WEEKEND GREEN AWARDS 2024 – ecco come votare il sondaggio definitivo

Lanciato nel 2015, il Weekend Green Award si propone di premiare le località e le strutture a vocazione green, all’insegna della tutela dell’ambiente e della sostenibilità. A questi si aggiunge la premiazione dei mezzi di trasporto, anch’essi ecologici e sostenibili, che permettono al turista di godere di queste eccellenze italiane in comodità e sicurezza.

Le votazioni dell’Edizione 2024 del Weekend Green Awards avranno termine il giorno 30 Aprile. La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso di un evento all’Enterprise Hotel di Milano.

 

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WEEKEND GREEN AWARDS 2024 (SECONDA PARTE) – ECCO COME VOTARE!

 

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WEEKEND GREEN AWARDS 2024 (PRIMA PARTE) – ECCO COME VOTARE!

 

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WEEKEND GREEN AWARDS 2024 – SCEGLI ANCHE TU CHI VOTARE!

Lanciato nel 2015, il Weekend Green Award si propone di premiare le località e le strutture a vocazione green, all’insegna della tutela dell’ambiente e della sostenibilità. A questi si aggiunge la premiazione dei mezzi di trasporto, anch’essi ecologici e sostenibili, che permettono al turista di godere di queste eccellenze italiane in comodità e sicurezza.

Le votazioni dell’Edizione 2024 del Weekend Green Awards avranno termine il giorno 30 Aprile. La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso di un evento all’Enterprise Hotel di Milano.

Proclamazione vincitori ultima edizione durante l’evento a Milano

CATEGORIE E CRITERI DI PREMIAZIONE:

Ogni categoria avrà dieci candidati, che saranno votati dalla giuria degli esperti e da quella social web attraverso un sondaggio sul Web.

Il 1° premio sarà assegnato, per ogni categoria, alla realtà che avrà dimostrato di possedere i criteri richiesti e di avere il più alto punteggio.

Ecco le categorie di premiazione con i rispettivi criteri di valutazione delle giurie:

BORGO GREEN 2024

  • Il contesto naturale
  • Il contesto paesaggistico
  • La salvaguardia di flora e fauna del territorio
  • La promozione e lo sviluppo del territorio
  • L’impiego di energia rinnovabile
  • La presenza di piste ciclabili e aree pedonali
  • Le produzioni biologiche
  • Allevamenti sostenibili
  • Piazzole per turismo outdoor
  • Servizi e mezzi di trasporto ecologici

1° classificato ultima edizione: Pesariis (UD)

GREEN RESORT & HOTELS 2024

  • Il contesto paesaggistico ed architettonico
  • La fornitura di energia elettrica per le auto
  • Energie rinnovabili per la struttura
  • La gestione sostenibile
  • La disponibilità di prodotti tipici, biologici, a filiera corta.
  • L’applicazione di protocolli di qualità, marchi, certificazioni
  • La presenza di attività e servizi a ridotto impatto ambientale
  • Servizi e mezzi di trasporto ecologici

1° classificato ultima edizione: Adler Lodge Ritten (BZ)

AGRITURISMO PREMIUM 2024

  • Il contesto paesaggistico ed architettonico
  • La fornitura di energia elettrica per le auto
  • Energie rinnovabili per la struttura
  • La gestione sostenibile
  • La disponibilità di prodotti tipici, biologici, a filiera corta
  • L’applicazione di protocolli di qualità, marchi, certificazioni
  • La presenza di attività e servizi a ridotto impatto ambientale

1° classificato ultima edizione: Al Rocol (BS)

TOP CAMPING PREMIUM 2024

  • Il contesto paesaggistico
  • I servizi offerti ecologici
  • La disponibilità di prodotti a filiera corta, biologici e tipici
  • La cartellonistica
  • La fornitura di energia elettrica per auto e camper

1° classificato ultima edizione: Camping Baia Domizia (CE)

E-WEEKEND CAR 2024

  • La facilità e la comodità di utilizzo
  • Riduzione emissione di CO2
  • L’innovazione
  • L’utilizzo di energia rinnovabile
  • L’autonomia
  • La durabilità
  • La sicurezza
  • Le prestazioni
  • Gli optional

GREEN IN THE WORLD 2024

  • Politiche ambientaliste
  • Investimenti in progetti di sostenibilità
  • Iniziative green

1° classificato ultima edizione: Seychelles

LE GIURIE:

Giuria di esperti

La giuria di esperti è presieduta da Raffaele D’Argenzio, ideatore del Premio. Essa è composta da giornalisti, firme delle più importanti testate della stampa turistica e da personalità ed esperti del settore turistico e agroalimentare. La giuria di esperti è responsabile della selezione delle candidature più conformi ai requisiti inserite nel sondaggio. Dopodiché ciascun membro esprimerà normalmente la sua votazione.

Il giudizio della giuria è insindacabile e non appellabile.

Giuria social web

La giuria social web è formata dalle persone che esprimeranno il loro voto attraverso il sito web.

Sarà possibile votare sul sito weekendpremium.it con piattaforma Survey Monkey.

Weekend Green Awards – Menzione Speciale

La Giuria di esperti si riserva la facoltà di assegnare una “menzione speciale” ad una struttura, un progetto o un evento, il quale si è particolarmente distinto nell’ambito della sostenibilità ambientale.

LE CANDIDATURE:

La segreteria organizzativa di Weekend Green Awards farà una prima valutazione delle candidature che presenterà alla Giuria di esperti. Questa esaminerà le proposte, valuterà le candidature da inserire nel sondaggio e la loro validità con un eventuale sopralluogo.

Le candidature sono già aperte, vi invitiamo a segnalarci eventuali località, strutture e mezzi qualora li riteneste meritevoli di tale premio mandandoci una mail all’indirizzo: comunicazione@premiumcounseling.it

 

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Questa estate la Svizzera è green friendly

(Italian and english version)

Per l’estate 2023 la Svizzera punta sul green, sulle famiglie e sui mezzi di trasporto storici. Proprio la stagione più calda dell’anno, infatti, è l’ideale per andare alla scoperta delle città, della natura e delle zone verdi della Svizzera, dove il clima è mite e fresco. Ecco, allora le novità.

Collegamenti sostenibili e tecnologici

Tante le novità dal punto di vista dei collegamenti, puntando sempre più alla sostenibilità ambientale. Tra queste, la più importante riguarda il Golden Pass Express, il treno panoramico premium della Ferrovia Montreaux-Oberland Bernese che, a partire dall’11 giugno 2023, aumenterà i collegamenti fino a quattro al giorno, senza effettuare cambi. I passeggieri potranno poi scegliere fra tre classi diverse e farsi coccolare a borda gustando prelibatezze regionali.

Golden Pass Express

Anche la Pilatusbahn, costruita nel 1889, indosserà una nuova veste e, a partire da maggio 2023, otto nuovi treni trasporteranno i passeggeri sul monte di Lucerna ogni mezz’ora. E non ci sarà bisogno di arrivare in cima per ammirare il panorama. Gli ampi finestrini, infatti, consentiranno di godere di una vista mozzafiato durante tutto il viaggio.

Pilatusbahn

Zermatt e Cervinia saranno poi collegate già da questa primavera con il Matterhorn Glacier Ride II, la funivia super moderna in grado di trasportare fino a 1300 persone all’ora. L’assenza totale di tralicci, poi, darà l’impressione di essere sospesi in aria. Davvero mozzafiato, poi, le due cabine Crystal Ride, dal design elegante tempestato di cristalli, ma soprattutto, il pavimento di vetro che consente di ammirare il panorama delle Alpi proprio come se steste volando. Grazie all’assenza di barriere architettoniche e al collegamento diretto per la prima volta di potrà pasasre dal Matterhorne Glacier Paradise allo Snow Xperience Plateau Rosa senza attrezzatura da sci.

Il Matterhorn Glacier Ride II

Le ferrovie storiche Patrimonio UNESCO

La maggior parte delle ferrovie di montagna svizzera è stata realizzata tra il XIX e il XX secolo per favorire il turismo alpino e rendere le cime delle montagne accessibili anche a chi non praticava l’alpinismo. Nel 2023, alcune di queste ferrovie di montagna festeggeranno 130 anni, come la Schynige Platte-Bahn, la Brienz-Rothorn-Bahn, la Stanserhornbahn e la Wengernalpbahn. Buon compleanno anche al Bernina Express, uno dei treni più famosi della Svizzera, che festeggia i suoi primi 50 anni e, da allora a oggi, ha trasportato più di 10 milioni di passeggeri. Nato nel 1973 per collegare Coira, capitale del Cantone dei Grigioni, con Tirano, in Valtellina è finito per diventare una delle più importanti attrazioni turistiche ed è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Durante la primavera-estate 2023 sono previsti alcuni eventi per festeggiare il mezzo secolo di vita del celebre trenino panoramico.

Meno conosciuta del Bernina, anche la linea ferroviaria dell’Abula è Patrimonio UNESCO. L’Abula è il proseguimento naturale della linea del Bernina (Tirano – St. Moritz) che da St Moritz porta a Coira, la città più antica del Cantone dei Grigioni.

Ferrovia dell’Abula

Infine, la Ferrovia Retica, oltre a essere una ferrovia storica, è l’unica che dal 2013 utilizza per i propri treni l’energia idroelettrica prodotta dal Cantone dei Grigioni al 100% e anche l’elettricità utilizzata per tutti gli stabili è generata interamente da energia idroelettrica e sostenibile, ponendosi come modello di viaggi e spostamenti sempre più green e attenti all’ambiente.

La splendida natura del Lago di Costanza

Una delle destinazioni “verdi”, per bellezza di natura e paesaggi è il Bodensee, cioè la Regione Internazionale del Lago di Costanza, incastonata tra Germania del Sud, Svizzera, Austria e Principato del Liechenstein, tra i meravigliosi paesaggi e una natura varia e rigogliosa. Grazie agli eccellenti collegamenti su strada, acqua e rotaia, si possono visitare i siti di interesse storico e turistico in modo veloce e comodo.

Panorama del Lago di Costanza

Da non perdere una visita a Mainau, conosciuta come l’”isola dei fiori” per i suoi 60 lussureggianti giardini che ospitano piante esotiche, tra cui palme, limoni, banani e buganvillea.

L’isola di Mainau

Nei pressi di Sciaffusa si trovano invece le più grandi e spettacolari cascate d’Europa, le Cascate del Reno, una spettacolare massa d’acqua di 700 metri cubi che precipita ogni secondo per 23 metri di altezza e 150 di larghezza regalando uno spettacolo unico.

Le cascate del Reno a Sciaffusa

Da non perdere poi una visita alle città, con il loro patrimonio storico, artistico e culturale, frutto dell’incontro di quattro Paesi. Costanza, la città più importante del Bodensee ha uno splendido centro storico medievali. A Lindau, invece, il centro storico si trova su un’isola collegata alla terraferma da un ponte ed è famosa per i suoi giardini. Bregenz, capoluogo del Vorarlberg, sorge in posizione incantevole tra i monti e il lago ed è famosa per il suo festival Operistico.

