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Top Ten Weekend Premium

Le 10 rievocazioni storiche da vedere questa estate

Dieci tuffi nel passato, dal Palio di Siena alla Disfida di Barletta: cavalli lanciati al galoppo, sbandieratori, dame e cavalieri che riportano in vita Medioevo, Rinascimento e Serenissima. Una mappa da Nord a Sud, isole comprese, con date precise (fino a settembre), cosa vedere in città e cosa mangiare. Allacciate la cintura del tempo.

1. Palio di Siena — Toscana

Se esiste una rievocazione che è insieme corsa, fede laica e guerra di quartiere, è il Palio di Siena. Per questo apre la nostra classifica: in novanta secondi di galoppo a pelo intorno a Piazza del Campo, dieci delle diciassette contrade si giocano un anno intero di orgoglio. Le origini affondano nel Medioevo e la forma attuale risiede in piazza dalla metà del Seicento. Si corre due volte, il 2 luglio (Palio di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell’Assunta), sempre alle stesse date a prescindere dal giorno della settimana. La piazza centrale è gratuita ma rovente: si entra dal mattino e si resta in piedi per ore sotto il sole, quindi cappello, acqua e tanta pazienza.

Le quattro giornate prevedono sei prove e, la sera della vigilia, le emozionanti cene della prova generale nelle vie delle contrade. Tra una corsa e l’altra, Siena merita lentezza: il Duomo a fasce bianche e nere, la Torre del Mangia e il Palazzo Pubblico con il Museo Civico (la Maestà di Simone Martini e il ciclo del Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti), il complesso del Santa Maria della Scala. A tavola, pici all’aglione, panforte, ricciarelli e cantucci col Vin Santo, accompagnati da un calice di Chianti. Un consiglio: se non trovate posto in agosto, puntate sul Palio di luglio o anche solo su una prova serale, più accessibile e altrettanto elettrica.

INFO: www.ilpalio.siena.itwww.comune.siena.it

2. Giostra del Saracino — Arezzo, Toscana

Arezzo gioca nel 2026 una carta storica: la 150ª edizione della Giostra del Saracino, in programma domenica 6 settembre (edizione diurna, dalle ore 17). Motivo più che valido per il secondo posto della nostra Top 10. La Giostra nasce come esercizio militare medievale: i cavalieri dei quattro quartieri — Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta Sant’Andrea e Porta Santo Spirito — si lanciano lungo la lizza di Piazza Grande contro il Buratto, il “Re delle Indie”, un automa armato di mazzafrusto che punisce gli errori con una frustata. Rivalità autentiche, famiglie che tifano lo stesso quartiere da generazioni, oltre settecento figuranti in costume trecentesco.

L’anniversario porta con sé eventi collaterali, mostre e celebrazioni nei giorni precedenti; i biglietti in tribuna vanno a ruba. La cornice è da brivido: Piazza Grande inclinata, le Logge del Vasari, la Pieve di Santa Maria, e a pochi passi la Basilica di San Francesco con il ciclo della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, uno dei vertici del Rinascimento. Se capitate il primo fine settimana del mese, c’è anche la celebre Fiera Antiquaria. In tavola, Arezzo è Toscana verace: ribollita, pici, acquacotta e la bistecca di Chianina, da innaffiare con un Chianti dei Colli Aretini.

INFO: www.giostradelsaracinoarezzo.it , tel. +39 0575 377462, giostradelsaracino@comune.arezzo.it

3. Giostra della Quintana — Foligno, Umbria

La Quintana folignate compie nel 2026 ottant’anni di età moderna, e la Rivincita (la giostra pomeridiana di settembre) cade sabato 12 settembre con il maestoso corteo storico e domenica 13 settembre con la gara: un anniversario che le vale il gradino più alto del podio umbro. È un trionfo barocco: dieci rioni si contendono il Palio mentre i cavalieri, lanciati al galoppo su un tracciato a forma di otto, devono infilare con la lancia gli anelli appesi al braccio della statua del dio Marte, anelli che si rimpiccioliscono a ogni tornata (8, 6 e 5 centimetri). Le origini risalgono alla giostra del 1613, ma la rinascita è del 1946.

Il corteo conta centinaia di figuranti in sontuosi abiti seicenteschi, e nelle settimane precedenti aprono le dieci taverne rionali, dove si mangia e si rivive la sfida del “Gareggiare dei Convivi”, i banchetti barocchi. A Foligno non perdete Palazzo Trinci con i suoi affreschi tardogotici e il Museo della Città, il Duomo di San Feliciano e il Museo della Quintana (ingresso gratuito), che custodisce l’antico documento del 1613. Cucina umbra di sostanza: strangozzi, torta al testo con salumi, lenticchie e tartufo, da accompagnare con un Sagrantino di Montefalco o un più agile Montefalco Rosso. I

NFO: www.quintana.it

4. Quintana di Ascoli Piceno — Marche

Tra le mura di travertino di Ascoli, una delle giostre più antiche e affascinanti d’Italia trasforma la città in un affresco quattrocentesco vivente. Due gli appuntamenti: la Giostra della Madonna della Pace, sabato 11 luglio 2026 (suggestiva edizione notturna) e la più solenne Giostra di Sant’Emidio, domenica 2 agosto 2026 (pomeridiana, dedicata al patrono). I cavalieri dei sei sestieri si sfidano al Campo dei Giochi “Squarcia” contro il “Moro”, un bersaglio girevole da colpire con la lancia in tre tornate lungo il tracciato a otto. Il corteo storico schiera circa millecinquecento figuranti in costume rinascimentale, e accanto ai sestieri sfilano i Castelli vassalli della città. Prima della gara conviene arrivare presto per accaparrarsi un buon posto sugli spalti.

