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Il viaggio a Phuket, perla thailandese

Oggi, cari Lettori di Weekend Premium, vi porteremo in Thailandia, per la precisione a Phuket, l’isola a sud di Bangkok che negli ultimi anni ha visto una crescita smisurata del turismo. Tanto tempo fa le strutture ricettive si contavano sulla punta delle dita; ora, invece, sempre più investitori provenienti da ogni parte del mondo investono in questo territorio asiatico, costruendo resort all’avanguardia e con tutti i confort possibili.

Sarà perché la Thailandia è un paradiso in terra dove regnano la pace e il relax o per  il suo popolo, che riesce sempre a far sentire a suo agio il turista, regalando un accenno di sorriso,ma è sicuro che una volta arrivati il ricordo di questo paese rimarrà impresso nel cuore.

La Thailandia è il posto ideale per gli amanti della natura: non sarà difficile incontrare adorabili scimmiette che camminano nei cavi della luce, inoltrarsi nella foresta sul dorso di un elefante o immergersi nell’acqua limpida circondati da lucenti pesci gialli.

Phuket è una delle isole più grandi della Thailandia: obbiettivo dello Stato è da anni quello di trasformarla nella nuova Bangkok e ad oggi, nonostante sia vittima di una smisurata crescita turistica, preserva bellissime spiagge incontaminate dove è possibile vivere esperienze indimenticabili, come quella di ammirare le barche di pescatori all’alba che si accingono a tornare a riva, mentre il sole inizia a scintillare sul mare delle Andamane.

Phuket racchiude divertimento e spiagge affollate come quella di Patong, ma anche zone meno frequentate di grande fascino come Hat Nai Han o Hat Mai Khao. Phuket si distingue dalle altre perché si contorce e si deforma in tante forme e dimensioni: ad ogni lembo di sabbia un ritmo diverso… tutti che affascinano per lo stesso motivo: l’innegabile e stupefacente bellezza.

Mentre a Patong si svolge anche la maggior parte della vita notturna di Phuket, per la presenza di numerosi locali, catene di fastfood, ristoranti turistici e discoteche, Mai khao è invece la spiaggia che oltre ad essere la più lunga di Phuket è anche l’unica ed essere rimasta ancora allo stato puramente naturale ed intatto: essa fa parte del Parco Nazionale protetto di Sirinat.

La spiaggia si trova nella riserva naturale a pochi minuti dal Phuket International Airport, una delle poche non ancora alla “Mercé” dei turisti per decisione nazionale: qui non esistono ombrelloni nè sdraio, ma un bene ben più prezioso come la possibilità di sperimentare la pace dei sensi.

Camminando nel cuscino di sabbia, nei mesi che vanno da Novembre ad Aprile, si incontrano cocci di uova di tartarughe marine che le stesse depongono nell’intera zona. In questo paradiso si può arrivare attraversando piantagioni di gomma e banano, percorrendo una strada sinuosa poco trafficata, in mezzo alla natura.

Il nostro consiglio è quello di soggiornare nel tranquillo Holiday Inn, splendidamente ubicato di fronte al mare lungo le candide spiagge alberate di Mai Khao: un rifugio tropicale a quattro stelle dotato di un centro benessere e ampie camere dal cui terrazzo si accede direttamente alla piscina comunicante.
Caratterizzate da finiture in legno chiaro, le sistemazioni sono moderne e dispongono di area salotto all’aperto, accessibile da porte scorrevoli in vetro, connessione Wi-Fi gratuita, doccia con getto a pioggia e TV a schermo piatto.

Potrete prendere lezioni di cucina o concedervi rilassanti massaggi presso il centro benessere Tea Tree Spa. Il resort comprende anche una sala giochi, una biblioteca e un centro fitness, e fornisce il servizio navetta 3 volte al giorno a un costo aggiuntivo per il Central Festival e Patong.

Sul giardino si affaccia un bar-ristorante che propone generosi spuntini a buffet con posti a sedere all’aperto. Il Pesto Beachfront Restaurant vi attende invece con specialità italiane e thailandesi; al bar a bordo piscina gusterete snack e bevande.

Sebbene siano più turistiche e attrezzate, le spiagge di Surin, Karon, Kata e Kamala si trovano in una baia magnifica adornata da palme e pini che si fondono sulla punta settentrionale rocciosa, dove l’acqua è di un verde smeraldo intenso; vi consigliamo di visitarle e, se soggiornerete qui, non vi sarà difficile raggiungerle con un motorino a noleggio o con un taxi.

Poco più a nord di Phuket e raggiungibili con escursioni giornaliere, sono sicuramente da non perdere le Isole Similan, che costituiscono un Parco Nazionale Marino protetto. Ricoperte da foreste pluviali, bordate da spiagge di sabbia bianca e circondate da barriere coralline, le isole di granito levigato dal tempo lasciano qualsiasi spettatore a bocca aperta. Questo arcipelago è una meta molto ambita dagli amanti di snorkeling e di escursionismo, che spesso vogliono rivivere le emozioni di Jacques Cousteau…

In alternativa, da Phuket potrete sognare di essere Robinson Crusoe nelle isole più remote e le spiagge disabitate di Ko Tarutao, dove l’unica sistemazione disponibile in questo parco nazionale marino consiste in piccoli capanni eco-sostenibili, di gestione statale. La sua superficie, composta da una vastissima foresta vergine fluviale, è casa di numerose specie animali, come cinghiali, aquile e pitoni. Paludi di mangrovie e suggestive scogliere calcaree circondano l’isola fino ad arrivare alle splendide grotte ornate da spiagge bianche.

Il periodo migliore per Phuket è sicuramente quello che va da metà Dicembre fino a metà Marzo: mentre ci si avvicina alla stagione delle piogge l’aria si fa più calda e umida con un forte aumento delle zanzare.

Il nostro viaggio in Thailandia è giunto al termine: Vi aspettiamo al prossimo appuntamento, nel quartiere di Greenwich alle porte di Londra, per assaporare l’aria inglese e sedersi sul “meridiano 0”.

Di Lucia Pezzolesi