Polittico di San Luca: ecco la nuova conquista di Verona

Questa settimana parliamo nuovamente di arte. Si tratta di un’opera specifica di inestimabile valore storico-artistico finalmente arrivata a Verona. Acquistata quest’estate da Mibact, il capolavoro è uno straordinario polittico rinascimentale detto di San Luca. Attribuito ad un intagliatore veronese, entra a far parte della collezione dei Musei Civici di Verona in esposizione permanente al museo scaligero.

Polittico di San Luca: ecco la nuova conquista di Verona
Polittico San Luca, tagliatore veronese, 1470-1480, VE

L’OPERA

Gli studi recenti collocano il Polittico San Luca tra gli anni ‘70 e ‘80 del Quattrocento. Presenta richiami artistici all’ambito veronese come trait d’union tra la bottega dei Giolfino e l’attività di Giovanni Zebellana. Proprio per la sua appartenenza alla storia culturale della città, il polittico è stato destinato al museo veronese mentre la titolarità è in capo alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia. In attesa della riapertura dei Musei, il polittico potrà essere ammirato attraverso alcuni video di presentazione che, nelle prossime settimane, saranno resi disponibili sul sito e sui canali social dei Musei Civici.

Polittico di San Luca: ecco la nuova conquista di Verona
Polittico San Luca, tagliatore veronese, 1470-1480, dettagli

COLLOCAZIONE

Prima dell’esposizione, l’opera è stata sottoposta ad un intervento conservativo e, per la sua collocazione, è stato studiato il riallestimento completo della sala del Mantegna destinata ad accoglierla. Il Polittico di San Luca è collocato a confronto con dipinti di Mantegna, Francesco Bonsignori, Carlo Crivelli e, in particolare, in rapporto con opere di Francesco Benaglio e Domenico Morone. Questo perché rivelano evidenti affinità stilistiche con l’ambito culturale dell’intagliatore e mostrano analoghi riferimenti figurativi a modelli mantegneschi.

Polittico di San Luca: ecco la nuova conquista di Verona
Polittico San Luca, tagliatore veronese, 1470-1480, dettagli

COMPOSIZIONE E STRUTTURA

Il Polittico presenta tre scomparti e due registri. Nella parte alta raffigura la Madonna con il Bambino in trono, attorniata da San Bernardino da Siena e San Vincenzo Ferrer. Nel registro inferiore invece San Luca evangelista seduto allo scrittoio con San Rocco e San Sebastiano ai lati.
La cornice è integra ed originale con montanti costituiti da lesene traforate e piccole porzioni di colonnine foliate. I trafori sono applicati su fondi in carta rossi o blu, a imitazioni di smalti, secondo una tradizione presente in area veneta. La finitura policroma è raffinatissima nella resa degli incarnati e nei dettagli preziosi che ornano le vesti. L’impianto architettonico della cornice e la concezione delle statue sono la testimonianza del clima di ricezione presente a Verona in quegli anni e del rinnovamento portato da Andrea Mantegna.

 

 




La fotografia in mostra a Torino: CAMERA presenta il programma 2021

Per questa settimana, diversamente dal solito, parliamo di fotografia. Per gli appassionati questo è sicuramente l’articolo giusto. Vi presentiamo così la nuova programmazione di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia. In attesa di poter riaprire presto le porte del centro espositivo di via delle Rosine 18 a Torino e di tornare ad accogliere con entusiasmo, ha annunciato una ricca lista di imperdibili eventi.

La fotografia in mostra a Torino: CAMERA presenta il programma 2021

COS’È CAMERA

Per chi non conoscesse il progetto CAMERA – centro italiano per la fotografia – si tratta di un progetto che mira alla valorizzazione della fotografia italiana vista come linguaggio ed espressione artistica. Esso mira non solo a svilupparla in un contesto nazionale, ma spesso partecipa a collaborazioni internazionali. Infine, ha l’obbiettivo di stimolare il confronto, suscitare domande e approfondire il racconto della realtà quotidiana attraverso gli scatti.

 

LA PROGRAMMAZIONE

Il Centro Italiano per la Fotografia partirà proseguendo con la mostra Paolo Ventura. Carousel, prorogata al 14 febbraio. Offre così ai visitatori qualche settimana in più per potersi immergere nei mondi immaginari creati dall’arte e dal talento di Ventura. In mostra si trova anche una serie di opere inedite, realizzate in queste ultime settimane.

La fotografia in mostra a Torino, CAMERA presenta il programma 2021
Fotografie di Horst P. Horst per la mostra 2021

Dal 4 marzo riprende il fortunato schema di CAMERA DOPPIA con due personali in parallelo, dedicate a due grandi nomi del passato: Horst P. Horst e Lisette Model. Indiscutibile genio della fotografia di moda lui, ironica e dissacrante street photographer lei, attraverso un percorso espositivo che ne sottolinea similitudini e differenze.

La fotografia in mostra a Torino, CAMERA presenta il programma 2021
Fotografie di Lisette Model per la mostra 2021 a Torino

Si prosegue dal 23 giugno con Walter Niedermayr, uno fra i più importanti fotografi italiani contemporanei. Attraverso la sua mostra si scoprono gli ultimi dieci anni del suo lavoro attraverso i temi più ricorrenti della sua carriera: i paesaggi alpini, le architetture e il rapporto fra spazi aperti e spazi chiusi.

Infine, dal 30 settembre e in occasione della prima edizione delle ATP Finals a Torino, CAMERA concluderà l’anno con una mostra personale dedicata al grande fotografo inglese Martin Parr. Attento interprete del presente, che nel corso dei decenni ha ritratto la società con spietata e divertita ironia, realizzando immagini che sono diventate vere e proprie icone contemporanee. Al centro del percorso di mostra, che presenterà lo sport nella fotografia. Troveremo le immagini realizzate durante numerosi incontri di tennis, fulcro di una riflessione sullo sport che Parr porta avanti fin dall’inizio della sua carriera.

La fotografia in mostra a Torino, CAMERA presenta il programma 2021
Fotografie MArtin Parr per la mostra 2021 a Torino

In contemporanea alla riapertura delle sale di CAMERA, sarà visitabile la nuova mostra Roberto Gabetti fotografo, che si concentra sull’originale sguardo fotografico di Roberto Gabetti (Torino, 1925-2000), noto per il suo lavoro di ricerca e progettazione architettonica, a vent’anni dalla sua scomparsa. A Gabetti succederà l’esposizione di Nicola Lo Calzo (Torino, 1979) che esporrà i suoi lavori di documentazione su ciò che resta del colonialismo, dello schiavismo, della resistenza ad esso e dei processi che hanno portato alla sua abolizione.

Come ultimo punto si precisa ovviamente che le date delle mostre sono da ritenersi indicative in base a quanto è oggi possibile ipotizzare. Potranno quindi subire variazioni alla luce di eventuali nuove chiusure dei musei e dei luoghi di cultura disposte dalle autorità di governo.

 




LE MOSTRE PREVISTE PER IL 2021: anticipazioni a dir poco promettenti

L’appuntamento di oggi ha la speranza di vedere nel 2021 un anno nuovo, ricco di arte e cultura. È vero che in pochi si arrischiano a fissare date, ma prevale la sensazione che il mondo delle mostre si lasci alle spalle l’anno horribilis degli eventi mancati o preclusi. Ecco qui la tanto attesa lista delle mostre previste per il 2021!

Ecco le mostre previste per il 2021

ELENCO MOSTRE PREVISTE PER IL 2021

Vi presentiamo così un elenco promittente di mostre che, si spera, allieteranno gli appassionati il prossimo anno!

 

MILANO

Tra gli appuntamenti milanesi, quello proposto da Bottegantica spicca per novità: la galleria proporrà infatti (dal 5 marzo) una monografica dedicata al Giovane Boccioni. Focalizzata interamente sugli anni tra il 1901 e 1909, una fase dell’artista mai prima studita così attentamente.

 

TORINO

Mentre a Torino, CAMERA il Centro Italiano per la fotografia svela un programma da grande annata. A partire da marzo una doppia personale su Horst P.Horst e Lisette Model. Lui grande genio della moda, lei ironica e dissacrante street photographer. Seguirà a giugno una personale dedicata ad uno dei più importanti fotografi italiani contemporanei, Walter Niedermayr (Bolzano, 1952). Immancabili i temi dei paesaggi alpini, delle architetture e il rapporto fra spazi aperti e spazi chiusi. Per l’autunno, in occasione delle attesissime ATP Finals, che si svolgeranno a Torino dal 2021 al 2025, CAMERA mette in campo una grande personale del fotografo inglese Martin Parr che naturalmente esporrà scatti dal mondo del tennis.
Il 2021 sarà anche l’anno di apertura di nuovi musei o del rinnovo di altri. Si è già fatto cenno alla nascita della Nuova Pilotta. Dove “Nuova” non è solo un aggettivo da aggiungere ad un nome storico, ma l’idea di un museo di nuova concezione.

