Che cosa fare il prossimo weekend tra escursioni e mostre

Le regioni italiane continuano a cambiare colore, e ancora non ci si può spostare da una all’altra. Tuttavia, il nostro paese non si ferma e, pur nel rispetto delle regole anti Covid, è possibile prendere parte a escursioni e visite guidate all’aperto oppure visitare mostre e musei laddove questo sia possibile. Ecco, allora, come di consueto, la selezione di eventi che abbiamo selezionato per voi per il weekend del 27 e 28 febbraio.

A Verona una visita guidata serale al Lazzaretto

Sabato 27 febbraio, a Verona è in programma una passeggiata urbana serale alla scoperta del quartiere San Pancrazio. Il ritrovo per la partenza è alle 18, in via 28 marzo, presso il parcheggio dell’area Poggi. La passeggiata ha una durata di circa 2 ore e terminerà attorno alle 20.

Il Lazzaretto di Verona

Si potrà andare alla scoperta di un ambiente ancora selvaggio, a poco distanza dal centro storico, camminando sotto la luce della luna e con l’ausilio di quella delle torce nel Parco dell’Adige, accompagnati dal canto degli uccelli e dal racconto di una guida dell’Associazione Guide Ippogrifo, che racconterà storia, curiosità e architettura del quartiere San Pancrazio.

Veduta aerea del Lazzaretto di Verona

Per l’occasione, in via straordinaria, sarà aperto il Lazzaretto, dove si terrà una breve performance notturna basata sulle cronache che nei secoli passati raccontavano di pestilenze, epidemie ed episodi avvenuti in questo luogo un tempo tragico. I partecipanti saranno muniti di auricolari per rispettare il distanziamento anti Covid e dovranno indossare la mascherina. Obbligatorio munirsi di torcia. La quota di partecipazione è di 10 euro a persona.

INFO: tel 339/8717091, info@infoverona.it

A Forlì una passeggiata tra i sapori

Sia sabato 27 che domenica 28 febbraio, si può prendere parte all’iniziativa Passeggiare con gusto: un itinerario sulle colline romagnole, una bella passeggiata nella natura sulle colline al confine tra Faenza e Forlì. La passeggiata è organizzata dall’Azienda agricola Rio del Sol e dall’agriturismo La Sabbiona e il percorso può essere fatto sia a piedi, anche con i bastoncini da nordic walking, che in bicicletta.

La Casetta dei Mirtilli Rio Sol

L’itinerario di 5 km parte dalla Casetta dei Mirtilli Rio del Sol, in via dei Sabbioni, a Forlì, e ha come meta finale l’agriturismo La Sabbiona, in via Oriolo 10, a Faenza, o viceversa. Si cammina nelle atmosfere tranquille delle colline di Oriolo dei Fichi, dominate da una torre medievale e sono previste due tappe golose per una degustazione di prodotti tipici del territorio.

La Torre di Oriolo dei Fichi

Dalle 8 alle 10.30, infatti, alla Casetta dei Mirtilli i partecipanti potranno iniziare la giornata con una colazione a base di yogurt, biscotti, pane, burro e marmellata e succhi di frutta. Dalle 10 alle 13, presso l’agriturismo La Sabbiona, si potrà invece fare un aperitivo di prodotti tipici con un abbinamento di vini.

Alla partenza sarà consegnata una tessera per la colazione e l’aperitivo (al costo di 16 euro) e sarà indicato il percorso più breve che congiunge le due aziende. Colazione e aperitivo saranno serviti all’aperto nel rispetto delle norme di sicurezza. Al momento dell’arrivo alla Casetta dei Mirtilli e all’agriturismo è obbligatorio indossare la mascherina e mantenere il distanziamento. Indossare scarponcini da trekking.

INFO: tel 335/8343313 o 339/8088302

A Firenze Dante torna a Palazzo Vecchio

Fino al 31 maggio, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio si può ammirare un raro ritratto di Dante Alighieri, opera del concittadino Agnolo Bronzino, prestato per l’esposizione da un collezionista privato. La storia di questo dipinto è assai affascinante. Si tratta di un olio su tela realizzato tra il 1532 e il 1533, di cui parla anche Giorgio Vasari nella “Vita del Bronzino”. Il dipinto fu commissionato al Bronzino dal banchiere fiorentino Bartolomeo Bettini, insieme a quelli di Petrarca e Boccaccio, per ornare una stanza della sua casa, nelle lunette delle pareti e al centro di una tavola con “Venere e Cupido” dipinta dal Pontormo si cartone di Michelangelo.

