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I 5 PUNTI per il rilancio dei Grand Hotel: Damiano De Crescenzo, DG del Gruppo Planetaria

di Raffaele d’Argenzio

La ripartenza coinvolge tutti gli operatori del turismo, dai piccoli ai grandi. In particolare, gli hotel di lusso hanno sfruttato il periodo di chiusura forzata per mettere in campo strategie innovative e in linea con i loro standard per offrire alla loro selezionata clientela servizi sempre premium, ma in tutta sicurezza. Ne abbiamo parlato con Damiano De Crescenzo, Direttore Generale del Gruppo Planetaria.

Gli Hotel della catena Planetaria come hanno vissuto il lockdown?

“Appena sono state emanate le prime restrizioni governative abbiamo provveduto a chiudere tutti i nostri alberghi, sia perché si sono svuotati e sia per ragioni di sicurezza del personale. Abbiamo utilizzato questo periodo per attività formative, brainstorming, predisposizione di protocolli, idee e procedure per le riaperture con modalità che possano garantire sicurezza in forma smart e professionale. Tra le novità del lockdown vi è stato il lancio dell’iniziativa Planet Taste – Delivery with love. Un’iniziativa che è stata molto gradita dai frequentatori dei nostri ristoranti e che ha creato molta motivazione tra tutti nostri chef protagonisti”.


Gli hotel Planetaria sono famosi per essere nelle più belle città d’Italia e per la loro accoglienza, come siete ripartiti?  

“Il 3 giugno abbiamo riaperto 5 alberghi su 11 comunque in tutte le destinazioni dove siamo presenti. C’è ancora poco movimento di persone ma ci siamo organizzati per garantire massime misure di sicurezza e servizi adeguati. Anche se per ora sono pochi ma soprattutto ai nostri abituali non possiamo non offrire i nostri servizi. Comunque giorno per giorno la situazione sta lentamente migliorando. Abbiamo per ora puntato soprattutto sugli alberghi che hanno spazi all’aperto per offrire maggiore sicurezza ma anche gradevolezza vista la bella stagione”.

Ville sull’Arno Firenze, giardino con vista sull’Arno

I vostri hotel come si sono attrezzati?

“Abbiamo tutte le misure di sicurezza, dai termo scanner ai sistemi più avanzati di sanificazione, sigilli, distanziamenti, implementazioni digitali e soprattutto il personale ben formato sui nuovi protocolli ed allenati a rendere il tutto quanto più smart possibile. Abbiamo inoltre tantissimi spazi che vengono utilizzati per distanziare i clienti in forma comodissima”.

Siete già pronti per ricevere turisti che torneranno? 

“Lo siamo sempre stati. Oggi abbiamo maggiori garanzie, ci auguriamo che si creino rapidamente le condizioni per tornare, dai trasporti ai permessi e soprattutto con una reputazione, dell’Italia e della Lombardia, di eccellenza così com’era e come ci meritiamo”.

Cosa cambierà?

“Ci sarà una fase intermedia con maggiori precauzioni e limiti soprattutto per i grandi eventi. Abbiamo trovato comunque soluzioni adeguate che saranno adottate grazie alla nostra esperienza ed agli ampi spazi a disposizione, anche all’aperto”.

Come pensate che si possano far tornare i turisti dall’estero?

“Riconquistando la nostra reputation! Con fatti, attenzioni, recensioni e quindi adeguata comunicazione”.

Hotel Indigo Milan, l’ultima gemma di Planetaria Hotels in San Babila

Altro vostro plus è anche la gastronomia, ci sono novità?

“Come dicevo, la novità principale è stata quella di far uscire i nostri sapori e farli degustare a casa. Ma ora anche se non siamo più ” ai domiciliari”, si è scoperta questa comodità che sta prendendo piede. Poco prima del lockdown eravamo arrivati a buon punto nel nostro grande progetto dello slow food che non abbiamo affatto abbandonato. Anzi si riparte proprio da lì con lo slow breakfast e, per dirlo con parole slow di Petrini, un’alimentazione sana, pulita e giusta”.

Come scegliete i vostri chef? Su che tipo di gastronomia puntate?

“I nostri Chef sono persone sintonizzate sulla nostra filosofia che comunque costruiamo insieme. Sicuramente devono saper cucinare bene e gestire una ristorazione più o meno complessa. Ma devono essere prima di tutto persone che hanno grande rispetto degli altri, sono generosi e si gratificano molto con il benessere altrui che contribuiscono a far raggiungere. La nostra cucina rispetta principi semplici ma essenziali: il territorio, la tradizione, le stagioni, la sana provenienza”.

Una domanda insolita: secondo me ci sono alcuni luoghi, alcuni posti che sono magici, che possono donare attimi di felicità, di gioia, o almeno aiutano a raggiungerla. Ne conosce uno? E lei ha mai provato questa sensazione magica?

Posso dare l’idea in due estremi:

A) Un breve soggiorno in quello che trovo essere l’albergo più accogliente d’Italia che per me è il Four Seasons di Firenze (anche senza mettere il naso fuori).

B) Semplicemente gustando un lunch takeaway (focaccia calda con pomodoro, mozzarella fresca e birra Raffo) sulle mura medievali del castello di Trani, di fronte alla Cattedrale a picco sul mare. Lo schizzo di schiuma dell’onda marina potrà solo amplificare la goduria in un contesto assolutamente magico.


…scopri i Cinque Punti per ripartire secondo Damiano De Crescenzo nella 2° pagina…