Bregenz

Valduz, nel Principato del Liechtenstein, spicca per il suo castello principesco, ma valgono una visita anche Wasserburg, un antico villaggio di pescatori, e Meersburg con i suoi castelli, i vigneti e i giardini a terrazza sul lago.

Interlaken, il cuore della Svizzera

Tra le destinazioni green da scegliere per l’estate 2023 c’è anche la meravigliosa Interlaken, immersa in un paesaggio dominato dai laghi di Brienz e di Thun, alle pendici delle maestose vette dell’Eiger, del Monch e della Jungfrau. Si trova ad appena un’ora di treno da Berna, due da Lucerna, Basilea e Zurigo e tre da Ginevra e da Milano, con collegamenti diretti dalle principali città e aeroporti svizzeri ed europei.

Interlaken

Da alcuni mesi, poi, è in funzione il nuovo Eiger Express, che trasporta i visitatori ancora più velocemente sulla Jungfraujoch – Top of Europe. La modernissima funivia a tre cavi tra Grindelwald e il ghiacciaio dell’Eiger ha ridotto di oltre la metà il tempo di percorrenza: ora ogni corsa dura soltanto 15 minuti. Il treno collega direttamente la ferrovia dell’Oberland bernese alla valle, con la linea ferroviaria della Jungfrau che corre a più di mille metri di altitudine. Dalla stazione del ghiacciaio Eiger, attraverso una galleria più che centenaria, il treno trasporta i passeggeri verso le nevi e i ghiacci del famosissimo Jungfraujoch.

La ferrovia dell’Oberland

Una delle tappe più bella a Interlaken è rappresentata dalle cascate di Giessbach sul lago di Brienz, dove un impetuoso torrente si getta poi nel lago di Brienz. Dietro una di queste cascate parte un percorso escursionistico percorribile a piedi. Da lì si gode di una vista che si apre sul panorama del Grandhotel Giessbach, sul suo parco naturale e i suoi paesaggi acquatici e boschivi.

Le cascate di Giessbach

Da non perdere anche una tappa a Spiez per ammirare la viticoltura alpina. Il villaggio è orgoglioso di appartenere alla «più bella baia d’Europa». Al centro di questa baia, ai piedi del castello, si trovano i vigneti. Il momento culminante dell’annata vinicola è lo «Spiezer Läset» il festival della vendemmia a metà settembre, dopo il quale i vitigni cambiano decisamente colore, risplendendo in alto sulla baia. Non perdete una degustazione dei vini pregiati nella splendida cornice di Spiez.

Spiez

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For the summer of 2023, Switzerland is focusing on green, families and historic means of transport. In fact, the hottest season of the year is ideal for exploring Switzerland’s cities, nature and green areas, where the climate is mild and cool. Here, then, are the innovations.

Sustainable and technological connections

There are many innovations in terms of connections, aiming more and more at environmental sustainability. Among these, the most important is the Golden Pass Express, the premium panoramic train of the Montreaux-Oberland Bernese Railway, which will increase the number of connections to four per day from 11 June 2023, without changes. Passengers will then be able to choose from three different classes and be pampered at the borda while enjoying regional delicacies.

Golden Pass Express

The Pilatusbahn, built in 1889, will also be given a new look and, from May 2023, eight new trains will transport passengers to Lucerne’s mountain every half hour. And there will be no need to get to the top to admire the view. The large windows will provide a breathtaking view throughout the journey.

Pilatusbahn

Zermatt and Cervinia will also be connected as early as this spring with the Matterhorn Glacier Ride II, the super modern cable car capable of transporting up to 1,300 people per hour. The total absence of pylons will give the impression of being suspended in the air. Also breathtaking are the two Crystal Ride cabins, with their elegant design studded with crystals, and above all, the glass floor that allows you to admire the panorama of the Alps just as if you were flying. Thanks to the barrier-free and direct connection, for the first time you will be able to go from the Matterhorn Glacier Paradise to the Snow Xperience Plateau Rosa without ski equipment.

The Matterhorn Glacier Ride II

The historic UNESCO World Heritage railways

Most of Switzerland’s mountain railways were built in the 19th and 20th centuries to promote alpine tourism and make the mountain peaks accessible to non-mountaineers. In 2023, some of these mountain railways will celebrate 130 years, such as the Schynige Platte-Bahn, the Brienz-Rothorn-Bahn, the Stanserhornbahn and the Wengernalpbahn. Happy birthday also to the Bernina Express, one of Switzerland’s most famous trains, which celebrates its first 50 years and has transported more than 10 million passengers since then. It was created in 1973 to connect Chur, the capital of the Canton of Graubünden, with Tirano in the Veltlin, and ended up becoming a major tourist attraction and was declared a UNESCO World Heritage Site. During the spring-summer of 2023, a number of events are planned to celebrate the half-century anniversary of the famous panoramic train.

Less well known than the Bernina, the Abula railway line is also a UNESCO World Heritage Site. The Abula is the natural continuation of the Bernina line (Tirano – St. Moritz) from St. Moritz to Chur, the oldest town in Canton Graubünden.

Abula Railway

Finally, the Rhaetian Railway, apart from being a historical railway, is the only one that since 2013 has been using 100% hydroelectric power produced by the Canton of Graubünden for its trains, and the electricity used for all buildings is also generated entirely from hydroelectric power and is sustainable, setting itself up as a model for increasingly green and environmentally friendly travel and travel.

The beautiful nature of Lake Constance

One of the ‘green’ destinations, in terms of natural beauty and landscape, is the Bodensee, i.e. the International Lake Constance Region, nestled between Southern Germany, Switzerland, Austria and the Principality of Liechenstein, amidst wonderful landscapes and lush, varied nature. Thanks to the excellent connections by road, water and rail, you can visit sites of historical and tourist interest quickly and conveniently.

Panorama of Lake Constance

Don’t miss a visit to Mainau, known as the ‘flower island’ for its 60 lush gardens with exotic plants, including palm trees, lemon trees, banana trees and bougainvillea.

The island of Mainau

In the vicinity of Schaffhausen are Europe’s largest and most spectacular waterfalls, the Rhine Falls, a spectacular 700 cubic metre mass of water that cascades 23 metres high and 150 metres wide every second and offers a unique spectacle.

The Rhine Falls in Schaffhausen

A visit to the cities with their historical, artistic and cultural heritage, the result of the coming together of four countries, is not to be missed. Constance, the most important town on the Bodensee has a splendid medieval old town. In Lindau, on the other hand, the old town is located on an island connected to the mainland by a bridge and is famous for its gardens. Bregenz, the capital of Vorarlberg, is beautifully situated between the mountains and the lake and is famous for its opera festival.

Bregenz

Valduz, in the Principality of Liechtenstein, stands out with its princely castle, but Wasserburg, an old fishing village, and Meersburg with its castles, vineyards and lakeside terraced gardens are also worth a visit.

Interlaken, the heart of Switzerland

Among the green destinations to choose from for summer 2023 is the wonderful Interlaken, nestled in a landscape dominated by the lakes of Brienz and Thun, at the foot of the majestic peaks of the Eiger, Monch and Jungfrau. It is just one hour by train from Bern, two from Lucerne, Basel and Zurich and three from Geneva and Milan, with direct connections from major Swiss and European cities and airports.

Interlaken

For several months now, the new Eiger Express has been in operation, transporting visitors even faster up the Jungfraujoch – Top of Europe. The state-of-the-art three-cable cable car between Grindelwald and the Eiger glacier has reduced the journey time by more than half: each ride now takes only 15 minutes. The train directly connects the Bernese Oberland railway to the valley, with the Jungfrau railway running at an altitude of more than 1,000 metres. From the Eiger glacier station, through a more than 100-year-old tunnel, the train transports passengers to the snow and ice of the world-famous Jungfraujoch.

The Oberland Railway

One of the most beautiful stops in Interlaken is the Giessbach Falls on Lake Brienz, where a rushing torrent flows into Lake Brienz. Behind one of these waterfalls, a hiking trail starts. From there, a view opens up over the panorama of the Grandhotel Giessbach, its nature park and its water and forest landscapes.

The Giessbach waterfalls

Also not to be missed is a stop in Spiez to admire the Alpine viticulture. The village is proud to belong to the ‘most beautiful bay in Europe‘. In the middle of this bay, at the foot of the castle, are the vineyards. The highlight of the wine year is the ‘Spiezer Läset’ harvest festival in mid-September, after which the vines change colour, shining high above the bay. Don’t miss a tasting of the fine wines in the beautiful setting of Spiez.

Spiez

 




Risparmio energetico: “Così ho reso la casa autonoma e sostenibile”

Siamo tutti spaventati da quello che succederà quando le giornate diventeranno irrimediabilmente più fredde e dovremo fare i conti con consumi più alti e costosi (si parla di aumenti medi del 60%) di gas ed energia elettrica. E mentre in piazza si bruciano simbolicamente le bollette e molte aziende hanno già dovuto fare i conti con considerevoli aumenti, c’è anche chi “ci ha pensato per tempo”, anzi, in tempi non sospetti, rendendo la propria casa autonoma dal punto di vista energetico.

William Fiorini vive in un comune del Nord della Sardegna

Abbiamo incontrato William Fiorini, che vive in una località del Nord Est della Sardegna e, quando ha costruito la sua casa, una villetta singola di circa 250 mq, ha pensato bene di produrre da solo l’energia necessaria per l’elettricità, il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria. Ci siamo fatti raccontare i dettagli e gli strumenti per avere non solo bollette leggerissime, ma anche per avere un guadagno dall’energia prodotta in eccesso.

Che consigli darebbe a chi volesse rendere autonoma la sua abitazione dal punto di vista energetico?

Premetto di essere sempre stato molto attento all’ambiente, perciò, quando la mia casa, una villetta di due piani con giardino, era in costruzione, avevo già previsto di installare sia dei pannelli solari termici, che sfruttano i raggi del sole per scaldare l’acqua per uso sanitario e per alimentare l’impianto di riscaldamento, sia dei pannelli fotovoltaici per convertire i raggi del sole in energia elettrica a uso domestico. A questi ultimi ho poi abbinato una pompa di calore che, attraverso alcuni split, consente di riscaldare la casa in inverno, raffreddarla o deumidificarla in estate. Ho poi aggiunto delle batterie di accumulo al litio che immagazzinano l’energia prodotta dal fotovoltaico e la rendono pronta all’uso.

Pannelli fotovoltaici

Quanta energia riesce a produrre? E quanto risparmia?

Con 18 pannelli fotovoltaici in estate dai 35 ai 38 Kw al giorno, in inverno circa 10 Kw. L’inverter trasforma poi la corrente continua in alternata, in modo da poterne usufruire quando occorre. Vorrei sottolineare poi che l’energia che non utilizzo viene venduta al gestore per 0,15 cent/Kw e ogni anno rientrano circa 800/1000 euro. Ovviamente, poi, il gestore rivende l’energia a prezzi di mercato. Naturalmente, le bollette arrivano lo stesso. Io, per esempio, ho due contatori, uno per i consumi e uno per conteggiare l’energia che rivendo. La bolletta non è mai a zero perché ci sono tasse e i vari oneri di sistema, ma il risparmio è circa del 70%.