 

RAVENNA

Questo 2021 sarà l’Anno di Dante e due delle città dantesche per eccellenza, Ravenna e Verona: per l’occasione alleate tra loro, hanno messo in campo un calendario di eventi davvero impressionante.

Il programma di Ravenna prevede ben 4 mostre. La prima, allestita alla Classense con il titolo “Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante, ripercorre il VI centenario dantesco del 1921, inaugurato l’anno prima. Sino al 14 luglio, l’antica chiesa camaldolese di San Romualdo accoglierà Le “Arti al tempo dell’esilio. Si tratta di una mostra che ripercorre le tappe dell’esilio dantesco, attraverso una raffinata selezione di opere fondamentali dei più importanti artisti del tempo di Dante (come Giotto e Cimabue). Ma non solo perché comprende anche capolavori assoluti dell’oreficeria e della miniatura.
Da settembre, “Un’epopea pop” mostrerà al MAR (Museo d’Arte) la fortuna popolare della figura di Dante. Questo attraverso i secoli e i generi espressivi, dai manoscritti del Trecento fino agli articoli di merchandising. Intrecciato alla mostra, un percorso d’arte contemporanea proporrà, sui temi danteschi, opere di Richard Long, Kiki Smith, Rä di Martino e così via. Al centro del chiostro cinquecentesco il pubblico avrà l’occasione di entrare fisicamente in Sacral di Edoardo Tresoldi. Con la Galleria degli Uffizi il Comune di Ravenna ha avviato una collaborazione pluriennale ed è da essa che prende vita anche il progetto espositivo “Dante nell’arte dell’Ottocento”.

  

VERONA

Anche Verona, la città di Cangrande della Scala, ricorda Dante con un importante programma di eventi. Tra quelli espositivi spicca la mostra “Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona”, allestita dal 23 aprile al 3 ottobre, alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Sei sezioni, prestiti d’eccezione per ricordare Dante, Beatrice, Romeo e Giulietta. Muniti di una apposita Mappa, si percorre poi quella che è una mostra diffusa dal titolo “Dante a Verona, fatta di storie e luoghi nella città che per Dante fu «lo primo… refugio e il primo ostello». Alla riscoperta della Verona scaligera e medievale.
Giunti al Museo di Castelvecchio, dove si conserva la statua equestre di Cangrande, nella Sala Boggian, verrà esposto l’Inferno dantesco rivissuto nelle potenti immagini dell’americano Michael Mazur (1935-2009), a vent’anni dalla loro “prima” al Castello scaligero.

 

PARMA

Gli Uffizi sono scesi in campo anche per una mostra-evento programmata dalla prossima primavera alla Reggia di Colorno (in provincia di Parma). Nei Saloni della sontuosa dimora tornerà la mitica Collezione di Porcellane dei Duchi di Parma. Tesori delle più importanti manifatture europee del ‘700, che a seguito dell’unione del Ducato al Regno d’Italia sono stati dispersi tra diverse sedi tra cui il Quirinale. Ora lo storico, seppur temporaneo, ritorno a casa.
Parma, la Nuova Pilotta affronta il 2021 presentandosi in veste ampiamente rinnovata. Tre le mostre in programma: “L’Ottocento e il mito di Correggio”, che dopo il mancato avvio a causa dell’emergenza sanitaria, aprirà i battenti a fine febbraio. Per essere seguita da Le passioni del Maggiordomo. I Fiamminghi della Nuova Pilotta che documenterà l’arrivo a Parma della pittura fiamminga e ciò che questo significò nell’arte del Ducato. Concluso il periodo espositivo, i Fiamminghi andranno a comporre una sezione del nuovo allestimento museale della Pinacoteca.
Per l’autunno Simone Verde, Direttore della Pilotta, non nasconde l’orgoglio di poter presentare a Parma, Capitale della Cultura, i tesori de “I Farnese”, spettacolare storia di una Dinastia che dell’arte ha fatto un suo simbolo.
Nella vicina Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo(sempre in provincia di Parma) l’appuntamento di maggior rilievo sarà nell’autunno con una grande retrospettiva su Mirò. Nei mesi che la precederanno, la Fondazione prevede due eventi: un focus su Modigliani e uno su Pasolini.

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Ecco le mostre previste per il 2021

ROVIGO

Rovigo di grandi mostre ne propone addirittura quattro. In Palazzo Roverella, la primavera sarà riservata ad “Arte e musica. Dal Simbolismo alle avanguardie”: un’esposizione di vasto respiro sulle molteplici relazioni tra queste due sfere espressive, dalla stagione simbolista fino agli anni Trenta del Novecento. L’autunno sarà invece riservato alla fotografia, con una originale monografica di Robert Doisneau, alla ricerca degli attimi di felicità che egli ha saputo catturare nelle sue immagini.
In Palazzo Roncale, la primavera vedrà protagonisti i sette Teatri Storici del Polesine, magnifici edifici, cuore di infinite storie. Che la mostra “Quando Gigli, la Callas e Pavarotti…I Teatri Storici del Polesine”, racconta per immagini, suoni, testimonianze.
Stessa sede, ma in autunno, “Giovanni Miani. Il leone bianco del Nilo”: per la prima volta la storia di un Indiana Jones dell’Ottocento, l’uomo a cui venne impedito di intestarsi la scoperta delle sorgenti del Nilo.

 

UDINE

Dal Veneto al Friuli per due monografiche di oggettiva qualità, dedicate ad altrettanti artisti locali per nascita ma non certo per livello ed interesse. “Giovanni da Udine tra Raffaello e Michelangelo (1487 – 1561)” è il titolo della mostra che all’artista e architetto rinascimentale dedicherà il Castello di Udine.

 

PORDENONE, TRENTO e TREVISO

Pordenone invece, nella sede dei Civici Musei, indagherà “Michelangelo Grigoletti (1801-1870)”, un necessario omaggio ad un artista che ha interpretato in modo originale l’arte dei decenni centrali dell’Ottocento, tra Italia e Ungheria. Quando anche le donne si misero a dipingere, o meglio venne loro riconosciuto il diritto di farlo, Fede Galizia fu tra le prime a ottenere riconoscimento e successo internazionali. A lei, trentina d’origine, il Castello del Buonconsiglio, a Trento, riserva la sua grande mostra estiva.
Nel campo della Fotografia è pronta ad aprire i battenti, non appena sarà consentito, a Palazzo Sarcinelli di Conegliano (TV): “Steve McCurry. Icons”, una selezione di oltre 100 fotografie di uno dei più acclamati fotografi contemporanei.

Attesissimo, a Treviso, il nuovo Museo Nazionale della Collezione Salce, creato dal Mibact nell’ex chiesa di Santa Margherita. Per la sua inaugurazione il Nuovo Salce accoglierà una delle tre sezioni della ricchissima esposizione che Treviso dedicata a “Renato Casaro: L’ultimo cartellonista del Cinema. Treviso, Roma, Hollywood”. Oltre che al Nuovo Salce, la mostra sarà allestita nella seconda sede del Salce, al Complesso di San Gaetano, e al Museo Civico di Santa Caterina.

 

SANNA e SASSARI

Un altro, rilevantissimo intervento di restyling è in corso al Museo Nazionale Sanna a Sassari. Coinvolge l’intera Sezione Etnografica, ricchissima di testimonianze. A darle un volto nuovo è impegnato un “allestitore” d’eccezione, lo stilista Antonio Marras.

 

Questi sono gli eventi che fanno pensare ad un mondo dell’arte che ha deciso di guardare avanti, leccandosi le ferite, certo, ma senza chinare la testa.

Ecco qui l’appuntamento sul Natale se ve lo siete persi!

 




Le tre opere d’arte che raccontano il magico mistero del Natale

Per un nuovo capitolo dell’Arte dal Divano oggi abbiamo scelto di raccontare, tramite opere d’arte, il magico mistero del Natale. Beato Angelico, Jacopo Tintoretto e Gaetano Previati insieme tesseranno le fila dell’antico racconto della nascita di Cristo. Un viaggio nell’arte che vi accompagnerà in questi giorni festivi e di raccolta.

 

L’annunciazione – Beato Angelico, convento di San Marco (FI)

Primo tassello della storia non può che essere l’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele alla Vergine Maria. Un episodio raccontato con una tecnica straordinaria da Beato Angelico a metà del 1400. Un affresco del tutto semplice ed elegante in stile rinascimentale, ma ricco nel suo significato. L’ambientazione dà su un portico affacciato su uno splendido giardino oltre il quale si vede un boschetto con cipressi. Elemento di innovazione è la disposizione dei protagonisti lungo una diagonale, che partecipano così in maniera più efficace allo spazio. Insomma, per questa prima tappa del Natale abbiamo scelto una delle opere più famose del maestro ed uno dei migliori esiti in assoluto su questo soggetto.

