tel. 351 674 4284.

A Narni (TR), il Medioevo torna a vivere per la Corsa all’Anello

Narni, in primavera, si toglie il presente come un mantello e indossa il 1371. Per la 58ª edizione della Corsa all’Anello la città umbra si suddivide nei tre Terzieri storici — Mezule, Fraporta e Santa Maria — che si contendono l’anello d’argento in una rievocazione che non ha eguali in Italia per accuratezza filologica. Il calendario abbraccia tutto il ponte del primo maggio: il 1° maggio sono le Giornate Medievali dei Terzieri, con vicoli e piazze che si animano di artigiani, musici, falconieri, sbandieratori e botteghe di arti e mestieri (perfetto per famiglie e bambini, che possono toccare con mano spade, tessuti e strumenti d’epoca). La sera del 2 maggio, dalle compiete in poi va in scena la suggestiva Offerta dei Ceri al Patrono San Giovenale: una processione solenne illuminata dalle fiaccole, con figuranti in costume e cori religiosi, che si tramanda identica dal 1227. 

Il 3 maggio è il giorno del Santo: solenne celebrazione in Cattedrale e poi, in Piazza dei Priori — l’antica Platea Maior — la Corsa all’Anello Storica, prova di abilità equestre dove i cavalieri tentano di infilare con la lancia un anello sospeso. Nelle taverne dei Terzieri si mangiano pietanze umbre come ai tempi di Boccaccio, a cui è dedicata l’edizione 2026 nei seicentocinquant’anni dalla morte.

INFO: Fino al 10 maggio, eventi diffusi nel centro storico di Narni e biglietteria sul sito. Le Giornate Medievali del 1° maggio e i riti del 2-3 maggio sono ad accesso libero; la gara equestre del 10 maggio è a pagamento. www.corsallanello.it — Tel. 0744 7471 (Comune).

A Viterbo, un quartiere medievale diventa giardino

Per tre giorni il rione di San Pellegrino — il cuore medievale di Viterbo, uno dei più integri d’Italia — smette di essere pietra e diventa fiore. San Pellegrino in Fiore 2026 ha per tema “Visioni effimere nella città dei Papi” ed è curato dall’architetto Christian Ciucciarelli con un percorso che è quasi un sogno a occhi aperti. In Piazza del Gesù un fiore metallico gigantesco avvolge la fontana coi suoi petali, in Piazza della Morte figuranti storici e installazioni ricreano un’atmosfera duecentesca, il ponte del Duomo diventa un viale sospeso di Delphinium azzurri, in Piazza del Duomo un’ellisse floreale si stringe attorno a un grande bocciolo di rosa, in Piazza San Carluccio debutta una torre intrecciata di fiori e rampicanti che è il pezzo forte dell’edizione.

Lungo via Cavour, via San Pellegrino, Piazza San Lorenzo si snoda un mercato florovivaistico con espositori, mostre, mercatini vintage e bancarelle di artigianato; in parallelo girano visite guidate al palazzo dei Papi, dimostrazioni di falconeria, concerti di musica medievale e letture di poesia trecentesca. Viterbo per quei tre giorni è praticamente sold out — l’organizzazione punta a superare le novantamila presenze — quindi conviene partire prima della folla, infilarsi sotto i portici di Palazzo dei Priori e lasciare che siano i fiori a indicare la strada.

INFO: 1, 2 e 3 maggio, dalle 10:00 alle 20:00, quartiere medievale di San Pellegrino. Ingresso libero. Info turistiche: www.comune.viterbo.it — Tel. 0761 348 1 (centralino Comune).

A Cagliari, ottanta chilometri di petali per Sant’Efisio

C’è una processione, in Sardegna, che dal 1657 non si è mai fermata: né per la guerra, né per i bombardamenti del 1943, né per la peste che la fece nascere. Il 1° maggio 2026, Cagliari celebra la 370ª Festa di Sant’Efisio, scioglimento del Voto fatto dalla città nel 1652 per ottenere la liberazione dalla peste. È la più grande manifestazione religiosa, etnografica e popolare dell’isola, e probabilmente la più spettacolare di tutto il Mediterraneo. La mattina del 1° maggio il simulacro del Santo lascia la chiesa di Stampace su un cocchio di legno dorato e attraversa via Roma sopra “sa ramadura“, un tappeto di petali di rosa rossi, rosa e gialli che riempie l’aria di un profumo che non si dimentica.

Davanti sfilano le tracas — i carri da lavoro decorati di fiori e nastri — i gruppi folk in costume tradizionale di tutti i comuni sardi, le donne con gli ori antichi di famiglia, i Cavalieri del Campidano, i miliziani in giubba rossa, i suonatori di launeddas. Il pellegrinaggio prosegue poi per ottanta chilometri attraversando Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro e Pula, fino al luogo del martirio a Nora; il rientro a Cagliari avverrà la sera del 4 maggio entro la mezzanotte, con la fiaccolata finale lungo viale La Plaia. È candidata a Patrimonio Immateriale UNESCO, ed è facile capire perché.

INFO: 1°-4 maggio 2026, partenza della processione dalla Chiesa di Sant’Efisio (quartiere Stampace) il 1° maggio attorno alle 12:00 dopo la Messa solenne. Partecipazione libera e gratuita lungo il percorso; tribune in via Roma e Piazza Matteotti a pagamento (da 20 € a 35 €, gratis per persone con disabilità motoria).  www.festadisantefisio.it