A sinistra, il boiler da 300 litri per la raccolta dell’acqua calda e l’inverter per la corrente alternata

Per quanto riguarda invece il riscaldamento?

I tre pannelli solari riscaldano l’acqua a circa 58°C. L’acqua viene poi raccolta in un boiler da 300 litri e da qui arriva attraverso delle canaline sia ai sanitari che ai termosifoni. In aggiunta, per avere un’alternativa o se le giornate dovessero diventare troppo fredde, ho installato anche un camino e una stufa a pellet. Ma con gli aumenti del pellet, oggi non sono più tanto convenienti. Solo per cucinare, invece, utilizziamo una bombola a gpl.

Pannelli solari

Ha usufruito di incentivi statali?

Sì, dell’ecobonus che consente di avere una detrazione Irpef del 50% in dieci anni. Ogni anno, quindi, la quota viene scalata dalla dichiarazione dei redditi se si è a debito o corrisposta sul c/c se si è a credito. Sul totale della spesa iniziale quindi, ne è rientrata la metà sotto forma di detrazioni.

Altri vantaggi?

Ovviamente quello per l’ambiente. Quella prodotta è energia al 100% green, senza emissioni inquinanti. Inoltre, la manutenzione è davvero minima. Basta fare controllare la pompa di calore una volta l’anno per mantenerla efficiente, esattamente come si fa con la caldaia.

Pompe di calore

Ha in programma altri interventi?

Sto valutando l’installazione di un impianto mini eolico domestico con pale di circa 2 metri di altezza. In questa zona della Sardegna il vento è una costante, in tutte le stagioni, sia di giorno che di notte. In questo modo potrei compensare la produzione di energia inferiore nei mesi invernali, quando le giornate sono più corte e i raggi solari scaldano meno.

Impianto mini eolico domestico




Un weekend di emozioni tutto “green”

Si chiama Coltivatori di Emozioni il nuovo network che promuove il turismo esperienziale per sostenere borghi e territori italiani. Grazie alle circa 20 esperienze disponibili sul portale, si può andare, per esempio, a caccia di tartufi, imparare a preparare il pane o la sfoglia, passare una giornata con un pastore, raccogliere lo zafferano o camminare tra i vigneti ad alta quota.

Grazie alla collaborazione con l’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”, poi, è nato un progetto di valorizzazione dei borghi storici italiani attraverso il sostegno ai piccoli agricoltori e produttori locali. Vediamo, allora, qualcuna delle “esperienze” disponibili, ideali per un weekend a tutta natura e tradizioni.

Un giorno nei panni di…

Tartufaio per un giorno

Nel Monferrato, a Castelnoceto, si può diventare “Tartufaio per un giorno”, passeggiando nei boschi insieme ai cani da tartufo e al cavatore, che spiegherà le dinamiche legate alla ricerca del famoso e prezioso tubero. Non manca una degustazione e aperitivo a base di funghi e tartufi in agriturismo. Periodo da aprile a gennaio.

Zafferano a Navelli, Abruzzo

Fare i coltivatori di zafferano a Navelli, in Abruzzo, insieme al Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell’Aquila DOP: si assiste alla raccolta dello zafferano, con i suoi magnifici fiori viola, e alle fasi di lavorazione con accurata degustazione del prodotto. Si effettua tutto l’anno.

Un giorno da pastore, Abruzzo

Sempre in Abruzzo, ma ad Anversa, tra il Parco della Maiella, il Parco Nazionale d’Abruzzo e la Riserva Regionale delle Gole del Sagittario, si può trascorrere “Un giorno da pastore” presso il Bio-agriturismo La Porta dei Parchi, famoso per aver rilanciato l’attività pastorale transumante promuovendo un modello di agricoltura multifunzionale e sostenibile basato su un approccio biologico e tradizionale. La proposta comprende un’uscita al pascolo con il gregge, il pranzo in fattoria e il laboratorio “dal latte al formaggio”. Si effettua tutto l’anno.

A Sutri nell’orto di Vi, Lazio

Nella Tuscia laziale si può fare l’orticultore insieme a Viviana per imparare le tecniche di preparazione del terreno, modalità e tempi di semina per preparare un orticello o seminare in vasi da portare a casa. A “Sutri con l’orto di Vi” si raccolgono i prodotti freschi dell’orto, si passeggia con le caprette, si fa una sostanziosa merenda del contadino. Tutto l’anno.

Le cipolle degli Iblei, Sicilia

In Sicilia, si può fare il coltivatore di cipolle: presso l’azienda agricola La Collina degli Iblei, oltre a mandorle e grani antichi si coltiva la Cipolla di Giarratana, che ha reso famoso questo minuscolo comune. Si assiste nella fase di raccolta e incassettamento e si cena a base di “scacce”, le conserve di cipolle e prodotti tipici dell’azienda. La Val di Noto, con le sue perle barocche e Ragusa sono a pochi chilometri per un fine settimana completo e appagante. Da giugno a settembre.

Conoscere il miele e le api

Apiario del Benessere, Oratino, Molise

Per chi cerca il benessere, l’azienda BioSannio di Castropignano, in provincia di Campobasso, propone “Apiario del Benessere a Oratino”: si tratta di strutture in legno con panche per rilassarsi dove sotto sono posizionate le arnie a conduzione biologica. L’atmosfera che hanno ricreato all’interno dell’apiario è quella tipica di un alveare: calda, profumata e accogliente. Un’ esperienza unica, suggestiva e multisensoriale alla scoperta del mondo delle api e della loro importanza, anche attraverso l’attività didattico-formativa per grandi e piccini.

Viggianello e le api, Basilicata

L’azienda apistica ‘Serra del Prete’, a Viggianello, in Basilicata, pluripremiata con il riconoscimento Gocce d’oro, propone una giornata dedicata alle api, con visita dell’apiario, smielatura e degustazione. Da maggio a settembre.

Per gli amanti del turismo attivo

Trekking e sapori in Monferrato, Piemonte

Trekking & Sapori del Monferrato”, a Carentino, tra i noccioli dell’azienda agricola I Bò, alla scoperta della fauna locale (caprioli, scoiattoli, cinghiali) e con possibilità di birdwatching. Per terminare con degustazioni di vini biologici, di prodotti dell’agriturismo a base di riso e anche una merenda sinoira – un’usanza tutta piemontese, uno spuntino tra metà pomeriggio e l’ora di cena – con vini e prodotti tipici dolci e salati fatti con nocciole TGT (tonda, gentile, trilobata) e Spa alle Terme di Acqui. Periodo: aprile-ottobre.

Viticoltori a Vho, Piemonte

Sempre in Piemonte, “Viticoltore in Vho” borgo vicino a Tortona, con trekking tra i colli torinesi e degustazione del vino degli antichi vigneti di Timorasso, di recente riscoperto grazie alle sue caratteristiche enologiche. Disponibile da aprile a gennaio.

Forno di San Leo e trekking, Emilia Romagna

Agli appassionati delle due ruote è dedicata l’esperienza proposta a San Leo, borgo dell’entroterra riminese, dalla cooperativa Fer-Menti: si visita l’antico forno di San Leo con laboratorio di panificazione – con assaggio corroborante – e si fa un’escursione in e-bike nei sentieri dell’Alta Marmarecchia. Da aprile a ottobre.

Trekking tra i vigneti, Emilia Romagna

In alternativa, da aprile a settembre, l’azienda vitivinicola TerraQuilia, nel Comune di Guiglia, provincia di Modena, propone un “Trekking tra i vigneti in alta quota”, un percorso tra boschi e vigneti con Guida Ambientale Escursionista GAE, fino alla terrazza panoramica detta Il Balcone dell’Emilia. L’esperienza prevede anche una lezione di cucina durante la quale le sfogline – le signore che “tirano la sfoglia” armate di energia e mattarello – rivelano i trucchi per una pasta tirata a mano perfetta: si preparano garganella, farfalle, una pasta ripiena, come i tortellini, e si visitano anche le cantine. Disponibile da maggio a ottobre.

A tu per tu con la cucina e i sapori tipici

Contadino per un giorno, Abruzzo

In Abruzzo le lezioni di cucina vengono solo dopo la raccolta: si preparano i mùgnoli, una specie di raro broccoletto tipico di Pettorano sul Gizio, (da ottobre a gennaio).

Mani in pasta Castel S. Pietro Romano, Lazio

Per chi adora mettere “le mani in pasta”, a Castel San Pietro Romano, si prepara il famoso Giglietto, biscotto tipico e Presidio Slow Food, o si può partecipare alla cooking experience all’interno del forno delle sorelle Fiasco. Previste anche la visita naturalistica e al museo diffuso.

Vendemmia a Novoli, Puglia

Chi ama la vendemmia può optare per la Puglia con “Tralci di Fuoco Pugliese”, un soggiorno alla Tenuta San Nicola, a Novoli, dove si partecipa alle fasi della vendemmia, si fa merenda tra le vigne e si cena a base di prodotti pugliesi.

Framura e le colline di Levanto, Liguria

Oppure in Liguria, “Framura e le sue colline di Levanto DOC”, dove a Bonassola si trova l’azienda vitivinicola Ca du Ferrà immersa in un contesto rurale con l’antico Mulino che conserva la sua ruota originaria. Da aprile a giugno.

Olio a Castiglione del Lago, Umbria

L’olio è protagonista di “Castiglione del Lago, la perla del Trasimeno” in Umbria, con visita al frantoio locale e degustazione di prodotti tipici.

Per i più piccoli

Fattoria didattica a Mercato Saraceno, Emilia Romagna

Particolarmente indicata per i più piccoli è l’experience “Fattoria didattica a Mercato Saracenoall’Agriturismo Clorofilla nella campagna romagnola, dove i bambini e i ragazzi, attraverso diversi laboratori, possono conoscere da vicino il mondo della campagna, il mondo degli animali (maiali, capre, conigli, galli e galline, oche, anitre, faraone) e imparare come nasce il pane, la pasta, il vino, come si coltiva un campo, si lavora la lana e come trascorre la giornata un contadino. Si effettua da maggio a ottobre.

INFO: www.coltivatoridiemozioni.com

 




Tokyo, città sempre più green e sostenibile

Tokyo, la splendida capitale del Giappone, colpisce i turisti occidentali per le sue mille sfaccettature, per i paesaggi urbani moderni che si uniscono a quelli antichi della tradizione. Tuttavia, Tokyo sorprende anche per la sua pulizia, con standard che puntano a renderla una meta sempre più “green” e competitiva dal punto di vista della sostenibilità.

Obiettivo “Zero Emissioni”

 Il 2030 è il termine fissato per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Uniti e Tokyo si sta impegnando nel dare il proprio contributo all’ambiente con progetti di sostenibilità che coinvolgono tutta la popolazione. L’obiettivo è quello di responsabilizzare i cittadini e fare lo apportare il proprio contributo per ridurre i rifiuti, oltre che a promuovere comportamenti corretti e responsabili.