Le tre opere d'arte che raccontano il magico mistero del Natale
Beato Angelico, Annunciazione, 1425 – 1426, affresco, 230 x 321 cm. Firenze, Convento di San Marco

 

Adorazione dei pastori – Jacopo Tintoretto, Scuola Grande di San Rocco (VE)

La seconda opera da noi scelta racconta l’arrivo dei pastori al luogo incantato. Uno dei più famosi pittori di sempre ha rappresentato con grande maestria questa scena nel ciclo dei “Dipinti per la sala grande di San Rocco”, custodito a Venezia. Jacopo Tintoretto infatti, con tecnica ad olio su tela tra il 1578 e il 1581, realizza un’iconografia del tutto diversa da quella tradizionale, scostandosi anche dalla solita disposizione delle figure. Una composizione particolare perché suddivisa su due piani: l’uno sovrapposto all’altro, illuminati da una luce sovrannaturale che penetra da un tetto completamente aperto. Un’opera straordinaria che ha subito catturato la nostra attenzione per la sua peculiarità e unicità, data la sua collocazione temporale.

Le tre opere d'arte che raccontano il magico mistero del Natale
Jacopo Tintoretto, Adorazione dei Pastori, 1578, Venezia, Scuola Grande di San Rocco

Credits foto: arte.it

 

Adorazione dei Magi – Gaetano Previati, Pinacoteca di Brera (MI)

L’ultima tappa del nostro racconto invece è di tutt’altro genere ed epoca. Dal pieno Rinascimento italiano alle soglie del secolo scorso. Gaetano Previati infatti realizza nel 1890 questa straordinaria opera simbolista nel significato e divisionista nella tecnica. Portando con sé la sua poetica, Previati realizza un’opera nel pieno significato cristiano arricchita però di una nota quasi fiabesca. La scena infatti non è molto contestualizzata e si svolge nei pressi di una piccola costruzione di cui si vedono solo alcuni dettagli. Lo sfondo invece è caratterizzato da una massa indefinita di persone accorse per vedere la piccola creatura. Uno stile diverso da quello che può essere la pittura decisa e pulita di Angelico, ma altrettanto forte e ricco di significato.

Le tre opere d'arte che raccontano il magico mistero del Natale
Gaetano Previati, Adorazione dei Magi, 1890-1894 – Olio su tela – 58,8×131, Pinacoteca di Brera, Milano

Credits foto: Pinacotecabrera.org

 

Se ve lo siete persi e siete in alto mare con i regali di Natale, qualche settimana fa qui vi abbiamo consigliato delle chicche per gli amanti della storia dell’arte. Curiosi?

 




La stagione folle delle mostre: dormienti o inaspettatamente aperte

Allestite nel minimo dettaglio e pronte ad essere ammirate da molti appassionati. Stiamo parlando delle mostre italiane in attesa di nuove direttive da parte del Governo. Certo, molte di queste sono rimaste in contatto con il proprio pubblico grazie al mondo virtuale e alle visite guidate online. Purtroppo però non è sufficiente. Ecco quindi che vi presentiamo la “stagione folle delle mostre” con mostre dormienti in attesa di apertura e mostre magicamente aperte.

la stagione folle delle mostre: mostre dormienti o inaspettatamente aperte
Vincent van Gogh, Alberi da frutto tra i cipressi, 1888

LE MOSTRE DORMIENTI

Molte mostre erano sulla nostra lista “da visitare” quest’anno, e molte di queste non hanno potuto essere ammirate e commentate. Numerose sono già al loro doppio “sonno”: appena partite quando a chiuderle fu il lockdown di primavera, salvo risorgere con il sole d’estate, per poi tornare nuovamente al buio. Prima di queste sfortunate è la mostra a Palazzo Roncale di Rovigo, La quercia di Dante. Visioni dell’inferno. Dorè, Rauschenberg, Brand, aperta lo scorso 28 febbraio e adesso prolungata sino al 17 gennaio 2021. A Ferrara invece Previati è stato ricordato con la mostra Tra Simbolismo e Futurismo. Gaetano Previati. Inaugurata il 9 febbraio 2020, dovrebbe concludersi il 27 dicembre, salvo proroghe.

Accanto a queste due veterane, diverse altre vivono un poco gradito letargo in attesa del colpo di bacchetta magica che le risvegli. A Padova infatti morde il freno “Van Gogh. I colori della vita”, prevista sino all’11 aprile. Tempi brevi, sempre che non intervengano auspicabili proroghe, per “Mio Vanto, Mio Patrimonio”. L’arte del ‘900 nella visione di Leone Piccioni, al Museo della Città di Pienza. Sempre salvo proroghe, a Cremona, “Orazio Gentileschi. La fuga in Egitto e altre storie” è, per adesso, prevista sino 31 gennaio. E queste sono solo alcune! Insomma, l’Italia è ricca di arte che muore dalla voglia di essere ammirata in attesa di un futuro si spera più roseo.

la stagione folle delle mostre: mostre dormienti o inaspettatamente aperte
Cremona, “Orazio Gentileschi. La fuga in Egitto e altre storie”

Credits foto: Cremona Infopoint

 

LE MOSTRE INASPETTATAMENTE APERTE

Lo sapevate che ci sono invece eventi culturali aperti al pubblico? Ebbene si, tra tante mostre dormienti, ve ne sono alcune che sono “graziate” dai dpcm per avere sede in paesi con meno restrizioni. Oppure per essere accolte in gallerie private che, in quanto esercizi commerciali, sono accessibili al pubblico (ad eccezione naturalmente della zona rossa).
È esempio del primo caso “Dentro i Palazzi. Uno sguardo sul collezionismo privato nella Lugano del Sette e Ottocento: le quadrerie Riva”, aperta nel pieno di questa ondata di Covid, allestita nella Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst, a Rancate, Canton Ticino, in Svizzera. Tranquillamente visitabile sino al 28 febbraio 2021.
Così come sono regolarmente aperte le sezioni milanese e fiorentina di “Arte moderna e contemporanea. Antologia scelta 2021”, mostra proposta da Tornabuoni Arte nelle sue Gallerie delle due città.
Per concludere la lista, ecco una Fiera: “Flashback, l’arte è tutta contemporanea”. Il tema “Ludens” ha fatto sì che l’edizione non fosse centro solo di Torino, ma anche di molti paesi nel resto del mondo. Partendo dal grido di “non siamo soli”, ci invita tutti a giocare con la capacità di ciascun di riplasmare la realtà attraverso la creatività.

la stagione folle delle mostre: mostre dormienti o inaspettatamente aperte
A Torino la fiera Flashback: l’arte è tutta contemporanea

Credits foto: TorinoClick

 

Se vi siete persi i nostri consigli su regali d’arte da fare ai vostri cari per Natale cliccate qui!




Dpcm: i musei rimarranno chiusi ma la cultura non si scoraggia

Proprio qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Conte si è pronunciato in merito alle nuove direttive del Dpcm: nuovamente però le notizie per l’arte non sono delle migliori. I musei, mostre, teatri, cinema e tutte le istituzioni culturali rimarranno chiusi fino al 15 di gennaio, e questo è quanto. Non ci resta che aspettare il prossimo intervento del governo e, nel mentre, approfondire per conto nostro..che alla fine non è poi così male! Da documentari e visite virtuali ai più amati libri, abbiamo la possibilità di immergerci con la fantasia nei contesti d’arte più belli di sempre. Il nostro consiglio quindi è quello di non sottovalutare il potere della cultura e cercare di godere di quello che si ha (che, ammettiamolo, non è poco)!

Dpcm: i musei rimarranno chiusi fino al 5 gennaio
Dettaglio facciata musei vaticani (RO)

Dpcm: testo e conferenza stampa

Le misure specifiche si trovano precisamente al comma 10 dell’articolo 1 e citano: “sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”. E poi “sono sospesile mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica”.

Durante la conferenza stampa in diretta streaming per presentare il nuovo Dpcm, Conte non ha dato nessun chiarimento specifico in merito alle istituzioni culturali. Non sono state citate nemmeno dai giornalisti per chiedere delucidazioni generali o riguardo la riapertura in futuro. Manca infatti una vera e propria progettazione sulla riapertura. Però non temete, la nostra rubrica Weekend in Arte cercherà in tutti i modi di tenervi compagnia e accompagnarvi nel magico mondo dell’arte e della cultura.

Dpcm: musei chiusi fino al 15 gennaio
Dettaglio interno museo Guggenheim Museum di New York

Vi aspettiamo la settimana prossima con un altro appuntamento della nostra rubrica d’arte. Ma, nel mentre, se ve lo siete persi la settimana scorsa è uscita una piccola guida ai regali di Natale per gli amanti dell’arte qui. Andate a dare un’occhiata!




