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I tortellini della nonna: il nodo dell’amore di Valeggio sul Mincio

I piatti preparati con amore dalle nostre nonne sono sempre i migliori.

“Nonna che vai” ricetta che trovi; la mia è veneta, di Valeggio sul Mincio, patria del tortellino – conosciuto anche come il nodo dell’amore. Questa è la sua ricetta, forse un po’ diversa da quelle che troverete nel web, ma posso garantirvi che quelle uova in più e quel pizzico di noce moscata vi faranno gridare” Grazie Nonna!”.

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Ma prima di elencarvi gli ingrediente e la preparazione, voglio raccontarvi la leggenda che sta dietro questo famoso tortellino.

La leggenda del nodo d’amore

Narra la leggenda che ai tempi del Signore Giangaleazzo Visconti, una delle sue truppe era accampata sulle rive del Mincio.
Un buffone assoldato per intrattenere i soldati raccontava loro che le acque del fiume Mincio erano popolate da bellissime ninfe, le quali ogni tanto uscivano dal fiume e danzavano. Per un cattivo sortilegio però, le ninfe erano state costrette a trasformarsi in orride streghe. Il capitano dei soldati, Malco, rimase molto colpito da questa storia e la stessa notte, mentre tutti dormivano, fu svegliato davvero dalle streghe danzanti. Ne seguì una ,incuriosito, ma durante la fuga, la strega perse il mantello e si rivelò una bellissima ninfa. I due s’innamorarono subito, ma
prima dell’alba la bella ninfa doveva ritornare nelle acque del Mincio. Come pegno d’amore lasciò al capitano un fazzoletto annodato.

Durante un ricevimento , il giorno successivo, Malco riconobbe in una delle ballerine, Silvia, l’amata ninfa, che per amore aveva affrontato il mondo degli uomini. Purtroppo però gli sguardi innamorati tra i due suscitarono la terribile gelosia di una dama che aveva delle mire sul capitano. La dama denunciò allora la bella Silvia svelando a tutti la sua identità di strega e la fece subito arrestare. Il valoroso Malco riuscì a farla fuggire per consentirle di ritornare nel fiume. Quella notte Silvia apparve nella cella in cui Malco era stato imprigionato e propose all’amato di abbandonare il mondo degli uomini per seguirla in quello delle ninfe. Malco accettò subito, ma presto dei soldati cominciarono ad inseguirli.
Isabella, la dama che aveva denunciato Silvia, pentita e colpita da questo amore così grande, fermò le truppe e facilitò la fuga dei due.
Le truppe, arriva te sulle rive del Mincio, trovarono abbandonato un fazzoletto di seta dorato, annodato dai due amanti a ricordare il loro eterno amore.

Ancora oggi si narra come le ragazze del tempo, nei giorni di festa, per ricordare la storia dei due innamorati, tiravano una pasta sottile come la seta, tagliata e annodata come il fazzoletto dorato, arricchita da un delicato ripieno. Si trattava del Tortellino di Valeggio.

Ingredienti:

700 g di farina tipo 00

• 200 g di carne di maiale

• 200 g di carne di manzo

• 200 g di carne di pollo

• 100 g di parmigiano grattugiato

• 100 g di prosciutto crudo

• 50 g di pane grattugiato

• 7 uova

• 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

• mezza cipolla

• ½ bicchiere d’acqua

• sale

• pepe

• noce moscata

• ½ bicchiere di vino rosso

Preparazione

Per prima cosa preparate il ripieno. Prendete i tre tipi di carne: manzo, maiale e pollo e tagliate a pezzetti. Mettete le carni a cuocere con la cipolla tritata, l’olio d’oliva, il sale, il pepe e del vino.

Una volta che le carni sono cotte lasciatele a raffreddare e poi passate il tutto nel frullatore con il prosciutto crudo, il parmigiano, il pane grattugiato e un tuorlo d’uovo. All’ l’impasto ottenuto aggiungete un pizzico d noce moscata e formate una palla di una certa consistenza che lascerete riposare in frigorifero.

Adesso preparate la pasta. Impastate la farina con tre uova aggiungendo sale e ½ bicchiere d’acqua.

Dopo aver lavorato a lunga l’impasto stendetelo con l’aiuto del mattarello e formate dei riguardi di 4-5 cm di lato. Entro ogni riquadro mettete un po’ di ripieno che avrete preso dal frigorifero. Chiudete il ripieno dentro la pasta ripiegando il riquadro prima in diagonale su se stesso e poi unendo i due estremi sormontandoli o pinzandoli insieme, in modo che il risultato finale sia un tortellino con un piccolo foro centrale.

Quando avrete terminato di riempire tutti i riquadri fateli riposare su una tovaglia o un supporto areato.

A questo punto potete cuocere i tortellini. Personalmente amo condirli con burro fuso e salvia, ma la tradizione li vuole in brodo.

Ricordate, ogni ricetta porta con sè una storia, a volte fantastica, altre volte fatta di gesti semplici, ma quel che è certo è che ogni piatto fatto con amore dalla vostra nonna non lo scorderete mai.