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Procida è Capitale della Cultura 2022. Come scoprirla e viverla in un weekend

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È Procida la “Capitale italiana della Cultura 2022”. Lo ha annunciato oggi il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini. La piccola isola campana, appartenente alla provincia di Napoli, con le sue bellezze, le sue peculiarità e i suoi progetti, ha sbaragliato le altre nove candidate finaliste: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra. Inoltre, è la prima volta che il prestigioso riconoscimento va a un piccolo borgo con poco più di 10 mila abitanti e non a un capoluogo di provincia o regione. Procida riceverà per il suo programma culturale un milione di euro.

A convincere la giuria, che nella sua valutazione non tiene conto solo alle bellezze paesaggistiche e turistiche, ma anche al progetto culturale, è stato il programma “La Cultura non isola”, che prevede 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 40 opere originali, 8 spazi culturali recuperati. Il tutto suddiviso in 5 sezioni tematiche: “Procida ispira”, “Procida inventa”, “Procida include”, “Procida innova” e “Procida impara”.

Procida, un’isola da romanzo e da film!

Da sempre la cultura è stata uno dei capisaldi di Procida, che ha ispirato scrittori e registi. Basti pensare che il capolavoro di Elsa Morante “L’isola di Arturo”, è stato ispirato dall’oasi di Vivara, un piccolo lembo di terra collegato a Procida da un lungo ponte.

Una scena del film “L’isola di Arturo” del 1962, tratto dal capolavoro di Elsa Morante

Anche lo scrittore francese Alphonse De Lamartine, ha ambientato a Procida il suo romanzo autobiografico “Graziella”, del 1849, che racconta la sua storia d’amore con un’isolana, realmente esistita. Oggi, al secondo piano del Palazzo della Cultura, nel borgo di Terra Murata, è stata ricostruita la “Casa di Graziella” per mantenere vivo il ricordo di quell’amore finito in modo tragico.

La ricostruzione della Casa di Graziella a Terra Murata

Gli scenari del’isola hanno fatto da sfondo a capolavori cinematografici come Detenuto in attesa di giudizio con Alberto Sordi, Il postino con l’indimenticabile Massimo Troisi e Il talento di Mr Ripley con Matt Damon.

Massimo Troisi in una scena de “Il Postino” del 1994

Procida, che cosa vedere in un weekend

Il 2022 sarà dunque l’anno di Procida. Ma potete già programmare un weekend o una vacanza sull’isola, soprattutto se vi piace la tranquillità e non volete aspettare che si riempia di turisti in occasione degli eventi. L’isola, meno caotica delle “vicine di casa” Ischia e Capri, dista solo mezz’ora di aliscafo da Napoli.

Approderete nel porto di Marina Grande, che vi accoglierà con le sue splendide case multicolore e con la vista dello splendido Palazzo Montefusco con la sua cornice merlata. Qui si concentrano bar, ristoranti e locali, mentre lungo via Roma si possono trovare negozi, boutique e botteghe artigiane.

La merlatura di Palazzo Montefusco

Al centro di Marina Grande, in Piazza Sancio Cattolico, si trova anche la bella Chiesa della Pietà, con il suo campanile barocco e, al suo interno, un pregevole crocifisso ligneo del 1845. Da Marina Grande partono anche gli autobus e i taxi per raggiungere i diversi punti dell’isola.

La Chiesa di Santa Maria della Pietà

Terra Murata, il cuore medievale di Procida

 D’obbligo una visita a Terra Murata, il nucleo medievale dell’isola, dove gli abitanti si rifugiavano per difendersi dagli attacchi dei Saraceni. Questo meraviglioso borgo dove il tempo sembra essersi fermato, si trova proprio al centro dell’isola, a 90 metri sul livello del mare. Il nome deriva dalle mura erette nel Cinquecento e vi si accede ancora attraverso i varchi originari, che trasportano il visitatore in un dedalo di case addossate le une altre e piccole viuzze da cui, di tanto in tanto, spuntano minuscole aperture dalle quali si gode di un superbo panorama sul Golfo di Napoli e sulle altre isole.

La cittadella di Terra Murata

Qui si trova il maestoso Palazzo D’Avalos, costruito nel Cinquecento dalla famiglia omonima, che governò l’isola fino al Settecento. Il complesso comprende il Palazzo, il cortile, la caserma delle guardie, l’edificio che ospita le celle, quello dei veterani, la Medicheria, la Casa del Direttore e il terreno Spianata. Dopo essere stato Palazzo Reale dei Borbone, nel 1815 diventò la sede di una Scuola Militare e poi in carcere fino al 1988. Nel 2013 è stata recuperato per diventare un polo museale e culturale.

A Terra Murata si trovano anche il Monastero di Santa Margherita e il Santuario di Santa Maria delle Grazie, lungo la strada che porta a Marina della Corricella.