Arte dal divano: 5 libri d’arte da regalare a Natale

Questa settimana la nostra rubrica Arte dal divano vi accompagnerà ancora una volta nel mondo della cultura e dell’arte, ma questa volta offline. Parliamo infatti di libri! Con un tema un po’ diverso dal solito oggi inizia la nostra personale lista di idee per regali di Natale. I libri possono essere un ottimo svago personale, ma soprattutto uno splendido pensiero da condividere con i vostri cari. Ecco 5 libri d’arte da regalare a Natale alla vostra famiglia:

 

Il mistero delle cose, nove ritratti di artisti – Massimo Recalcati (Feltrinelli, 2016)

L’opera d’arte, come sanno bene tutti i grandi artisti, intrattiene sempre un rapporto con l’assoluto, con l’irraffigurabile, con il reale, con l’impossibile”.

È possibile raffigurare l’irraffigurabile, dare un’immagine all’inesprimibile, offrire un volto all’assoluto? È proprio questo il compito della grande arte e il filo rosso che unisce i nove artisti italiani – Giorgio Morandi, Alberto Burri, Emilio Vedova, William Congdon, Giorgio Celiberti, Jannis Kounellis, Claudio Parmiggiani, Alessandro Papetti e Giovanni Frangi – di cui Recalcati propone un ritratto ricco di suggestioni. In un manuale dove arte e psicoanalisi si uniscono in una magica sincronia d’indagine, vi renderete conto che l’opera d’arte ha la capacità di svegliarci dal sonno della realtà ordinaria e metterci di fronte al “mistero delle cose”. In virtù di questo processo, la psicologia assume le caratteristiche di uno strumento conoscitivo per indagare l’arte e la sua creazione. Cosa c’è di più affascinante?

 

Le muse nascoste – Lauretta Colonnelli (Giunti, 2020)

Le muse, come figura d’arte, sono sempre state una figura presente in ogni epoca storica. Conosciamo i loro volti da sempre, ma pochi si sono interrogati sulla loro identità. Sono le muse “nascoste” per esempio nei capolavori di Sandro Botticelli, Gian Lorenzo Bernini, Henri Matisse e Balthus. Figure nascoste dall’ombra ingombrante dell’uomo-artista. Lauretta Colonnelli, attraverso un lungo lavoro di indagine, è andata alla ricerca di quelle donne e delle loro storie. Questo libro si costituisce quindi di una serie di ritratti intensi e appassionanti, con un ricco apparato di immagini. Un atto di giustizia e di attenzione per quelle muse così fondamentali, e così sottovalutate al tempo stesso. Immancabile nella lista dei libri da regalare a Natale!

5 libri d'arte da regalare a Natale
Le Muse Inquietanti, 1918 (dettaglio) – Giorgio De Chirico

Lo potevo fare anch’io. Perché l’arte contemporanea è davvero arte – Francesco Bonami (Mondadori 2009)

Il titolo di questo libro a chi studia, o a chi ha studiato, storia dell’arte porta un sorriso quasi divertito. Capita spesso di incontrare persone che, ad una mostra contemporanea, d’istinto esclamano davanti ad un’opera “Questo lo potevo fare anch’io!”. Bisogna ammettere che molte di quelle opere sembrano solo tele imbrattate e sculture che appaiono come ammassi di rottami. Questo libro però ci sfida ad “gustare” le opere senza pregiudizi. E se è vero che nell’ultimo secolo l’arte si è evoluta al punto da essere strana ai nostri occhi, Francesco Bonami ci racconta perché effettivamente non è vero che potevamo farlo anche noi.

 

Breve ma veridica storia della pittura Italiana – Roberto Longhi (1914)

Nella rubrica Arte da divano, non poteva mancare il grande storico dell’arte Roberto Longhi. Con questo insormontabile saggio Longhi aiuta tutti coloro che si vogliono approcciare alla materia. Unisce critica presente con quella del passato e analizza così la pittura italiana da Giotto ai maestri rinascimentali. L’opera è divisa in due parti: “Idee” e “Storia“. Nella prima sono indicati i nuovi metodi per lo studio dello stile degli artisti. La seconda invece analizza l’arte secondo la metodologia indicata nella prima parte. Un libro da avere in casa assolutamente!

5 libri da regalare a Natale
Andrea Mantegna, La crocifissione, 1457-59, Louvre (Parigi)

 

La storia dell’arte – Ernest H Gombrich (1950)

Sulla stessa scia di Roberto Longhi non potevamo non inserire il grande Ernest. Si tratta senza dubbio dell’opera più nota e apprezzata del grande storico dell’arte austriaco. Si differenzia dagli altri per la sua facile comprensione, che la rende adatta anche a chi non è esperto in materia. Il manuale tratta in maniera completa della parabola esistenziale del rapporto tra essere umano e arte. Una lettura piacevole e scorrevole che vi accompagnerà in un incredibile viaggio dalle prime creazioni artistiche primitive fino alle stravolgenti avanguardie del ‘900. Assolutamente un must-have da avere in libreria!

Se siete interessati, qui di seguito una piccola sua intervista in cui parla del libro:

Se ve lo siete persi, la settimana scorsa è uscito un altro capitolo di Arte dal divano con protagonista il Mart, uno dei leader dei musei digitali italiani. Andate a dare un’occhiata!




Arte dal divano: il MArt protagonista dei musei digitali

L’appuntamento dell’arte dal divano questa settimana vi porterà in Trentino, in uno dei più famosi musei d’arte contemporanea italiana. Parliamo del Mart (Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto) e della sua inestimabile raccolta di capolavori. La ricca collezione permanente del Mart conta oggi più di 15.000 opere tra cui quelle di Giorgio de Chirico, Giacomo Balla, Carlo Carrà e Lucio Fontana.

Sala interna museo Mart

 

LA DIGITALIZZAZIONE DEI MUSEI E IL MART UNO DEI PROTAGONISTI

Nel nostro periodo storico, in particolare in mesi come questi, per le istituzioni culturali è stato fondamentale aderire a progetti di condivisione della conoscenza e di digitalizzazione del patrimonio, ma anche a progetti di web communication con l’utilizzo di tecnologie digitali per favorire il dialogo con i visitatori. Ormai promuovere la cultura ad oggi significa rendere accessibili le proprie collezioni anche a coloro che non possono entrare fisicamente nel museo. Creare così una visita interattiva permettendo al pubblico di condividere contenuti, messaggi ed opinioni.

Opera contemporanea Giuseppe Penone museo Mart

Il Mart è considerato uno dei musei più digitali d’Italia. Per farvi un esempio è stato il primo museo italiano ad aver ospitato un wikipediano in residenza, è tra i main partner del Google Cultural Institute. Ma non solo perché il Mart è visitabile anche su TelegramMessenger e tramite Alexa. Risulta quindi attivo sui più popolari social network, incoraggiando i visitatori a condividere fotografie, video e commenti. Da IGTV su Instagram a Facebook, passando per le intelligenze artificiali delle chatbot e di Alexa, questo museo è riuscito a raggiungere tutti i tipi di pubblico. Possiamo quindi dire che il Mart però si è davvero superato!

Per info: info@mart.trento.it

 

Dal 19 Novembre al 10 Dicembre: MOSTRE TEMPORANEE ONLINE

Una porzione di questo progetto digitale è dedicata alle mostre temporanee. I suoi protagonisti sono: Caravaggio, Burri e Pasolini, Giovanni Boldini, Nicola Samorì e Luciano Ventrone. Autori di ogni genere ed epoca storica sono spiegati e approfonditi dai curatori del museo, e da Vittorio Sgarbi in persona! Questi contenuti sono visibili sulle piattaforme di Facebook, YouTube e su IGTV di Instagram e racconteranno gli allestimenti, le loro storie e aneddoti interessanti. Sono stati anche inseriti degli approfondimenti della mostra “Caravaggio. Il contemporaneo” in qualità di dirette streaming.

Caravaggio, il seppellimento di Santa Lucia, 1608

I prossimi appuntamenti saranno il 27 novembre con la giornalista Simona Zecchi in un racconto dedicato a Pier Paolo Pasolini. E il 10 dicembre con il regista Paolo Benvenuti in un monologo dedicato a Caravaggio.

Insomma, se un pomeriggio la noia improvvisamente vi assale sapete cosa fare!

Ecco una piccola anticipazione:




Arte dal Divano: 5 mostre virtuali italiane da non perdere

Ebbene si, questa domenica vi proponiamo un nuovo capitolo della rubrica “Arte dal divano”. Sembra quasi un ricordo lontano la nostra rubrica risalente ormai al mese di Maggio. Il nuovo lockdown questa volta però non porta sciagure e cattive notizie: nuovamente infatti le grandi mostre e collezioni diventano accessibili con un colpo di click. Con un nuovo palinsesto di contenuti virtuali ricchi di competizione, i musei renderanno la vostra permanenza a casa ricca di contenuti culturali straordinari. Resterete a bocca aperta per la quantità, ma soprattutto la qualità, dei contenuti virtuali disponibili sui siti dei vostri musei preferiti. Per una visita quasi meglio che dal vivo!

