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I 10 paesi più “green” d’Europa

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L’Europa è sempre più verde. Sono tante le iniziative che i paesi del “vecchio Continente” pongono in essere per la sostenibilità, la salvaguardia della natura, la regolarizzazione delle emissioni inquinanti, i trasporti pubblici e l’istituzione di aree verdi. La “rivoluzione green” sarà uno degli obiettivi dei prossimi anni, per puntare a un futuro sempre più sostenibile.

Ci crede anche Weekend Premium, che ogni anno, nell’ambito dei Green Awards, assegna un premio al paese europeo o del mondo, che maggiormente si è distinto per le politiche ambientaliste e gli investimenti in progetti sostenibili. Nel 2020, il premio è andato alla Slovenia, nel 2019 è stata invece l’Etiopia a ricevere il riconoscimento, nel 2018 la Norvegia, nel 2017 la Germania e nel 2016 l’Irlanda. Vediamo allora quali sono i paesi più “green” d’Europa

1. Svizzera

La nostra “vicina”, vanta un territorio coperto per il 30% da foreste, laghi, fiumi e montagne che regalano paesaggi mozzafiato. Tuttavia, è una delle nazioni più sostenibili al mondo per le politiche “verdi”, che puntano all’uso razionale dell’energia con l’utilizzo di risorse naturali, ma anche su un ottimo sistema di trasporto pubblico e al riciclo di materiali. La percentuale di rifiuti riciclati, infatti è altissimo.

Basti pensare che viene riutilizzato il 95% del vetro raccolto negli appositi contenitori. A ciò si affianca la promozione e l’utilizzo di una mobilità alternativa all’auto, come l’uso di biciclette, veicoli elettrici e treni che collegano dalle città ai piccoli paesini di montagna. Una meta “green” anche per le prossime vacanze, per godere di un turismo lento, tra passeggiate ed escursioni nella natura, oppure a bordo di un trenino che si inoltra in paesaggi di rara bellezza.

2. Slovenia

Non solo è stata eletta “Regione Europea della Gastronomi 2021”, ma la Slovenia è anche uno dei paesi più rispettosi dell’ambiente al mondo. Un piccolo paese dalle grandi risorse, visto che può contare su un territorio coperto per più di metà da foreste. Il che lo rende il secondo paese più “verde” d’Europa dopo la Finlandia. Nel settore agricolo, poi, quasi il 43% delle coltivazioni sono biologiche e ottenute grazie ad attività sostenibili.

Nei boschi della Slovenia si possono fare interessanti incontri

Il paese ha poi fatto fronte al problema dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua grazie alla realizzazione di depuratori per purificare le acque, controllare gli scarichi industriali e per adottare un sistema di riscaldamento a gas anziché quello a carbone, altamente inquinante. Per quanto riguarda il settore del turismo, la maggior parte delle strutture ricettive, tra cui hotel eco friendly, bed & breakfast e agriturismo, sono concepiti nell’ottica della bioedilizia e del risparmio energetico.

3. Germania

Berlino si conferma capitale delle nuove tendenze green. Fin dal 1978, infatti, la città ospita i primi negozi biologici, ma negli anni si è sviluppata una vera e propria offerta “verde” che spazia dai ristoranti agli alloggi, alle oasi e ai parchi cittadini, agli eventi. Le aree verdi, poi, coprono un terzo della superficie della città, senza contare le nuove start-up sostenibili, i prodotti artigianali, sempre più apprezzati, e i nuovi quartieri che si trasformano in un’ottica sempre più green.

Non dimentichiamo poi che la Germania vanta un territorio incontaminato, tra foreste, pianure fluviali, laghi ghiacciati, falesie, che il paese promuove attraverso un turismo ecologico e responsabile. Per esempio, tra i percorsi “green” più suggestivi c’è la pista ciclabile di 270 km che permette di andare alla scoperta del Lago di Costanza, considerata tra le più belle e panoramiche d’Europa. Inoltre, il paese è leader europeo nel campo delle politiche ambientali, che vanno dalla riduzione delle emissioni inquinanti a una gestione dei rifiuti sempre più attenta, anche attraverso progetti educativi e regole severe. L’obiettivo è l’abbattimento del 55% delle emissioni nocive entro il 2030, con un budget di 100 miliardi di euro.

