Weekend in Arte

A Este (PD) una mostra dedicata a “Veleni e magiche pozioni”

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Veleni e magiche pozioni. Grandi storie di cure e delitti”, è questo il titolo della mostra che si può visitare, fino al prossimo 2 febbraio, presso il Museo Nazionale Atestino di Este (PD). Un viaggio affascinante alla scoperta di come, nei secoli, erbe, piante, fiori, ma anche estratti di animali, hanno avuto la duplice valenza di cura e di portatori di morte.

Curata da Federica Gonzato e Chiara Beatrice Vicentini, un’archeologa e un’esperta di Farmacia, la mostra consente di andare alla radice di leggende, storie e tradizioni, riconducendo alla scienza ciò che spesso si ritiene solo frutto della fantasia popolare.

Un viaggio dal Paleolitico al Giappone

Il percorso di visita è una miniera di scoperte e curiosità. Per esempio, si può scoprire che già nel Paleolitico si faceva largo uso di ocra per le sue proprietà antisettiche, mentre per curare il mal di denti si ricorreva alla propoli. Risalgono invece al Neolitico le prime notizie di uso di oppio nell’Europa continentale.

Successivamente, l’interesse scientifico in campo salutistico, sia farmacologico che cosmetico, si è lentamente spostato dal regno vegetale a quello animale, con un crescente interesse verso veleni e tossine ricavati da insetti, rettili e anfibi.

Dal veleno al mito

Allo stesso tempo, lo studio dei veleni di origine animale, vegetale e minerali può spiegare scientificamente la nascita di miti e leggende. Dai metallurghi dell’antichità che, sottoposti a fumi velenosi emessi dalla fusione, diventavano deformi o ipovedenti, passando per il mito di Medusa o alle streghe di età medievale, che si alimentavano con farine di graminacee infestate dalla Segale Cornuta (Claviceps purpurea), un fungo ricco di alcaloidi con effetti allucinogeni. E queste intossicazioni venivano scambiate per possessioni demoniache.

Fu poi fatale a Cangrande della Scala, nel 1329, una dose troppo elevata di digitale, che in tempi moderni è stata la base per i farmaci per curare i disturbi cardiaci.

Veleni, farmaci e storie in vetrina

Nelle vetrine, accanto a rarissimi reperti archeologici, trovano spazio confezioni storiche di veleni e farmaci, ma anche importanti dipinti con immagini di magie che si affiancano ad affiches storiche che pubblicizzano unguenti e medicamenti miracolosi.

Assai interessanti anche manoscritti e rare edizioni di testi che trattano argomenti che spaziano dalla magia, vista da prospettive diverse, alla dottrina esoterica, passando per quella ermetica e alchemica.

Ci sono poi testimonianze sulle streghe “lamie”, temute artefici di pozioni magiche e, al tempo stesso, vittime della superstizione e delle persecuzioni dell’Inquisizione che si avvaleva di compendi e manuali repressivi, anch’essi in mostra.

Di particolare rilievo, infine, la sezione con materiali provenienti dal Giappone che raccontano una storia analoga, ma da una prospettiva completamente diversa.

INFO

La mostra si può visitare fino al 2 febbraio 2020, nei seguenti orari: lun-sab 9-13 e 14.30 – 19.30. Domenica 14.30-19.30. Per informazioni Museo Nazionale Atesino, tel 04292085, www.polomusealeveneto.beniculturali.it

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