Weekend sui Navigli alla scoperta di cascine e abbazie con la Renault Captur

Siamo in lockdown, ma possiamo fare attività motoria e sport. Niente di meglio, allora, di una lunga pedalata in bicicletta lungo i Navigli, tra cascine e abbazie. Come compagna di scorribande, questa volta abbiamo la nuova Renault Captur E-Tech Plug-In Hybrid.

Come compagna di viaggio per questa nuova avventura dedicata alla rubrica “Weekend in Auto”, questa settimana riservata alla scoperta dei Navigli, abbiamo scelto la nuova Renault Captur E-Tech Plug-In Hybrid. Stiamo parlando di un SUV compatto e dal carattere “green” in grado di racchiudere tutte le qualità di una perfetta “Weekend Car”. Proposta negli allestimenti Intens e Initiale Paris, la Captur plug-in viene proposta a un listino che parte da 32.950 euro.

Il cruscotto della Renault Captur.

Il nostro Weekend Premium con il SUV ibrido ricaricabile alla spina inizia a Milano di buon’ora. Prima di salire in auto e avviarci in direzione Gaggiano, carichiamo nell’ampio vano bagagli la bicicletta che utilizzeremo per passeggiare lungo i Navigli. L’operazione di carico è agevolata dall’ampio portellone ad apertura verticale, mentre la capacità del bagagliaio – con il divano posteriore in uso – risulta pari a 374 litri.

bagagliaio capture
Abbassando i sedili posteriori, si può comodamente caricare la bicicletta nel bagagliaio della Renault Captur.

Eccoci quindi pronti per una giornata a pedali, con il supporto della Renault Captur. Non è necessario essere ciclisti provetti, per godersi l’escursione. Basta poco: una bicicletta, un paio di pantaloni comodi (meglio se con imbottitura), uno zainetto sulle spalle con il necessario per trascorrere qualche ora all’aperto… e per riporre eventuali acquisti gastronomici che si possono fare pedalando in bicicletta lungo i Navigli.

in bicicletta lungo i navigli
La Renault Captur ci consente di trasportare la bicicletta per alcuni tratti.

Non importa di quale bicicletta si sia dotati (mountain bike, da corsa, gravel o city bike), perchè le ciclabili che corrono lungo i Navigli sono perfettamente asfaltate. Montare in sella a una bici piuttosto che a un’altra fa la differenza solo in termini di velocità o di comfort.

in bicicletta lungo i Navigli
La Darsena di Milano è il punto di partenza del nostro itinerario.

In bicicletta lungo i Navigli, si parte dalla Darsena

Il “via” è nel cuore della città, cioè alla Darsena, che prima del lockdown era una delle mete top della movida milanese. Da qui partono due ciclabili: quella di sinistra porta in 30 km fino a Pavia (Alzaia Naviglio Pavese), mentre quella di destra corre verso Abbiategrasso (Alzaia Naviglio Grande) ed è più consigliabile per cominciare. Sia perché si possono fare diverse tappe lungo il percorso, sia perché il fondo stradale è migliore.

In corrispondenza della chiesa di San Cristoforo, un murale ricorda Valentina, eroina dei fumetti disegnata da Guido Crepax.

Una volta presa dunque l’Alzaia Naviglio Grande, si pedala con l’acqua a sinistra e un’infilata di localini (al momento chiusi) sulla destra. Si supera il famoso Vicolo delle Lavandaie, che conserva gli antichi lavatoi, e nel giro di un paio di chilometri si raggiunge la suggestiva chiesa quattrocentesca di San Cristoforo sul Naviglio.

in bicicletta lungo il naviglio
La Renault Captur davanti alla chiesa di San Cristoforo.

In circa 5 km di pedalata si arriva a Corsico, e da lì un altro paio di chilometri portano a Trezzano. Qui, proprio lungo la ciclabile, si può fare una sosta per riempire le borracce alla Casa dell’Acqua, dove in un piccolo giardino ombreggiato si trovano una fontana e alcuni rubinetti che distribuiscono acqua potabile.

casa dell'acqua
La Casa dell’Acqua di Trezzano.

Gaggiano, un paesaggio ad acquerello

Ancora tre chilometri, ed ecco che il panorama cambia decisamente. Siamo arrivati a Gaggiano, dove le casette colorate che si affacciano sul Naviglio si specchiano nell’acqua (foto di apertura), creando un magico gioco di luci e di riflessi. Qui vale la pena fare una breve sosta nella piazzetta, anche per ammirare la bella facciata del Santuario di Sant’Invenzio, rifacimento secentesco di un’antica chiesa del Duecento.

sant'Invenzio a gaggiano
La facciata del Santuario di Sant’Invenzio a Gaggiano.