Ecco di seguito le prime cinque chicche italiane che abbiamo preparato per voi:

 

Museo e Gypsotheca di Possagno con Antonio Canova – Possagno

Se volete scoprire parte dell’immenso patrimonio prodotto da questo straordinario artista, è necessario assistere a quattro appuntamenti virtuali. Con un team di esperti del museo, potrete visitare la casa di Canova, il tempio da lui progettato e perfino il giardino. Vi saranno raccontate curiosità sulla sua collezione, dalla più nota a quella meno famosa. Gli appuntamenti sono programmati per: 15, 21, 28 e 29 novembre.  Eccitante è il fatto che sarete in live, collegati direttamente con la guida che sarà felice di rispondere a dubbi e curiosità!

Sculture di Antonio Canova all’interno del Museo di Possagno

 

Museo del Novecento – Milano

Un’importante iniziativa è stata presa da uno dei più importanti musei milanesi e d’Italia. Il Museo del Novecento ha deciso di rendere virtuali alcune delle sue mostre attuali. Online infatti è la mostra “Nobody’s Room. Anzi parla”, visitabile dal proprio divano di casa tramite il loro sito e tramite Google Arts&Project (sito che vi invitiamo a visitare per le sue recenti ricche iniziative d’arte). Ma non solo, perché anche “Divine e avanguardie. Le donne nell’arte russa” (di cui vi abbiamo parlato recentemente qui) è ora fruibile sui canali social del museo.

Fotografia interno del Museo del Novecento, Piazza Duomo di Milano

 

Gallerie d’Italia con Tiepolo – Milano

Rimaniamo, anche se virtualmente, nella nostra amata città lombarda. L’evento organizzato dalle Gallerie d’Italia in onore della celebrazione dei 250 anni dalla morte di Giambattista Tiepolo era una delle iniziative più attese. Purtroppo per ora non potremo vederlo con i nostri occhi, ma potremo pregustare alcuni dei capolavori del maestro, come: San Francesco riceve le stimmate, il Banchetto di Antonio e Cleopatra, la Corsa del Carro del Sole e Ulisse scopre Achille tra le figlie di Licomede. La voce narrante sarà interpretata da un ospite d’eccezione: Giandomenico. È il figlio del maestro barocco e ci invita a tuffarci in un suggestivo viaggio nel Settecento. Quindi il nostro consiglio è: accendete gli schermi e fatevi trasportare nel mondo fatato dell’arte.

Giovanni Battista Tiepolo, la stigmatizzazione di San Francesco

 

Uffizi con Wright of Derby. Arte e Scienza nelle “Ipervisioni” – Firenze

Fin dalla scorsa primavera il palinsesto di contenuti virtuali degli Uffizi era subito saltato agli occhi come uno dei più ricchi. Ma, in questo autunno, si sono addirittura superati! L’alta definizione delle immagini viene congiunta a varietà e qualità dei contenuti. Non si tratta però di una semplice mostra virtuale. Il mese scorso, infatti, direttamente dalla National Gallery di Londra, è arrivata una delle opere più famose della storia della scienza: una tela settecentesca di Joseph Wright of Derby. Con maestria e attenzione l’artista ha riprodotto un esperimento svolto su un uccello, dipinto come se fosse una scena sacra o storica. Il museo degli Uffizi ha voluto, virtualmente, collocarla all’interno dello stesso contesto in cui è nata con lo scopo di svelare quanti più dettagli possibili nascosti all’interno della meravigliosa opera.

Arte e Scienza nelle “Ipervisioni” di Joseph Wright of Derby, National Gallery

 

Museo Archeologico con Lascaux 3.0 – Napoli

L’obbiettivo di Napoli invece è quello di farvi fare un tuffo nel passato, ma questa volta nell’estremo passato! Parliamo infatti del Paleolitico e della Grotta di Lascaux. Si tratta di un tesoro artistico e storico di un’unicità rara, diventato nel 1979 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Ricco di contenuti e video, il sito del Museo Archeologico vi accompagnerà passo passo in questa nuova avventura. Ecco qui di seguito una piccola anteprima video:

Crediti immagini: siti delle istituzioni (link inseriti)




Musei chiusi: le chiese sono l’ultima occasione di vivere l’arte

Se la settimana scorsa abbiamo parlato di un affascinate tema come può essere la femminilità, oggi non possiamo fare lo stesso. Vi informiamo che purtroppo per l’arte non ci sono splendide notizie. Infatti, è stato firmato giusto qualche giorno fa il nuovo Dpcm contenente le nuove misure per contenere la diffusione del famoso virus. Nelle ultime settimane sempre più preoccupante su tutto il territorio nazionale. I musei e le mostre rimarranno chiusi, ecco nel dettaglio.

 

CHIUSI MUSEI E MOSTRE FINO AL 3 DICEMBRE

Ecco cosa si legge esattamente per quanto riguarda i beni culturali: “sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, resta sospesa l’efficacia delle disposizioni regolamentari di cui all’articolo 4, comma 2, secondo periodo, del decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali 11 dicembre 1997, n. 507, che prevede il libero accesso a tutti gli istituti e ai luoghi della cultura statali la prima domenica del mese”.

Quindi si, è ufficiale: tutti i musei e mostre italiani rimarranno chiusi ma non solo; perché biblioteche, archivi e luoghi di cultura faranno lo stesso. Con l’ultimo decreto, vengono così interrotte le attività di istituzioni e luoghi della cultura che ancora resistevano all’impennata dei contagi. Speriamo che riusciranno a riorganizzarsi e a garantire una nuova apertura.

Immagine: Museo di Torino, Piemonte

 

UNA SPERANZA PER GLI AMANTI DELL’ARTE: LE CHIESE

A fornire una piccola luce in fondo al tunnel sono le chiese, visitate da credenti e da appassionati d’arte. Sono le uniche a rimanere aperte in questo mese disposte ad arricchirci di un po’ di arte e di cultura. Il consiglio che vi diamo noi, se le restrizioni della vostra regione ve lo permettono, è quello di studiarle e gustarvele più che potete. Dobbiamo godere di quello che abbiamo, perché il nostro paese è ricco di cultura e storia, anche nell’angolo dietro casa!

Immagine: Duomo di Pisa, Toscana

Benedetta D’Argenzio

 

 




Le 5 mostre di Milano da non perdere per un weekend dipinto di rosa

Milano – con grande onore, in particolare in un periodo delicato come questo, vi presentiamo l’occasione per vivere un weekend all’insegna del rosa. Un palinsesto di mostre al femminile che spazia dalla fotografia all’arte  inscenato in una città meravigliosa come Milano, uno dei principali poli d’arte d’Italia. Qui di seguito gli appuntamenti da non perdere delle prossime settimane!


Frida. Il caos dentro (fino al 23 marzo)

Questa mostra ha l’obbiettivo di farci scoprire una delle personalità femminili più forti e trascinanti della storia mondiale. È infatti una delle donne più famose del mondo, ma è certo che la sua arte non sia stata capita da tutti. Questo progetto espositivo, quindi, ha proprio l’obbiettivo di trasportarci nell’universo dell’artista messicana con fotografie, lettere e oggetti personali. Permette di rivivere la sua vita dai primi anni al travolgente amore per Diego Rivera, dal rapporto con il corpo ai colori del Messico e così via. Dunque, il nostro consiglio è “Fatevi travolgere da Frida!” e vedrete che non ve ne pentirete.

Sede: Fabbrica del Vapore, Via Giulio Cesare Procaccini

Info: https://mostrafridakahlo.it/

 

Carla Accardi. Contesti (fino al 27 giugno)

Dal Messico all’Italia, dal surrealismo all’astrattismo, a Milano viene raccontata un’artista tra le più originali dell’arte del secondo dopoguerra italiano. Dipinti, installazioni, fotografie e gli inconfondibili sicofoil raccontano Carla Accardi in stretto rapporto con il contesto artistico e sociale che ne ha segnato l’orizzonte. In questa mostra si racconta la sua infaticabile attrazione alla sperimentazione e l’importanza del confronto che l’ha portata a costruire legami tra i maggiori movimenti italiani del XX secolo.

Sede: Museo del Novecento, Piazza Duomo

Info: https://www.museodelnovecento.org/it/mostra/carla-accardi

Immagine: mentelocale.it

 

Prima, donna. Margaret Bourke-White (fino al 14 febbraio)

Questa volta parliamo di America, ma soprattutto parliamo di una donna che ha fatto la storia: Margaret Bourke-White. Non esageriamo quando diciamo che è stata la prima fotografa straniera ad avere il permesso di scattare foto in Unione Sovietica, la prima corrispondente di guerra donna e la prima donna fotografa per il settimanale Life. Una fotografa che merita una mostra personale che la racconti con coraggio ed onore. Attraverso la storia dell’immagine, dai primi scatti sulla realtà industriale statunitense ai reportage per le più grandi testate del mondo, Palazzo Reale ne esplora la carriera pionieristica e la vita anticonvenzionale. Con una totalità di 100 immagini che illustrano la sua straordinaria capacità di raccontare storie realmente accadute.

