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I 10 borghi italiani da vedere in inverno

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Con l’arrivo dell’inverno, la nostra bella Italia regala paesaggi di rara bellezza. Come i borghi che, ricoperti da una soffice coltre bianca, e illuminate dalle luci colorate delle feste, assomigliano a tanti presepi di grandezza naturale. Questa settimana, nella nostra rubrica TOP 10, vi proponiamo i 10 borghi innevati da visitare in inverno, da nord a sud.

1.Castelrotto (Bolzano – Alto Adige)

Splendido borgo medievale altoatesino, Castelrotto fa parte della provincia autonoma di Bolzano. La sua posizione, nella Valle d’Isarco, tra la Val Gardena e la Val Tires, inclusa nel territorio del Parco Naturale della Sciliar, lo rende la meta ideale per una pausa culturale per chi si reca a sciare sulla Marmolada o sull’Alpe di Siusi. Quando i suoi muri antichi si coprono di neve, Castelrotto regala atmosfere da fiaba. Qui si parla ancora il ladino e si possono ammirare pregevoli architetture e testimonianze storiche. Tra queste vi è la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in stile neoclassico, e il campanile barocco, da cui si può ammirare il borgo e il paesaggio circostante. Splendide anche le antiche rovine del Castello di Castelvecchio, che si può raggiungere a piedi. Ogni inverno, poi, qui rivive la tradizione del “matrimonio contadino”.

2. Canale di Tenno (Trento – Trentino)

Meraviglioso borgo medievale, dove il tempo sembra davvero essersi fermato, Canale di Tenno è inserito nella lista dei Borghi Più Belli d’Italia. Tra case di pietra, strette stradine, volte a botte, vicoli e balconcini custodisce un fascino senza tempo. Immerso tra le colline e affacciato sul versante Trentino del Lago di Garda, fin dal Secondo Dopoguerra per la sua bellezza ha attratto artisti da tutta Europa, che venivano qui per farsi ispirare dai suoi scorci. Tra questi vi è il pittore torinese Giacomo Vittone, a cui è dedicata la Casa degli Artisti, ritrovo e alloggio per pittori, scrittori, fotografi e poeti che visitano il borgo. Da non perdere, nel periodo natalizio, i Mercatini di Natale, che con le mille luci colorate trasformano Canale in un magnifico e suggestivo presepe. Da non perdere, poi, nelle vicinanze, un’escursione al Lago di Tenno, le cui acque turchesi e trasparenti sono incastonate tra i boschi. Qui si trova anche la splendida Cascata del Varone.  

3. Poffabro (Pordenone – Friuli Venezia Giulia)

Per la sua bellezza, soprattutto nella versione invernale, Poffabro, piccola frazione nel Comune di Frissanco, in provincia di Pordenone, sorge a 525 metri di altezza sulle Prealpi Carniche ed è noto anche come “Presepio tra i Presepi”, oltre ad essere annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia. Camminare tra le sue vie strette, tra casette di pietra tagliate a vivo, balconcini di legno, corti e scalette regala emozioni e scatti suggestivi. Nel periodo natalizio, poi, per le vie del borgo, finestre e porticati vengono allestite decine di piccoli presepi che donano a Poffabro calde atmosfere. Da non perdere il piatto tipico della zona, il frico, patate rosolate in padella, schiacciate e mescolate a formaggio a cubetti.