4. Danimarca

Tutta la Danimarca e, in particolare, la capitale Copenaghen, vantano una lunga tradizione di ricerca di soluzioni ecologiche. Copenaghen, per esempio, punta a diventare la prima capitale a emissioni zero entro il 2025 e la sua attenzione al tema dello sviluppo sostenibile si riflette in ogni aspetto della società. Basti pensare che più del 20% dell’energia danese proviene da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo è di arrivare al 100% entro il 2050. Gran parte delle energie rinnovabili, poi, proviene da fonti eoliche. Copenaghen, poi, vanta circa 400 km di piste ciclabili e il 40% della popolazione si sposta quotidianamente in bicicletta. La capitale è poi una delle città più verdi al mondo, con parchi di rara bellezza, come il Giardino dei Re, a Rosenborg, e il Frederiksberg Garden, oppure il Parco dei Cervi che si estende nella parte settentrionale della città e la strada per raggiungerlo costeggia spiagge e panorami mozzafiato.

Per quanto riguarda il turismo sostenibile, il 71% delle camere d’albergo ha una certificazione eco, mentre la maggior parte dei ristoranti utilizza prodotti locali e di stagione. Infine, le imbarcazioni GoBoat per esplorare i canali della capitale sono dotate di motori non inquinanti, pannelli solari e sono realizzate in materiale riciclato.

5. Belgio

Con 28 metri quadrati di verde pro capite, la capitale del Belgio, Bruxelles, è una delle capitali più sostenibili d’Europa. Fin dagli anni Novanta, poi, sono stati realizzate piste ciclabili e sentieri immersi nella natura, come la Promenade Verde, lunga più di 60 km. Ai confini della città, poi, si estende la Forêt de Soignes di 43 km², Patrimonio UNESCO, ma anche in pieno centro si trovano chalet e bucoliche fattorie. A due passi dal Parlamento si può visitare la Casa delle Energie Rinnovabili, emblema di architettura sostenibile: ricavata in 3 edifici del 1860, ospita enti e associazioni di categoria.

La Forêt de Soignes a Bruxelles

Spostandosi ad Anversa, nel Groen Kwartier, il “quartiere verde”, nella zona sud est della città, dal 2006 ha preso il via il progetto Pakt, un hub sorto in un ex sito industriale per dare spazio a idee imprenditoriali, dallo sport alla ristorazione. Tra questi c’è il progetto dei roof farmer, che offre a chiunque la possibilità di coltivare prodotti locali su un tetto condiviso sotto la supervisione di agricoltori esperti.

Groen Kwartier ad Anversa

Poco distante da Durbuy, invece, si trova il labirinto di granoturco di Barvaux, composto da 10 km di strade immerse nel verde, tra orti biologici, prati e radure.

6. Francia

Parigi è riuscita a scalare la classifica mondiale delle città eco-friendly grazie a progetto, come il “piano per la transizione energetica”, che punta ad aumentare del 50% l’uso di energie rinnovabili entro il 2050. Inoltre, ha promosso progetti innovativi e modelli di architettura sostenibile per ridurre il consumo di energia e promuovendo nuovi posti di lavoro nell’ambito dei cosiddetti green jobs.

Progetto verde a Parigi

Per quanto riguarda invece il turismo verde, spostandosi in Borgogna, la splendida regione dei vigneti, un bell’itinerario eco turistico in bicicletta è quello che da Beaune arriva a Digione, per un totale di 60 km che si snodano attraverso vigneti e splendidi villaggi vinicoli.

Turismo verde tra i vigneti della Borgogna

La regione dell’Alvernia – Rodano-Alpi, invece, è “green” per definizione, grazie alla presenza dello splendido Parco dei Vulcani, dello Sylatorium, il primo sentiero silvestre di Francia, che si trova a Le Mont Doré.

Escursione nel Parco dei Vulcani
  1. Grecia, le isole “green

Le isole delle Grecia si distinguono come mete green non solo per gli splendidi paesaggi, ancora incontaminati, e il mare cristallino, ma anche per i progetti ecosostenibili. Per esempio, Tilos, una piccola isola del Dodecaneso, è la prima isola del Mediterraneo dotata di autonomia energetica da fonti rinnovabili, grazie a un progetto avviato nel 2015 che l’ha trasformata in un esempio da imitare. L’isola conta poco più di 500 abitanti ed è fuori dalle solite mete turistiche, ma in alta stagione riesce a ospitare fino a 3000 persone. Una delle eccellenze della piccola isola è la natura, ecco perché è meta degli appassionati di birdwatching grazie alla presenza di 150 specie di uccelli e 650 varietà di piante.