Sede: Palazzo Reale, Piazza Duomo

Info: https://www.palazzorealemilano.it/mostre/margaret-bourke-white

Immagine: Buchenwald, 1945. © Images by Margaret Bourke-White. 1945 The Picture Collection Inc. All rights reserved

 

Claudia Andujar: la lotta Yanomami (fino al 7 febbraio)

Parliamo della più grande retrospettiva dedicata al lavoro e all’attivismo di Claudia Andujar. Una grande donna fotografa che ha trascorso oltre cinquant’anni a fotografare e proteggere la popolazione degli Yanomami. Si tratta di uno dei più grandi gruppi indigeni del Brasile, oggi minacciato dai cercatori d’oro illegali e dai rischi di contagio. Più di 300 fotografie in bianco e nero o a colori sono accompagnati da un’affascinante installazione audiovisiva, documenti storici, nonché disegni e da un filmato realizzati dagli artisti yanomami.

Sede: Triennale, Viale Emilio Alemagna

Info: https://triennale.org/eventi/claudia-andujar.-la-lotta-yanomami

Immagine: La giovane Susi Korihana thëri mentre nuota, pellicola a infrarossi.Catrimani, Roraima, 1972-74. © Claudia Andujar

 

Divine Avanguardie. La donna in Russia. Dalle icone di Malevich alle amazzoni dell’avanguardia (fino al 5 aprile)

Con questa mostra sarete immersi da un capitolo interamente dedicato alle donne raccontato da capolavori di artiste russe. Da muse ispiratrici a protagoniste e creatrici di capolavori assoluti della storia dell’arte che hanno influenzato le generazioni successive. Circa 90 opere, molte mai esposte prima d’ora in Italia, in un racconto che si dipana attraverso 8 differenti sezioni e 2 grandi capitoli. Da un lato la donna e il suo ruolo nella società con sante e madonne, imperatrici, contadine e operaie, intellettuali e madri ritratte dai grandi maestri. Dall’altro le donne artiste “le amazzoni dell’avanguardia russa”: donne protagoniste di una atmosfera culturale, storica e sociale straordinaria, attive nei primi trent’anni del Novecento quando crearono opere originali e innovative.

Sede: Palazzo Reale, Piazza Duomo (Milano)

Info: https://www.palazzorealemilano.it/mostre/le-donne-nellarte-russa

Immagine: BORIS KUSTODIEV Lillà, 1906 Olio su tela 183 x 136 cm ©State Russian Museum, St. Petersburg

immagine di copertina: affariitaliani.it

Di Benedetta D’Argenzio




Scoprire natura, terme e buon vino: a Levico, perla della Valsugana

Levico – Il paesaggio verdeggiante, il profilo della catena del Lagorai, le sfumature grigio-azzurro del lago di Levico (e di quello di Caldonazzo, poco più in là). Stiamo parlando dell’ambiente naturale di Levico all’estremità occidentale della Valsugana, a pochi chilometri da Trento, che accoglie e coccola chi cerca un weekend di quiete e relax. Offre, per di più, spunti di grande interesse culturale e storico, oltre che i frutti della deliziosa tradizione eno-gastronomica trentina.

L’incantevole Lago di Levico si trova a pochi minuti dal centro di Levico Terme. Circondato da piccole spiagge, prati ombreggiati e canneti, rappresenta un’oasi di quiete che offre possibilità di svago in tutte le stagioni. D’inverno è d’obbligo una visita ai celebri mercatini di Natale allestiti nel Parco degli Asburgo, mentre d’estate si può scegliere tra canoa, nuoto, vela e molto altro. Nei dintorni, così come in tutto il Trentino, le attività che vanno per la maggiore sono quelle outdoor. Il modo migliore di visitare questa regione è farlo in modo “slow”, apprezzandone le bellezze naturali e paesaggistiche con passeggiate nei boschi o pedalate in bicicletta. Ideale per coppie e famiglie.

ALLOGGIO – Per alloggiare la scelta è variegata: si va dai bed&breakfast (da Rosemarie, Casa d’Arte) agli appartamenti privati di Chez George, dal Bio Garnì Mondinovo, costruito seguendo le regole della bioarchitettura, al Camping Village in riva al lago, tra sport e relax.

Il Grand Hotel Imperial, che si trova proprio all’interno del Parco degli Asburgo, ha una storia prestigiosa. All’epoca della dominazione austriaca era frequentato dalla famosa imperatrice Sissi che, nella seconda metà del XIX secolo, amava trascorrervi le sue vacanze. Icona di stile e bellezza, Sissi teneva alla cura della propria salute e qui trovava occasione di riposo tra le preziose acque termali. In un’atmosfera di raffinata eleganza, rimasta immutata nel tempo, la Spa del Grand Hotel si è arricchita di proposte moderne per la bellezza ed il wellness. I trattamenti per il corpo (come i massaggi, per ogni gusto e necessità), ma anche la piscina termale, munita di idromassaggio.

La cena è servita nel ristorante “Sissi”, con un menù che offre eccellenti piaceri culinari in piena filosofia Slow Food: propone cucina regionale e italiana, con ispirazioni da tutto il mondo e la collaborazione con gli agricoltori, i macellai dei dintorni. La serata si prosegue nel bar “La Grapperia”, dove l’atmosfera che rievoca l’epoca imperiale incontra la tradizione tutta italiana della grappa. E’ quasi una fissazione per i trentini, che non perdono occasione per farsi vanto dei propri distillati di acquavite di vinaccia.

info: https://www.hotel-imperial-levico.com/it/

I locali in cui mangiare bene a Levico in paese, non mancano: ad esempio il Ristorante Vecchia Fattoria, con la sua offerta di salumi e formaggi, i primi e i secondi di carne, magari con preparazioni cotte a bassa temperatura. Per un menù più particolare, invece, si può optare per L’Angolo dei Risotti, con ingredienti che variano ogni settimana.

Basta spostarsi di poche centinaia di metri per avere la possibilità di conoscere da vicino un’altra delle attività più tipiche del luogo, la produzione del vino. Nella tenuta Romanese, passeggiando tra i vigneti, si può tranquillamente scorgere una famiglia di caprioli che evidentemente, in questa natura tranquilla, si trovano perfettamente a loro agio. I fratelli Giorgio e Andrea Romanese sono lieti di raccontare la storia della loro Cantina, nata nel 2009, che produce vini pregiati e resi unici dagli “ingredienti” ambientali: il sottosuolo ricco di minerali, la forte escursione termica tra il giorno e la notte, il clima alpino mitigato dai bacini lacustri. Così nascono spumanti metodo classico Trento Doc e vini fermi, sei etichette in tutto. Il metodo classico “Lagorai” ha una particolarità ulteriore: viene affinato sott’acqua – naturalmente, nei fondali del lago di Levico.

Per ulteriori info: https://trentodoc.com/it/case-spumantistiche/cantina-romanese/

Una chicca in più: val la pena di visitare Arte Sella, itinerario tra opere realizzate in materiali naturali (specialmente in legno) all’interno del bosco nella Val di Sella. Uno spettacolo diverso in ogni stagione.




A Treviso per un weekend tra l’arte della Collezione Salce e cibo prelibato

Treviso – Il prossimo 4 dicembre finalmente verranno inaugurati gli spazi di Santa Margherita, e con essi il Museo Nazionale Collezione Salce. Accoglierà la più importante raccolta italiana di affiches con quasi 50 mila pezzi. Ventilando diverse collocazioni e sedi, il Ministero per i Beni Culturali ha deciso di riservarle due edifici di proprietà demaniale: la chiesa medievale di Santa Margherita e il centralissimo edificio attiguo alla chiesa di San Gaetano. Destinando il primo dei due spazi a sede fisica della Collezione, e il secondo a laboratori di restauro ma anche a sede espositiva. 

LA MOSTRA IN DUE SEDI

L’offerta museale non ha configurazione permanente. Per scelta scientifica e per ragioni conservative, i materiali della Collezione Salce sono esposti a rotazione nell’’ambito di mostre temporanee a carattere monografico o tematico. Con il Museo è anche possibile visitare la chiesa di San Gaetano, edificio dei Cavalieri Templari ricco di storia e di opere d’’arte, fra le quali l’’organo settecentesco di Gaetano Callido, uno degli strumenti più preziosi presenti nel Veneto.