Il Tokyo Metropolitan Government ha quindi lanciato una serie di strategie per promuovere la sostenibilità ambientale. Tra queste c’è il movimento di azione per il clima TIME TO ACT, che ha come obiettivo quello di accelerare le misure efficaci per raggiungere la decarbonizzazione in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

Tra questi c’è il progetto Tokyo Zero Emissioni, che punta a rendere la città a emissioni zero entro il 2050. Grazie al suo impegno a favore della sostenibilità, poi, Tokyo è stata insignita con la più alta onorificenza “A-list” dal CDP, un’organizzazione no profit che gestisce un sistema di divulgazione globale per la gestione dell’impatto ambientale delle organizzazioni e premiale città leader in trasparenza e azione a favore dell’ambiente.

I progetti di partecipazione sociale

Alcuni dei progetti posti in essere coinvolgono direttamente i cittadini e li responsabilizzano nel rispetto dell’ambiente. Tra questi c’è il Shibuya Upcycle Project, che, grazie alla collaborazione del quartiere di Shibuya, ha come obiettivo l’eliminazione dei rifiuti intorno alla celeberrima stazione di Shibuya e dare loro una nuova vita creando opere d’arte con lattine vuote, bottiglie di plastica e altre risorse dismesse.

Il ricavato della vendita delle opere realizzate, poi, è destinato all’acquisto di oggetti necessari a ulteriori attività di pulizia della zona. Le opere si possono acquistare sul sito RakuMa del colosso internazionale Rakuten, che ha sede a Tokyo.

Il progetto Pick Up Playground, invece, abbina il gioco del basket alla raccolta dei rifiuti ed è sostenuto da celebrità, tra cui Takeiko Inoue, creatore del celebre manga sportivo Slam Dunk e ideatore del logo del progetto. Il successo dell’iniziativa è dovuto anche al momento d’oro che sta attraversando il basket giapponese nell’NBA e delle squadre nazionali ai recenti Giochi Olimpici, che hanno portato a una crescita di sportivi che praticano questo sport nei parchi pubblici.

Ora, grazie a Pick Up Playground, le comunità che gravitano intorno ai campi da gioco possono unirsi in una partita lampo di basket al cui termine ci si attiva per raccogliere la spazzatura in un esercizio aperto a tutti, giovani e anziani, uomini e donne. L’associazione fornisce un kit con guanti, pinze e sacchetti della spazzatura, donato gratuitamente ai giocatori e alle autorità locali che desiderano partecipare al progetto.

Gli eventi di raccolta più recenti si sono tenuti al Komazawa Olympic Park, che si estende tra i quartieri di Setagaya e Meguro e presso il campo da basket del Parco di Yoyogi, luogo immancabile per godere della vera atmosfera cittadina. Insomma, la capitale giapponese non è solo una meta “green” da visitare, ma anche da prendere come esempio per rendere anche le nostre città sempre più sostenibili, con la partecipazione attiva dei cittadini.

INFO: www.gotokyo.org/it e www.tokyotokyo.jp




Weekend del bello e del gusto: i sapori del Cadore e il trionfo delle Dolomiti

Benvenuti in Cadore!
Si trova solo un paio d’ore d’ auto da Venezia, comprende i paesi dell’alto e del centro Cadore, uniti con lo scopo di dare al turista un’offerta completa per i suoi soggiorni di vacanza, sia d’estate come d’inverno.


La storia storia del Cadore ha origini antiche e fastose, ne è un esempio Pieve, la cui piazza centrale ricorda i fasti e le ricchezze delle famiglie locali, quando tutto il territorio apparteneva alla Serenissima e dove nacqua un illustro concittadino: il pittore Tiziano, ricordato da una statua nella pazza centrale. Del grande Artista, potrete visitare la casa natale e ammirare la Pala della Madonna con Bambino tra i santi Tiziano e Andre, conservata nella Chiesa  di Santa Maria Nascente.

DA San Vito a Domegge troviamo una serie di musei all’aperto e musei tradizionali, testimonianze, chiese e oggetti preziosi che raccontano il cammino dell’uomo, I numerosi comuni che ne fanno parte hanno proprie peculiarità e meraviglie tutte da scoprire.

la casa di Tiziano a Pieve di Cadore

Paradiso a 2 ruote
La Lunga Via delle Dolomiti è una delle più spettacolari piste ciclabili d’Europa, per pedalare negli scenari mozzafiato delle Dolomiti. La strada attraversa gli antichi borghi della Valle del Boite e copre più di 30 chilometri, con punti di ristoro, panorami eccezionali e importanti siti storico-culturali. Il percorso è parte della Ciclovia dell’ Amicizia che va da Monaco a Venezia!

Paradiso degli sportivi
In estate i sentieri che raggiungono rifugi alpini vi faranno scoprire panorami mozzafiato e scorci incantevoli. Iniziando con escursioni facili per prendere confidenza con l’attrezzatura e per rendersi conto dell’effettivo sforzo fisico che questo sport comporta, dopo un po’ di pratica e di allenamento, si potrà proseguire, in maniera graduale, su tracciati più avanzati e più impegnativi.


In inverno lo sci alpino e lo snowboard sono tra gli sport più popolari nelle Dolomiti. I possessori dello skipass e della Cadore Card possono usufruire gratuitamente del servizio di skibus che collega i vari paesi agli impianti di risalita del comprensorio sciistico di San Vito, Cortina, Auronzo e Misurina.

La slitta
Un mezzo che non ha età , dove ci si può lanciare lungo le tante splendide strade di neve battuta, a conclusione di una fantastica giornata all’aria aperta e magari dopo aver assaggiato i deliziosi piatti dolomitici in uno dei tanti rifugi aperti.

La tipica cucina Cadorina
In Cadore si possono assaggiare cibi prodotti direttamente dalle aziende locali, grazie ai loro orti e allevamenti di bestiame.
Tradizionali coltivazioni contadine, come cereali, frumento, segale, e l’orzo vengono utilizzati per fare il pane e le minestre. Mucche, galline, pecore, capre e maiali allevati nelle stalle adiacenti alle case, costituiscono parte fondamentale dell’alimentazione della sua popolazione.

I caratteristici costumi cadorini

Carni d’allevamento e di cacciagione,, salumi e formaggi rallegrano la tavola, accompagnati dall’immancabile polenta e funghi porcini o finferli. Tante eccellenze, come i fagioli Gialet e quelli di Lamon, le patate dolci di Cesiomaggiore, il cavolo nero “capuz” di Vinigo, le noci e le castagne di Feltre, la polenta di mais “sponcio” e altre succulente prelibatezze.


Tra i primi piatti più caratteristici troviamo i casunziei, ravioli a forma di mezzaluna, ripieni di rape rosse e patate, conditi con burro fuso, semi di papavero e la”poina” tipica ricotta affumicata. Il latte arriva dalla stalla di Costalissolo, caciotte (anche a latte misto capra), il canestrato, un formaggio stagionato nel fieno.

I canederli , gnocchi della “cucina povera” fatti con pane raffermo inumidito con latte, uova e farina, talvolta arricchiti da pezzetti di speck e prezzemolo. Vengono serviti in brodo o al ragù. Con un tocco gourmet i canederli diventano un dessert, addolciti e conditi con marmellata di frutti di bosco.

Tipicità gastronomiche del Cadore : i canederli in brodo e il cervo in salmì

Un altro piatto tipico è il pastin di carne tritata che è molto simile agli hamburger con un sapore genuino e che conquista perché è molto speziato. La tradizione vuole che si possa mangiare anche crudo tanto che un tempo veniva mangiato proprio nel periodo in cui si macellava il maiale, quindi veniva consumato esclusivamente in inverno.

Capriolo in salmì, carne rude, forte, dal sentore di terra e di montagna. Un prodotto straordinario e prelibato da gustare con una pasta fresca all’uovo, come una pappardella, oppure come secondo piatto accompagnato a della polenta saltata in padella nel suo sugo.

Fra i dolci, le vigorose zopes con uova, vino, grappa e lo zucchero, un cibo ritemprante che veniva preparato al ritorno dai boschi dopo una faticosa giornata di lavoro, mentre lo strudel, originario del Trentino Alto Adige, è oggi diventato il dessert simbolo delle Dolomiti, oltre al classico con uvette e pinoli, anche la versione frutti di bosco e alkermes, una bonta!

Zopes e strudel

Uno dei prodotti tipici di Auronzo di Cadore e di tutto il bellunese è la produzione di miele che ha una tradizione molto antica. Si abbina anche ai formaggi e nella preparazione dei dolci. La mela è il frutto più amato e con essa si preparano le kodinze, fette di mete tonde essiccate al sole, ma anche il kodinzon che è invece una conserva da spalmare o da utilizzare come dolcificante per il vin brulè o la grappa.

Dove mangiare rustico
La Ziria, Santo Stefano
Taulà dei Bos, Cibiana
Boton d’Oro, Cima Gogna
Bob, Cima Gogna

Dove mangiare “green”
Guida Michelin ha voluto premiare i paladini della sostenibilità che mirano a minimizzare l’utilizzo delle risorse energetiche, produrre  materie prime, curare l’orto e prodotti a chilometro zero, ridurre gli sprechi e optare per prodotti a chilometro zero.


Lerchner’s in Runggen, San Lorenzo Sebato,
Antica Locanda al Cervo,San Genesio,
1908, Stephan Zippl, Renon
Terra, Sarentino
Agritur El Mas ,Moena.
Sanbrite, Cortina d’Ampezzo

Dove mangiare gourmet
Capriolo, Vodo
Mondschein, Sappada
Grual, Vodo
Tivoli, Cortina d’Ampezzo

La Stella del Cadore si chiama Fabrizia.
Siamo a Cima Sappada, nella nell’antica borgata Hoffe, dove Sappad, ci attende il ristorante Laite, Stella Michelin.
E’ un minuscolo gioiello nascosto tra i vecchi tabiè (fienili) le cui finestre, affacciate sulle spettacolari Dolomiti, sono arricchite da cascate di gerani selvatici.


Due accoglienti stanze in legno, riportano a un’atmosfera familiare con echi di tempi passati. Laite sa sedurre i suoi ospiti con i piatti sapientemente preparati da Fabrizia Meroi che onora reinterpreta la cucina cadorina come nel cervo fondente, cirmolo, tuberi e muschio, nel raviolo di camoscio e papavero, o nel sorprendente canederlo di castagne, alloro, mandarino.

Il raviolo di camoscio e papavero di Fabrizia Meroi

La cucina di Fabrizia rivela intuizione e immaginazione, come nel Tagliolino di Riso Nero Venere, piatto senza precedenti, dove il riso ridotto in polvere, si trasforma in una pasta, servita con cavolo, prosciutto affumicato, kummel e felicemente abbinato a un ottimo Pecorino Rève Velenos.

il tagliolino di riso Venere

E le malghe…?
Cercate un pasto nella tranquillità di prati e boschi dominati dallo splendore delle maestose Dolomiti? Nelle malghe cadorine troverete  formaggi e salumi locali, canederli, gnocchi, piatti di selvaggina, innaffiati da un buon calice di Groppello, di Muller, di Pinot Nero o del Vino del Passo.