4. Bobbio (Piacenza – Emilia Romagna)

Bobbio, importante centro della Val Trebbia, nella provincia di Piacenza, sorge sulla riva sinistra del fiume Trebbia, ai piedi del Monte Penice e vanta una lunga lista di riconoscimenti. Tra questi vanta il titolo di “Borgo dei Borghi 2019”, attribuito dalla trasmissione Kilimangiaro di Rai3, è Bandiera Arancione del Touring e nella lista del Borghi più belli d’Italia. Nota fin dal Medioevo come la “Montecassino del Nord” deve l’appellativo alla sua famosa Abbazia, fondata nel 614 d. C dal monaco irlandese San Colombano. Uno dei simboli del borgo è lo splendido ponte romano, a 11 arcate, noto come “Ponte del Diavolo” per la leggenda che narra che proprio qui San Colombano ingannò il maligno. In inverno, Bobbio si copre di una soffice coltre bianca, che gli dona una veste inedita e suggestiva. Da non perdere una visita all’ex Complesso monastico, con la Basilica di San Colombano, nella cui cripta si trovano le spoglie del santo, il Museo dell’Abbazia e il Museo della città, per vedere la Bobbio del passato attraverso un’esperienza multimediale. Tra le eccellenze anche la cattedrale di Santa Maria Assunto, del 1075 d.C con la piazza del Duomo, e il Castello Malaspina. Presso il Museo Azzolini, invece, si possono ammirare capolavori del Novecento, tra cui alcuni De Chirico, Fontana, Rosai e Giò Pomodoro.

5. Mondavio (Pesaro Urbino – Marche)

Anche Mondavio, in provincia di Pesaro Urbino, vanta un posto tra i Borghi più Belli d’Italia e su di esso sventola la Bandiera Arancione del Touring Club. Sorge su un colle, a 20 km dal Mare Adriatico e si trova tra due fiumi, il Metauro e il Cesano. Ancora più bello in inverno, quando la neve ricopre le sue mura di pietra, Mondavio è famoso per la sua Rocca, fatta costruire da Giovanni Maria della Rovere, sublime esempio di architettura militare considerata inespugnabile. Infatti, non avendo subito attacchi, ancora oggi conserva la sua architettura originaria. Edificata tra il 1482 e il 1492, se la si guarda dall’alto, la sua forma ricorda quella di una balestra. Lungo il fossato, poi, è stato ricavato il Parco delle Macchine da Guerra, un’installazione unica nel suo genere dove poter ammirare le riproduzioni fedeli di catapulte, bombarde, catapulte e altre macchine da assedio. All’interno della Rocca roveresca si trova poi anche il Museo di Rievocazione Storica, con scene del Rinascimento. Splendido anche il piccolo Teatro Apollo in stile Liberty e Palazzo Giorgi Pierfranceschi, che collega piazza della Rovere al Municipio.

6. Abbadia San Salvatore (Siena – Toscana)

Nella nostra TOP 10 della settimana c’è anche Abbadia San Salvatore, splendido borgo medievale in provincia di Siena che sorge a 822 metri sulle pendici del Monte Amiata e con una splendida vista sulla Val d’Orcia. Lo sviluppo del borgo è legato all’antica abbazia, fondata nel 750 d.C da Ratchis, re dei Longobardi, e ben presto divenuta centro del potere monastico della zona. Il centro storico, tra stradine, viuzze e vicoletti che regalano scorci suggestivi sulla Val d’Orcia si sviluppa attorno al complesso monastico. Nel periodo natalizio, poi, Abbadia si trasforma in un presepe. Da non perdere la fiaccolata che si tiene ogni anno la Vigilia di Natale e che le è valso il nome di “Città delle Fiaccole”. Fino alla metà degli anni Settanta, poi, il borgo è stato un importante centro minerario per l’estrazione del mercurio. I resti delle miniere si possono ancora vedere salendo verso la cima del Monte Amiata.

7. Scanno (L’Aquila – Abruzzo)

Tra i Borghi più Belli d’Italia, ancora più belli in inverno, troviamo anche Scanno. Situato a 1050 metri di altezza, nell’Alta Val Nure, appena fuori dal territorio del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, ha conquistato per la bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi scorci, fotografi del calibro di Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna. Il borgo si raggiunge attraverso una meravigliosa strada con numerosi tornanti che conduce al centro storico. Qui ci si incammina in un dedalo di stradine che passano davanti a vecchie case medievali, palazzi signorili che coniugano le architetture medievali a quelle barocche. Da non perdere il percorso ad anello, detto “ciambella” che parte dalla chiesa parrocchiale e che porta alla scoperta delle antiche botteghe dove ancora oggi si tramanda l’arte orafa e quella del merletto a tombolo. Da non perdere, poi, una ciaspolata sulla neve alla scoperta del lago di Scanno, dall’inconfondibile forma a cuore, considerato il più grande bacino naturale d’Abruzzo.

