Vegea, quell’abito è di…vino

Premiata a Bruxelles tra le 50 startup più innovative del nuovo millennio, Vegea ha presentato una capsule collection realizzata con Wineleather, un biomateriale che utilizza derivati della lavorazione vitivinicola, dai semi alle bucce dell’uva

Da due eccellenze italiane, la moda e il vino, nasce la nuova capsule collection di Vegea, una collezione di abiti e accessori realizzati con Wineleather, un biomateriale innovativo ricavato dalla cosiddetta “vinaccia”, cioè i semi e le bucce di uva “scartati” dalla lavorazione vitivinicola.

La collezione è stata creata dal designer “green” Tiziano Guardini, premiato nella scorsa edizione della Milano Fashion Week, e da una squadra di artigiani e artisti che hanno dimostrato la versatilità del nuovo materiale.

«Vegea nasce come alternativa ai materiali di origine fossile non rinnovabile e ai materiali di origine animale», spiegano i due fondatori Gianpiero Tessitore, architetto, e Francesco Merlino, chimico industriale. «Crediamo fermamente che sia venuto il momento di studiare, creare e proporre valide alternative che siano animal-friendly ed ecosostenibili».

Il successo, e i premi, non si sono fatti attendere. I biomateriali di Vegea, infatti, sono stati premiati al Parlamento Europeo di Bruxelles nell’ambito dell’“European 50 startups”, la competizione che ogni anno premia le 50 migliori idee di impresa nell’ambito dell’Unione Europea da startupper con meno di 35 anni.

L’azienda nasce nel 2016 a Milano come produttrice di biomateriali da utilizzare nei settori fashion e design. Nel gennaio 2017, la startup si insedia presso il Progetto Manifattura, incubatore clean tech di Trentino Sviluppo. Spinta dalla volontà di trovare soluzioni ecosostenibili e circolari per il settore moda, Vegea intraprende un percorso di ricerca e investe per sviluppare una tecnologia innovativa per la produzione di tessuti tecnici a base vegetale.

Viene così condotto uno studio su una serie di matrici vegetali dell’agroindustria con l’obiettivo di creare nuovi materiali da fonti vegetali rinnovabili. I risultati si orientano verso i derivati della lavorazione vitivinicola come materia prima ideale. La “vinaccia”, infatti, contiene composti polifunzionali che costituiscono la base ottimale per la creazione di tessuti tecnici ecosostenibili.

Nel processo produttivo di Vegea, tali derivati di natura organica vengono trasformati in un biomateriale dall’ alto valore aggiunto. Un grande successo dell’imprenditoria della green economy, che dimostra come dai nostri incubatori nascano interessanti realtà destinate a durare nel tempo», ha commentato Paolo Pretti, direttore operativo di Trentino Sviluppo, soddisfatto del prestigioso riconoscimento ottenuto a Bruxelles.

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