Weekend con gusto

UNESCO con Gusto. Eolie, le isole del vento e del fuoco al profumo di capperi e Malvasia

Sette sorelle “mitiche”. Sono le Isole Eolie, l’arcipelago a Nord Est della Sicilia, in provincia di Messina, che fin dall’antichità sono state oggetto di miti e leggende. Si diceva che qui abitava il dio Eolo (da cui il nome!) che nell’Odissea donò a Ulisse il famigerato otre con i venti, e che nella bocca di Vulcano si trovasse la fucina di Efesto (poi Vulcano, appunto, nella mitologia romana), dio del fuoco. Sono anche isole da film, che hanno attirato qui personalità come il regista Roberto Rossellini e il poeta Pablo Neruda, di cui a Salina si può ancora vedere la casa in cui alloggiò durante le riprese de “Il Postino”.

Lipari, Vulcano, Panarea, Salina, Stromboli, Alicudi e Filicudi, e i cinque isolotti di Basiluzzo, Dattilo, Lisca Nera, Bottaro e Liscia Bianca, che orbitano attorno a Panarea, sono tutte di origine vulcanica e proprio per questa loro caratteristica sono state iscritte nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2000 con la seguente motivazione:

“La morfologia delle isole vulcaniche rappresenta un modello storico nell’evoluzione degli studi della vulcanologia mondiale. Le Isole Eolie sono uno straordinario esempio del fenomeno vulcanico ancora in corso. Studiate sin dal XVIII secolo le isole hanno fornito alla vulcanologia due tipi di eruzione (Vulcaniana e Stromboliana) e hanno occupato, di conseguenza, un posto eminente nell’educazione di tutti i geologi per oltre 200 anni. Il sito continua ad arricchire il campo degli studi vulcanologici”.

Salina, il “giardino delle Eolie”

Le Eolie si visitano “in lentezza”. La barca, i piedi e la bicicletta sono i “mezzi” migliori, spesso unici, per assaporarle in ogni sfumatura. Cominciate dalla verde isola di Salina. Approdare a Santa Maria, lo scalo principale dell’isola, che si erge alle pendici della Fossa delle Felci, un cratere ricoperto da una vegetazione lussureggiante che si raggiunge con una passeggiata di circa due ore. Santa Maria è un centro vivace, dove trovare negozietti, ristoranti e locali con musica fino a tarda sera. Vale una sosta anche la bella chiesa settecentesca con i suoi tipici campanili.

Una bella escursione è quella che conduce alle Grotte Saracene, che si raggiungono percorrendo un sentiero che parte da Serro dell’Acqua. Le grotte di tufo sono caratterizzate da diverse stanze comunicanti, dove è possibile ancora vedere incisioni e segni votivi lasciati dagli abitanti che vi si rifugiarono attorno al 650 d.C per sfuggire alle violenze dei Saraceni.

Sull’isola si trovano anche i borghi di Lingua, a circa 2 km dallo scalo, un villaggio di pescatori sulla cui spiaggia di ciottoli si affaccia un mare cristallino. Una terrazza sul mare conduce a un laghetto di acqua salmastra dove un tempo c’erano le saline, da cui l’isola prende il nome. Qui si possono vedere ancora alcune vasche del III secolo a. C. L’area è una riserva naturale e dimora di diverse specie di uccelli, per la gioia degli appassionati di bird watching.

Sulla costa settentrionale si trova invece il borgo di Malfa, con le tipiche case eoliano di colore bianco e una bella chiesa settecentesca. Nella frazione di Pollara, che sorge sui resti di un cratere spento, sono state girate le scene de “Il Postino” di Troisi, di cui si può ancora vedere la casa dove alloggiò Pablo Neruda durante le riprese.

Da non perdere la spiaggia, che si trova sotto a una scogliera a strapiombo sul mare e da cui si possono ammirare spettacolari tramonti, annoverati tra i più belli del mondo per i colori e per gli scorci paesaggistici, dal faraglione ai profili di Alicudi e Filicudi all’orizzonte.

Nel Comune di Leni, invece, vale una visita il santuario della Madonna del Terzito, in località Val di Chiesa. Il piccolo borgo di Rinella, invece, è considerato uno dei luoghi più belli dell’isola per la presenza della meravigliosa spiaggia nera, dalla forma a mezzaluna, sormontata da grotte scavate nella roccia.

Vulcano, nella fucina di Efesto

Spostatevi poi a Vulcano, un vero spettacolo della natura. Da non perdere la salita al cratere, dove, immersi in un paesaggio lunare, tra terra gialla e fumi di zolfo, si può godere di un panorama mozzafiato sulle altre isole. Il sentiero, che parte dal centro abitato e fiancheggia la montagna, è abbastanza impegnativo e si consiglia di intraprendere la salita dalle 18 in poi.  Lo spettacolo della voragine ad anfiteatro, dove si diceva avesse sede la fucina del dio Efesto, ripaga da tutta la fatica.