Il ritratto di Dante del Bronzino in mostra a Palazzo Vecchio

Il progetto, tuttavia, rimase incompiuto e dei tre ritratti commissionati a Bronzino, solo quello di Dante è giunto fino a noi. Dato a lungo per disperso, è stato infatti ritrovato in una collezione privata fiorentina e riconosciuto come originale.  L’esposizione si colloca tra le iniziative per i 700 anni della morte di Dante Alighieri.

Particolare del dipinto, nel libro, ci sono i versi del XXV Canto del Paradiso

Nel dipinto sono riconoscibili citazioni all’Inferno, simboleggiato dalle fiamme in basso a sinistra, al Purgatorio, la montagna a destra, e al Paradiso (il bagliore dorato sulla sinistra). Sul libro che Dante tiene in mano sono riportati alcuni versi del XXV Canto del Paradiso con riferimento all’esilio.

INFO: www.comune.fi.it

A Roma per “dare la caccia” a Caravaggio

Domenica 28 febbraio, dalle 16 alle 17.30, l’associazione Cicero in Rome propone una divertente caccia fotografica “Sulle tracce di Caravaggio”, dedicata a ragazzi dai 10 ai 14 anni e ai loro accompagnatori. Durante questo divertente gioco didattico, i partecipanti seguiranno le tracce del pittore, tra vie, piazze e vicoli del centro storico di Roma, nell’ambito di una caccia fotografica guidata, per conoscere l’uomo e l’artista attraverso le sue opere e la sua vita avventurosa e travagliata.

Si parte da Piazza del Popolo e la “caccia” si svolge nella zona di Largo di Torre Argentina, Piazza Navona e il Pantheon. L’evento è a numero chiuso (min 5, max 16 partecipanti) e si tiene nel rispetto delle norme anti Covid. La quota di partecipazione per ogni partecipante, sia adulto che ragazzo, è di € 10 a cui si aggiungono € 2 per l’affitto degli auricolari per ascoltare la guida dal vivo. Per ogni nucleo familiare il numero massimo di adulti è di 2. Deve comunque partecipare un adulto responsabile per ogni ragazzo.

INFO: tel 347/5034600, simoscad@gmail.com o ciceroinrome@hotmail.it pagina Facebook www.facebook.com/CiceroinRome/

A Napoli per la grande mostra “Gli Etruschi e il MANN”

Fino al 31 maggio, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, ospita la grande mostra “Gli Etruschi e il MANN”, che espone più di duecento opere, selezionate dopo un’attenta campagna di studio, documentazione e restauro. La mostra abbraccia un arco temporale di circa sei secoli, dal X al IV secolo a.C. e intende ricostruire le fondamenta storiche di questa misteriosa popolazione, che diede vita a una fiorente civiltà.

Il percorso di visita si articola su due nuclei tematici, composti ognuno da reperti rari e preziosi. “Gli Etruschi in Campania” ha un carattere prettamente archeologico, con approfondimenti basati sulla presenza degli Etruschi nella regione, dagli albori della loro civiltà nel I millennio a.C. al loro declino. Nella sezione “Gli Etruschi al MANN”, invece, vengono valorizzati i materiali e i reperti etruschi proveniente da aree esterne alla Campania e acquisiti sul mercato collezionistico dal Museo di Napoli.

INFO: www.museoarcheologiconapoli.it

 

Alla scoperta di Bari sotterranea

 Domenica 28 febbraio, dalle 17, si può andare alla scoperta di “Bari sotto la città”, un percorso urbano attraverso i secoli, dalla città imperiale romana a quella rinascimentale. Si potranno così conoscere e ammirare le testimonianze archeologiche e architettoniche che documentano la storia millenaria della città. Si parte dalle mura bizantine e si esplora la periferia del borgo antico, il quartiere ebraico e quello armeno.

