Pensieri on the road

DS: A OTTO ANNI È GIÀ PREMIUM

NEL CIRCOLO ESCLUSIVO DEI MARCHI PREMIUM SI ACCEDE SOLO CON UNA SORTA DI HERITAGE DI NOBILTA’ E DI COMPETENZA INNOVATIVA. NON SI ACCETTANO PARVENUS. INVECE IL MARCHIO DS CI E’ ENTRATO DOPO SOLO OTTO ANNI, SALENDO ANCHE NELLE VENDITE, MENTRE IL MERCATO SCENDE. IL PERCHE’ LO ABBIAMO CHIESTO AD EUGENIO FRANZETTI, MANAGING DIRECTOR DS ITALIA

 Di Raffaele d’Argenzio

 Mentre il mercato scende, DS nel 2022 sale del 36% rispetto allo stesso periodo del 2021, conquistando il 2,4 del mercato premium… Ci svela il segreto?

Siamo molto orgogliosi dei risultati che abbiamo ottenuto dal 2014 ad oggi. Il segreto di questo successo? Averlo costruito su quattro pilastri fondamentali. Primo: la cura artigianale e i prodotti eccezionali come nessun altro usa nella categoria. Il secondo: una rete di distribuzione omni channel, che ottimizza al meglio i vari canali di vendita, che conta più di 48 DS STORE e un canale di vendite online di grande successo. Il terzo: aver posto il cliente al centro dell’esperienza d’acquisto, con l’estesa rete di servizi esclusivi, come i programmai ONLY YOU, “DS VALET”, “DS ASSISTANCE” e “RENT A DS”. Il quarto risiede nell’elettrificazione, nel 2020 DS Automobiles è diventato il marchio multi-energia con le emissioni di CO2 più basse in Europa.

Per DS cosa vuol dire essere “premium”?

Noi abbiamo un’interpretazione del “premium” molto netta e precisa, che è quella di voler portare all’interno del mondo dell’auto il lusso “alla francese”, come quello dell’enogastronomia e dell’alta moda. Noi ci differenziamo così: attraverso il design, attraverso la tecnologia che abbiamo a bordo, la cura artigianale che abbiamo verso i dettagli e i prodotti che utilizziamo, come i pellami per i nostri sedili. Anche i pannelli delle porte della DS4 hanno dei dettagli che sono ancora fatti a mano.

Questo fa parte del nostro nome, DS (Désirée Spéciale), un nome che deriva da una mitica vettura Citroën, che ha fatto la storia dell’auto. Ecco, questo è il nostro modo di essere premium, che ovviamente è diverso dalle “premium” tedesche e inglesi.

Siamo arrivati all’auto elettrica: come vede i prossimi anni?

Come un percorso di elettrificazione in fortissima accelerazione. Questo perché ci sono delle leggi, che prevedono un notevole abbassamento della CO2 e per arrivarci il mondo dell’auto deve avere un cambio di tecnologia. E il più efficace è appunto l’elettrificazione.  Quindi la tecnologia elettrica sta facendo degli sviluppi incredibili che porteranno a prestazioni che oggi non sono immaginabili. Tempi di ricarica veloci con infrastrutture private, ma soprattutto pubbliche. Dal 2035 si potranno vendere solo vetture elettriche, quindi dovremo arrivarci con una tecnologia che sia alla portata di tutti e al giusto prezzo. Ma ci arriveremo sicuramente perché nel momento in cui c’è un’esigenza o un bisogno, il genio dell’uomo ha sempre delle accelerazioni.

Con l’auto elettrica, invece, cosa perderemo?

La sensazione di guida di una vettura elettrica è comunque appagante. Le elettriche hanno una capacità di accelerazione, una brillantezza, una spontaneità incredibile nella guida. Vanno più forte di una macchina termica perché hanno una coppia immediata, il 100 per 100 della coppia al bisogno. Dopodiché, per gli appassionati della guida “tradizionale” con motore termico, che faccia rumore, con il cambio manuale ecc, è chiaro che questi prodotti non li accontenteranno. Ovviamente, l’appassionato si terrà una macchina d’epoca, per usarla nel weekend, e una vettura elettrica da usare tutti i giorni.

Per i nostri weekend quale sarà il tipo di auto ideale?

Sono sicuro che le auto elettriche che stanno arrivando permetteranno anche weekend di lunga percorrenza e che gli hotel premium potranno far ricaricare le batterie ai nostri clienti e ai vostri lettori, quindi non vedo grandi e drastici cambiamenti. Poi è chiaro che per i weekend sono ideali i SUV compatti o grandi, 2×4 o 4×4. Inoltre l’elettrico permette di costruire dei 4×4 con un motore davanti e un motore dietro. La tecnologia del momento più adatta è l’ibrido plug-in, che ti permette di muoverti nelle città con il motore elettrico, di fare la tratta in autostrada con il motore termico e di fare la ricarica una volta che si è arrivati.

I SUV premium, secondo lei, come devono essere?

Devono essere confortevoli, anche acusticamente, e devono rilassare, non sportivi. La sportività la si va a cercare in altre auto con l’handling diverso, perché hanno una silhouette diversa. Il SUV deve darmi il massimo della comodità e la sicurezza di poter arrivare ovunque, anche con la pioggia o con la neve.

Secondo lei quali sono le auto termiche da comprare oggi e che diventeranno preziose in seguito?

Tutte le macchine d’epoca stanno crescendo di valore. Io ad esempio sono un appassionato delle Peugeot 205 GT, delle young timer, che sono le macchine di quando avevo 18 anni e che quindi hanno anche un valore affettivo. Chiaramente la scelta è personale, ma la cosa importante è che è un investimento. Non capita mai che rivendendole ci si perda. Poi anche le amministrazioni devono proteggere questi beni, perché sono beni della cultura dell’uomo, facendole ancora circolare anche se nelle maniere dovute.

EUGENIO FRANZETTI  &  LA DS

Eugenio Franzetti, laureato in sociologia con master in comunicazione, è entrato nel gruppo Peugeot-Citroën  fin dal 2001, dove ha ricoperto vari ruoli di crescente responsabilità, fra cui  direttore della comunicazione PSA e responsabile vendite del marchio Citroën,  fino a pasare al ruolo internazionale  di Global director della Comunicazione di Peugeot presso l’headquarter di Parigi. Oggi  è Managing Director DS Italy, con il compito di consolidare la presenza della DS nel settore Premium.

DS Automobiles è un marchio premium del Gruppo Stellantis ed è nato nel 2014, spin off della casa madre Citroën. La sigla DS (Désirée Spéciale) fu utilizzata nel 1955 per la futuribile berlina della Citroën progettata dall’italiano Flaminio Bertoni e dal francese André Lefèbvre. Creata per dare un marchio premium e prestigioso al gruppo PSA, nel 2021 è confluita in Stellantis.