Di Raffaele d’Argenzio
C’è un momento preciso in cui ci si innamora di un oggetto. Succede quando, girando tra gli stand, lo sguardo si posa su una lampada che sembra uscita dal salotto della nonna, o su una poltrona dalle linee morbide che pare aspettare proprio noi. Ed è esattamente questo il genere di colpo di fulmine che promette SOMO – Solo Modernariato, la prima fiera italiana dedicata esclusivamente al design e agli arredi del secolo scorso, che sabato 14 e domenica 15 novembre torna a Milano negli spazi del Superstudio Più, in via Tortona 27.

Il quartiere è quello giusto: siamo nel cuore della zona Tortona, a due passi dai Navigli e dal Mudec, la stessa area che ogni primavera si accende con la Design Week. Un indirizzo che da solo racconta molto dello spirito della manifestazione, nata nel 2024 vicino a Bergamo, negli ambienti di archeologia industriale dello Spazio Fase di Alzano Lombardo, e approdata in città lo scorso maggio. Quella di novembre è la sesta edizione, e arriva dopo un debutto milanese che ha richiamato circa tremila visitatori.
Un viaggio dal dopoguerra agli anni Ottanta
Lo diciamo subito: chi si aspetta il classico mercatino vintage resterà sorpreso. Su 4.000 metri quadri, più di 70 espositori provenienti da tutta Italia, selezionati uno per uno dalla direttrice Francesca Buliani, accompagnano il visitatore in un percorso che parte dal rigore del secondo dopoguerra e arriva fino all’esuberanza degli anni Ottanta. Tra i nomi in fiera ci sono Stov, Arte&design53, Alessandro Carraro, A15, Galleria Frison, Addio al Passato e Primo Piano.

Passeggiando tra gli stand si incontrano poltrone d’autore, specchi scenografici, ceramiche d’arte, tavoli dalle forme sinuose e quelle insegne luminose d’epoca che bastano da sole a cambiare l’atmosfera di una stanza. E poi i grandi maestri: gli arredi leggeri e luminosi di Gio Ponti, le linee plastiche di Ico Parisi, il design colto e tecnologico di Osvaldo Borsani, le lampade di Gae Aulenti, gli oggetti dirompenti di Ettore Sottsass, fino alle visioni di Le Corbusier e di Charles e Ray Eames. Pezzi nati per durare una vita e che, con ogni probabilità, il tempo renderà ancora più preziosi.
La novità: una sezione Gallery
La sorpresa di questa edizione si chiama Gallery, uno spazio curato dall’architetto Nicola Quadri, tra i primi in Italia a riportare sotto i riflettori il design d’autore del Novecento. Qui otto gallerie tra le più significative del panorama nazionale presentano le loro selezioni: oltre alla Galleria Nicola Quadri, che dialoga con un progetto speciale firmato da Marinella Rossi, si potranno scoprire Cristiano Calore Spazio Industrial, Massimo Costa, Alberto Cremonesi, Davide Desio, Valter Fabiani – Carl Kraag, Sibilla Farsetti e Monica Lupi. Un piccolo museo nel cuore della fiera, dove fermarsi con calma e lasciarsi raccontare la storia di ogni pezzo.

Per tutte le tasche (davvero)
Il bello di SOMO è che non serve essere un collezionista esperto per sentirsi a casa. Accanto ai pezzi firmati, a quelli unici e alle edizioni limitatissime, la fiera vuole essere trasversale e accessibile, con piccole rarità che partono da cifre sorprendentemente contenute. È il posto ideale, insomma, anche per chi ha appena scoperto la passione per il modernariato e sogna di portarsi a casa il suo primo oggetto del cuore: una lampada da comodino, un portaombrelli anni Sessanta, una ceramica dai colori pop. E se il pezzo dei sogni è un divano o una credenza, nessun problema: a seconda delle dimensioni, l’acquisto si può portare via subito oppure concordare la consegna direttamente con l’espositore. Quasi tutti gli stand accettano pagamenti con carta, anche se la scelta resta al singolo venditore. C’è poi un valore che va oltre l’estetica. Scegliere un oggetto del Novecento significa preferire la sostanza alla moda del momento e dare una seconda vita a qualcosa che è già stato amato. Un acquisto consapevole, lontano dall’usa e getta, che fa bene alla casa e anche al pianeta.

La donna dietro la fiera
L’anima di SOMO è Francesca Buliani: milanese, 35 anni, mamma di tre figli, laureata in Conservazione dei Beni Culturali e restauratrice. È cresciuta in una casa piena di arredi novecenteschi, tra un padre architetto e una madre commerciante d’arte, e ha passato anni a girare fiere e mercati, trovando spesso il modernariato relegato in qualche angolo. Così ha deciso di cambiare rotta e di dedicarsi alla sua passione di sempre, creando la fiera che avrebbe voluto visitare. E quando gli occhi saranno pieni di forme e colori, il quartiere offre il finale perfetto: a pochi minuti a piedi c’è il Naviglio Grande, con le sue botteghe, le osterie e i locali affacciati sull’acqua, dove concedersi un aperitivo milanese e magari raccontare agli amici l’affare della giornata. Un weekend di novembre che unisce shopping, cultura e buona tavola. Il consiglio? Prendetevi tutto il tempo che serve. Arrivate con un’idea, magari con le misure di quell’angolo di casa ancora vuoto, ma lasciate spazio all’imprevisto: a SOMO, spesso, è l’oggetto a scegliere voi.

INFO
SOMO – Solo Modernariato
Superstudio Più, via Tortona 27, Milano
Sabato 14 novembre ore 10-19, domenica 15 novembre ore 10-18 (venerdì 13 preview su invito)
Biglietti: 10 euro, validità giornaliera, online su Qromo o all’ingresso. Ridotto 5 euro per persone con mobilità ridotta e accompagnatore. Gratis per i bambini fino a 12 anni.
Come arrivare: MM2 Porta Genova FS o Sant’Agostino, MM4 California o Coni Zugna; tram 10 e 14, bus 68 e 90/91. Parcheggio Mudec, via Tortona 56, aperto 24 ore su 24.
www.solomodernariato.com fierasomo@gmail.com, +39 351 85.68.819;








