Weekend con gusto

UNESCO con Gusto. Aquileia, tra vestigia romane e Prosciutto San Daniele

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei siti italiani Patrimonio dell’Umanità UNESCO e della tradizione enogastronomica della regione che li ospita. Questa settimana andiamo in Friuli Venezia Giulia, in provincia di Udine, dove si trova l’Area Archeologica e la Basilica Patriarcale di Aquileia, inserita nella World Heritage List nel 1998 con questa motivazione:

“Aquileia è stata una delle più grandi e più ricche città dell’Impero Romano; poiché gran parte dell’antica città è rimasta intatta e ancora sepolta, è il più completo esempio di una città dell’antica Roma nell’area del Mediterraneo. Il complesso della Basilica Patriarcale di Aquileia è la testimonianza del ruolo decisivo nella diffusione del Cristianesimo nell’Europa nel primo Medioevo”.

Dopo la chiusura obbligata dall’emergenza coronavirus, la Fondazione Aquileia, che gestisce tutte le aree archeologiche del sito UNESCO, ha aperto di nuovo le porte al pubblico. I siti si potranno così visitare con ingresso gratuito dalle 9 alle 19. Lungo il percorso, poi, sono stati posizionati dei cartelli che ricordano i comportamenti da tenere, come indossare la mascherina e mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro, evitando assembramenti. Il personale di custodia, poi, monitorerà le aree conteggiando le presenze e monitorando l’andamento dei flussi dei visitatori per garantire la sicurezza.

Aquileia, gioiello romano

Cominciamo con un po’ di storia per conoscere questa splendida città antica. Fondata nel 181 a.C. dai Romani come colonia militare, è diventata presto una delle principali città dell’Impero, grazie alla sua posizione strategica sulle rive del fiume Natisone, che all’epoca era navigabile, e a pochi chilometri dal mare.

Il cuore della vita pubblica era il foro, con la sua splendida Basilica, parzialmente riportata alla luce dagli scavi. Aquileia è stata in parte distrutta dal saccheggio degli Unni, ma oggi si possono vedere numerose testimonianze del ricco e florido passato.

La Basilica e i suoi mosaici

Consacrata nel 1031 dal patriarca Poppone, la Basilica di Aquileia è il fulcro del sito UNESCO. Le sue origini, tuttavia, risalirebbero al secondo decennio del IV secolo, quando le dimensioni erano già circa quelle attuali e mancava solo del transetto e dell’abside con la sottostante cripta.

Poppone fece rifare la facciata, e, soprattutto, l’abside, con il meraviglioso ciclo di affreschi. Anche le colonne, dieci per lato, furono dotare di nuovi capitelli, e venne aggiunto il campanile, alto 73 metri. Dopo il terremoto del 1348, poi, sono stati resi necessari altri interventi.

È nel 1909, però, che il pavimento dell’epoca di Poppone viene rimosso fino al presbiterio per riportare alla luce il meraviglioso pavimento a mosaico, voluto dal vescovo Teodoro nel 313 d.C, che con i suoi 760 mq di estensione è il più esteso di tutto l’Occidente romano. I mosaici raffigurano attraverso immagini e allegorie, il percorso verso la salvezza, mentre nella campata orientali si trovano raffigurati episodi della storia di Giona.

Sotto l’altare maggiore si trova anche la Cripta degli affreschi, che risale all’epoca del patriarca Massenzio (IX secolo) che la fece realizzare per custodire le reliquie dei martiri Fortunato ed Ermagora con scene della vita di San Marco Evangelista. Nella Cripta degli scavi, invece, si possono vedere le fondamenta del campanile che poggiano sui mosaici dell’epoca di Teodoro (inizi del IV secolo).

Fanno parte del complesso anche il battistero, fatto costruire dal vescovo Cromazio nel IV secolo, e la Südhalle, la stanza a sud del battistero, dove si possono ammirare, grazie alla disposizione museale, più di 300 mq di pavimenti a mosaico databili tra la fine del IV secolo e l’inizio del V, tra cui lo splendido mosaico del Pavone, simbolo di immortalità e resurrezione.

Il Foro e il Porto Fluviale

Spostatevi poi al Foro, cuore della vita politica e sociale dell’Aquileia romana, costituito da una piazza circondata da edifici il cui primo nucleo risale al II secolo a.C. La piazza è circondata su tre lati da portici, sui quali si affacciavano numerose botteghe. Sul lato sud, invece, si trovava la basilica civile, una grande costruzione di età augustea con funzioni giudiziarie e amministrative.

Il sito è delimitato dal decumano di Aratria Galla, una delle strade principali, che prende il nome dalla cittadina di Aquileia che nel I secolo d.C finanziò la pavimentazione.

Degni di nota anche il Ciclo di Ammone e Medusa, una serie di bassorilievi che decoravano l’architrave del portico, e l’Iscrizione di Tito Annio, del II secolo a.C che riporta il nome del triumviro che arrivò ad Aquileia nel 169 a.C con un nuovo contingente di coloni.

Da non perdere il Porto fluviale, uno degli esempi meglio conservati del mondo romano, che sorgeva sul fiume Natisone e costeggiava la città a est. Qui si possono vedere i resti delle banchine, con alcune postazioni incise per il gioco, a cui si dedicavano i marinai durante le pause, gli anelli di ormeggio, i magazzini per lo stoccaggio delle merci e quel che rimane della cinta muraria, che in alcuni tratti arrivava fino a tre metri.

Potete percorre il tragitto tra la Basilica e il Porto Fluviale camminando lungo la Via Sacra, una passeggiata all’ombra dei cipressi costruita negli anni Trenta del Novecento con la terra degli scavi del porto.

…scopri i MUSEI e i piatti tipici di Aquileia nella 2° pagina…