Bilbao, tradizione e futurismo

Nel cuore dei Paesi Baschi Bilbao è stata per anni snobbata dal turismo. Da quasi una decina d’anni però è diventata meta di viaggiatori esigenti e raffinati. Grazie alle bellezze architettoniche, naturali, culturali ed enogastronomiche che la città offre per merito dell’innovazione messa in atto dal governo. Icona di Bilbao è il Museo Guggenheim (vedi foto 1) aperto nel 1997.

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FOTO 1 -Museo Guggenheim

È un maestoso edificio con un’architettura realizzata in titanio con pietra calcarea e cristallo. Più che un museo sembra un’opera d’arte contemporanea. Anche l’esterno potrebbe essere considerato un museo a cielo aperto, per le tante opere installate come il ragno (vedi foto 2) di Louise Bourgeois

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FOTO 2 – La scultura di Louise Bourgeois

 e il bellissimo ed enorme cane (vedi foto 3) Puppy fatto di migliaia di fiori.

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Foto 4 Puppy

Altro simbolo di Bilbao è il ponte Zubizuri chiamato anche Puente Peatonal del Campo de Volantín. Un ponte sospeso ad arco sul Nervion, il fiume che attraversa la città per gettarsi nel Mar Cantabrico. Collega il Campo de Volantín, sulla riva destra, con Uribitarte, sulla riva sinistra ed è un ponte che non lascia indifferenti sia per il suo colore bianco sia per le sue dimensioni importanti. Dall’arco, alto 14 metri, si dipartono dei tiranti che si collegano alla piattaforma in cristallo. Ora per motivi di sicurezza ricoperto da un drappo nero al fine di evitare pericolose cadute.

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Ponte Zubizuri

Il centro storico, detto Casco Viejo, è il cuore di Bilbao con le sue siete Calles cioè le sette vie principali. Camminate tranquillamente e osservate le meraviglie di ogni angolo della città. Visitate La Cattedrale di San Giacomo in Plaza de Santiago 1, (catedralbilbao.com), il luogo di culto di questa città. È uno splendido edificio gotico che prende il nome dal santo patrono della città, San Giacomo. Ed è anche e una delle tappe dei pellegrini che decidono di fare il Cammino di Santiago de Compostela. Recatevi nella neoclassica Plaza Nuevain Kale Barria, squadrata e arricchita da un bellissimo colonnato e tanti pub dove fare sosta per un po’ di relax e soprattutto per assaggiare i pintxos, una sorta di tapas.  Vale la sosta anche la splendida Plaza Miguel Unamuno circondata da palazzi storici con al centro la statua commemorativa Don Miguel de Unamuno, poeta, filosofo, scrittore, drammaturgo e politico spagnolo di origini basche. Offre molti locali dove pranzare ed è considerata la piazza della movida di Bilbao.

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TEATRO EUSKADI

Irrinunciabile è una visita al Mercado de la Ribera, in Erribera Kalea, uno dei mercati coperti più grandi d’Europa: al piano terra si trova il pesce, al primo piano carne e salumi e la secondo piano frutta e verdura. Molto bella anche la struttura rivista nel 1929 dietro un progetto di Pedro de Ispizua che ha seguitouno stile architettonico razionalista ma con la facciata esterna in Art Déco.

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Euskaki

Non perdete la visita alla Basilica di Begoña dedicata alla Madonna di Begoña, protettrice dei marinai. Si trova su una collina di Bilbao e il suo splendido e maestoso campanile svetta sulla città. La chiesa è raggiungibile da Plaza Miguel de Unamuno percorrendo 311 gradini ( i più pigri possono usare la metropolitana) ma panorama che offre una volta arrivati vi ripagherà della fatica. Lasciate ora la parte vecchia di Bilbao per conoscere quella più moderna che si trova sulla sponda sinistra del fiume Nervión.

