Malesia
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MALESIA alla scoperta del regno di Sandokan

Non è per caso che il grande scrittore di romanzi d’avventura, Emilio Salgari, abbia scelto questa nazione come teatro delle imprese del più famoso dei suoi eroi, Sandokan, detto appunto Tigre della Malesia. Questo bel pirata, il cui rifugio era la piccola isola di Mompracem,  in compagnia dei suoi tigrotti e del suo fedele amico Yanez de Gomera  dichiarò guerra agli invasori europei colpevoli di aver sterminato la sua famiglia. Vi ricordate i colori della giungla e il blu cobalto del mare? Proprio in questi posti idilliaci, dalla magica atmosfera, è stato girato lo sceneggiato che ha fatto sognare tanti telespettatori.

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Mare, giungla rigogliosa, parchi, tigri, i famosi coralli del Borneo. Ma la Malesia ha una particolarità: la natura si sposa con il cemento, la tecnologia con la storia e la cultura. È un paese vasto che riesce a far convivere piacevolmente tutto questo offrendo anche al visitatore più esigente un mix affascinante. Chi ama il relax si potrà crogiolare su una delle tantissime spiagge di sabbia fine, chi vuole a tutti i costi vivere l’avventura avrà una vasta scelta di attrazioni così come non rimarrà deluso il turista alla ricerca di cultura, storia, architettura.

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Ma entriamo nel vivo dei luoghi partendo dalla capitale, Kuala Lumpur, una città che non lascia indifferenti. Ultra moderna, sa togliere il fiato per le meraviglie che offre: mercati e chioschetti per strada, centri commerciali, palazzi avveniristici, parchi e maestosi alberghi di lusso.

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Tante le cose da visitare a Kuala Lumpur, come ad esempio le Petronas Twin Towers, torri gemelle alte ben 452 metri. Un doppio edificio assolutamente straordinario, che fa capire quanto il Paese sia proiettato nel futuro. Ammirare la città dall’ottantaseiesimo piano fa rimanere a bocca aperta. Se siete invece dei temerari che amano le forti emozioni potete passare da una torre all’altra camminando su un ponticello sospeso nel vuoto.

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In Dataran Merdeka, la piazza nel centro storico della capitale, si possono ammirare invece le architetture coloniali. L’edificio principale, che troneggia su tutta la piazza, risale al 1897 ed è dedicato al sultano Abdul Samal che però non ne vide mai il completamento perché morì un anno prima della fine dei lavori. Oggi questo edificio storico è la sede della Corte Suprema e dei tribunali. I dettagli di questa imponente costruzione tradiscono una forte influenza moresca. Molto bella la torre dell’orologio.

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A poca distanza dalla piazza Dataran Merdeka si può visitare la bellissima moschea Masjid Negara. E’ un edificio moderno (risale agli anni Sessanta), molto importante per i mussulmani. Pensate che può ospitare sino a 15000 fedeli. È possibile entrare per visitare l’interno, con esclusione della sala delle preghiere (l’ingresso è consentito solo ai fedeli). A pochi passi il museo di arte mussulmana, assolutamente da non perdere.

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Per un po’ di shopping consigliamo uno dei centri commerciali, che ospitano 320 negozi oltre a un teatro, una galleria d’arte e ristoranti di ogni genere.

Alla periferia nord della città andate a visitare le grotte di Batu raggiungibili con il treno Komuter (KTM), con autobus o con un taxi. Sono  diventate famose per i molti templi induisti ospitati al loro interno.

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Si tratta di un complesso di grandi grotte calcaree, che sono state trasformate praticamente in luogo di pellegrinaggio.

Una volta arrivati a destinazione vedrete immediatamente un’enorme statua dorata (42 metri) dedicata a Murugan. E’ posizionata alla base della lunghissima scalinata che originariamente era in legno e che in seguito è stata realizzata in cemento (272 gradini).

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Per poter visitare la grotta interna dovrete percorrerli tutti. Lungo il percorso e anche all’interno della grotta potrete incontrare dei simpatici macachi che si avvicinano per avere cibo.

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La grotta più grande è la Temple Cave; ha un’altezza di circa 100 metri e al suo interno ospita alcuni tempi hindu. Camminando ci si imbatte in una caverna leggermente più piccola la Art Gallery Cave, chiamata così perché al suo interno si possono ammirare molte pitture degli dei induisti.