Il Santuario di Santa Maria delle Grazie

La Corricella, il “set” de Il Postino

È il borgo marinaro più antico di Procida ed è unico nel suo genere per le case dai colori pastello dei pescatori con i tipici balconi coperti da archi in stile arabo, chiamati “Vefi”. I colori delle case, che ancora oggi, in caso di ritinteggiatura, devono rispettare un rigido protocollo per preservarne il valore storico, servivano ai pescatori per riconoscere la propria abitazione dal mare.

Panorama del borgo marinaro della Corricella

La Corricella è totalmente pedonale e ci si può perdere tra le sue vie e le sue case colorate, magari andando alla ricerca degli scorci che hanno fatto da sfondo al celebre film con Massimo Troisi “Il Postino”, nel 1994. Non solo. Anche le multinazionali Apple e Microsoft hanno scelto il mare cristallino della Corricella per fare da sfondo alla pubblicità dei loro prodotti.

Casale Vascello, piccolo mondo antico

Ai piedi di Terra Murata si trova lo splendido borgo fortificato di Casale Vascello, il primo nucleo abitativo nato nel Seicento, quando le invasioni saracene cominciarono a farsi meno frequenti. Vi si accede dai due ingressi originari, che potevano essere chiusi in caso di attacchi, situato in via Principe Margherita e in via Salita Castello.

Case colorate a Casale Vascello

Il cuore del borgo è un grande cortile centrale, che viene spesso utilizzato, soprattutto in estate, per eventi culturali e spettacoli. Qui si affacciano case colorate, addossate le une alle altre, e partono stretti vicoli che si inoltrano in un mondo a parte, quasi sospeso nel tempo.

Procida e le sue spiagge

Piccole spiaggette dalla sabbia fine, oppure scura e grossa, calette, piccole baie e insenature fanno di Procida un paradiso per gli amanti del mare. Le spiagge si possono raggiungere in autobus, a piedi oppure dal mare, alcune sono attrezzate con lettini e ombrelloni, bar e ristorantini dove gustare ottimi piatti a base di pesce fresco.

La spiaggia più celebre è quella di Pozzo Vecchio, a ovest dell’isola, dove sono state girate alcune scene de Il Postino.

La spiaggia di Pozzo Vecchio, set di alcune scene de Il Postino

Sempre da questa parte dell’isola si trovano anche le spiagge di Ciraccio e Chiaioella, caratterizzate da sabbia scura. Vicino al porto si trovano invece le spiagge Della Lingua e della Silurenza, facilmente raggiungibili a piedi dopo lo sbarco da traghetti e aliscafi, dalla rena sabbiosa e soffice.

I faraglioni della spiaggia della Chiaioella

Spostandosi a est dell’isola si trova invece la Spiaggia della Chiaia, che si affaccia davanti all’isola di Ischia. Ci si arriva a piedi percorrendo una scalinata di 182 gradini. Il mare è cristallino con fondali bassi e vi si trovano deliziosi ristorantini con menù di pesce fresco.

Vivara, la vera “Isola di Arturo”

Poco distante dalla spiaggia della Chiaiolella, si trova la piccola isola di Vivara, che ha ispirato Elsa Morante per il suo splendido romanzo “L’isola di Arturo”. Dal 1974 è un’oasi naturalistica protetta e Riserva Naturale dello Stato dal 2002. È collegata a Procida da un ponte pedonale, che in realtà è la condotta dell’Acquedotto Campano.

Il ponte che collega Procida all’isola di Vivara

Selvaggia e incontaminata, Vivara è un gioiello naturalistico di 32 ettari, formatasi dalla parte emersa di un cratere sottomarino più antico dei Campi Flegrei. Spicca per la sua spettacolare macchia mediterranea, fatta di mirti, corbezzoli, lecci e carrubi.  L’isola è popolata da una colonia di conigli selvatici, introdotti dai D’Avalos, governatori di Procida e di Ischia, che avevano fatto dell’isola il loro “casino di caccia”.

Un coniglio selvatico sull’isola di Vivara

A Vivara si possono vedere anche alcune costruzioni, come la Casa del Caporale, che veniva utilizzata dalla guardia di Re Carlo III, o come i due fortini costruiti dai soldati di Gioacchino Murat. Ci sono poi altre due costruzioni attigue. Una di esse è una casa colonica del XVII secolo appartenuta a Giovanni Guevara, duca di Bovino, la seconda era di proprietà dei fratelli La Chianca, a lungo proprietari di Vivara.

L’ingresso all’area protetta di Vivara

Sul lato meridionale dell’isola si trova poi un edificio incompiuto, chiamato “La Tavola del Re”, opera del famoso ingegnere napoletano di origine inglese Lamont Young. Da qui si può ammirare una vista spettacolare su Capri e sul Ischia, sulla quale è possibile distinguere il Castello Aragonese.

….scopri nella 2° pagina che cosa mangiare a Procida….