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Dall’Italia alla Mongolia in Van, con il Master Renault: La scoperta dei dinosauri e la mitica capitale di Gengis Khan

Dopo la tappa notturna passata in un campo gher turistico ci siamo spostati a Khongorin Els, per vedere le dune più alte e spettacolari del deserto del Gobi. Chiamate anche le dune che cantano, per il suono che fa la sabbia quando viene spostata dal vento, sono delle dune alte anche 300 metri che si estendono lungo 100 km al di sopra del deserto che, a differenza del nostro concetto tradizionale di mare di sabbia, è costituito più che altro di terra brulla e steppa disseminata da cespugli di erba secca.

Da Khongorin Els siamo andati a Bayanzag, che tradotto significa “Rocce infuocate”, un’area di scogliere fiammeggianti, dirupi di terra mista a sabbia che al tramonto assumono un colore rossastro, passati alla storia per essere il luogo dove il paleontologo Roy Chapman Andrews con la sua spedizione nel 1924 ha rinvenuto resti e uova di dinosauri, una delle più grandi scoperte paleontologiche del secolo scorso.

Rientrati a Dalanzadgdad e riconsegnato il mezzo abbiamo ripreso il nostro camper per il giro di boa, diretti a nord. Ancora un po’ di strada su asfalto ed eccoci a Karakhorin, l’antica Karakorum, capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan.

Costruita nel 1200 all’incrocio delle strade della Via della Seta fu distrutta circa 200 anni dopo dall’orda cinese e oggi di quella mitica capitale rimangono solo poche rovine.

Ma merita arrivare fin qui per vedere il più antico monastero della Mongolia, il monastero di Erdene Zuu. Distrutto e ricostruito più volte, con un muro di cinta che ingloba 108 stupa bianchi, conserva all’interno diversi edifici religiosi alcuni dei quali sono nuovamente dedicati alla preghiera dato che dopo la ritrovata indipendenza una decina di monaci sono tornati ad abitare il complesso.

E qui abbiamo anche incontrato un gruppo di tedeschi che viaggiavano su camper allestiti artigianalmente su meccaniche mercedes e mezzi militari riconvertiti e avevano in programma di arrivare fino in Thailandia.

Un paese antico proiettato verso la modernità

Riprendendo la guida e arrivati ad Ulan Baatar, parcheggiato in un’area custodita il camper, abbiamo dedicato qualche giorno alla scoperta della capitale, unica grande metropoli del paese. La città è un agglomerato di tende (180mila) all’ombra di moderni grattacieli. La Mongolia è un paese di nomadi, e chi si trasferisce dalle campagne alle città non rinuncia facilmente alla sua tenda e alle sue abitudini.

La temperatura costante sui diciotto gradi di giorno, che scendevano a 10 di notte, ci ha permesso di non patire il caldo e di visitare con tranquillità la grande piazza Sukhbaatar con al centro la statua del condottiero che proclamò l’indipendenza della Mongolia e l’edificio che ospita la statua di Gengis Khan in poltrona.

Al monastero di Gandan abbiamo ammirato la grande statua del Buddha alta 26 metri e coperta di lamine d’oro. Abbiamo anche assistito alle preghiere dei monaci che a intervalli suonano un grande corno. Poi ci siamo spostati al tempio Chojn Lama, un raro luogo di meditazione sepolto tra una selva di nuovi grattacieli e visitato il museo nazionale di storia dove sono esposti non solo reperti storici e archeologici ma anche i costumi tradizionali delle diverse tribù che compongono il popolo mongolo. Bellissimo e da non mancare il Palazzo-Museo Bogd Khaan con una ricca collezione di statue di buddha.

Con un secondo giro in fuoristrada abbiamo raggiunto il monastero di Amarbayasgalant, patrimonio Unesco per il suo eccezionale valore universale. Posizionato in un ambiente bucolico, a 380 km di asfalto e pista da Ulan Baatar, è considerato il monastero più bello e meglio conservato di tutto il paese.

Riconsegnato il fuoristrada ci siamo diretti infine a nord verso Darkan e quindi la frontiera. Con rammarico abbiamo lasciato questo fantastico paese e ripreso la via del ritorno.


Renault Master anche in versione Passenger

Renault Master Passenger è la versione adibita al trasporto persone, disponibile nelle varianti BUS e Combi.
Master BUS è in grado di ospitare ben 17 persone in modo sicuro, pratico e confortevole. L’ampio abitacolo di questo veicolo permette ai passeggeri di avere il giusto spazio per le gambe, senza sacrificare la capacità di carico grazie a dei vani posizionati sotto la seduta del passeggero biposto anteriore. è possibile anche stivare degli oggetti lungo il ripiano superiore lungo le due file dei passeggeri. La climatizzazione e l’impianto di riscaldamento, sia anteriore che posteriore, permettono di godersi il viaggio con il massimo benessere.


Master Passenger non è solo comodo, ma anche sicuro. Tra i sistemi di sicurezza attiva e passiva che lo equipaggiano troviamo: ABS con ripartitore elettronico di frenata EBD, ESP con Extended Grip e Hill Start Assist e fari a visibilità laterale a accensione automatica.
Master Combi può, invece, ospitare 9 persone ed è adatto a soddisfare le esigenze di spazio e comodità di carico che lo rendono il mezzo di trasporto ideale per il settore turistico.
Di serie è fornito di retrovisori sbrinanti, altoparlanti nella zona passeggeri e sedili e volante regolabili per il conducente. Come optional si possono avere Radio CD MP3 con Bluetooth integrato e sistema di navigazione Carminat Tom Tom.
Per Master Passenger si può scegliere tra un motore 2.3 dCi da 145 o 165 CV S&S Euro 6 cambio meccanico manuale 6 marce a trazione anteriore.
Il prezzo di partenza è di 36.179 euro. Maggiori informazioni su Renault.it

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