Auto d'epoca
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Auto d’epoca: Villa d’Este Style, capolavori sul lago

Un appuntamento con la storia, l’eleganza e il fascino unico di un capolavoro come l’inarrivabile Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d’Este, nella cornice altrettanto fantastica del Lago di Como a Cernobbio. Torna per la settima volta l’appuntamento dedicato alle auto d’epoca Villa d’Este Style. Ogni occasione è buona per farsi un giro in una delle più rinomate località turistiche lombarde; se poi c’è un’Alfa come questa, allora si deve andare senza indugio alcuno.

 

AUTO D’EPOCA, A CERNOBBIO AL COSPETTO DI UN CAPOLAVORO

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Segnate sulla vostra agenda: sabato 21 aprile dalle 15 alle 17, Cernobbio (Como), piazza Risorgimento, si tiene Villa d’Este Style 2018. Si tratta di un raduno numericamente esiguo, perché le opere d’arte vengono prodotte in serie. Sul lungolago si potranno ammirare tutte insieme le 6 vetture che rappresentano gli ultimi esemplari esistenti al mondo della favolosa Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d’Este. Quest’auto vinse nel 1949 la Coppa d’oro Villa d’Este. Disegnata dalla Carrozzeria Touring Superleggera, rappresentava un concentrato di bellezza, grazia e appunto leggerezza, in virtù dell’innovativo procedimento costruttivo dell’officina milanese, in cui la scocca veniva realizzata mediante sottili tubi d’acciaio ai quali si applicavano pannelli in alluminio.

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Questa coupé fu il risultato di uno studio durato più di due anni da parte di Carlo Felice Bianchi Anderloni, uno dei fondatori della carrozzeria milanese, e rappresentò il vertice creativo della Touring. Non ci sono parole per descriverne la bellezza, è sufficiente guardarla. Le soluzioni impiegate per quest’Alfa vennero trasmesse anche ad altri modelli successivi, alcuni dei quali verranno esposti proprio sabato a Cernobbio.

 

ALFA ROMEO 6C 2500 SS VILLA D’ESTE, L’ULTIMA DI UNA SPECIE

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L’ Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d’Este uscì per l’appunto nel 1949 e venne prodotta fino al 1952 in soli 36 esemplari (cinque dei quali con carrozzeria cabriolet). Per la casa milanese era ancora l’epoca della produzione artigianale, il salto alla dimensione industriale di massa avvenne qualche anno dopo con la Giulietta. Ogni esemplare era sostanzialmente unico, perché l’allestimento cambiava nei dettagli su richiesta dei facoltosi clienti.

Sotto il cofano batteva un cuore, pardon, un motore a sei cilindri in linea di 2.443 centimetri cubici, capace di erogare ben 110 cavalli, per l’epoca un’enormità in un’auto stradale. La trasmissione aveva un cambio a quattro marce e ovviamente la trazione posteriore; sospensioni indipendenti sulle quattro ruote e freni idraulici completavano il quadro. Le prestazioni erano straordinarie, sempre in rapporto ai tempi: velocità massima 170 Km/h. Nel 2015 un esemplare è stato venduto all’asta da Sotheby’s per 784.000 euro.