Il porto di Tilos

Anche l’isola di Astypalea, sempre nel Dodecaneso, vanta il primato di prima località greca con mobilità a impatto zero. Grazie a un protocollo d’intesa firmato con Volkswagen, il sistema di trasporti adotta solo veicoli elettrici e si produce solo energia rinnovabile, solare ed eolica. Inoltre, sono stati avviati progetti di car sharing, bike sharing, e-scooter.

Anche la piccola isola di Agios Efstrarion, di circa 200 abitanti, va verso l’autonomia energetica. Produce infatti l’85% di energia rinnovabile, ricavandola da turbine eoliche e dal fotovoltaico.

8. Irlanda

L’Irlanda si è impegnata a ridurre le emissioni del 7% entro il 2030 e di raggiungere zero emissioni nette nel 2050. Il paese è poi al quinto posto nel Green Future Index 2021, la classifica che confronta 76 paesi sui progressi e gli impegni verso la riduzione delle emissioni di carbonio. L’indice è stato messo a punto dal MIT di Boston ed esamina i paesi in base a parametri come: emissioni di anidride carbonica, transizione energetica verso energie rinnovabili, innovazione pulita, politiche per il clima e progetti di edilizia sostenibile e riciclo di materiali.

Grande attenzione anche al turismo green. Un ottimo esempio è il Burren Eco Tourism Network, che riunisce 70 realtà locali e che è stato inserito nei Best in Travel 2021 di Lonely Planet. L’area di riferimento è appunto il Burren, un vasto tavolato calcareo unico al mondo, e delle Cliffs of Moher, dove si può dormire in strutture a zero emissioni di anidride carbonica. Fanno parte del betwork anche tre ristoranti Green Stars Michelin.

9. Malta

Malta ha fatto della sostenibilità un suo cavallo di battaglia. Non solo offrendo incentivi a privati che installano pannelli solari o acquistano veicoli elettrici, ma anche promuovendo programmi statati finalizzati all’utilizzo efficiente dell’energia e alla produzione da fonti rinnovabili. Dal 1982, poi, Malta produce acqua attraverso la desalinizzazione dell’acqua di mare, affiancando il progetto a un vasto programma di gestione e riparazione delle perdite idriche.

Le acque cristalline attorno a Malta

Fanno parte del modello di economia circolare adottato dall’isola anche la gestione dei nutrienti in agricoltura, la riduzione dell’inquinamento e la salvaguardia dell’ambiente. Di questa ultima voce fa parte anche il turismo green. Le acque cristalline e le spiagge pulite sono un punto di forza dell’economia di Malta.

Il lato verde di Malta

Per questo motivo, un particolare riguardo è stato rivolto al territorio e alle comunità locali, che sono state trasformate in protagoniste delle esperienze turistiche: dalle battute di pesca alla raccolta di prodotti agricoli, dagli itinerari a piedi alla scoperta delle erbe officinali, offrendo anche la possibilità ai visitatori di soggiornare o condividere momenti con gli abitanti per condividere il rispetto e la tutela dell’ambiente.

10 .Norvegia

La Norvegia vanta una natura di rara bellezza, tra fiordi, ghiacciai, cascate e l’impareggiabile spettacolo dell’aurora boreale. Un patrimonio ambientale di inestimabile valore, di cui i norvegesi sono consapevoli. Per questo il Governo investe molto sulla sostenibilità e sul turismo “green”.

Lo spettacolo dell’aurora boreale in Norvegia

Chi vuole visitare il paese, infatti, può contare su un efficiente sistema di trasporti pubblici, tra cui la rete ferroviaria, che consente di raggiungere anche le località più remote. Tra le tratte su rotaia considerate tra le più belle del mondo, ci sono la Ferrovia di Bergen, la Ferrovia di Rauma, la Ferrovia del Nordland e quella di Ofoten. Le località dei fiordi si possono poi raggiungere anche in pullman o in barca, oppure con un’auto elettrica. Sono tantissimi i punti di noleggio e la Norvegia vanta più di 10 mila punti di ricarica.

Il treno è un mezzo green per visitare la Norvegia

Infine, un simbolo della conservazione della biodiversità e la Svalbard Global Seed Vault, la banca mondiale dei semi, dove si conservano e proteggono centinaia di migliaia di sementi in bunker dove la temperatura viene mantenuta a 18° gradi sotto zero, per mantenere i semi anche per migliaia di anni. Il centro si trova nelle isole Svalbard, a mille chilometri dal Polo Nord.

Il Svalbard Global Seed Vault