Eccone una selezione:
Malga Giau
Malga Maraia
Malga Federa,

Malga Misurina
Malga Rin Bianco
Malga Melin

Una tavola rustica e i piatti nostrani del Cadore , Siamo alla Malga Melin  quasi al confine con l’Austria.

INFO
Pro Loco Cadore

 




Weekend di scoperte: la Val Liona e la “tiella” di Alberto Basso

(Italian and English version)

Voglia di scoprire posti nuovi e di passare un weekend “out of the path” cioè fuori dai soliti itinerari turistici?

L’oro “verde” della Val Liona

Un tuffo nel green!

Benvenuti in Val Liona,  verdeggiante pianura nella provincia vicentina. E’ un territorio che si estende sui Monti  Berici centro-meridionali e in particolare lungo la valle del fiume Liona.Sulle pendici dei monti troverete ville storiche, i vecchi mulini, testimoni della civiltà dell’acqua e suggestive borgate tra cui l’antico borgo di Campolongo originariamente scelto dai benedettini come locus amoenus di preghiera e beatitudine.

La Val Liona, tra storia e natura.

Le ville storiche della Val Liona

  • la Torre Cantarella, risalente al secolo XVI;
  • Villa Dolfin, eretta nel 1601
  • Villa Bollani-Brunello, risalente al ‘700;

    Campolongo, Villa Dolfin
  • Villa Priuli-Lazzarini risalente al ‘500
  • Villa Giacometti eretta nel XV secolo;

    Le ville storiche della Valle

Le preziose erbe spontanee

La Valle della Liona è un territorio straordinariamente fertile, dalle colture del ciliegio e del pisello alle rinomate erbette spontanee che da anni insaporiscono rustiche ricette popolari.

Il Museo della Civiltà Contadina e una bancarella del mercato

Raperonzolo, tamaro, luppolo, pungitopo, taràssaco, aglio orsino… e poi ancora lo “scorzone”, il tartufo scuro dei Berici e la gustosa zucca dell’alta Valle della Liona, tutti magnifici doni della natura che troverete nei colorati mercati settimanali e nelle feste popolari.

Lo"scozone nero" e le erbe selvatche della Valle
Lo”scorzone nero” e le erbe selvatche della Valle

Produttori locali e rinomate cantine coltivano vitigni autoctoni per pregiati vini bianchi e rossi che accompagnano qualsiasi ristoro: Garganego, Pinot bianco e grigio, Sauvignon bianco, Prosecco, Tai rosso, Merlot, Carmenère, Cabernet Franc, Sauvignon e Pinot nero.

Chef Alberto Basso

Celebrità locale è lo Chef Alberto Basso, al timone del rinomato Ristorante TreQuarti, recentemente riaperto, grazie al suo delizioso dehors che può ospitare una ventina di tavoli

I dehors del TreQuarti

L’intervista

Buongiorno Alberto, domanda di rito, che auto guidi?
Ho appena dato addio al mio Transporter Volkswagen, 9 posti. Devo dire che era comodo per eventi e per le nostre tappe di foraging. Ora sono in fase di cambiamento e non so ancora che auto sceglierò.
Parliamo di weekend nel tuo territorio, qualche consiglio?
Un fine settimana relax dalle nostre parti, alla scoperta della Val Liona e della Riviera Berica, delle suggestive sorgenti del fiume Liona, alla Fontana delle Donne, probabilmente la grotta sorgente più spettacolare dei Berici. Questo è  un vero paradiso per chi ama fare trekking, andare in bici e pescare nel bellissimo lago Fimon.

Il Lago Fimon

Quali ingredienti valorizzano la tua cucina?
Per certo i prodotti del territorio, ma però non ne sono prigioniero, infatti la mia ricerca della materia prima si estende anche nell’intero territorio nazionale.
A cosa punta la cucina del TreQuarti?
A raggiungere due obiettivi: la soddisfazione del gusto e la ricerca di consistenze e texture che caratterizzano i suoi piatti in cui gli elementi principali rimangono ben riconoscibili all’assaggio, seppur avvolti in un gioco di contrasti e sensazioni: dal caldo/freddo al dolce/salato.

Alcuni piatti di Alberto Basso

Tradizione o innovazione?
L’ingrediente e il sapore sono elementi della tradizione, che nella mia cucina incontra tecniche di cottura moderne che mi consentono di ripensare ogni piatto in chiave contemporanea.

Basso in azione

Veniamo alla tua ricetta?
E’ un piatto che viene dalla Puglia e che ho voluto mettere nel menu in onore di mia moglie che è appunto pugliese. Lo definirei  “tiella a modo mio”, una rivisitazione della tradizionale ricetta “riso, patate, cozze”.
Che vino abbineresti?
Un savignon Conte della Vipera  Villa Antinori Umbria IGT, ha un gusto è strutturato e vivace, freschezza e persistenza aromatica, perfetto per zuppe di pesce e secondi piatti di mare, un vino profumato con una discreta acidità che esalta il gusto della patata e il sapore delle cozze.

Chef Alberto Basso

 Due parole sul Sauvignon scelto da Chef Basso.

Castello della Sala di Marchesi Antinori- L’etichetta del vino riporta la cappella di San Giovanni del XIII secolo

La ricetta di Alberto Basso

RISO, PATATE E COZZE

Riso Patate e Cozze, la “tiella” rivisitata da Chef Basso

Dosi per 4 persone
Ingredienti
50cozze pulite
5 ostriche
100 gr asparagi di mare
Per la spuma di patate:
750 gr patate bollite e schiacciate
125 gr latte
125 gr burro fuso
Sale e pepe Q.B.
Procedimento:
Cucinare le patate, schiacciarlee metterle in planetaria con la foglia;
Aggiungere il latte cove è stato sciolto il burro e mescolare.Quando il composto è omogeneo versarlo nel boccale del sifone
Prima di utilizzare la spuma ricordarsi di immergerlo sempre in acqua calda per far si che il composto si scaldi.
Per la cialda di riso soffiato:
Cucinare 250 gr di riso in1 litro di acqua per 35/40 minuti
Quando cotto frullarlo aggiungendo acquafino a renderla una crema liscia. Aggiustare di sale e stendere in un silpat. Asciugare in forno a 60°C
Quando asciutte friggerle in olio
Assemblaggio del piatto
Alla base del piatto mettere delle fette di patate tagliate finemente (1/2 cm circa) precedentemente sbollentate in acqua salata. Adagiarvi sopra 5 cozze precedentemente aperte e sgusciat. Coprire il tutto con la spuma di patate calda, cospargervi sopra della polvere di cozze realizzata semplicemente essiccando delle cozze e frullandole. Dopo di che metterci degli asparagi di mare a pezzetti e del peperone crusco sbriciolato.
Prima di servire in tavola, per dare un sentore di mare, grattugiarvi sopra delle ostriche aperte e congelate.

INFO
Ristorante TreQuarti
Marchese Antinori
Comune Val Liona
Consorzio Colli Berici

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo.
Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative. Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto qui, in stile ‘Turista non Turista

Italy: do you want to discover new places and spend a weekend “out of the path”,  away from the usual tourist itineraries?

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Do you want to discover new places and spend a weekend “out of the path”, away from the usual tourist itineraries?

Welcome to Val Liona, a green territory in the province of Vicenza.
It is an area that extends over the central-southern Berici Mountains and in particular along the valley of the Liona river.On the slopes of the mountains you will find historic villas, old mills, witnesses of the civilization of water and suggestive villages including the ancient village di Campolongo originally chosen by the Benedictines as a locus amoenus of prayer and bliss.

La Val Liona, tra storia e natura.

Le ville storiche della Val Liona

  • la Torre Cantarella, risalente al secolo XVI;
  • Villa Dolfin, eretta nel 1601
  • Villa Bollani-Brunello, risalente al ‘700;

    Campolongo, Villa Dolfin
  • Villa Priuli-Lazzarini risalente al ‘500
  • Villa Giacometti eretta nel XV secolo;

    Le ville storiche della Valle

The precious spontaneous herbs The Liona Valley is an extraordinarily fertile territory, from cherry and pea crops to the renowned wild herbs that have been flavoring rustic popular recipes for years. You will find rapunzel, tamaro, hops, butcher’s broom, dandelion, wild garlic … and then again the “scorzone”, the dark truffle of the Berici and the tasty pumpkin of the upper Valle della Liona, all magnificent gifts of nature that you will find in the colorful weekly markets and in popular festivals.

Il Museo della Civiltà Contadina e una bancarella del mercato.

Lo"scozone nero" e le erbe selvatche della Valle
Lo”scorzone nero” e le erbe selvatche della Valle

Local producers and renowned wineries cultivate native vines for fine white and red wines that accompany any refreshment: Garganego, Pinot bianco and grigio, Sauvignon bianco, Prosecco, Tai rosso, Merlot, Carmenère, Cabernet Franc, Sauvignon and Pinot nero.

MEET CHEF ALBERTO BASSO
Local celebrity is Chef Alberto Basso, at the helm of the renowned TreQuarti Restaurant, recently reopened, thanks to its delightful terrace that can accommodate about twenty tables

I dehors del TreQuarti

Buongiorno Alberto, ritual question, what car do you drive?
I just said goodbye to my 9-seater Volkswagen Transporter. I must say it was convenient for events and for our foraging stops. Now I am in the process of change and I still don’t know which car I will choose.
Let’s talk about visiting your area, any advice?
You will enjoy discovering the Val Liona and the Riviera Berica, the suggestive sources of the Liona river, at the Fontana delle Donne, probably the most spectacular source cave of the Berici. This is a true paradise for those who love trekking, cycling and fishing in the beautiful Lake Fimon.

Il Lago Fimon

What ingredients enhance your cooking?
Certainly the products of the territory, but I am not a prisoner of them, in fact my search for the raw material also extends to the entire national territory.
What is the TreQuarti prerogative?
To achieve two objectives: the satisfaction of taste and the search for consistencies and textures that characterize his dishes in which the main elements remain easily recognizable when tasted, albeit wrapped in a game of contrasts and sensations: from hot / cold to sweet /salty
Tradition or innovation?
The ingredient and flavor are elements of tradition, which in my kitchen meets modern cooking techniques that allow me to rethink each dish in a contemporary way.

Basso in azione

Want to talk about your recipe?
It is a dish that comes from Puglia and that I wanted to put on the menu in honor of my wife who is precisely from Puglia. I would call it “tiella my way”, a reinterpretation of the traditional recipe “rice, potatoes, mussels”.
A wine to pair with?
I suggest the Savignon Conte della Vipera Villa Antinori Umbria IGT. Its structured and lively taste, freshness and aromatic persistence, would be perfect for fish soups and seafood main courses, a fragrant wine with a moderate acidity that enhances the taste of the potatoes and the flavor of the mussels.

