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I 7 siti UNESCO dell’Ucraina

Mentre il conflitto in Ucraina è ancora in atto, si comincia a fare la conta dei siti culturali danneggiati o parzialmente distrutti dai bombardamenti russi. L’UNESCO ha stimato che sono almeno 53. Di questi, 4 sono musei, tra cui quello di storia locale nella regione di Kiev, e il Museo d’Arte di Kharkiv. Ci sono poi 4 monumenti, 29 chiese e 16 edifici storici, tra cui il celebre Teatro dell’Opera e del Balletto di Kiev. La situazione è particolarmente critica, con danni ancora da stimare, nella regione orientale di Kharkiv e a Chernihiv, quest’ultima ricchissima di chiese e monasteri risalente ai secoli tra il X e il XIX.

Il Teatro Opera di Kiev

Proprio per tutelare i principali monumenti e i siti storici, l’UNESCO sta lavorando a stretto contatto con le autorità ucraine per contrassegnarli con il marchio distintivo della Convenzione dell’Aia del 1954. Si tratta di un segno internazionale che contraddistingue un bene storico o artistico come parte del patrimonio culturale universale, che va protetto in caso di conflitto armato. L’UNESCO chiede inoltre il “cessate il fuoco” su università, scuole, siti culturali e infrastrutture. In questa tragedia che l’Ucraina sta vivendo, tuttavia, c’è una buona notizia: i sette siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO non sono stati danneggiati. Vediamo, allora, quali sono.

1. Cattedrale di Santa Sofia (Kiev)

La Cattedrale di Santa Sofia di Kiev vanta una storia millenaria ed è stata progettata, tra il 1011 e il 1018, per rivaleggiare con Hagia Sophia di Costantinopoli. La sua costruzione risale al Rus di Kiev che voleva essere, nelle intenzioni dei fondatori, una nuova Costantinopoli cristiana. Il progetto di una nuova, grandiosa cattedrale fu progettata infatti in seguito al battesimo di San Vladimir, nel 988. La spiritualità e l’influenza intellettuale che si formò attorno al complesso architettonico, poi, contribuì alla diffusione del pensiero e della fede ortodossa nel mondo russo tra il XVII e il XIX secolo.

Santa Sofia è in stile bizantino e si compone di 5 navate, 5 absidi e 13 cupole. È circondata da una doppia fila di gallerie su tra lati e misura 37 metri per 55. Al suo interno custodisce mosaici e affreschi del XI secolo. In origine era anche il luogo di sepoltura dei governanti di Kiev e ha ospitato le tombe di Vladimir II di Kiev, Vsevolod di Kiev e del fondatore Jaroslav I, unica presente ancora oggi. È stata il primo sito ucraino a essere inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, nel 1990.

2. Centro storico di Leopoli

Inserito nella lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità nel 1998, il centro storico di Leopoli conserva la sua topografia urbana medievale pressoché intatta. La “città del Leone”, è stata infatti fondata alla metà del XIII secolo nella parte occidentale dell’Ucraina ed è diventata fin da subito un fiorente centro commerciale e culturale. Nel 1340 è stata conquistata dal Regno di Polonia, sotto il quale è rimasta fino al 1772, quando passò nelle mani degli Asburgo e diventò la capitale del Regno di Galizia e Lodomiria. La città crebbe notevolmente sotto il dominio austriaco, venne fondato il primo giornale della città, la Gazette de Leopoli, e la prima università di lingua tedesca. Sorsero palazzi, monumenti e i celebri “caffè”.

Con il crollo della monarchia asburgica, alla fine della Prima Guerra Mondiale, la città divenne teatro di battaglia tra polacchi e ucraini. Nel 1939 passò sotto il dominio dei russi e poi, durante la Seconda Guerra Mondiale, è stata occupata dei tedeschi. Nel 1945 è entrata a fare parte dell’URSS, fino al 1991, quando con la dissoluzione di quest’ultima, è diventata parte dell’Ucraina indipendente. Il suo centro storico vanta chiese e sinagoghe, palazzi e monumenti, inoltre, è sede dell’Università e del Politecnico di Leopoli, dell’Orchestra Filarmonica, del Teatro dell’Opera e del Balletto di Leopoli e del Conservatorio.

3. Arco geodetico di Struve

Tra i siti Patrimonio dell’Umanità, dal 2005 c’è anche l’Arco geodetico di Struve. Si tratta di una catena di triangolazioni geodetiche, ideate e utilizzate dallo scienziato di origini baltiche e tedesche Friedrich Georg Wilhelm von Struve tra il 1816 e il 1855 per determinare le esatte forme e dimensioni della Terra. All’epoca della sua invenzione, l’arco attraversava solamente due nazioni, la Svezia-Norvegia e l’Impero russo.