Alla prima sede di San Gaetano si aggiungerà dal prossimo 5 dicembre la seconda sede, quella accolta dall’’antica chiesa di Santa MargheritaQui, i grandi spazi del duecentesco tempio sono diventati la vera “casa” della Collezione Salce. L’interno dell’’edificio è ad aula unica, molto allungata, chiusa da tre cappelle absidali a terminazione rettilinea. Questo è il luogo dove, in condizioni di assoluta sicurezza ambientale, vengono oggi conservati gli splendidi 50 mila manifesti raccolti e donati allo Stato da Nando Salce


Idealmente questo immenso patrimonio di grafica restituisce a Santa Margherita il suo antico ruolo di scrigno d’’arte. Nel nuovo allestimento, gli affreschi rivivranno virtualmente grazie ad una loro proiezione sugli spazi dove erano prima dello stacco. Il nuovo Museo utilizza in modo ampio le nuove tecnologie, sia per far entrare il visitatore nel tema della creazione dei manifesti, sia per illustrarli anche ai non vedenti. Sia, e soprattutto, per rendere facile agli studiosi esaminare ogni singolo manifesto della Collezione.

CURIOSITA’ DEL CHIOSTRO

All’’esterno della mostra è stato parzialmente rimesso in sito l’’antico chiostro e sono stati ridisegnati gli spazi per consentire almeno un’’idea di come doveva essere questo luogo sacro ai bordi del fiume. In questo luogo, il 29 aprile 1364 venne sepolto Pietro Alighieri, il cui monumento funebre venne rimosso in epoca napoleonica. Quando, a seguito della soppressione degli ordini monastici decretata nel 1810, anche il complesso di Santa Margherita divenne di proprietà pubblica, avviandosi così ad un completo abbandono. E oggi, per fortuna, ad una resurrezione grazie alla Collezione Salce.

 

BENVENUTI A TREVISO

Quasi nascosta all’ombra di città a pochi passi come Venezia e Verona, Treviso offre al proprio visitatore un’armonia di natura e splendidi edifici. Per cominciare una tipica visita di questa città punto di partenza è sicuramente Piazza dei Signori, cuore storico della città e luogo di incontro dei trevigiani. Tra i principali edifici troviamo il Palazzo del Podestà, quello dei Trecento e la Torre Civica che convivono con bar, portici, negozi e botteghe storiche. Da questo luogo inizia Calmaggiore, la più importante strada commerciale di Treviso, con particolari botteghe protette dai portici. Per i più appassionati di arte religiosa, il Duomo e la Chiesa di San Nicolò rappresentano il cuore religioso della città, insieme al Complesso di Santa Caterina (oggi museo). Tra le strade di Treviso compagna di avventura che mai vi lascerà sarà l’acqua: elemento di relax predominante, ma discreto.

MA COSA MANGIARE A TREVISO?

Sicuramente le specialità più tipiche di Treviso sono radicchio e Prosecco, ma non solo! Questo luogo è anche ricco di fragranze lagunari e di terra, che arricchiscono i piatti fino a renderli unici al palato. Parliamo di primi come il riso e salsiccia, pasta e fasjoi e la pasta fatta in casa, come bìgoi all’anedra, gnochi, tajadèe.

Ma anche di secondi accesi di pesce e carne. Sicuramente merita di essere nominata la sopa coada, un piatto unico a base di pane raffermo e carne di piccione. Il tutto accompagnato da alcuni dei migliori vini italiani: Prosecco di Valdobbiadene in primo luogo, ma anche Cabernet, Merlot e Pinot Bianco e Grigio. Come chicca finale non potrete resistere al meraviglioso tiramisù di Treviso, guarda caso sede della sua nascita. Che meraviglia questa città!

 

COME ARRIVARE IN AUTO?

La città di Treviso è collegata attraverso la rete delle autostrade nazionali. La prima è la A4 da Torino, Milano-Venezia e Trieste. La A13 se provenite da Bologna-Padova.

[Diritti immagine di copertina: pinterest]

Di Benedetta D’Argenzio




Le mostre da non perdere per questo autunno-inverno 2020

Il programma di mostre d’arte in Italia per l’autunno-inverno 2020-21 si preannuncia molto ricco. Come una rivincita e un riscatto sulla drammatica primavera appena trascorsa. A partire da settembre ci sono molte esposizioni imperdibili, che vi permetteranno di immergervi nella storia e nella cultura di questo nostro incredibile Paese.

Milano

Prima fra tutti, c’è l’appuntamento alle Gallerie d’Italia con una grande mostra dedicata a Giambattista Tiepolo, per celebrare i 250 anni dalla mostra del Maestro. Dal 29 ottobre al 1 marzo 2021. Tiepolo è  uno degli artisti più importanti e ricercati della sua epoca, per la sua capacità d’osservare la natura, che divenne la sua principale fonte di ispirazione e per la sua inesauribile vena narrativa e alla maestria tecnica nell’uso di colori, luci e prospettiva.

Sempre a Milano, dal 18 settembre al 15 novembre 2020, Palazzo Reale ospiterà una grande mostra dedicata a Federico Fellini, di cui ricorrono i 100 anni dalla nascita. La mostra ripercorre tutta la sua produzione, dando particolare rilievo al ruolo delle donne.

Al Mude, dal 7 ottobre al 7 marzo 2021, si svolgerà un’importante mostra dedicata a Chagall. Saranno esposte ben 140 opere tra dipinti, acquerelli e grafiche, di proprietà del Israel Museum. Dalla nostalgia per il paese natale si passa alle ricerche sul colore che caratterizzano le opere di Chagall per una modernità straordinaria. Indimenticabili le opere che parlano dell’amore del pittore per la moglie Belle, prematuramente scomparsa. Infine il periodo parigino, il ritorno in Russia e l’esilio fino alle favole colorate del periodo della Provenza. Una pittura leggera nella sua complessità, emozionante e coinvolgente.

Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini ospita una grande mostra dedicata ad Inge Morat, La vita. La Fotografia. Saranno esposte circa 150 immagini, relative ad alcuni importanti reportage, come quelli realizzati a Venezia e a Parigi, in Spagna e in Russia.

Bologna

Dal 29 agosto 2020 fino al 14 febbraio 2021, Palazzo Albergati esporrà i 57 capolavori di Monet e dei maggiori esponenti dell’Impressionismo francese. Tra questi: Manet, Renoir, Degas e molti altri, tutti provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi. E’ la prima volta che questa Fondazione cede in prestito un corpus di opere uniche, molte delle quali mai esposte prima nel mondo.

Roma

Lo scorso 8 settembre si inaugurata la mostra su Banksy al Chiostro del Bramante. Irriverente, ribelle, visionario, lo “sconosciuto” artista è protagonista di “Banksy A visual protest”: oltre 90 opere. L’esposizione si snoda in un percorso espositivo rigoroso, che contrasta con l’architettura cinquecentesca del Chiostro. I lavori esposti abbracciano uno spazio temporale che va dal 2001 al 2017. L’expo non rinuncia alla multimedialità, ai contenuti educativi reinterpretati e fruibili in chiave digitale e virtuale, soprattutto per chi desidera beneficiare della didattica museale a distanza. La mostra sarà visitabile fino all’11 aprile 2021.

Un’altra mostra molto attesa nella capitale è  quella che si svolge nella villa egli anni 30 di Alberto Sordi, il grande attore romano. La lussuosa abitazione, che si trova in Piazzale Numa Pompilio, ha aperto al pubblico lo scorso 16 settembre, mostra  gli oggetti, gli abiti, le fotografie, i documenti inediti, i video e tante curiosità che permettono ai visitatori  di calarsi in quella sfera privata che l’attore mostrava molto poco. Sino al 31 gennaio 2021.

Dal 18 settembre al 29 novembre 2020 si tiene al Complesso di Capo di Bove sull’Appia Antica la mostra La lezione di Raffaello. Le antichità romane. Si tratta di 29 opere tra dipinti, incisioni, libri e disegni i contenuti della lettera concepita e stesa insieme a Baldassarre Castiglione da Raffaello Sanzio (Urbino 1483-1520 Roma) per papa Leone X nel 1519.

 

Napoli

Dal prossimo 5 settembre sino al 24 gennaio 2021, Castel dell’Ovo di Napoli ospiterà l’Estasi di Marina Abramovic. Artista serba naturalizzata statunitense, attiva fin dagli anni Sessanta del XX secolo, si è autodefinita come la «nonna della performance art». La sua interessante produzione esplora le relazioni tra l’artista e il pubblico, e il contrasto tra i limiti del corpo e le possibilità della mente.

Padova

Van Gogh. I colori della vita” è il titolo della mostra del Centro San Gaetano di Padova dal 10 ottobre 2020 all’11 aprile 2021. l’esposizione consente di conoscere alcuni percorsi della vita e dell’opera di Van Gogh finora sconosciuti. Sono esposti 78 quadri e disegni, cui sarà affiancata una selezione di una quindicina di capolavori di artisti a lui legati, come Millet, Gauguin, Seurat, Signac e Hiroshige.