Si osserverà la sequenza archeologica della città, conservata presso la Cattedrale di San Sabino e nei resti della chiesa di Santa Maria del Buonconsiglio. Il percorso tocca il Succorpo della Cattedrale, la domus romana, il mosaico di Timoteo, e la chiesa bizantina. Il ritrovo per la partenza è alle 17 in Piazza Odegitria, presso la Cattedrale. La quota di partecipazione è di € 10 + 3 € di ingresso al Succorpo. Prenotazione obbligatoria.

INFO: tel 340/3394708, info@pugliarte.it

A Palermo escursione alla grotta dell’eremita con i falconi

Sia sabato 27 che domenica 28 febbraio, a Palermo, l’associazione Falcon Walks organizza un’avventurosa escursione alla Grotta dell’Eremita con inediti compagni di viaggio: i rapaci Akira ed Harry. Il ritrovo per la partenza è in Corso Baldassarre Scaduto 3, mentre la meta è il Monte Catalfano, dove si potrà esplorare la misteriosa grotta.

La grotta dell’Eremita

Il rientro è previsto per le 16. Si consiglia un abbigliamento comodo e adatto alla stagione, portare con sé la colazione e il pranzo al sacco e una scorta di acqua. La quota di partecipazione è di € 10 per gli adulti e di € 8 per i ragazzi dai 10 ai 18 anni. Minori di 10 anni gratis.

Uno dei rapaci “compagni di viaggio”

Le prenotazioni si effettuano sulla pagina Facebook Falcon Walks  entro le ore 13 di venerdì 26 febbraio, specificando numero di adulti e bambini, età e contatto telefonico. Non è consentita la presenza di animali. L’evento si tiene nel rispetto delle norme anti Covid.

INFO: tel 329/2236060, www.facebook.com/FalconWalks




Musei finalmente aperti? La risposta è sì

Come avrete letto dal titolo oggi parliamo dei musei italiani. La situazione ad oggi, e per il prossimo mese, vede molti musei con le porte finalmente aperte. L’ultimo Dpcm infatti prevede che i musei aperti siano quelli presenti all’interno delle zone gialle che, al momento, non sono così poche. Per tutti coloro che hanno la fortuna di vivere in queste zone il nostro consiglio è cogliere il momento e sfruttare ogni momento libero per godersi le meraviglie dell’arte dal vivo! Gli amanti dell’arte nelle zone arancioni ancora una volta devono fare un piccolo sforzo, e cercare di arricchirsi di cultura anche senza la fruizione dal vivo (abbiate fantasia!). Ricordiamo infatti che la maggior parte dei musei d’Italia sta ancora aderendo a meravigliose campagne virtuali come #artedaldivano (tanto famosa all’interno della nostra rubrica). In attesa di un futuro più roseo, ecco i punti più salienti dell’ultimo decreto:

musei aperti? si, ma solo in alcune zone
La Gioconda, Leonardo da Vinci, 1503, Louvre

I MUSEI E L’ULTIMO DPCM

Ancora una volta l’Italia si vede divisa in zone separate, ma questa volta in colori.

All’interno della zona gialla, i musei sono aperti dal lunedì al venerdì e chiusi nel weekend. Infatti lo stesso dpcm afferma che: «Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte». Questo ovviamente a condizione che gli istituti riescano a rimanere all’interno di parametri precisi. Infatti, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali (nonché dei flussi di visitatori), devono garantire modalità di fruizione contingentata. Devono quindi evitare assembramenti di persone e consentire che i visitatori possano rispettare la distanza di almeno un metro.

Nelle zone arancioni invece i musei rimangono per ora ancora chiusi.

musei aperti? si, ma solo in alcune zone
Panoramica museo d’arte moderna, Trento

COLORI ZONE D’ITALIA

Abbiamo precedentemente affermato che l’Italia è, ormai da molti mesi, divisa in zone. Hanno spesso cambiato colore e quindi regole di vita quotidiana. Abbiamo quindi scelto, in questa seconda parte di articolo, di illustrarvi con un piccolo elenco i diversi settori colorati (in vigore fino a marzo 2021).

  • Zona gialla: Abruzzo, Calabria, Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto
  • Zona arancione:Provincia Autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria

Il nostro consiglio è quello di tenersi sempre aggiornati sul sito del governo. L’informazione, sopratutto di questi tempi, è fondamentale!