A couple of notes on Chef Basso’s wine choice

Castello della Sala di Marchesi Antinori- L’etichetta del vino riporta la cappella di San Giovanni del XIII secolo

Conte della Vipera 2019 has a straw yellow light with greenish and golden hues, intense notes of white flowers that blend with aromas of grapefruits, figs and ginger. On the palate it’s fresh, vibrant and savory with nuances of citron peel, aromatic herbs and elderflower

Alberto Basso’s recipe of “Rice, Potatoes, Mussels”

RISO, PATATE E COZZE

Riso Patate e Cozze, la “tiella” rivisitata da Chef Basso

Doses for 4 people
Ingredients
50 clean mussels
5 oysters
00 gr of sea asparagus
For the potato mousse:
750 gr boiled and mashed potatoes
125 gr milk
125 gr melted butter
Salt and Pepper To Taste.
Method:
Cook the potatoes, mash them and put them in a planetary mixer with the leaf; Add the milk cove the butter has been melted and mix.When the mixture is homogeneous pour it into the siphon jug Before using the foam, remember to always immerse it in hot water to ensure that the mixture warms up. For the puffed rice waffle: Cook 250 grams of rice in 1 liter of water for 35/40 minutes When cooked, blend it adding water until it becomes a smooth cream. Season with salt and spread in a silpat. Dry in the oven at 60 ° C When dry, fry them in oil Assembling the plate At the base of the plate put some thinly sliced ​​potato slices (about 1/2 cm) previously blanched in salted water. Place 5 previously opened and shelled mussels on top. Cover everything with the hot potato mousse, sprinkle over it with the mussel powder made by simply drying the mussels and blending them. After that add some chopped sea asparagus and crumbled crusco pepper. Before serving on the table, to give a hint of the sea, grate open and frozen oysters on top.

INFO

Ristorante TreQuarti
Marchese Antinori Wines 
Comune Val Liona
Consorzio Colli Berici

CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Born in Milan, Cesare lives between New York, Milan and the rest of the world.
For WEEKEND PREMIUM he photographs and writes about cities, cultures, lifestyles.
He likes to discover both traditional and innovative gastronomic delights, to meet and interview top chefs from all over the world and to ‘steal ‘their recipes…
All of them treasured in his blog, with a
“Non Touristy Tourist ”  style



Green Awards. Casa Clelia e Il Rigo in lizza per il podio nella sezione Agriturismi

Manca poco per conoscere chi salirà sul podio dei Green Awards 2020 promossi da Weekendpremium per premiare i migliori agriturismi con vocazione green. Qui potete trovare i finalisti  da votare. Questa settimana vi presentiamo altri due candidati: l’agriturismo Casa Clelia di Sotto Il Monte (BG) e Il Rigo di San Quirico d’Orcia (SI)

Casa Clelia, un top agriturismo che rispetta la natura

Il prestigioso quotidiano inglese “The Guardian” ha inserito Casa Clelia tra i migliori dieci agriturismi o “country hotel” d’Italia. Siamo nel paese di Sotto il Monte Giovanni XXIII, nel bergamasco e questa splendida struttura a gestione familiare circondata dai boschi è nota anche all’estero come agriturismo “green”, non solo per la buona cucina, a base di prodotti stagionali e a chilometro zero, ma anche perché ha saputo ristrutturare un antico convento dell’anno Mille e la casa padronale del 1300, appartenuta al condottiero Bartolomeo Colleoni seguendo i canoni dell’ecobioedilizia.

A Casa Clelia si ha così la sicurezza di poter soggiornate e mangiare in ambienti dalla storia secolare, ma anche rispettosi della natura. Le nove camere, una diversa dall’altra, hanno muri in pietra a vista, arredi in parte antichi, ma bagni moderni. I materiali utilizzati sono argilla, legno, calce, pietra, sughero, non c’è traccia di vernici chimiche e i colori utilizzati sono tutti naturali. Il riscaldamento, poi, è a muro o a pavimento.

Dall’orto, dalle stalle e dai dieci ettari di frutteto che circondano l’agriturismo arrivano gli ingredienti dei piatti inclusi nel menù stagionale del ristorante, il cui fiore all’occhiello sono le grigliate di carne con contorni di stagione, ma sono disponibili anche piatti vegetariani e per intolleranti.  Nella grande Sala Legnaia, poi, si possono organizzare ricevimenti e cene aziendali, mentre nella Sala Camino e nel soppalco si possono trovare atmosfere più intime e romantiche. In estate, poi, si cena al fresco sotto il grande pergolato di glicini e gelsomini, cullati dai rumori della natura.

Chi arriva a Casa Clelia ha la sensazione di immergersi in un ambiente bucolico e rilassante, grazie alla presenza di animali da compagnia, come cani e gatti, ma anche di galline, oche, asinelli, caprette, conigli e cavalli, che vivono in libertà.

Tante le cose da vedere nelle vicinanze dell’agriturismo. Tra queste c’è la Casa Natale di Papa Giovanni XXII a Sotto il Monte, a soli 7 minuti a piedi da Casa Clelia. A 20 minuti di auto, invece, si trova il Parco Faunistico Le Cornelle  di Valbrembo, ben 126 mila mq di verde dove poter ammirare animali e uccelli nel loro ambiente naturale.

In località Brembate di Sopra si trova poi il Parco Astronomico La Torre del Sole , tra i più importanti d’Italia, mentre a soli 11 minuti da Casa Clelia si può attraversare il fiume Adda a bordo del Traghetto di Leonardo . Infine, per i più piccoli, a 23 minuti dall’agriturismo c’è anche il parco di divertimenti Leolandia

INFO: www.casaclelia.com

…scopri l’agriturismo “Il Rigo” nella 2° pagina…

Agriturismo “Il Rigo”, cinque secoli di storia in Val d’Orcia

Per conoscere il secondo dei candidati della settimana ai Green Awards andiamo in Toscana, nella splendida Val d’Orcia, dove, si trova l’Agriturismo Il Rigo. Per subirne subito il fascino, basti pensare che gli edifici in pietra che oggi ospitano la struttura, se potessero parlare, racconterebbero ben cinque secoli di storia. Una storia fatta di paesaggi mozzafiato, dolci colline e tramonti infuocati, ma anche di sudore, fatica e sapienza che viene dalla terra.

Dal 1990 Il Rigo è certificato come azienda agricola biologica. Ciò significa che non vengono utilizzati pesticidi in modo da garantire la sopravvivenza di api, lucciole, uccelli, rane e piccoli mammiferi, preservando la biodiversità.

Inoltre, tutta l’acqua di scarico della struttura viene riciclata attraverso un impianto di depurazione e riutilizzata per irrigare l’orto. A rotazione vengono poi coltivati cereali antichi e legumi, che vengono poi macinati a pietra e trasformati in farine con cui si preparano pane, pasta e torte. L’oliveto fornisce l’olio extravergine di oliva, lavorato a freddo nell’antico frantoio, mentre oltre agli ortaggi biologici, si producono anche fiori da taglio, per allestire cerimonie e banchetti.

Fiore all’occhiello, il biolago, un piccolo ecosistema che ospita in una parte piante che ossigenano l’acqua e una parte centrale, invece, è riservata alla balneazione estiva.

Il ristorante, invece, offre piatti della tradizione toscana con ingredienti biologici, locali e stagionali, tra cui Pecorino di Pienza, salumi artigianali come finocchiona e capocollo, torte, biscotti e pasta fatti in casa, marmellate e conserve. E si può prendere parte anche a degustazioni e corsi di cucina.

Le camere, invece, sono ospitate in due diverse case coloniche, Casabianca e Poggio Bacoca, entrambe immerse nei paesaggi mozzafiato della Val d’Orcia. Casabianca ospita dieci camere e diversi spazi comuni, come la sala delle colazioni, il ristorante e la reception. Poggio Bacoca invece è un piccolo podere in mattoni degli anni Venti nel quale sono ricavate sette camere e due sale comuni, per chi ama le atmosfere più intime, silenziose e romantiche.

INFO: www.agriturismoilrigo.com




Venezia inedita pedalando su una bici…d’acqua

È vero, a Venezia non si può usare la bicicletta. Del resto, sarebbe impossibile tra calli e canali. A meno che non si tratti di una water bike, che consente di pedalare sull’acqua. Un modo inedito per visitare la città e contemplare scorci e panorami diversi dal solito.

Lo abbiamo fatto a bordo delle Red Shark Bikes, un modo divertente, sportivo ed ecologico che consente di andare alla scoperta di canali, lagune, ma anche di laghi e fiumi senza inquinare e mantenendosi in forma. In più non è richiesta nessuna patente, proprio come se si trattasse di una tradizionale bicicletta.

La nostra Red Shark Bike è maneggevole e può facilmente essere trasportata su furgoni e barche per raggiungere il luogo dove inizia l’avventura. Nel nostro caso, arrivati a Chioggia, abbiamo trasferito la water bike sulla barca per poi salire in sella e attraversare la laguna veneta fino a Chioggia, tra allevamenti di vongole e baracche di pescatori.

Arrivati davanti all’isola di Pellestrina, abbiamo potuto ammirare dall’acqua il borgo dalle case variopinte, prima di giungere finalmente a Venezia. La prima tappa è il Lido, dove ammiriamo da vicino l’Hotel Excelsior, uno dei più belli e famosi. Proseguiamo quindi fino al Canal Grande e l’attraversiamo dal porto fino a Piazza San Marco, tra barche, battelli e file di gondole.

Arrivati sotto al Ponte dei Sospiri, ci spingiamo anche lungo i piccoli canali, sotto gli sguardi stupiti dei gondolieri, pronti a scattare foto per immortalare scorci inediti.

INFO

www.redsharkbikes.com

Distributore per l’Italia www.nsvi53.com




Amici della Ratta e Dulcis in Fundo: piccolo è green

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Il mondo del turismo è in grave crisi. Una crisi che riverbera i suoi effetti negativi soprattutto sulle piccole realtà:  agriturismi, ristoranti, locande, attività che ancora oggi sono prevalentemente a conduzione familiare.  E’ per questo motivo che ho aderito con grande entusiasmo all’iniziativa “X Ri-Partire Insieme” perché convinta che sono queste piccole realtà  l’essenza del turismo slow e green. Condivido con voi due esperienze vissute, diverse tra loro ma egualmente interessanti  e soprattutto premium. La  prima è un bellissimo agriturismo “Amici della Ratta“, un buen retiro che ti fa sentire in famiglia.  Il secondo, Dulcis in Fundo, un ristorante molto speciale ricavato dalla riqualificazione di un ex spazio industriale.

Amici della Ratta, il verde a portata di mano

Amici della Ratta si trova a poco più di un’ora da Milano, immerso in una natura incontaminata in una parte della Lombardia poco battuta dal traffico, il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Siamo in un’area naturale protetta situata nel territorio  di Merate, nella Brianza lecchese.

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L’ingresso dell’agriturismo Amici della Ratta

Ed è proprio all’interno di questa oasi di serenità che sorge “Amici della Ratta”, l’abitazione di Cinzia e Maurizio che da diversi anni loro hanno trasformato in un agriturismo familiare mantenendo però, ed è questa la particolarità e bellezza della location, le caratteristiche tipiche della casa con l’atmosfera calda e accogliente che si vive in famiglia. Avete mai provato quel senso di sicurezza e di appartenenza rientrando a casa dopo un lungo viaggio?. Ecco è un po’ la sensazione che si percepisce sedendosi alla tavola di Cinzia e Maurizio. Una sosta ristoratrice.