8. Pietrapertosa (Potenza – Basilicata)

Quando, con il calar della sera, si accendono le prime luci, il borgo di Pietrapertosa, in provincia di Potenza, assume l’aspetto di un suggestivo presente. Incastonato nella roccia delle Piccole Dolomiti Lucane, nel territorio del Parco Regionale di Gallipoli Cognato, si trova a 1088 metri di altitudine ed è il Comune più alto della Basilicata. Deve il suo nome alla grande rupe forata da parte a parte che domina la cittadina. Da non perdere la parte più antica del borgo, che ancora oggi porta l’antico nome saraceno, Arabat. Qui si passeggia fra stradine strette, vicoli ciechi e case addossate le une alle altre, che sembrano uscire dalla roccia scoscesa, creando una sorta di labirinto. Non dimenticate poi di salire fino al castello per ammirare il panorama circostante. Se poi siete tra coloro che amano le esperienze adrenaliniche, non fatevi mancare il Volo dell’Angelo, che consente di “volare” a 120 km all’ora su uno strapiombo a 800 metri di altezza per raggiungere il vicino borgo di Castelmezzano.

9. Roseto Valfortore (Foggia – Puglia)

Entra nella nostra TOP 10 della settimana anche il borgo di Roseto Valfortore, in provincia di Foggia, che sorge su uno scosceso pendio. Deve il suo nome alla rosa canina, che non solo compare nello stemma comunale, ma ancora oggi si coltiva lungo le strade del borgo. Roseto ha un impianto urbanistico di origine medievale I vicoli del centro storico partono tutti da Piazza Vecchia e sono composti da un vicolo più grande, da cui partono le scalinate che portano alle abitazioni, e uno più stretto, che serve per raccogliere l’acqua piovana, secondo una tecnica longobarda. In fondo a ogni vicolo, poi, un tempo era situata una porta che veniva chiusa al tramonto per proteggere gli abitanti. In ogni scorcio del borgo poi, è possibile ammirare l’arte degli scalpellini rosetani, che costituisce il patrimonio artistico più importante del paese. Portali, colonne, bassorilievi realizzati con la pietra della locale cava sono esempi di rara bellezza. Splendide anche le meridiane, gli orologi e l’antichissimo orologio meccanico che si trova sul campanile della chiesa parrocchiale. Il borgo conta pochissimi abitanti e quando le sue strade si ammantano di neve assume un fascino tutto particolare.

10. Bova (Reggio Calabria – Calabria)

Chiude la nostra TOP 10 della settimana il suggestivo borgo di Bova, in provincia di Reggio Calabria. Adagiato sulle pendici dell’Aspromonte, conta solo 500 abitanti e non è facilissimo da raggiungere. Il suo territorio, infatti, si compone di calanchi, fiumare, colline, coste franose e alture. Bova è considerata la capitale della Calabria Greca e punto di collegamento tra l’Aspromonte e la costa ionica. La sua fondazione è immersa nella leggenda. Si dice infatti che il suo nome derivi dal greco vùa, riferito alla presenza di pascoli e di buoi sul monte omonimo. Sarebbe stata una regina di origini armene a guidare il suo popolo fin quassù, facendo della cittadina da lei fondata un importante crocevia di culture e di lingue. Ancora oggi, infatti, si possono vedere nelle architetture del borgo influenze bizantine, normanne e medievali. Quando, poi, qui scende la neve, tutto assume un alone di magia.