RIAPERTURA MUSEI IL 18 MAGGIO, AI BLOCCHI DI PARTENZA

Di Benedetta D’Argenzio

L’arte d’Italia è pronta a ripartire con il botto il 18 Maggio 2020, proprio come annunciato dal decreto di fine Aprile. Infatti molte organizzazioni, pubbliche e private, apriranno con coraggio rispettando le nuove norme di sicurezza della fase 2. Per la riapertura di mostre e Musei è prevista l’applicazione di rigide misure per garantire la massima sicurezza negli accessi, nella sanificazione e nelle distanze tra visitatori all’interno delle sale. 

In questi mesi ci siamo abituati a vivere l’arte dal divano, avendo a disposizione contenuti di ogni genere. Insieme abbiamo viaggiato e visitato le sale dei musei più famosi del mondo, ci siamo immersi in dirette streaming e in tour virtuali che ci hanno accompagnati durante il lockdown. Dobbiamo ammettere però che a rendere vivi i musei sono le persone e solo l’esperienza reale del museo rende le persone vive. Per godere dell’arte ci vogliono occhi e cuore. L’idea è quella di ritornare piano piano alla realtà, che ne dite?

MISURE DI SICUREZZA 

In questa seconda data strategica della fase 2, si prevede quindi non solo il riavvio della vendita al dettaglio, ma anche la riapertura di mostre e rassegne in tutto il territorio italiano. Come? Le organizzazioni culturali hanno attivato protocolli sanitari sia per il personale addetto, sia per i visitatori. Di seguito i punti principali delle misure attuate: 

  • Orari di apertura prolungati e serali
  • Prenotazione biglietti online
  • Audioguide evitate, la spiegazione sarà resa disponibile online
  • Termoscanner per misurare la temperatura all’ingresso 
  • Dispenser di gel mani in ogni stanza, agli ingressi e alle uscite
  • Obbligo di mascherina per tutto il tempo della visita
  • Ingressi limitati in base alla grandezza delle sale
  • Percorso a senso unico 
  • Sportelli informativi con direttive comportali 
  • Pulizia giornaliera degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni
  • L’uso degli ascensori limitato a condizioni strettamente necessarie

Le parole chiave di questa attesa riapertura sono dunque sicurezza e prevenzione. In questa fase di riavvio bisogna armarsi di ancora un po’ di pazienza e godersi i piccoli traguardi che possiamo raggiungere dopo mesi di sacrifici. Pensare di poter andare a visitare una mostra anche solo due settimane fa era inimmaginabile. Possiamo quindi abbandonare temporaneamente il nostro divano e ammirare opere d’arte con i nostri occhi. Coraggio, insieme si può tutto!




1° maggio: cosa fare a Milano durante il ponte

Oggi, mercoledì 25 aprile, a Milano è prevista la consueta manifestazione nazionale per celebrare la festa della Liberazione. Dalle 13 circa partirà un corteo da corso Venezia che proseguirà in piazza San Babila, corso Matteotti, piazza Meda per poi arrivare in piazza della Scala e in Piazza Duomo, attraversando così le vie del centro della città.

Oltre al tradizionale corteo, che terminerà nella piazza più importante del capoluogo lombardo e ospiterà i comizi finali, durante tutto il ponte del 25 aprile e del 1° maggio molti musei rimarranno aperti, anche con orari continuati, per consentire a turisti e milanesi rimasti in città di non rinunciare ad una bella mostra nei giorni di vacanza.

Palazzo Reale – che ospita le mostre di “Durer e il Rinascimento europeo”, “Italiana. Storia della moda dal 1971 al 2001” e “Impressionisti e avanguardie dal Philadelphia Museum of modern art” – e il Padiglione d’arte contemporanea (PAC) – che ospita “Teresa Margolles” – sono aperti oggi con il normale orario, dalle 9:30 alle 19:30. Anche martedì 1° maggio, nonostante sia la Festa dei Lavoratori, le mostre sono aperte al pubblico con l’orario consueto e il PAC resterà aperto fino alle ore 22:30. Lunedì 30 aprile inoltre gli orari vengono estesi anche alla mattina, quindi sarà possibile visitare le mostre dalle 9.30.