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L’atmosfera è rallegrata da candeline e tanti piccoli oggetti che regalano un’atmosfera quasi fiabesca. La casa non è grandissima ma le due ampie sale da pranzo, una al piano terra, l’altra al piano superiore e la saletta del camino, riescono a mantenere intatta quella giusta misura che permette di pranzare o cenare con tranquillità lontani da chiasso e chiacchiericcio. È il luogo perfetto per una cena romantica ma anche per un pranzo divertente con gli amici  o per organizzare una comunione o un battesimo. Anche il piccolo giardino, messo a disposizione degli ospiti, dietro accordi, può essere utilizzato per un aperitivo o una festa.

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Uno scorcio del giardino Amici della Ratta

Ma entriamo nel vivo di questa azienda agricola familiare per scoprire cosa offre la cucina. Piatti realizzati con prodotti del territorio rispettando quasi sempre le tradizioni locali. Ma la capacità di Cinzia, perché è lei che si occupa in prima persona del cibo, è quella di utilizzare i prodotti della tradizione ma azzardando con rivisitazioni e accostamenti originali che danno vita a piatti straordinari.

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Risotto al melograno, uno dei piatti dell’agriturismo

Cinzia e Maurizio propongono un menù composto da antipasti misti (ad esempio: giardiniera, salame nostrano, crostini con lardo, formaggi di capra, insalata russa, muffin salati, verdure in pastella, fiori di sambuco o fiori di salvia passati in pastella e poi fritti). Nei  primi piatti spicca il risotto  ma viene servita anche dell’ottima pasta corta seguita da arrosti o frittate  con contorno. Non mancano certo i dolci, semplici ma buonissimi.

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Gli ottimi dolci di Cinzia e Maurizio

Se decidete di fare visita a Cinzia e Maurizio per il pranzo arrivate sul posto un po’ prima dell’appuntamento e approfittatene per fare una bella passeggiata seguendo i sentieri all’interno del Parco. Per organizzarvi fare una bella chiacchierata con Cinzia che è sempre disponibile a dare consigli sui punti interessanti da scoprire.

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Calde atmosfere all’interno della struttura

In questo periodo di pandemia, dove la struttura è momentaneamente chiusa, Cinzia e Maurizio non si sono abbattuti e hanno fatto in modo che i propri amici continuassero ad assaporare i loro prodotti portandoli direttamente sulle loro tavole. E’ nata infatti  l’iniziativa “Il nostro menù a casa tua”. Con una semplice telefonata il pranzo è..servito!!

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Ma l’esuberanza dei due proprietari li ha spinti a non limitare il tutto al cibo ma ad offrire ai propri ospiti anche serate particolari denominate “Libera Associazione d’idee”. La   creatività viene presentata attraverso mostre, incontri, serate a tema. Gli eventi sono molto apprezzati perché chi organizza è amante di quello che propone: un viaggio verso la Namibia? Ecco che si trasforma in una serata dove attraverso immagini, video, foto si presenta il territorio africano con l’aggiunta delle sensazioni vissute, delle cose che non si possono perdere una volta arrivati, tradizioni, usi e costumi.   È uno   spazio aperto  a tutti, con lo scopo di   fare conoscere   idee,   sentimenti ed emozioni. La particolarità è che sono i clienti che propongono l’evento e con l’aiuto di Cinzia e Maurizio questo viene messo in scena.

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L’agriturismo Amici della Ratta è ideale per serate con gli amici

Per le giornate di apertura, per i costi vi rimandiamo al sito internet www.amicidellaratta.it o potete scrivere a: info@amicidellaratta.it.

Gli Amici della Ratta – Via Curone, 7, 23888 La Valletta Brianza LC

Continua sulla seconda pagina e scopri il Dulcis in Fundo

Dulcis in Fundo, il green è servito

Dulcis in Fundo invece è il nome di un locale di Milano non molto lontano dalla Stazione Centrale. Un nome perfetto per questa bellissima struttura che sa regalare ricordi indelebili. Si tratta di uno spazio piccolo ma grande  nel servizio, rispettoso della natura ed ecosolidale. E’ questo che piace a noi di Weekendpremium attività piccole ma…..premium dove la qualità è al primo posto.

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Qualche mese, cercavamo una location dove organizzare un evento aziendale. Abbiamo scoperto che a pochi passi dalla Stazione Centrale di Milano era possibile affittare i locali di un ex spazio industriale destinato proprio a ospitare avvenimenti come feste private, corsi di formazione, shootings e riprese, laboratori. Siamo andati a visitarlo e ce ne siamo innamorati. Spazi accoglienti, piacevoli, rilassanti e molto intimi. Una location arredata come una casa con mobili colorati di design, tappeti, un pianoforte, ritratti alle pareti e oggetti che ricordano il passato. Un’atmosfera calda, famigliare e curata. Due ampie stanze e un piccolo giardino. Dulcis in Fundo è la misura giusta per non perdere personalità e rimanere in una situazione di intimità.

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L’atmosfera intima del Dulcis in Fundo

Saverio, con la preziosa collaborazione di Francesco, si occupa della cucina, semplice, sfiziosa ma ricercata, che offre specialità quali il crostino con stracciatella di burrata e acciughe, lo sformato di melanzana con salsa al coriandolo, riso mele e cozze, insalatina di pere e noci con formaggio tartufato, linguine al pesto di peperoni e feta, zuppa di farro e legumi, orecchiette e cime di rapa, crêpe alle castagne con ripieno di vitello, tonno alla griglia con caponata alle mandorle, tagliata di controfiletto con topenade e pomodori secchi, polpette in umido con fagiolini saltati, teglia di finocchi al gratin e tanto tanto altro.

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I dolci? Un tripudio con una ricca scelta tra torta cachi e castagne, tiramisù cheerios e cioccolato bianco, crostata di frutta e l’intramontabile Tarte Tatin che qui viene cucinata divinamente.

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La deliziosa crostata di frutta del Dulcis in Fundo

La carta dei vini è dedicata a quanti hanno compreso che non si beve per dimenticare ma per ricordare. Una carta che nasce dall’incontro con i produttori di vino, per la maggior parte a conduzione biologica, nelle serate mensilmente dedicate alla degustazione guidate. Per chi è astemio il locale utilizza acqua sanificata così da eliminare il problema dello smaltimento di vetro o plastica.

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Il locale in questo momento è chiuso a seguito della situazione sanitaria e i gestori ne approfittano per sanificare il locale e prepararlo all’apertura con il rispetto delle nuove normative emanate. Quando riapriranno al pubblico lo faranno dal martedì al venerdì per pranzo, ogni giovedì sera invece aprirà le porte anche per cena con una proposta di piatti che cambiano in funzione delle stagioni. Il sabato e la domenica a mezzogiorno è il momento del brunch all’americana, con buffet salato e buffet dolce. Organizza inoltre avvenimenti esterni con proposte confezionate su misura. Volete organizzare una cena a tema? Classica ed elegante? Simpatica e insolita? Ecco che Saverio e il suo staff vi vengono in aiuto preoccupandosi dell’organizzazione, dell’attrezzatura e del cibo. Lo slogan infatti è “prima di tutto le esigenze dei clienti”.

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Il progetto di questo locale fin dall’inizio è stato dedicato alle loro capacità e all’ecosostenibilità: ecco l’idea di riqualificare un ex struttura industriale, arredando gli spazi con mobili vintage che erano destinati allo smaltimento. Saverio mi racconta che di quei pezzi di mobilio vecchio se ne è da subito innamorato e li ha  recuperati dandogli nuovamente vita. Pensate che i tavoli non sono numerati, come nei ristoranti classici, ma ogni tavolo ha un suo nome “di battesimo”. L’illuminazione del locale? Rigorosamente a led con un basso impatto ambientale e un ridotto consumo energetico che garantisce un effetto migliore in termini di colori e luminosità a tutta la location. I componenti dei led poi sono riciclati per il 99% apportando così ulteriori vantaggi all’ambiente.

E in attesa di poter sedere alla loro tavola chiamate e fatevi consegnare, a domicilio, le loro delizie rigorosamente con lunch-box eco-friendly.

Dulcis in Fundo – Via Gianfranco Zuretti, 55 -Milano  Tel. +39 02 66 71 25 03

Cellulare 349 4462088   www.dulcisinfundo.it   mail: info@dulcisinfundo.it




FRANCO ALIBERTI vince il WEEK PREMIUM AWARD per MIGLIOR ‘GREEN’ CHEF 2019

SORPRESA: IL PREMIO WEEKEND PREMIUM “GREEN” 2019 E’ VINTO DALLO CHEF FRANCO ALIBERTI CHE COMMENTA: “GREEN NON SOLO COME VERDE MA COME ETICA”

TESTO E FOTO DI CESARE ZUCCA  –
Nel corso dell’evento WEEKEND PREMIUM “GREEN” AWARDS 2019, Roberta Schira, esperta del Corriere della Sera e il Direttore Raffaello D’Argenzio hanno consegnato il premio Green Chef con Ricetta 2019 a Franco Aliberti, Executive Chef del Ristorante Tre Cristi di Milano.

Per Aliberti la parola chiave è cucina attenta all’ambiente ed ecosostenibile: ogni piatto esalta le singole materie prime, presentate in diverse consistenze e utilizzando tutte le parti commestibili e meno nobili di frutta e verdura, in un puro “gioco di apparenze”, giocando e ingannando i sensi con giochi visivi e gustativi.
Premio meritatissimo dunque !
CHI E’ FRANCO ALIBERTI
Al termine degli studi,  lavora a Parigi nel ristorante di Alain Ducasse, dove si forma attraverso il rigore della scuola francese. Dopo un anno, tornato in Italia, collabora con Gualtiero Marchesi all’Alma dove conosce e collabora con Corrado Assenza, Gino Fabbri e Leonardo Di Carlo. Tra le sue esperienze importanti troviamo l’ Antica Corte Pallavicina di Massimo Spigaroli, Le Calandre di Massimiliano Alajmo, l’Erbusco di Gualtiero Marchesi con cui collabora anche all’apertura del Marchesino a Milano.

A seguire, l’esperienza pregnante presso il ristorante Vite di San Patrignano, per il progetto di centro della proposta educativa della comunità. Nel 2012 entra a far parte della brigata di Massimo Bottura all’Osteria Francescana, mentre nel 2014 apre il suo ristorante a Riccione, EVVIVA, dolci e cucina a scarto zero, sua cifra stilistica. L’ultima esperienza lo vede a fianco dell’attuale chef Gianni Tarabini a La Preséf all’interno dell’Azienda Agricola de “la Fiorida” a Mantello, in Valtellina.