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San Luis Beltran

Plaza Moyúa è il cuore del quartiere Abando. È una piazza circolare circondata da tanto verde e abbellita da fontane e importanti edifici diversi per stili architettonici. Fra i tanti citiamo il Palazzo Chavarri o l’hotel Carlton. A ogni punto di incrocio delle vie in direzione centro della piazza troverete i fosteritos, dal nome dell’ideatore, l’architetto Norman Foster, gli ingressi o le uscite della metropolitana. Proseguite dunque per la visita a un ex magazzino di vini che, dopo il progetto dell’architetto Philippe Starck, è un centro multiculturale: l’Azkuna Zentroa.

Immancabile una visita alla Torre Iberdrola, la più alta dei Paesi Baschi che svetta nei cieli di Bilbao con i suoi 165 metri d’altezza. Un’architettura ultra moderna, avveniristica dove prevalgono elementi in vetro e cemento.

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TORRE IBERDROLA

Portugalete, cittadina medievale raggiungibile da Bilbao con la metropolitana, sfoggia un altro ponte che dal 2006 è Patrimonio Mondiale dell’Umanità. È il Ponte di Vizcaya, una struttura anomala perché, a differenza degli altri ponti, non si attraversa camminando ma venendo trasportati dal ponte stesso. Sì, proprio così. È infatti una navetta basculante che si muove sul fiume e che permette di attraversarlo. All’interno della navetta persone, auto, moto. Il tragitto è brevissimo, solo qualche minuto ma saranno i minuti più emozionanti della giornata. Molto divertente anche il nomignolo usato dagli abitanti: Ponte ciondolante (puente Colgante), ma come contraddirli!

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Fiume Nervión

Come vi anticipavamo anche la cucina, se pur semplice e con poche sofisticazioni, ha un ruolo importante ed è ricca di ottimi sapori mantenendo una genuina semplicità. I prodotti tipici sulle tavole basche sono pesce, frutti di mare, carne, verdure. Innanzitutto dobbiamo parlarvi dei pintxos. Ricordano le tapas spagnole e sono in bella mostra nei tanti pub e ristoranti della città. Fette di pane dove viene appoggiato del baccalà o carne o salumi e tutto viene tenuto fermo dal pintxos (stecchino). Una volta assaggiatone uno il problema è riuscire a fermarsi tanto che molti iniziano in un bar e poi entrano in un altro e in un altro ancora sino a quando il fisico o la pancia non reggono più.

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I pintxos sono spesso accompagnati da un buon txakouli, cioè vino rosso o bianco.

Per una cena più formale optate per un piatto tipico, il cochinillo asado (maialino di latte alla brace) oppure il Vizcaina (baccalà), la piperrada fatta con peperoni verdi e rossi, pomodori, cipolle.

Ma se volete un consiglio ordinate il Bacalao pil-pil chiamato così per il suono che fa quando frigge in padella. Si tratta di merluzzo fritto con aglio e olio d’oliva e scolato quando la pelle è croccante e comincia a scoppiare.

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WEEKEND “ELETTRICO” IN COSTA AZZURRA CON KIA e-NIRO

Turismo futuribile per luoghi eleganti, sentendosi “illuminati” per la guida senza emissioni. Con una nuova auto in grado di effettuare anche grandi percorrenze senza rinunce dinamiche

Ieri quando siamo arrivati alla meta, il raffinato paesino di Théoule-sur-Mer sulla costa dell’Estérel, c’era un magnifico  tramonto che esaltava il contrasto tra le rocce e il mare. Ora con la luce del giorno, possiamo ammirare meglio la costa dell’Estérel. Il lato meridionale del massiccio omonimo, composto da rocce vulcaniche, si snoda tra l’estremo orientale di La Napoule e quello occidentale di Saint-Raphaël e Frejus.
Il fascino è nella scarsa o nulla antropizzazione, nell’andamento frastagliato del litorale, nelle splendide formazioni di porfido rosso che discendendo fino al mare formano i caratteristici calanchi. Il tratto più spettacolare è compreso tra Théoule sur Mer e Agay, verso Saint-Raphaël, con diversi punti di sosta panoramica, alcune calette e piccole spiagge. Al centro dell’area, la massima elevazione è rappresentata dai 614 metri del Mont Vinaigre.

