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La Valle Camonica si candida a Capitale della Cultura 2029

Di Raffaele d’Argenzio

C’è un luogo, in Lombardia, dove la storia dell’umanità non si legge sui libri ma sulla roccia. Migliaia di incisioni, scolpite nella pietra levigata dai ghiacciai, raccontano cacciatori, riti, guerrieri, aratri e stelle: sono i segni lasciati da chi ha abitato questi monti prima ancora che nascesse la scrittura. Oggi quella valle, la Valle Camonica, guarda al futuro con la stessa energia con cui i suoi antichi abitanti hanno guardato al cielo, e lo fa candidandosi a Capitale Italiana della Cultura 2029 con un claim che è già un programma di viaggio: “10.000 anni di futuro“. “Se l’energia è quella dimostrata finora, la Valle Camonica saprà essere all’altezza di questa sfida nazionale”, ha dichiarato Priscilla Ziliani, Assessore alla Cultura della Comunità Montana di Valle Camonica, che negli ultimi mesi ha guidato il dialogo con associazioni, operatori e amministratori locali per costruire il dossier della candidatura insieme a tutto il territorio.

Strada nella Bassa Valle Camonica

I quaranta comuni della valle hanno scelto infatti di presentarsi uniti, come un’unica capitale diffusa che si snoda dal Lago d’Iseo fino ai ghiacciai dell’Adamello, trasformando la cultura in un motore capace di generare nuove opportunità, attrarre visitatori e migliorare la vita di chi qui lavora e accoglie i turisti tutto l’anno. Per chi ama viaggiare fuori dai soliti itinerari, è l’occasione perfetta per scoprire (o riscoprire) una delle zone più sorprendenti e meno affollate del Nord Italia.

Un pezzo di storia del mondo

La Valle Camonica, del resto, è un pezzo di storia del mondo. Qui si trova l’Arte Rupestre della Valle Camonica, primo sito italiano a entrare nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, era il 1979, e proprio nel 2029 si festeggeranno i cinquant’anni da quel riconoscimento. Passeggiando tra i parchi archeologici della Valle dei Segni, tra Capo di Ponte, Ceto, Cimbergo e Paspardo, si cammina letteralmente sulle radici millenarie dell’umanità: oltre 140.000 figure incise nell’arco di ottomila anni, un racconto per immagini che non ha eguali in Europa.

I disegni rupestri di Capo di Ponte Parco

Una varietà straordinaria di paesaggi

Ma la valle non è solo pietra antica. È anche una straordinaria varietà di paesaggi, riconosciuta come Riserva della Biosfera UNESCO Valle Camonica-Alto Sebino, dove le spiagge del Lago d’Iseo lasciano spazio a boschi, malghe e cime che sfiorano i tremila metri. Tra un parco e l’altro si scoprono borghi di pietra rimasti quasi intatti, castelli medievali, chiese affrescate come Sant’Antonio a Breno, che custodisce i colori di Girolamo Romanino, e un intreccio di cammini, ciclovie e sentieri che rendono la valle perfetta per chi cerca vacanze attive tra natura e cultura. Non manca il benessere, con le sue terme, né una cucina di montagna fatta di formaggi, salumi e piatti che raccontano il legame profondo tra le comunità, le produzioni e i saperi del territorio: qui un weekend può iniziare davanti a un’incisione preistorica e finire a tavola, tra i sapori di una terra che non ha mai smesso di coltivare la propria identità.

Santuario di Cerveno, opere lignee di Beniamino Simoni

Le novità e le innovazioni

In vista del 2029 la valle si è messa al lavoro con una serie di interventi pensati per accogliere sempre meglio chi arriva da fuori. Aprirà al pubblico il santuario megalitico di Pat, a Ossimo, un sito unico in Europa rimasto finora poco conosciuto. A Capo di Ponte nascerà un nuovo Visitor Centre con il riallestimento del Museo Nazionale della Preistoria, mentre a Ceto sorgerà un hub culturale e museale interattivo dedicato alla Valle dei Segni, firmato dallo studio di architettura di Michele De Lucchi.  

Capo di Ponte, Parco di Naquane

E ancora: il restauro degli spazi della Cittadella Cultura di Capo di Ponte, il recupero del Castello Medievale di Cimbergo, un nuovo collegamento accessibile tra il castello medievale e il centro storico di Breno, il nuovo museo dedicato all’artista camuna Franca Ghitti a Darfo Boario Terme e un centro di documentazione a Ponte di Legno sullo scultore Ettore Calvelli e, sempre a Edolo, un campus universitario dell’Università della Montagna-UNIMONT pensato per accogliere studenti fuori sede e internazionali, segno che la valle guarda al 2029 anche come laboratorio di futuro per i più giovani. Parallelamente si lavora per rafforzare i collegamenti, dalla ferrovia Brescia-Iseo-Edolo al trasporto locale verso le valli laterali, e per costruire un modello di accoglienza diffuso capace di reggere il passo di un turismo in crescita senza snaturare i luoghi.

Una casa decorata nel Comune di Bienno

Chi volesse toccare con mano questo entusiasmo può partire già dal 19 settembre 2026, quando al Museo Nazionale della Preistoria di Capo di Ponte si terrà la presentazione ufficiale della candidatura, con un treno speciale in partenza da Pisogne pensato apposta per accompagnare residenti e turisti fino a Edolo, tra saluti delle associazioni culturali e assaggi di prodotti locali.

Tra incisioni rupestri che parlano da diecimila anni, borghi da esplorare a passo lento, cime da conquistare e una tavola che profuma di montagna, la candidatura a Capitale della Cultura 2029 è un’occasione in più, forse la migliore, per visitare a fondo la Valle Camonica e lasciarsi sorprendere da un territorio che ha già scritto la storia e ora si prepara a scriverne un altro capitolo.

INFO

www.turismovallecamonica.it