Il Museo del Novecento – che ospita “Giosetta Fioroni. Viaggio sentimentale” e “Non ti abbandonerò mai” di Franco Mazzucchelli – e il Museo delle culture (MUDEC) – che ospita “Frida Khalo. Oltre il mito” – restano aperti oggi e il 1° maggio. Gli altri musei civici (GAM, Castello Sforzesco, Palazzo Morando, Palazzo Moriggia) sono regolarmente aperti oggi, 25 aprile, mentre saranno chiusi il 30 aprile e il 1° maggio.

Buon ponte!!!




Milano Design Week: Leonardo Da Vinci e Henri Matisse

MILANO DESIGN WEEK 2018

Leonardo Da Vinci – L’Ultima Cena

Celebrare il Genio italiano, per conservarlo e trasmetterlo alle generazioni future: questa la motivazione che ha spinto LAGO, innovativo brand di design italiano, a sostenere le aperture serali straordinarie del Museo del Cenacolo Vinciano nel convento di Santa Maria delle Grazie.

Per l’occasione, ogni sera dalle 19.00 alle 22.00 il museo dove è esposta una delle opere più rappresentative di Leonardo, L’Ultima Cena, aprirà le sue porte ospitando architetti, designer, giornalisti, turisti e curiosi provenienti da tutto il mondo in occasione della Milano Design Week.

Leonardo da Vinci – L’Ultima Cena

Facendo conoscere a un ampio numero di visitatori un capolavoro indiscusso, che ha incantato intere generazioni, l’obbiettivo di LAGO è quello di rendere omaggio a una delle maggiori ricchezze del nostro Paese mettendo la cultura al centro delle sue azioni e utilizzando il design come strumento di trasformazione sociale in grado di produrre valore e significato.

Inoltre l’evento darà la possibilità quasi 3.000 persone della Community del Design di visitare in orario serale la celebre opera di Leonardo che ha ispirato pensatori, artisti e innovatori di tutti i tempi.

Convento di Santa Maria delle Grazie

Never stop looking beyond – ispirato al genio di Leonardo da Vinci è anche il concept con cui LAGO si presenta alla Milano Design Week 2018.

Gli eventi di LAGO in programma per questa settimana: www.lago.it

Henri Matisse – Sulla scena dell’arte

Il Forte di Bard debutta la Fuorisalone di Milano, il più importante evento mondiale di design, con una spettacolare mostra dedicata al grande artista francese: Henri Matisse – Sulla scena dell’arte.

Dal 17 al 22 aprile, dalle ore 12.00 fino alle 19.00 sarà aperta gratuitamente al pubblico la sede espositiva Nicola Quadri studio, in via Pier Lombardo 30, dove lo spettatore sarà immerso in un’installazione di grande forza visiva.

Stanza rossa – Henri Matisse

Una visione di Matisse con gli occhi di Matisse: ingigantito su pareti rivestite da disegni fuori scala, che appaiono come fondali di una macchina teatrale in movimento, replicato in decine di opere che rincorrono la purezza del tratto in una installazione che vuol ricercare il processo creativo del maestro francese.

Sito Forte di Bard: www.fortedibard.it




ALLA SCOPERTA DELL’AMERICA CENTRALE

OLTRE A FAR PARLARE DI SE’ PER GLI AVVENIMENTI DI PANAMA CITY, IL CENTRO AMERICA E’ UNA TERRA TUTTA DA SCOPRIRE CON ETNIE COME QUELLE DEI KUNA, CHE VIVONO STANZIATI A SAN BLAS E IN ALTRE DIVERSE AREE DEL TERRITORIO PANAMENSE.

La Avenida Central, ampia strada pedonale che collega Casco Antiguo ai quartieri di Calidonia e La Exposition, arriva a Plaza Cinco de Mayo dominata dall’edificio neoclassico che era l’antica stazione ferroviaria. Qui vale la visita il Museo de Cencias Naturales (tel. 0501.4125; orario: lun-dom 9-16; ingresso: €0,75, ridotto: €0,19), il museo di scienze naturali. E a proposito, in città da non mancare una visita al Parque Natural Metropolitano (Avenida Juan Pablo II, tel. 0232.5552, www.parquemetropolitano.org; orario: lun-ven 8-17, sab 8-13; ingresso: €3, ridotto €1,50), uno spazio di 232 ettari ricoperto di foresta tropicale, l’unica di tutta l’America Centrale e Meridionale a essere inserita in un contesto urbano. Qui sono ospite 284 specie di uccelli. Il parco offre due sentieri principali percorribili a piedi, il Sentiero della Natura e il Sentiero del Callicebo che si congiungono fino a formare un unico grande circuito.