Ascoli è una scoperta: Piazza del Popolo con il Palazzo dei Capitani, la chiesa di San Francesco e lo storico Caffè Meletti in stile liberty; Piazza Arringo con il Duomo di Sant’Emidio, la Pinacoteca e i musei; il Forte Malatesta. Imperdibili a tavola le olive all’ascolana DOP e il fritto misto all’ascolana, i vincisgrassi, il tutto con un Rosso Piceno o un bianco Pecorino, e l’immancabile aperitivo all’Anisetta. Durante la Quintana le taverne dei sestieri restano aperte fino a notte fonda.

INFO: www.quintanadiascoli.it

5. Regata Storica — Venezia, Veneto

Non solo cavalli: a Venezia, la Regata Storica, la rievocazione più scenografica del Veneto, si corre sull’acqua. Domenica 6 settembre 2026, il Canal Grande diventa un palcoscenico a cielo aperto. Si parte verso le 15.30 con il corteo acqueo: decine di imbarcazioni cinquecentesche, il Bucintoro dogale, figuranti in costume che rievocano l’accoglienza trionfale a Caterina Cornaro, regina di Cipro, nel 1489. Poi le gare di voga alla veneta, fino alla regata-clou dei gondolini, attesa come una finale. Le prime testimonianze risalgono al XIII secolo. Le rive del Canal Grande sono gratuite ma affollatissime; per una visuale comoda si possono affittare posti sulle tribune galleggianti o seguire la sfilata dal Bacino di San Marco a Rialto fino a Ca’ Foscari, dove è allestita la “Machina” d’arrivo.

Approfittatene per vivere Venezia oltre la cartolina: Palazzo Ducale, la Basilica di San Marco, le Gallerie dell’Accademia, Ca’ Rezzonico. E perdetevi tra i bacari per l’ora dei cicchetti: baccalà mantecato, sarde in saor, un’ombra di Soave o uno spritz al tramonto sul Canale. Settembre, con il clima mite, è il momento perfetto per scoprire anche le isole della laguna.

INFO: www.regatastoricavenezia.itwww.veneziaunica.it

6. Palio dei Normanni — Piazza Armerina (Enna), Sicilia

Il Palio dei Normanni, la più imponente rievocazione del Sud Italia accende il cuore della Sicilia a Ferragosto. Dal 12 al 14 agosto 2026 (71ª edizione), Piazza Armerina rievoca l’ingresso del Conte Ruggero d’Altavilla, che nell’XI secolo liberò la città dalla dominazione saracena, sotto il vessillo di Maria Santissima delle Vittorie. Oltre seicento figuranti in costume medievale, quattro quartieri storici — Monte, Castellina, Canali e Casalotto — e tre giornate fittissime: il 12 agosto la consegna delle armi e la benedizione dei cavalieri; il 13 la spettacolare consegna delle chiavi della città con l’ingresso trionfale del Conte; il 14, al campo di Sant’Ippolito, la Quintana del Saraceno, la giostra equestre che assegna il Palio.

L’evento è iscritto nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana e richiama visitatori da tutta l’isola. A Piazza Armerina (provincia di Enna) il pezzo forte è la Villa Romana del Casale, patrimonio UNESCO, con i suoi straordinari mosaici (le celebri “ragazze in bikini”); poi la Cattedrale che custodisce l’icona della Madonna delle Vittorie e il centro barocco. In tavola, il piacentinu ennese DOP (formaggio allo zafferano e pepe), i maccheroni col sugo, la ‘mpanata e i dolci di mandorla.

 INFO: www.piazzaarmerina.orgwww.visitsicily.info

7. Palio di Asti — Piemonte

Il Piemonte schiera il Palio di Asti, che si contende con Siena il titolo di più antico d’Italia: le prime attestazioni risalgono al terzo quarto del Duecento (un documento ricorda la corsa del 10 agosto 1275). Si corre domenica 6 settembre 2026 in Piazza Alfieri, corsa a pelo tra ben ventuno tra rioni, borghi e comuni dell’Astigiano, legata al patrono San Secondo. La formula prevede tre batterie e una finale, preceduta da un corteo storico di oltre mille figuranti che rievoca l’Asti medievale tra il XII e il XV secolo, chiuso dal carroccio trainato da candidi buoi.

