In The World Weekend Estero Weekend Europe Weekend Green

La scelta green delle Isole Baleari

Non solo spiagge ma anche natura incontaminata. Maiorca punta sul turismo sostenibile.

Famose per il mare, le vacanze e la movida le Isole Baleari attirano ogni anno eserciti di vacanzieri grazie al clima mite tutto l’anno. Persino Frédéric Chopin, insieme alla compagna George Sand, vi aveva passato un inverno prendendo in affitto a Valdemossa alcuni locali della Cartuja, l’ex-convento dei certosini. Oggi quelle stanze sono un museo e conservano oggetti e spartiti, il piano fatto arrivare da Parigi, fotografie e ricordi della chiacchieratissima coppia. Il giardino si affaccia sulla Serra de Tramuntana e Palma in lontananza.

Lettere autografe di Frédréric Chopen a Valdemossa

Proprio la Serra de Tramuntana è al centro di un progetto di sviluppo sostenibile del governo delle Baleari. Tutto è iniziato nel 2016 con l’introduzione della Tassa sul Turismo Sostenibile (ITS) addebitata dagli alloggi turistici agli ospiti.  I proventi dell’imposta sono reinvestiti in progetti ambientali per trasformare le Isole Baleari in una meta pienamente green. Sono già oltre 170 i progetti approvati.

La costa vista dalla Serra de Tramuntana

La Serra de Tramuntana si sviluppa da est a ovest dell’Isola di Maiorca e conta 550 km di costa in totale. Ricca di pini, olivi, querce, mandorli e alberi di carruba è un polmone verde e conta numerosi sentieri. Molti di questi costeggiano il mare regalando visioni spettacolari grazie al verde dei pini marittimi, al blu del mare e al rosso delle rocce di questa parte dell’Isola.  Imperdibile il sentiero che in un’ora di cammino porta da Banyalbufar a Port des Canonge lungo la costa.

Nei pressi di Port des Canonge

Si rimane colpiti dalla bellezza di olivi centenari dai tronchi contorti che protendono i rami verso il cielo. Alcuni hanno più di 500 anni.

Ai romani si deve l’importazione dell’olivo e della vite sull’isola, mentre degli arabi, che gli erano succeduti, è la tradizione della coltivazione a terrazzamenti per ovviare alle asperità del terreno, tutto in salita. La coltivazione a terrazze arriva fino al mare e da allora è diventata una caratteristica del paesaggio come i muretti a secco: si dice che ce ne siano migliaia di chilometri.

Grano, olivo e vite contribuiscono all’economia locale e non è raro nei numerosi agriturismi pranzare con il pane maison, l’olio molato nel frantoio di famiglia, e il vino locale, come a Can Beneit, recentemente ristrutturato per offrire ogni comfort ma che ha saputo conservare il fascino della vecchia casa colonica. In stagione l’antico frantoio (visitabile) viene ancora usato per l’olio che si utilizza nel locale ristorante.

Il turismo è una voce importante per Maiorca, che in un anno vede transitare per l’aeroporto di Palma circa 23 milioni di passeggeri, di cui l’80% turisti.  Un numero importante per un’isola con una fiorente enogastronomia e zone di vini DOC e bodegas (cantine) che aprono le porte ai visitatori per degustazioni, come la Bodega Ribas, in esercizio dal 1780 e considerata non solo la più antica dell’isola ma anche la più antica al mondo proprietà della stessa famiglia, ora alla decima generazione.

Clima gradevole, natura incontaminata, prodotti enogastronomici di qualità sono tutti elementi vincenti per quest’isola che ha deciso di puntare non solo sul mare ma anche su un turismo sostenibile e green. Tra i progetti c’è la ristrutturazione di un edificio nell’ex tenuta agricola di Planicia da trasformare in un rifugio per un turismo esperienziale e per chi desidera vivere la Serra a piedi o in bicicletta. Un altro progetto ha visto la trasformazione di un vecchio laboratorio per la lavorazione del tabacco in un albergo ecosostenibile, l’hotel Alaró Natura nel villaggio di Alaró.