Varallo, un Sacro Monte che vale un Patrimonio

È il più antico dei nove Sacri Monti delle Alpi piemontesi e lombarde. Risale infatti al 1478 e riproduce i luoghi della vita e della Passione di Gesù. Un gioiello unico che vale sicuramente una visita.

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A metà della Val Sesia, ai piedi del Monte Rosa e a 456 metri di altezza sorge l’incantevole cittadina di Varallo, in provincia di Vercelli. Qui si trova il più antico dei nove Sacri Monti edificati sulle Alpi piemontesi e lombarde, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

La sua costruzione risale alla fine del XV secolo, quando il francescano Bernardino Caimi, che era stato custode del Santo Sepolcro di Gerusalemme nel 1478, identificò sul monte sopra Varallo il luogo ideale per riprodurre i luoghi della vita e della passione di Gesù. Il Sacro Monte si raggiunge a piedi tramite un sentiero che dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie sale fino a 610 metri di quota, oppure attraverso la funivia “più ripida d’Europa” (biglietto a/r € 4, ridotto € 3), in funzione dal 1935.

La “Nuova Gerusalemme” appare come una cittadella fortificata con vie, piazze, giardini e palazzi racchiusi da una cinta di mura. Al suo interno si trovano 44 cappelle e una basilica dedicata a Santa Maria Assunta. Le cappelle sono adornate con più di ottocento sculture di legno o di terracotta a dimensione naturali e più di quattromila affreschi, databili tra il Cinquecento e il Settecento, che ricostruiscono i luoghi della vita di Gesù, dall’Annunciazione all’Assunzione di Maria.

Vale una visita anche la splendida Chiesa di Santa Maria delle Grazie, da cui parte il sentiero per il Sacro Monte. Databile al tardo Quattrocento, custodisce affreschi con scene della vita di Cristo di Gaudenzio Ferrari. Chi ha tempo può dedicare mezza giornata alla visita della Pinacoteca (mar-dom 10.30-12.30 e 14.30-18; ingresso € 5) ospitata presso il Palazzo dei Musei, in via Franzani. Qui si possono trovare opere di Gaudenzio Ferrari, Tanzio da Varallo e di artisti della scuola Valsesiana dal Settecento al Novecento

La ricca cucina vercellese

Da non perdere, durante la visita al Sacro Monte, una tappa golosa per gustare i piatti della cucina vercellese. Ricette corpose, come la polenta concia e i capunèt, involtini di verza riempiti con un trito di mortadella, aglio, prezzemolo, cipolla e pane ammollato nel latte, che vengono poi cotti con il burro, il brodo e un po’ di vino bianco. Ottimi anche gli straccetti e la mocetta, un salume di coscia di camoscio simile al prosciutto, servita in fette sottilissime. Tra i formaggi, troviamo la toma, a pasta dura o semimorbida, che si trova anche insaporita con aglio, spezie o peperoncino.

Si gustano dolci o salate, invece, le miacce, cialde sottili e croccanti da accompagnare a miele, marmellate, cioccolato, ma anche a gorgonzola e toma.

Tra i dolci tipici ci sono i bicciolani, biscotti friabili alla cannella, cacao e chiodi di garofano, che si contendono la palma di “simbolo di Vercelli” con la Tartufata, una torta di panna e crema, guarnita con granella d nocciola, sfoglie di cioccolato e zucchero a velo.

LA RICETTA: Tartufata di Vercelli

Ingredienti per il Pan di Spagna

  • 6 uova
  • 180 gr di zucchero
  • 75 gr di farina 00
  • 75 gr di fecola di patate
  • 1 pizzico di sale

Per la crema e la copertura

  • ½ litro di latte
  • 50 gr di farina 00
  • 6 tuorli
  • 150 gr di zucchero
  • 1 baccello di vaniglia
  • 2 cucchiai di passata di nocciole
  • 500 ml di panna fresca
  • Alchermes q.b.
  • 200 gr di cioccolato fondente

Preparate il Pan di Spagna mescolando lo zucchero con le uova per almeno 20 minuti, aggiungete le due farine setacciate senza fare smontare le uova. Versate poi il composto in uno stampo a bordi alti e dal diametro di circa 24/26 cm precedentemente imburrato e infarinato. Cuocete a 170° per 30 minuti. Preparate poi la crema pasticcera alla nocciola mescolando il latte, la farina, i tuorli, lo zucchero, il baccello di vaniglia, la passata di nocciole e la panna fresca. Preparate anche la bagna alcolica diluendo l’alchermes con acqua e un pizzico di zucchero. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria insieme a due o tre cucchiai di pasta di nocciole, formate un panetto e mettete a riposare in frigo. Nel frattempo, tagliate il Pan di Spagna in tre parti di uguale spessore, inumiditelo con la bagna alcolica e farcitelo con la crema alle nocciole. Ricoprite i bordi con la granella di nocciole e la parte superiore “con dei riccioli di cioccolato ottenuto sfogliando il panetto con un tagliatartufi. Rifinite con una spolverata di zucchero a velo.

 DOVE MANGIARE

*Grem Le Club Rest, Piazza Calderini 12, Varallo, tel 0163/52654, www.gremleclubrestaurant.it . Arte, storia e haute cuisine si concentrano in questo locale raffinato, ricavato in un antico edificio databile tra i Trecento e il Quattrocento. Menù degustazione € 65. Prezzo medio alla carta € 40

*Pianebelle, Strada Provinciale 9, Varallo, tel 0163/51320. A 1 km dal centro storico, offre piatti della cucina valsesiana, tra cui tagliata di carne e tartare. Cucina a vista. Prezzo medio € 35. Menù tagliata + bevande € 25.

DOVE DORMIRE

*Albergo Italia***, Corso Roma 6, Varallo, tel 0163/51106, www.albergoitalia.net . Nel centro di Varallo e in un edificio storico dell’Ottocento, offre camere con bagno privato, wi fi gratuito e ricca colazione con dolci tradizionali. Doppia da € 68.

*Albergo Monte Rosa***, via Regaldi 4, Varallo, tel 0163/51100, www.albergomonterosa.it. Struttura di 15 camere a gestione familiare in un angolo tranquillo del paese. L’edificio storico risale al 1908. Doppia con colazione da € 70

INFO

www.sacromontedivarallo.org

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