 La città è un piccolo gioiello: la Torre Troyana, la Collegiata di San Secondo, la Cattedrale, Palazzo Mazzetti con la Pinacoteca, la Cripta di Sant’Anastasio e le tante torri medievali. Il Palio è il culmine del “Settembre Astigiano”, che include la Douja d’Or e il Festival delle Sagre: un’occasione d’oro per gli amanti dell’enogastronomia. E qui si va sul sicuro: agnolotti del plin, bagna càuda, carne cruda e tajarin al tartufo, con i grandi rossi del territorio — Barbera d’Asti e Nizza DOCG — e, per il brindisi, l’Asti Spumante e il Moscato.

INFO: www.visit.asti.it.

8. Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) — Sassari, Sardegna

La Sardegna porta in classifica un rito patrimonio dell’umanità: la Faradda di li Candareri. Ogni 14 agosto — dunque anche nel 2026 — Sassari celebra la sua “Festha Manna”: tredici enormi colonne lignee, ceri votivi che sfiorano i quattro quintali, vengono portati a spalla dai gremi, le antiche corporazioni di arti e mestieri, in una processione danzante che da Piazza Castello scende lungo Corso Vittorio Emanuele fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. È lo scioglimento di un voto fatto alla Madonna Assunta dopo le pestilenze del Cinque-Seicento.

Dal 2013 la Faradda è iscritta nel Patrimonio Immateriale UNESCO, all’interno della Rete delle Grandi Macchine a Spalla; richiama fino a centomila persone. Più i candelieri “ballano” (baddarinu), al ritmo di tamburi e pifferi, più — dice la tradizione — l’annata sarà fortunata. Conviene arrivare nel primo pomeriggio per vivere i preparativi e la “vestizione” dei ceri. A Sassari da non perdere il Duomo di San Nicola, la scenografica Fontana di Rosello, il Museo Sanna e la stessa Santa Maria di Betlem. La cucina è identitaria e generosa: lo zimino (frattaglie alla brace), la fainè, le lumache, le seadas, il pane carasau e il porceddu, con un Vermentino di Gallura o un Cannonau.

 INFO: www.candelierisassari.itwww.turismosassari.it

9. Giostra Cavalleresca — Sulmona, Abruzzo

Nel cuore dell’Abruzzo, tra le montagne che abbracciano la conca peligna, Sulmona festeggia nel 2026 la 30ª edizione della sua Giostra Cavalleresca, in programma sabato 25 e domenica 26 luglio (come da tradizione l’ultimo fine settimana di luglio) in Piazza Garibaldi. Rievocazione di epoca rinascimentale — il primo documento risale al 1484 — vede sfidarsi i cavalieri dei quattro sestieri e dei tre borghi cittadini in una corsa all’anello: un percorso a otto da completare in trenta secondi infilando con la lancia gli anelli dei mantenitori. In palio, una tela dipinta ogni anno da un artista diverso.

 Precede la gara un corteo storico con oltre cinquecento figuranti, e le dame indossano gioielli riprodotti dai maestri orafi sulmonesi; nei giorni precedenti (18-20 luglio) si corre anche la Giostra d’Europa e dei Borghi più belli d’Italia. Sulmona, patria del poeta Ovidio, regala il Complesso della Santissima Annunziata (gioiello gotico-rinascimentale con museo), l’acquedotto medievale, Piazza Garibaldi e la Cattedrale di San Panfilo. E poi i confetti, dolce-simbolo della città. A tavola, arrosticini, maccheroni alla chitarra, pallotte cacio e ove e lo zafferano dell’Aquila, con un Montepulciano d’Abruzzo o un fresco Cerasuolo.

INFO: www.giostrasulmona.it

10. Disfida di Barletta — Puglia

Chiude la classifica la Disfida di Barletta, la rievocazione che la Puglia ha deciso di rendere un appuntamento fisso: dal 2026 la Disfida di Barletta si celebra ogni anno nella terza settimana di settembre (quest’anno domenica 20 settembre). Si rievoca il celebre fatto d’armi del 13 febbraio 1503, quando tredici cavalieri italiani guidati da Ettore Fieramosca sfidarono e batterono altrettanti cavalieri francesi, lavando l’onore offeso della cavalleria italiana. Il programma comprende un corteo storico di oltre trecento figuranti, la rievocazione del certame, spettacoli piromusicali, visite animate e laboratori; la città vive un vero “mese della Disfida”.

Barletta merita la sosta: il possente Castello svevo-angioino-aragonese, il Colosso di Barletta (l’imponente statua bronzea di un imperatore romano, alta oltre cinque metri), la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, la Cantina della Disfida e Palazzo della Marra con la Pinacoteca dedicata a Giuseppe De Nittis. La tavola è pura Puglia: orecchiette, focaccia barese, burrata, fave e cicoria, con un Rosso Barletta DOC, un Nero di Troia o, per il dolce, il Moscato di Trani.

INFO: www.regione.puglia.it/-/a-barletta-la-rievocazione-storica-della-disfida