L’arco originale contava poi 258 triangoli con 265 punti dalla stazione principale. Oggi, invece, attraversa 10 nazioni, da Hammerfest, in Norvegia, al Mar Nero, e ha una lunghezza complessiva di 2820 km. I segnali sono diversi e spaziano da croci di ferro a obelischi, da buchi scavati nella roccia a “ometti” di pietre. In Ucraina sono presenti quattro punti di segnalazione: Katerinowka ad Antonivka, Felschtin a Hyardiiske, Branowka a Baranivka e Staro-Nekrassowka a Stara Nekrasivka.

4. Antiche faggete primordiali dei Carpazi

Un Patrimonio UNESCO in evoluzione, dal 2007 al 2021, quello delle antiche foreste primordiali dei Carpazi, proprietà transnazionale che comprende 94 foreste in 18 Paesi Europei per tutelare il faggio europeo, che da poche aree isolate si è diffuso in poche migliaia di anni nelle Alpi, nei Carpazi, nei Dinaridi, nel Mediterraneo e fino ai Pirenei e il suo processo di estensione è tutt’ora in corso grazie all’eccezionale adattabilità dell’albero alle diverse condizioni climatiche, fisiche e geografica.

In Ucraina sono presenti 15 foreste di faggi, situate in diverse aree protette lungo la dorsale dei Carpazi, tra cui le faggete primordiali di Uholka-Shyrokyi Luh. La prima foresta a essere inserita nell’elenco UNESCO, nel 2007, si estende invece per 185 km, dalle montagne di Rachiv e dal massiccio della Cornohora, in Ucraina, fino alla Slovacchia.

5. Residenza dei metropoliti bucovini e dalmati (Černivci)

Costruita dall’architetto ceco Josef Hlávka tra il 1864 e il 1882, la residenza dei metropoliti bucovini e dalmati è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2011. Lo stile mescola tratti bizantini e moreschi, ispirandosi all’Alhambra di Granada e ha voluto rappresentare la potente presenza della Chiesa ortodossa durante il dominio asburgico, riflettendo, nello stesso tempo, la tolleranza religiosa dell’impero austro-ungarico. Il complesso comprende l’ex Residenza dei Metropoliti con la Cappella di S. Ioan il Nuovo di Suceava, l’ex seminario, la chiesa del seminario, l’ex monastero con la torre dell’Orologio.

Gli edifici sono disposti su tre lati di un cortile di 100 metri per 70, sul quarto lato sono invece posizionate le porte di ingresso. Di fronte a quella principale si trova la residenza del Metropolita, oggi sede della Facoltà di Lingue Moderne dell’Università. Splendida l’Aula Sinodale, oggi Sala dei Marmi, con il suo meraviglioso soffitto dipinto. Altre splendide sale sono la Sala Blu, l’ex biblioteca, la Sala Rossa, e la Sala Verde. Girando a sinistra dal cancello si arriva invece al Seminario e alla Chiesa dei Tre Santi Gerarchi, che custodisce affreschi di Karl Jobst.  Dall’altra parte del cortile si trova invece l’ex monastero, oggi sede del Dipartimento di Geografia. L’intero complesso è poi situato in un grande parco dove si trova il monumento all’architetto Hlávka, del 1937.

6. Antica Chiesa di Chersoneso (Sebastopoli)

Situata sulle rive settentrionali del Mar Nero, la Chiesa di Chersoneso è Patrimonio UNESCO dal 2013. Le origini di questo sito archeologico sono antichissime e risalgono a una città fondata dai Greci dorici nel V secolo a.C. Il complesso comprende sei siti, divisi tra resti urbani e terreni agricoli, divisi a loro volta in centinaia di chora, appezzamenti rettangolari della stessa dimensione. Questi venivano coltivati a vigneti, le cui uve venivano esportate rendendo la città ricca e prospera.

Il sito presenta anche molti edifici pubblici e quartieri residenziali, oltre a molti monumenti di epoca paleocristiana e resti ancora precedenti, risalenti all’Età della Pietra e del Bronzo. A queste si aggiungono fortificazioni romane e medievali, a testimonianza del ricco passato di uno dei centri commerciali più importanti tra il mondo greco, romano e bizantino. Sebastopoli, infatti, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente passò sotto Costantinopoli e vi rimase fino al X secolo, quando venne conquistata da Vladimir I di Kiev. I primi scavi nel sito risalgono, invece, a 1827.

7. Tserkvas in legno della regione dei Carpazi

Le Tserkvas sono un gruppo di 16 chiese in legno, 8 in Ucraina e 8 in Polonia, iscritte dall’UNESCO tra i siti Patrimonio dell’Umanità dal 2013. La loro caratteristica peculiare è quella di essere state costruite con tronchi di legno orizzontali, tra il XVI e il XIX secolo, da comunità di fede ortodossa e greco-cattolica e conservano caratteristiche peculiari di entrambe le comunità. Sono costruite in genere su un piano tripartito, sormontato da cupole circolari, oppure con quattro o otto lati. Splendidi gli interni, tra decorazioni policromi e arredi storici. Alcune includono anche campanili in legno, sagrati, portali e cimiteri annessi. In Ucraina le 8 Tserkvas sono dislocate tra l’Oblast di Ivano-Frankivs’k, l’Olblast di Leopoli e quello della Transcarpazia.