Un’altra tappa si può fare a Plaza de la Indipendencia, un grande spazio su cui prospettano le residenze aristocratiche spagnole ed edifici francesi del XIX secolo. All’angolo tra Calle 7 Este e Avenida Central si erge maestosa la Catedral Metropolitana dalla ricca facciata con la sezione centrale in parte moresca e in parte in stile barocco fiorito. I due campanili che la fiancheggiano sono rifiniti in madreperla. Di fronte si trova la Casa de la Municipalidad; al secondo piano dell’edificio di trova il Museo de Historia de Panamà (Calle 6 Oeste, Palacio Municipal, tel. 0501.4128; orario : lun-ven 9-16; ingresso: €0,75, ridotto: €0,19) che racconta la storia della città, dall’arrivo del fondatore Balboa al 1977.
Vale la visita anche al Museo Interoceanico (Plaza de la Indipendencia, tel.0211.1649, www.museodelcanal.com; orario mar-dom 9-17; ingresso:€1,51, ridotto: €0,56) che racconta la storia del canale e della Panamà Railroad, e ospita modellini di navi tra cui quelli della Ancòn, la prima nave a percorrere il canale. Su Plaza Bolivar, Tranquilla e appartata, Si affacciano bar, caffè e il Palacio Bolivar (tel.0511.4100; orario: mar-dom 9.20-16; ingressi; €0,75, ridotto: €0,19): al suo interno c’è la copia della spada cerimoniale di Bolivar, tempestata di 1.374 diamanti. Dal centro storico partono le escursioni che portano alla scoperta della Canal Zone, l’area che costeggia il canale di collegamento dell’Oceani Atlantico con l’Oceano Pacifico. Panamà Tours (tel. 0226.8917, www.pmatoutrs.net) offre un tuor di cinque ore con navigazione sul canale a partire da €105 inclusi guida, pranzo con acqua e bevande soft e trasfer in autobus. Gli amanti della natura e del birdwatching non debbono mancare una visita al Summit Botanical Gardens & Zoo ( www.summitpanama.org; orario: lun-ven 9-16:30 san e dom 9-17; ingresso €1, 0-12 anni gratuito) che offrono sentieri segnalati dove si posso vedere giaguari, tapiri, pappagalli, lontre e l’acquila arpia.

L’ETNIA KUNA

Si compone di 60 mila unità principalmente stanziate sull’arcipelago di San Blas e in parte nella foresta tropicale umida. Il governo panamense riconosce le autorità dei Kuna e ne 1938 fu istituita la Comarca di San Blas o Comarca Kuna Yala. Nel 1953, fu approvata la Carta Organica Kuna che stabilisce le autorità della Comarca. I Kuna sono dediti a caccia, pesca e lavorazione del legno e vivono in capanne di paglia e canne, costituite dalla Nega Tumat (casa grande, ossia la camera da letto) e dalla Soenga, una stanza che funge da cucina. Le feste e le cerimonie dei Kuna si tengono alla InaNega, la costruzione comunale. Le antiche tradizioni si tramandano nei rituali sottolineati da strumenti musicali autoctoni come il flauto e il nasisi (una sorta di maracas). (www.panamaviaggi.com)

