Siamo in lockdown, ma possiamo fare attività motoria e sport. Niente di meglio, allora, di una lunga pedalata in bicicletta lungo i Navigli, tra cascine e abbazie. Come compagna di scorribande, questa volta abbiamo la nuova Renault Captur E-Tech Plug-In Hybrid.
Come compagna di viaggio per questa nuova avventura dedicata alla rubrica “Weekend in Auto”, questa settimana riservata alla scoperta dei Navigli, abbiamo scelto la nuova Renault Captur E-Tech Plug-In Hybrid. Stiamo parlando di un SUV compatto e dal carattere “green” in grado di racchiudere tutte le qualità di una perfetta “Weekend Car”. Proposta negli allestimenti Intens e Initiale Paris, la Captur plug-in viene proposta a un listino che parte da 32.950 euro.



In bicicletta lungo i Navigli, si parte dalla Darsena
Il “via” è nel cuore della città, cioè alla Darsena, che prima del lockdown era una delle mete top della movida milanese. Da qui partono due ciclabili: quella di sinistra porta in 30 km fino a Pavia (Alzaia Naviglio Pavese), mentre quella di destra corre verso Abbiategrasso (Alzaia Naviglio Grande) ed è più consigliabile per cominciare. Sia perché si possono fare diverse tappe lungo il percorso, sia perché il fondo stradale è migliore.


Gaggiano, un paesaggio ad acquerello
Ancora tre chilometri, ed ecco che il panorama cambia decisamente. Siamo arrivati a Gaggiano, dove le casette colorate che si affacciano sul Naviglio si specchiano nell’acqua (foto di apertura), creando un magico gioco di luci e di riflessi. Qui vale la pena fare una breve sosta nella piazzetta, anche per ammirare la bella facciata del Santuario di Sant’Invenzio, rifacimento secentesco di un’antica chiesa del Duecento.

Un’infilata di cascine
Sulla destra l’acqua che scorre placida, sulla sinistra campi coltivati e antiche cascine. Alcune sono in vendita, altre invece sono abitate da agricoltori che vendono ai passanti latte, formaggio, frutti di bosco. Chi ha portato con sè lo zaino o ha la bici dotata di cestello, può approfittarne per fare acquisti.
Un tagliere di salumi per calmare i morsi della fame
Proseguendo lungo la ciclabile, in corrispondenza di Vermezzo si raggiunge il locale Naviglio Grande. In epoca pre-Covid era un ristorante con balera, dove al sabato sera era ben difficile trovare posto. Adesso è aperto – come da prescrizioni DPCM – fino alle 18 e propone golosità da asporto. Come i taglieri con degustazione di salumi.

Renault Captur plug-in, maneggevolezza a zero emissioni
Durante il nostro trasferimento da Milano ad Abbiategrasso, abbiamo potuto toccare con mano le numerose qualità che distinguono la Captur plug-in nell’ampio panorama automotive. La motorizzazione E-TECH Plug-in Hybrid 160 CV e la batteria a grande capacità (9,8 kWh e 400V per un peso limitato di 105 Kg) di cui è dotata, offrono alla Captur un’autonomia che le consente di circolare in modalità 100% elettrica per circa 50 chilometri (velocità massima 135 km/h) nel ciclo misto (WLTP) e fino a 65 chilometri in ciclo urbano (WLTP City).In questo modo si può sfruttare la modalità a zero emissioni, senza consumare carburante, durante i percorsi quotidiani, mentre se si sceglie di andare in vacanza o di fare un giro fuoriporta nei weekend non si deve affrontare l’ormai famosa “ansia da ricarica”. Infine, quando necessario, è possibile ricaricare la batteria collegandola la vettura alla rete elettrica (da 3 a 5 ore, a seconda del tipo di presa, ivi comprese quelle per uso domestico). Durante il percorso abbiamo anche apprezzato il brio e le prestazioni scattanti offerte dal powetrain ibrido che permettono sorpassi nella più totale sicurezza, oltre a levare qualche sfizio sportivo a chi la guida.
Un ultimo sforzo per arrivare all’Abbazia di Morimondo
Una volta arrivati ad Abbiategrasso, bisogna sapere che per tornare alla Darsena il conteggio totale dei chilometri sarà di circa 44. Quindi meglio valutare bene le proprie forze, prima di decidere di proseguire.Se si hanno più tempo e più energie a disposizione, vale sicuramente la pena di andare oltre. Sia per la bellezza dei paesaggi che si attraversano. Sia per poter ammirare l’Abbazia di Morimondo. L’edificio, uno dei più famosi esempi di architettura cistercense, si deve a un gruppo di monaci provenienti dalla casa madre di Morimond, in Francia.A Morimondo è d’obbligo – oltre alla visita dell’abbazia – una sosta rigenerante a uno dei bar che si trovano lì intorno. Anche perché per il rientro bisogna mettere in preventivo di pedalare circa 36 chilometri (che insieme a quelli dell’andata portano il totale a oltre 70).