Ritagliatevi una mezza giornata per visitare Vulcanello, località dove si trova la Valle dei Mostri, popolata da sculture naturali di roccia che ricordano profili di animali e figure mostruose, ancora più suggestive al tramonto.

Rilassatevi poi in alcune delle spiagge più belle dell’arcipelago, tra cui le spiagge nere di Porto di Ponente, dall’incredibile colore grazie all’origine vulcanica dell’isola. Le pietruzze laviche si riflettono nel mare cristallino con un incredibile effetto “luccicanza”. La Spiaggia dell’Asino, invece, è un lido attrezzato su una spiaggia di sabbia nera, tranquilla di giorno e vivace la sera grazie a musica e serate danzanti.

Da non perdere la spiaggia delle Fumarole, dove le acque, in alcuni punti, ribollono per la presenza di sorgenti calde sottomarine.  Infine, prima di lasciare vulcano, non perdetevi un bagno nelle piscine di fango termale, che sgorga direttamente dal sottosuolo e ha effetti benefici sulla salute e si trova poco distante dalla spiaggia delle Fumarole.

Stromboli e lo spettacolo della “Sciara del fuoco”

Un’esplosione di lapilli e ceneri che poi scende lungo le pendici del cono vulcanico come un lungo e lento fiume infuocato. È lo spettacolo naturale della Sciara del Fuoco, a cui si può assistere sull’isola di Stromboli, la cui sagoma a cono perfetto sembra emergere dalle acque cristalline.

Per godere della sua bellezza, si consiglia di cominciare l’ascesa al tramonto (si può salire solo con una guida esperta!). Le visite guidate partono da Piazza San Vincenzo attorno alle 17. Il percorso è abbastanza impegnativo, circa 2 ore e mezzo, ma ne vale la pena.

In alternativa, si può ammirare la Sciara del Fuoco anche via mare, noleggiando una barca. Sempre via mare si può arrivare anche a Strombolicchio, un isolotto a strapiombo su un mare blu profondo, sulla cima del quale si erge un faro alimentato a energia solare. Imperdibile un bagno con maschera e boccaglio.

Lipari, cultura, natura e…shopping

La più grande delle Eolie, che vengono chiamate anche Lipari, è un concentrato di architettura, storia, natura, enogastronomica e negozi dove sbizzarrirsi nello shopping.  Arrivati al porto, raggiungete il Municipio, da cui partono le baie di Marina Corta e Marina Lunga, alle spalle delle quali si trova il centro città, con la bella Piazza di Marina Corta, da cui si snodano vicoletti pittoreschi costellati da ristoranti, bar, negozi, e locali dove gustare ottimi aperitivi, ma anche ammirare suggestivi scorci tra piccoli balconi che sporgono dalle case in pietra.

Chi ama lo shopping non può perdere una passeggiata lungo Corso Vittorio Emanuele, e vie limitrofe, dove fioriscono negozi di abbigliamento, accessori, scarpe e souvenir.

Splendidi anche gli edifici religiosi, che valgono una sosta. Tra questi c’è la Cattedrale di San Bartolomeo, la chiesa più importante dell’isola, del XVI secolo, decorata con meravigliosi affreschi floreali.

Nelle vicinanze si trova anche il Chiostro Normanno. Risale invece al Seicento la Chiesa di San Giuseppe, una delle più antiche di tutto l’arcipelago, che si affaccia sulla spiaggia.

Sulla costa est di Lipari si trova invece la bella Spiaggia del Canneto, dalla sabbia scura. A quattro km dal centro c’è invece il Belvedere Quattrocchi, tra i siti panoramici più belli delle Eolie, da cui è possibile scorgere in prospettiva i profili delle altre isole. Qui si trova anche un sito archeologico con una tomba a tholos di epoca micenea e vasche termali del periodo greco e romano.

In Contrada Caolino, invece, si trova la miniera abbandonata di una roccia bianca di natura argillosa, usata per la produzione della porcellana. Alcune di queste “roccette” galleggiano ancora nelle acque che circondano l’isola.

Alicudi e Filicudi, dove la natura regna sovrana

Sono le più remote e selvagge dell’arcipelago delle Eolie. Alicudi e Filicudi consentono di vivere a stretto contatto con la natura, dove conta solo l’essenziale.

Filicudi, la più grande delle due, conta solo pochi negozietti e acqua e luce elettrica in alcune parti dell’isola non arrivano. È percorsa ancora oggi dalle mulattiere che un tempo collegavano tra loro le piccole frazioni ed erano l’unica via per muoversi all’interno dell’isola. L’isola, tuttavia, è nota per l’enogastronomia, grazie alla presenza di pochi selezionati ristoranti.

Ancora più selvaggia, la piccola Alicudi è consigliata agli amanti del trekking e delle escursioni. Anch’essa è costellata di mulattiere e sentieri che consentono di immergersi in paesaggi ancora estranei alla mano dell’uomo. Le acque che circondano queste due isole sono ideali per lo snorkeling. In ogni caso, il consiglio e quello di affidarsi a guide esperte.

…scopri i sapori delle Eolie nella seconda pagina…