Per chi volesse tornare a scoprire la storia che gira intorno a Panamà, vi consigliamo di leggere questo articolo:

https://www.weekendpremium.it/wp/un-ponte-dacqua-tra-atlantico-e-pacifico/




UN PONTE D’ACQUA TRA ATLANTICO E PACIFICO

AD AGOTO 2014 IL FAMOSO CANALE HA COMPIUTO UN SECOLO. E IL PROSSIMO 26 GIUGNO VERRÀ INAUGURATO IL NUOVO TRATTO CHE PERMETTERÀ IL PASSAGGIO DI NAVI PIÙ GRANDI COSì, IL PICCOLO STATO DELL’AMERICA CENTRALE RITORNA A FAR PARLARE DI SÈ DOPO L’AFFAIRE PANAMA PAPERS. MA PANAMA MERITA DI ESSERE AL CENTRO DELL’ATTENZIONE PER TUTTO CIÓ CHE DI BELLO OFFRE: NATURA SELVAGGIA, SPLENDIDE ARCHITETTURE E ANTICHE TRADIZIONI ANCORA VIVE, COME QUELLE DEI KUNA, L’ETNIA CHE VIVE STANZIATA A SAN BLAS E IN ALTRE DIVERSE AREE DEL TERRITORIO PANAMENSE. OGGI COME IERI

A primavera il paese è stato al centro dell’attenzione del mondo intero per via dell’affaire ribattezzato Panamà Papers usato per indicare i milioni di documenti che proverebbero la presenza su territorio panamense di fondi segreti appartenenti a personaggi famosi di tutto il mondo. E ora torna a far parlare di sè perchè il prossimo 26 giugno sarà inaugurato il nuovo tratto con cui il famoso canale raddoppia permettendo il passaggio di navi più grandi e il raddoppiamento anche delle entrate del piccolo stato. E questa novità ci ripropone prepotentemente un luogo davvero meraviglioso al punto che, nel 2015, è stato indicato da una classifica redatta da Skyscanner al secondo posto fra le destinazioni di tendenza.                    panama-canal12

E in effetti Panamà offre al visitatore una natura lussureggiante e le antiche tradizioni dei Kuna, l’etnia che vive in diverse aree del paese. A identificare Panamà nella realtà è Panamà City, la sua capitale, fondata il 15 agoto 1519 dal governatore spagnolo Pedro Arias de Àvila. Per lungo tempo contesa fra Stati Uniti e Colombia per la sua posizione favorevole e per la florida economia incrementata dai pedaggi che le navi debbono pagare per navigare lungo gli 80 chilometri del canale (per 150 anni la città prosperò infatti come punto di transito dell’oro e dell’argento che gli spagnoli estraevano dalle miniere del Peru e inviavano in Europa), Panamà City è l’unica capitale dell’America Centrale ad affacciarsi sul Pacifico. E la città si scopre a partire dal Casco Antiguo, il suo cuore storico, dichiarato UNESCO Patrimonio dell’Umanità, per la presenza e mescolanza degli stili architettonici degli edifici tutt’ora esistenti. Il quartiere, da anni oggetto di importanti interventi di restauri e recupero, conserva vecchi palazzi con balconi in ferro battuto che prospettano su stradine strette e vecchie costruzioni che denotano le antiche influenze francesi e spagnole.

La zona culmina nei resti di Panamà Viejo (tel: 0226.8915, www.panama-viejo.org; orario: mar-dom 8:30-16:30; ingresso: €4,55, ridoTto €3.80), il cuore antico della città rasa al suolo dal pirata Morgan nel 1671. La caratteristica del quartiere coloniale è rappresentato dalle case lussuose che sfilano a fianco di case povere. La zona ha ospitato l’annuale Festival del Cinema Italiano a Panamà, quest’anno svoltosi dal 7 al 13 aprile, con la proiezioni di almeno 70 film. Questa edizione ha reso omaggio a Lucia Bosè con la proiezione di alcuni dei suoi film più famosi. Nel Casco Antiguo, ma anche nella zona del Canale, sono stati girati tutti gli esterni del film Il Sarto di Panama, del 2001, diretto da John Boorman e tratto dall’omonimo romanzo di John Le Carrè. Per saperne di più sull’area val la pena fare una visita al Museo del Sitio de Panamà Viejo (Avenida 6 Sur, tel. 00226.9917; oario: mar-dom 9-17; ingresso €3) interessante perchè propone un modello in scala di Panamà Viejo prima del 1671 e una piccola raccolta di manufatti dell’epoca coloniale. Nella stessa via, nei pressi di Plaza Mayor, cuore della città antica, vale una sosta il Mercado Naciònal de Artesanias (Avenida 6 Sur; orario: 9-18), allestito dietro il primo gruppo di rovine che si incontra provenendo dalla capitale. Qui i Kuna vendono i loro manufatti.