Aznom Palladium – questa volta parliamo di un’auto unica nel suo genere, creata da un’azienda unica nel suo genere. Aznom è un’azienda italiana con sede a Monza, nota per gli speciali allestimenti e l’altissima personalizzazione di vetture di lusso.La Aznom Palladium è una vettura molto particolare, enorme e super lussosa. La base sembra essere quella dell’enorme pick-up RAM 1500. E dall’America è di sicuro derivati gli eccessi: dal design, agli interni, alla motorizzazione.Forse la vista più interessante di questa Aznom Palladium, le linee sono molto particolari e affascinantiVi forniamo 2 dati per rendervi conto dell’effetto che questa macchina può dare: la Aznom Palladium è lunga 6 metri circa e alta quasi 2, con un peso di 2.650 kg.Nonostante l’altezza da terra e la lunghezza spropositate, le forme sono quelle di una berlina. Il montante posteriore è enorme, raccordato al parafanghi molto sporgente, che ricorda una Bentley.Le forme sono state create da dallo Studio Camal di Torino, forme che conferiscono alla Aznom Palladium un carattere regale e imponente. Le cromature sono ovunque, creando un’atmosfera ispirata a alle vecchie limousine. Ma non mancano le luci a led, per un look più tecnologico. Esagerati i cerchi da 22”, che sembrano piccoli paragonati alle arcate dei passaruota.Gli interni super-lussuosi sono un esempio di eccessi studiati alla perfezioneGli interni sembrano usciti direttamente dagli anni ’80, con pelle e legni pregiati, cristallo e moquette degna di una Rolls Royce. Tutto è esagerazione, ma con un tocco di stile Italiano.Anche il motore della Palladium è esagerato come il resto. Il V8 sotto il cofano sviluppa 710 cavalli, con uno 0/100 di 4,5 secondi e una velocità massima autolomitata di 210 Km/h. Dati davvero eccellenti per una macchina che pesa più di 2500 kg.Il prezzo è nascosto, ma possiamo solo immaginare quanto dobbiate pagare. Un prezzo esagerato per un prodotto unico.Molto particolare il retro di questa super limousine tutta italiana
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Editoriale
Come è bello l’autunno, la stagione della poesia!
Si lascia il troppo mare, il troppo andare e il troppo venire, il troppo sole, il troppo caldo.
Ora il caldo ci viene dai colori, dai sapori autentici della terra e del bosco che la natura ci dà. Adesso sembra che il tempo si dilati, per permetterci di guardarci dentro, di scoprire la tenerezza, il bisogno di fare e di avere una carezza.
A volte, l’autunno viene raccontato come la stagione triste, una sorta di primavera al contrario, invece è la stagione in cui si raccolgono i frutti di ciò che si è seminato
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UN WEEKEND NEL PIATTO
QUELLA VOLTA CHE DE ANDRE’ MI DISSE
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