C’è un filo che lega da secoli la Valle della Loira e la Toscana, ed è fatto di rinascimenti, di re innamorati dell’Italia e di artisti che hanno trovato ispirazione tra le due terre. Quel filo, quest’autunno, si fa ancora più visibile grazie a un festival che promette di trasformare intere province francesi in un museo a cielo aperto. È quindi un’occasione perfetta per fare emergere ancora di più l’affinità e i legami con la nostra Toscana. Una collaborazione e unione nel nome della bellezza e dell’Arte.
AR(t]CHIPEL, il festival che riscrive la mappa dell’arte contemporanea
Dal 15 ottobre al 22 novembre 2026 torna AR(t]CHIPEL, giunto alla sua quarta edizione, un progetto nato dal sodalizio tra la Regione Centro-Valle della Loira e il Centre Pompidou. L’idea è tanto semplice quanto affascinante: portare capolavori della più importante collezione europea d’arte moderna e contemporanea dentro castelli rinascimentali, giardini storici e atelier d’artista, invitando i visitatori a guardare luoghi già noti con occhi completamente diversi. Quest’anno i protagonisti sono due giganti del Novecento che hanno scelto proprio questa regione come casa: Alexander Calder e Max Ernst.

Il castello di Amboise
Il percorso “Calder nel cuore della Francia” si snoda in una quindicina di luoghi, tra castelli emblematici come Chambord, Azay-le-Rideau, Blois e il Rivau a Lémeré, musei di Belle Arti a Orléans, Tours e Chartres, e centri d’arte contemporanea come il CCCOD e l’Hôtel Goüin a Tours, Les Tanneries d’Amilly e l’Atelier Calder a Saché, dove lo scultore americano visse e lavorò a lungo. A Blois, per esempio, la scultura monumentale Black Flag – oltre sette metri di superfici nere che cambiano forma a ogni passo – dialogherà nella corte d’onore del castello con l’architettura che ha visto spegnersi Caterina de’ Medici nel 1589. Un incontro che da solo vale il viaggio: il rigore rinascimentale contro l’audacia scultorea del Novecento americano.

Il castello di Bois, dove morì Caterina De’ Medici
Parallelamente, il Domaine di Chaumont-sur-Loire, da anni tra i punti di riferimento europei per arte, giardini e paesaggio, ospita “De Natura”, grande mostra dedicata a Max Ernst con opere provenienti dalle collezioni del Centre Pompidou, visitabile fino al 28 febbraio 2027. Ernst viene ricordato soprattutto per il Surrealismo e per l’invenzione del collage, ma la mostra rivela un aspetto meno conosciuto: il suo dialogo continuo con il mondo naturale, non come semplice paesaggio da dipingere, ma come materia viva da reinventare. Anche il Museo di Belle Arti di Tours entra nella danza, con opere del Centre Pompidou firmate Chagall, Picasso, Man Ray e André Masson messe in dialogo con le collezioni permanenti nella suggestiva Galerie de Diane.

Il fiabesco Castello di Chambord
La cosa più bella? L’intero festival è gratuito, pensato per famiglie, curiosi e appassionati d’arte allo stesso modo, con quasi novanta atelier d’artista aperti al pubblico oltre alle grandi mostre.
Un legame che guarda già al 2028
Questa stagione culturale non nasce per caso. Bourges, cuore pulsante della regione, si prepara a diventare Capitale Europea della Cultura nel 2028 insieme a České Budějovice, nella Repubblica Ceca, e Skopje, in Macedonia del Nord, e il festival AR(t]CHIPEL rappresenta una sorta di prova generale, un modo per far crescere l’entusiasmo e l’attenzione internazionale verso un territorio che fino a poco tempo fa restava un po’ in ombra rispetto alle mete francesi più celebrate.

Cicloturisti davanti al castello di Chambord
Ed è proprio in questo scenario di fermento che si inserisce il rapporto sempre più stretto tra la Valle della Loira e la Toscana. Le due regioni condividono radici che affondano nel Rinascimento: fu Caterina de’ Medici a portare gusto e cultura italiana alla corte di Francia, mentre Leonardo da Vinci trascorse i suoi ultimi anni proprio ad Amboise, non lontano dai castelli oggi protagonisti del festival. Una parentela che negli anni si è trasformata in una collaborazione concreta tra i due territori, capace di intrecciare cultura, turismo, artigianato e produzioni agroalimentari di eccellenza.

Il Giardino di Boboli a Firenze
Per chi ama viaggiare inseguendo storia e bellezza, il messaggio è chiaro: la Valle della Loira si racconta sempre più spesso in parallelo alla Toscana, come sua sorella d’Oltralpe. Stessa passione per i paesaggi coltivati con cura quasi artistica, stessa vocazione enogastronomica, stesso amore per residenze storiche che non sono musei polverosi ma luoghi ancora vivi.
Consigli di viaggio per un autunno tra arte e castelli
Chi organizza una fuga in Valle della Loira in questi mesi potrebbe costruire l’itinerario intorno ai luoghi del festival, alternando le grandi tappe più note ai piccoli centri che spesso restano fuori dalle guide turistiche classiche. Chambord e Blois restano ovviamente i nomi che attirano di più, ma vale la pena spingersi fino a Saché, il paese che ospitò l’atelier di Calder, o fino a Issoudun, dove il Museo dell’Hospice Saint-Roch custodisce opere meno note ma sorprendenti.
Chaumont-sur-Loire merita una giornata intera: oltre alla mostra di Max Ernst, il Domaine regala percorsi tra giardini contemporanei e installazioni che cambiano ogni stagione, un’esperienza che unisce arte, botanica e architettura in modo unico in Europa.

Veduta del castello di Bois
Per chi arriva dalla Toscana, il parallelo è quasi automatico: pensate a un viaggio che affianchi le ville medicee alle dimore della Loira, i giardini all’italiana di Boboli o della Petraia a quelli, altrettanto scenografici, di Villandry o dello stesso Chaumont. Due regioni che, pur parlando lingue diverse, raccontano la stessa idea di paesaggio come opera d’arte collettiva.

La villa medicea della Petraia, in Toscana, con il suo splendido giardino
INFO
Festival AR(t]CHIPEL, 4ª edizione – dal 15 ottobre al 22 novembre 2026, ingresso gratuito: www.nouvelles-renaissances.com e www.centre-valdeloire.fr