Rimini

Non si vedeva nella sua città d’origine dal lontano 1842, la Madonna Diotallevi di Raffaello. Nell’anno delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del grande pittore, Rimini sarà una della città protagoniste delle celebrazioni raffaelliane in programma per il 2020 e 2021. Infatti, dal 17 ottobre al 10 gennaio 2021, la preziosa tavola, oggi conservata alla Gemäldegalerie di Berlino, sarà esposta a Palazzo di Città accanto al Crocifisso di Giovanni da Rimini e all’Incoronazione della Vergine di Giuliano da Rimini, più nota come Polittico di Norfolk.

Di Benedetta D’Argenzio




A Conegliano per una montagna raccontata dall’arte e dal Prosecco

Il Racconto della Montagna nella pittura tra Ottocento e Novecento, raccontato a Palazzo Sarcinelli fino all’8 dicembre 2020, è un vero e proprio inno alla natura e alla libertà. L’incanto della montagna, a partire dall’immaginario artistico, è il tema centrale di questo viaggio che ci permette di scoprire il fascino senza tempo delle altitudini. La scoperta (o meglio, la riscoperta) di questi luoghi ora più che mai è un invito a ripartire insieme dalla bellezza e dalla cura per il nostro patrimonio.

 

LA MOSTRA

La rassegna svela un percorso inedito tra le vette da sogno dei cosiddetti Monti pallidi delle Dolomiti. Storie di avventura sulla scia della fascinazione per la montagna, esplosa tra Ottocento e Novecento. Dalle scalate dei pionieri alle folgorazioni creative della pittura, della grafica pubblicitaria, della cartografia e della costituzione dei primi club alpini. Sono ammirabili opere di celebri autori italiani e stranieri che hanno frequentato principalmente le Dolomiti (da Ciardi a Compton, da Sartorelli a Pellis, da Wolf Ferrari a Chitarin). Oltre ai dipinti, la rassegna presenta una selezione di pubblicistica, cartografia, volumi e stampe.
Un altro elemento di novità deriva dall’attenzione per le prime alpiniste donne. Rappresentate dall’esperienza decisamente anti-convenzionale della trevigiana Irene Pigatti (1859-1937), che anticipa la moderna concezione dell’alpinismo intesa come vera e propria pratica sportiva.
Fonte di ispirazione ancora oggi, tanto che nel 2010 è stato emesso dalle Poste Italiane un francobollo in suo onore in collaborazione con il CAI.


LUOGO: Palazzo Sarcinelli, Conegliano
ORARI: dal giovedì alla domenica 11-19
INFO : +39 0438 1932123 e http://www.mostramontagna.it

CONEGLIANO: UN PARADISO ENO-GASTRONOMICO

Ci troviamo nel cuore del Veneto, nella suggestiva provincia di Treviso, all’insegna dell’arte e del gusto. Conegliano si trova infatti nel trevigiano, circondata da una suggestiva area collinare, conosciuta come la capitale di uno dei vini più famosi al mondo, il Prosecco. Nel Prosecco si riconosce e si innesta la cultura di un intero territorio. Le sue origini si perdono in un passato lontano, ma il Prosecco ha disegnato in modo indelebile il profilo, il sapore e la vita stessa di queste terre. Prodotto in tre tipologie – spumante, frizzante, tranquillo – può essere degustato a tutto pasto, ma è particolarmente apprezzato con gli antipasti di pesce ed i risotti e nella versione con le bollicine come aperitivo e in tutti i momenti della festa.

Baccalà alla vicentina
La sua storia narra che il capitano Guerini decise di portare con se quel pesce secco che ai Norvegesi piaceva tanto e che avevano in abbondanza: lo stoccafisso. Arrivato in patria, i gastronomi vicentini si resero conto che era un’alternativa al costosissimo pesce fresco. Iniziarono ad elaborare il modo per rendere unico questo nuovo alimento creando il baccalà alla vicentina.
Una pietanza gustosa da servire con la polenta morbida o grigliata.

Risotto al prosecco
Semplicissimo da preparare, ma di sicuro successo, questo risotto servito con prezzemolo e scaglie di parmigiano ha un gusto delicato ma persistente, appagante e raffinato nello stesso tempo. E’ un primo piatto adatto a tutti anche ai bambini, in quanto la parte alcolica del vino evaporerà durante la cottura lasciando un delizioso retrogusto. Si serve all’onda, guarnito appunto di prezzemolo tritato e con pepe macinato al momento.

Di Benedetta D’Argenzio




Per l’autunno la Madonna Diotallevi di Raffaello torna a Rimini

Non si vedeva nella sua città d’origine dal lontano 1842, la Madonna Diotallevi di Raffaello. Nell’anno delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte del grande pittore, Rimini sarà una della città protagoniste delle celebrazioni raffaelliane in programma per il 2020 e 2021. Infatti, dal 17 ottobre al 10 gennaio 2021, la preziosa tavola, oggi conservata alla Gemäldegalerie di Berlino, sarà esposta a Palazzo di Città accanto al Crocifisso di Giovanni da Rimini e all’Incoronazione della Vergine di Giuliano da Rimini, più nota come Polittico di Norfolk.

AUDIFACE DIOTALLEVI E LA MOSTRA

L’opera è appartenuta fino all’Ottocento alla collezione del riminese Audiface Diotallevi, Gonfaloniere di Rimini dal 1857 al 1859. Audiface fu un personaggio eccessivo e controverso: fece parlare di sé per la ricchezza, le donne e la vita mondana, per i crack finanziari e la passione per l’arte. La famosa opera quindi sarà al centro di una mostra che si qualifica per la sua duplice lettura: la formazione e l’attività giovanile dell’artista e nel contempo la storia della collezione e la figura del collezionista stesso. La mostra offrirà così l’opportunità di approfondire il profilo dell’ultimo proprietario dell’opera prima che questa entrasse nel museo berlinese. È così offerta una preziosa occasione per scoprire le sorti dei singoli dipinti, approdati oggi con nuove attribuzioni in grandi musei internazionali.

INFO

Museo della Città ‘Luigi Tonini’, via Tonini 1 – Rimini centro storico

Il Museo della Città Telefono: 0541 793851

E-mail: musei@comune.rimini.it

 

L’OPERA DI RAFFAELLO

La Madonna di Diotallevi è un capolavoro giovanile di Raffaello, che è testimone di un passaggio cruciale nella maturazione del genio urbinate. Il volto della Vergine richiama fortemente i modelli del Perugino, mentre il Bambino e San Giovannino esprimono già la dolcezza tipica del maestro. È proprio durante la lavorazione di questo dipinto che il giovane Raffaello acquisisce stile originale e inizia a muoversi autonomamente, diventando l’artista splendido che conosciamo. Ospite d’onore del Festival del Mondo Antico che animerà il centro romagnolo in autunno sarà al centro di un ricco programma di incontri, workshop, lectio magistralis e itinerari storico-artistici in tema.

 

Rimini a tavola

Viaggiare è scoprire, conoscere e stupirsi. Un viaggio in Romagna significa immergersi nella tradizione, nella storia e nella genuinità di queste terre e delle loro genti. Troverete prodotti e piatti tipici unici e straordinari. Per una volta parleremo di formaggi e di vini, da abbinare scoprendo abbinamenti indimenticabili.

La via dei sapori dell’entroterra riminese parte proprio da Rimini. Da assaporare la tipica cucina adriatica e le suggestioni legate a Federico Fellini, dal Grand hotel sulla marina ai migliori vini dei Colli di Rimini, detti appunto “I Felliniani”. Troverete il formaggio Squacquerone di Romagna DOP, ottenuto con latte vaccino, con la sua pasta molle e cremosa, ottimo da spalmare, soprattutto in una piada.Il Formaggio di Fossa invece, con il suo gusto particolare, vi dirà della pazienza che ci vuole a stagionare per circa tre mesi nelle tipiche fosse, per trasformarsi e maturare, uscendone nuovo e vigoroso, pronto ad arrivare in tavola solo o accompagnato da dolci e saporite marmellate.

 

E quante storie ascolterete dal vino Sangiovese DOC, storie e leggende di frati che producevano l’ottimo vino rosso Sanguis Jovis. L’Albana di Romagna passito è invece un vino bianco, dorato e intenso, secco da tavola o dolce da inzupparci una ciambella; vi racconterà la leggenda di una principessa bizantina che lo bevve in una ciotola di terracotta, reputando però una coppa d’oro più adatta a questo prezioso vino.Infine Il Pagadebit di Romagna DOC è un profumato vino bianco il cui curioso nome deriva dalla sua resistenza alle avversità climatiche che garantiva al contadino, anche nelle annate peggiori.

Di Benedetta D’Argenzio