Una carriera costellata da una serie di riconoscimenti importanti: Miglior Chef Pasticcere per la Guide Identità Golose e Ristoranti d’Italia de Il Sole 24 Ore,  Miglior Chef Under 30 dalla Guida Identità Golose e infine, come direi io in puro slang americano,, ‘The last but not the least’ il prestigioso Weekend Premiun Award per il Miglior Chef Green 2019. premio che troneggia nel suo elegante ristorante Tre Cristi in Via Galileo Galilei 5, Milano e dove ho incontrato lo Chef per un’intervista sincera, divertente e… davvero green.
Congratulazioni per il premio! La tua reazione del riceverlo?
Onore e piacere: è un premo che mi riempie di’orgoglio e gratifica tutta la squadra perchè significa che stiamo intraprendendo un percorso difficile, lento ma importante. ‘Green’non inteso solo come il verde e  la natura che ci circonda, ma anche come un’etica, una coscienza, una sorta di responsabilità verso una cucina attenta che approccia la materia prima.

Una responsabilità su tutto quanto ci gira intorno e su tutti, dal piccolo coltivatore, al piccolo allevatore, alla filiera. Trovo che sia importante giocare il 100% sull’ingrediente stesso, utilizzandolo nella sua interezza, dai semi alla scorza. Ci stiamo avvicinando sempre di più a una cultura che vuole aiutare anche altre cose e persone.
Mi fai un esempio?
Certo, nel nostro menù trovi un piatto che si chiama ‘zucca’ e che è completamente e solamente  fatto di zucca, utilizzata in ogni sua parte, dai semi alla buccia, alla polpa,e servita perfino cruda come un carpaccio.


Concentrandoci sul mono ingrediente abbiamo un piatto che si chiama semplicemente ‘ceci’ dove adottiamo una lavorazione particolare producendo noi stessi un tempeh finale che utilizza  anche l’acqua di cottura per poi diventare una cremosa soya ai ceci. Vorrei citare il nostro gnocco di topinambur dove sfruttiamo la buccia e l’acqua di cottura e Il nostro cannolo di porro, dove dove viene utilizzato tutto, anche la buccia come contenitore.

Stessa cura anche per il pescato?
Certo, i pesci che abbiamo in casa non provengono quasi mai da acqua salata e nel caso lo fossero devono essere ecosostenibili certificati. Noi puntiamo sui pesci ecosostenibili d’acqua dolce, spesso provenienti dall’Alto Adige e dal Trentino.


E le verdure?
Verdure dal nostro orto o da piccoli coltivatori. Con Davide Carema a Cernobbio abbiamo creato una piccola fattoria e stiamo progettando una visione di verdure con una bíodiversità dimenticata, stiamo recuperando le semenze antiche e stiamo lavorando sulle galline. Tutto quello che ho di ‘scarto’ dalla cucina lo porto lì, dove diventa mangime, cercando così di chiudere tutto il cerchio.


La tua ricetta ‘green’?
Un piatto semplice che ho voluto chiamare Riso Lattuga.
Ho detto lattuga e non insalata come molti la chiamano. La mia lattuga, di cui ricuper il cuore, è cotta all’interno di un riso. Questo è davvero interessante perché oltre a dare una colorazione verde, regala la possibilità di utilizzare un ingrediente ‘povero’ all’interno di un riso e renderlo unico, speciale e nello stesso tempo semplice.


Vedo che passi da un riso blu a uno verde, ami i colori?
Li adoro, secondo me sanno dare alla vita un senso diverso e nel piatto sanno regalare un sorriso. Preferisco un colore unico, pulito e netto, che riesca a identificare il prodotto e a garantirne la sua unicità.

Per magia puoi essere un famoso pittore. Chi scegli?
Bella domanda, Beh vado matto per Botero e per il suo personalissimo stile. Parlando di cibo, amo  come dipinge la frutta: arance, pere e mele sono cicciottelle si, ma sempre elegantissime.


Usciamo all’aperto dove mi porti per un percorso green?
In un posto magico, una piccola casa pastorale che gentilmente il comune di Val Gerola, in Valtellina mi ha ha dato in concessione. Lì, a circa 1500 metri di altezza, c’è un alpeggio tenuto dai pastori della famiglia Milesi, una delle poche entità che continua la produzione tradizionale del bitto. Quando posso vado lì e trovo la serenità. Dai, la prossima volta che ci vado, ti porto…
Stupendo, ma io non ho auto, guidi tu?
(ride) Allora siamo in due… trovremo qualcuno che ci accompagni!
Torniamo al green. Il verde è speranza: qual è la speranza di Aliberti?
Più che speranza dire un sogno: vivere il mio lavoro il più possibile in maniera serena, senza stress, condividendo con la mia squadra una parte della mia giornata che sia simile a una giornata in famiglia più che a una giornata di lavoro.


Un tuo concetto di stile di vita ‘green’ ?
Più di uno: riuscire a conciliare lavoro e vita privata, godersi le nostre giornate, perché di vita ce n’è solo una e sensibilizzare la società indirizzandola un futuro che possa recuperare quello che forse abbiamo perso negli ultimi anni.

La ricetta‘green’ di Franco Aliberti
RISO LATTUGALimone sotto sale
2. n° Limoni Bio
200 gr Sale Grosso Integrale
Pepe in Grani
Foglia Alloro
AcquaVaso a chiusura ermetica
Preparazione
Lavare e tagliare i limoni, coprirli con il sale-Invasare i limoni, aggiungere il pepe in grani e l’alloro-Coprite con acqua e tappate i vasi, mettete a conservare in luogo buio e fresco, dovranno stare a riposo per almeno 30 giorni prima di perdere l’amaro della buccia e poter essere consumati.
Col coltello separa la buccia esterna dalla parte bianca interna e dalla polpa rimasta per ridurla in pasta .
Crema di lattuga
30 gr Olio evo
300 gr Lattuga ( anche il torsolo )
2 gr Sale
250 gr riso Carnaroli Riserva San Massimo
Preparazione
Tostare il riso con olio e sfumare con acqua
Portare a cottura utilizzando solo acqua non salata
A 4 minuti dal termine della cottura inserire la crema di lattuga
A 2 minuti dal termine unire la pasta del limone sotto sale
Terminare la cottura mantecandolo con olio, sale, pepe e una grattugiata di buccia di limone fresca

INFO
Tre Cristi

 CESARE ZUCCA
Travel, food & lifestyle.
Milanese di nascita, vive tra New York, Milano e il resto del mondo. Viaggia su e giù per l’America e si concede evasioni in Italia e in Europa.
Per WEEKEND PREMIUM fotografa e racconta città, culture, stili di vita e scopre delizie gastronomiche sia tradizionali che innovative.
Incontra e intervista top chefs di tutto il mondo, ‘ruba’ le loro ricette e vi racconta il tutto qui, in stile ‘turista non turista’.

 




“Weekend Green in the World” alla Norvegia per la più alta percentuale al mondo di auto ibride ed elettriche

Il direttore di Weekend Premium Raffaele D’Argenzio ha consegnato il premio “Weekend Tour in the World” 2018 a Elisabeth Ones ,Director Tourism Innovation Norway Italy

Stop a diesel e benzina entro 2030

La realtà delle auto elettriche è destinata inevitabilmente a prendere piede in tutto il mondo. Ormai, la fine del diesel è data quasi per certa, tanto che sono già stati imposti dei limiti alla produzione delle macchine a gasolio e benzina, che dovrebbero portare una progressiva diminuzione delle vendite fino alla totale interruzione prima del 2030.

Tuttavia, al momento, gli elevati costi di produzione, unite ad autonomie ancora limitate delle batterie e alla scarsità di infrastrutture per la ricarica, portano a ritardare il passaggio dalle vetture a combustione a quelle a zero emissioni.

Nell’immediato, l’alternativa all’elettrico è rappresentato dall’auto ibrida. È una via di mezzo che permette di utilizzare il motore a batteria in città e nei tragitti a basse velocità, per poi passare a un motore a scoppio per le velocità più elevate. Gli ultimi modelli hybrid sono in grado di ricaricare le batterie durante la percorrenza, ma prima o poi saranno destinati a scomparire anche loro, in quanto generano comunque delle emissioni.

 

Norvegia esempio per il futuro, Oslo Green Capital 2019

Scelto come migliore rappresentante della categoria Weekend Green In The World, Il paese scandinavo risulta essere il primo al mondo nella percentuale di automobili elettriche o ibride circolanti in strada. Sono circa il 50% le vetture “green” che scorrono sulle strade norvegesi. Ad agevolare l’incremento delle vendite hanno sicuramente contribuito una serie di incentivi e agevolazioni, oltre alle infrastrutture necessarie fornite dal governo che ha preso a cuore la causa ambientalista.

Proprio a fronte di questo impegno nella riduzione di emissioni di CO2 e altri gas, Oslo è stata scelta come Capitale Green 2019. I piani norvegesi sono ambiziosi: si punta alla pedonalizzazione dell’intero centro storico della capitale e all’eliminazione di tutti i parcheggi e posti auto, per fare spazio alle piste ciclabili.

Elisabeth Ones, Director Tourism Innovation Norway Italy, è intervenuta durante la premiazioni sottolineando quanto sia importante l’apporto delle istituzioni per radicare la consapevolezza e la volontà di indirizzarsi verso l’elettrico.

A oggi, le infrastrutture italiane non permettono una diffusione su larga scala delle auto interamente alimentate a energia elettrica. Tuttavia in città come Milano ogni giorno vengono installate nuove colonnine per la ricarica ed è sempre più in aumento la diffusione di auto ibride che costituiscono un primo passaggio in direzione dell’energetico.

Per scoprire gli altri premiati da Weekend Premium clicca qui https://www.weekendpremium.it/wp/category/weekend-italy/




ESTATE GREEN AL MARE: acque cristalline e percorsi ecologici a Scarlino

Le Bandite di Scarlino si affacciano sul tratto toscano del Tirreno, in provincia di Grosseto. Il loro nome deriva dall’antica usanza medievale di mettere al bando pezzi di bosco pubblico e oggi sono un vasto polmone verde sul mare, attraversato da sei percorsi ecologici da seguire a piedi o in bicicletta.

L’itinerario più bello è quello delle Cale, lungo ben undici chilometri, che attraverso l’area più meridionale delle Bandite costituita da diverse colline costiere degradanti verso il mare e coperte da macchia mediterranea. Lungo il cammino si incontrano spiagge di rara bellezza, dalle acque trasparenti, tra le quali Cala Martina, Cala Terra Rossa e la splendida Cala Violina, che deve il nome alla sabbia bianca e finissima, che produce una sorta di “suono di violino” quando vi si cammina a piedi nudi.

Per godersi appieno questa oasi naturale si può alloggiare ai Vedetta Lodges di Poggio La Forcola, agricampeggio maremmano a 5 stelle. Il glamping, ovvero glamorous camping, è oggi l’ultima tendenza in fatto di vacanze all’aria aperta: contatto diretto con la natura senza rinunciare ai comfort di una suite di lusso. Tanti i sapori locali da scoprire, tra i più piacevoli e originali l’acquacotta maremmana, una zuppa povera a base di verdure e uova,  anticamente consumata dai butteri, i cowboy della Maremma.