A questo punto, chi è stanco può tornare sui propri passi (anzi, sui propri pedali). Perché per rientrare alla Darsena bisogna macinare altri 12 chilometri. Chi invece ha voglia di proseguire, deve attraversare il ponte sul Naviglio: la pista ciclabile infatti prosegue a questo punto dall’altra parte del canale. Da qui in poi, i paesaggi urbani lasciano posto a quelli agresti.

renault captur gaggiano
A Gaggiano le case colorate si specchiano nell’acqua del Naviglio.

Un’infilata di cascine

Sulla destra l’acqua che scorre placida, sulla sinistra campi coltivati e antiche cascine. Alcune sono in vendita, altre invece sono abitate da agricoltori che vendono ai passanti latte, formaggio, frutti di bosco. Chi ha portato con sè lo zaino o ha la bici dotata di cestello, può approfittarne per fare acquisti.

stalla con mucche a Vermezzo
Una stalla con le mucche lungo il tratto di ciclabile tra Gaggiano e Vermezzo.

Un tagliere di salumi per calmare i morsi della fame

Proseguendo lungo la ciclabile, in corrispondenza di Vermezzo si raggiunge il locale Naviglio Grande. In epoca pre-Covid era un ristorante con balera, dove al sabato sera era ben difficile trovare posto. Adesso è aperto – come da prescrizioni DPCM – fino alle 18 e propone golosità da asporto. Come i taglieri con degustazione di salumi.

ristorante naviglio grande
L’ingresso del ristorante Naviglio Grande.

A questo punto, chi non è ancora stanco può proseguire fino ad Abbiategrasso (mancano da qui un paio di chilometri) e concedersi magari un caffè in uno dei bar del paese.

Ad Abbiategrasso, il Naviglio si biforca. Il ramo di destra costeggia la pista ciclabile che punta verso Oleggio e il fiume Ticino (da cui il Naviglio nasce), coprendo in tutto una cinquantina di chilometri dalla Darsena. Si tratta di un percorso molto scenografico, ma poco adatto ai bambini perché non ci sono parapetti.

Il ramo di sinistra, invece, prende il nome di Naviglio di Bereguardo. È un canale artificiale realizzato in epoca quattrocentesca per volere di Francesco Sforza, Duca di Milano. Seguendo questo corso d’acqua, che corre in aperta campagna e regala bellissimi scorci panoramici, si può arrivare fino all’Abbazia di Morimondo. Tutto il percorso è ciclabile, ad esclusione di un ultimo breve tratto.

naviglio ad abbiategrasso
Ad Abbiategrasso il Naviglio si biforca.

Renault Captur plug-in, maneggevolezza a zero emissioni

Durante il nostro trasferimento da Milano ad Abbiategrasso, abbiamo potuto toccare con mano le numerose qualità che distinguono la Captur plug-in nell’ampio panorama automotive. La motorizzazione E-TECH Plug-in Hybrid 160 CV e la batteria a grande capacità (9,8 kWh e 400V per un peso limitato di 105 Kg) di cui è dotata, offrono alla Captur un’autonomia che le consente di circolare in modalità 100% elettrica per circa 50 chilometri (velocità massima 135 km/h) nel ciclo misto (WLTP) e fino a 65 chilometri in ciclo urbano (WLTP City).

In questo modo si può sfruttare la modalità a zero emissioni, senza consumare carburante, durante i percorsi quotidiani, mentre se si sceglie di andare in vacanza o di fare un giro fuoriporta nei weekend non si deve affrontare l’ormai famosa “ansia da ricarica”. Infine, quando necessario, è possibile ricaricare la batteria collegandola la vettura alla rete elettrica (da 3 a 5 ore, a seconda del tipo di presa, ivi comprese quelle per uso domestico). Durante il percorso abbiamo anche apprezzato il brio e le prestazioni scattanti offerte dal powetrain ibrido che permettono sorpassi nella più totale sicurezza, oltre a levare qualche sfizio sportivo a chi la guida.

Una volta arrivati ad Abbiategrasso, si può decidere se procedere in bicicletta o in auto per l’abbazia di Morimondo.

Un ultimo sforzo per arrivare all’Abbazia di Morimondo

Una volta arrivati ad Abbiategrasso, bisogna sapere che per tornare alla Darsena il conteggio totale dei chilometri sarà di circa 44. Quindi meglio valutare bene le proprie forze, prima di decidere di proseguire.

Se si hanno più tempo e più energie a disposizione, vale sicuramente la pena di andare oltre. Sia per la bellezza dei paesaggi che si attraversano. Sia per poter ammirare l’Abbazia di Morimondo. L’edificio, uno dei più famosi esempi di architettura cistercense, si deve a un gruppo di monaci provenienti dalla casa madre di Morimond, in Francia.

A Morimondo è d’obbligo – oltre alla visita dell’abbazia – una sosta rigenerante a uno dei bar che si trovano lì intorno. Anche perché per il rientro bisogna mettere in preventivo di pedalare circa 36 chilometri (che insieme a quelli dell’andata portano il totale a oltre 70).

abbazia di morimondo
L’Abbazia di Morimondo. La costruzione fu iniziata nel 1134.