Molto bella la Dark Cave dove ammirare stalattiti e stalagmiti. Attenzione però qui stazionano migliaia di pipistrelli che con i loro escrementi nutrono moltissimi animali di ogni genere: scarafaggi, serpenti, ragni, ecc. Dunque a voi la scelta.

Troverete anche un museo, una galleria e tanti ristoranti nonché venditori di souvenir.

Anche i non devoti possono visitare i templi con l’accortezza di depositare le scarpe all’ingresso e indossare un abbigliamento consono al luogo sacro.

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A circa un’ora da Kuala Lumpur andate a visitare Pulau Ketam che tradotto significa Isola  dei Granchi. È stata  chiamata così per la presenza di un enorme numero di questi animali, oltre ad altri crostacei. E’ bellissimo ammirare i villaggi dei pescatori fatti di palafitte e case sull’acqua. In passato il legno era il materiale per costruire queste palafitte e i pontili; oggi purtroppo c’è molta presenza di cemento il che toglie fascino a questo angolo di paradiso. In compenso non troverete una sola auto. L’isola si gira in bicicletta.

Se pur non così vicino a Kuala Lumpur (circa due ore di autobus) c’è la città rossa, o meglio Malacca, che deve assolutamente essere vista per i suoi colori e i suoi straordinari fiume e lungofiume.

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Completamente diversa da Kuala Lumpur questa cittadina offre il vero relax. Poco frequentata dai turisti colpisce appena arrivati per i suoi palazzi rivestiti da graffiti. Per passare da una parte all’altra del fiume graziosi ponticelli in legno rendono l’ atmosfera rilassante e molto romantica.

Il centro storico è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. Un motivo in più per visitarlo e per ammirare i tanti edifici storici ereditati dai commercianti cinesi e dai coloni europei. Molti sono dipinti di un colore rosso mattone. Questo è stato voluto dal governo per ristrutturare e rinfrescare il cuore della splendida cittadina.

Sono tante le cose che si possono fare a Malacca come ad esempio visitare uno dei più antichi templi cinesi di tutta la Malesia. E’ quello di Cheng Hoon Teng, sontuoso e molto particolare.

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Particolare è anche la Torre dell’Orologio Swing Tang Beng risalente al 1886 che si trova nella piazza Olandese anch’essa interessante per le vie strette ricche di negozi, templi e moschee. A pochi passi, una chiesa protestante costruita intorno al 1750. La riconoscerete sicuramente perché è tutta rossa. Si chiama Christ Church. Si tratta di un simbolo evidente del passato coloniale.  Per la sua posizione strategica Malacca in passato è infatti stata sotto il dominio olandese, portoghese e inglese.

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Per rilassarvi dalla lunga passeggiata potete dedicare parte del pomeriggio a un po’ di riposo in spiaggia. Vi consigliamo la Klebang Beach, molto frequentata dai locali che amano far volare gli aquiloni.

 La città non è piccolissima ma si riesce tranquillamente a girarla. Se non volete sprecare energia potete optare per i bus turistici che permettono di scendere e risalire ad ogni fermata.

Cosa vi colpirà? I risciò, molto kitsch con luci ad intermittenza e pupazzi appesi di Hello Ketty; un vero peccato. Questo mezzo di trasporto così antico e tipico perde così il suo fascino.

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Ricordate però che la Malesia vuol dire natura, con le meravigliose foreste che sono la vera essenza di questo paese. Chi è alla ricerca di una vacanza green in Malesia deve optare per il parco Taman Negara, dove vivrà grandi emozioni e ammirerà scenari mai visti. Qui l’uomo è intervenuto poco e questo ha permesso di conservare un vero paradiso ricco di rari mammiferi come ad esempio la tigre malese.

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Nel parco ancora oggi sono presenti gli aborigeni che vivono coltivando riso, cacciando e pescando. E’ un parco grandioso per la quantità di cose che si possono fare come scalare il monte Gunung Tahan, scoprire le grotte di Gua Telinga, risalire le ripide del fiume Tahan, attraversare foreste pluviali, camminare su ponti traballanti a 50 metri dal suolo.

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Questo è solo un decimo delle cose da vedere e fare in Malesia, un posto magico dove la ricchezza del patrimonio culturale e naturale è elevata all’ennesima potenza. E allora, cosa aspettate?

E’ vero, non avrete la possibilità di vedere il bellissimo Sandokan ma vivrete nel luogo che secondo la leggenda lo ha visto nascere.

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