 

Ci rimettiamo alla guida e,senza distrarci troppo dal paesaggio, osserviamo gli interni della particolare crossover coreana, prendendo appunti mentali per esprimere le presenti riflessioni. L’abitacolo presenta qualche profilo blu, che fa tanto elettrico, lungo le cuciture dei sedili e nei profili delle bocchette di aerazione. Seduta comoda, quasi sportiva, all’altezza giusta per l’accesso: valida visibilità, comandi a portata di mano.
Sedile posteriore anche per tre e buon bagagliaio, maggiore rispetto a entrambe le Niro “solo” ibride, per la diversa disposizione delle batterie, qui sotto il pianale: limando però un paio di centimetri all’angolazione della gambe.

 

Voglia di guidare veloci

È il momento: traffico assente, strada libera, favore di luce, regolazione su Sport e via. Il peso di 1700 kg circa di e-Niro è ben distribuito, l’assetto lo asseconda, la potenza e la coppia sembrano cancellare una cospicua quota della massa. L’accelerazione è pronta, prontissima: un paio di partenze “sprint” quasi stupiscono, la ripresa è fulminante, nemmeno un motore tradizionale con compressore farebbe di meglio, e il peso del propulsore – oltretutto posto in basso – non è paragonabile a un termico. E si guida davvero forte.

La strumentazione è configurabile, davanti al volante con display centrale tra indicatore di potenza erogata (o recuperata) e tachimetro: grafica e contenuti variano anche secondo la regolazione della modalità di guida, Eco+, Eco, Normal e Sport. Al centro della plancia il display da 7 pollici con navigatore mostra lo stato delle batterie e la conseguente gestione dell’autonomia (indicata anche con cerchi distanziometrici sulla mappa secondo i km percorribili), è utile anche per trovare la ricarica più vicina.

 

Verso il ritorno: con una sola ricarica si può

 

Di nuovo con la luce alle spalle, procediamo lungo l’intera costa dell’Estérel, completando il tragitto fino a Saint-Raphaël, quindi Fréjus e Fréjus Plage.
Ci spostiamo verso l’interno: D37 in direzione Nord, quindi autostrada A8 entrata 38 Fréjus, per aggirare il massiccio dell’Estérel e ritornare verso Nizza.
Trovando il tempo, tra l’andata e il ritorno, è consigliabile la sosta a La Napoule, per visitare il castello (trecentesco ma ricostruito da Henry Clews, artista e ricchissimo, all’inizio del novecento), che contiene la collezione privata dello stesso.


La nostra variante, per non ripetere tutta l’autostrada, è di uscire a La Bocca (n. 41), procedere verso Cannes percorrendo la Croisette, quindi ammirando il paesaggio di Golfe Juan, spingersi lungo la penisola di Juan-les-Pines, dirigendosi ad Antibes. Variante per le vecchie mura, quindi costeggiando il mare, tornare all’aeroporto. Facciamo i conti: siamo abituati a considerare, per la maggior quota di auto elettriche, l’autonomia dichiarata come un valore da dimezzare.

In alcuni casi siamo riusciti a consumare meno energia di quanto previsto, ma con una guida da economy run, eco-rinunciataria a qualsiasi piacere di guida. Non è questo il caso di Kia e-Niro: durante il percorso del nostro weekend, assolutamente misto e senza accortezze,  ha mostrato il consumo  di 14,9 kWh/100 km, guidando per 2 ore e 10 minuti: media di 50 km/h circa. Possibile fare molto meglio. Importante notare che dall’autonomia iniziale di 374 km la residua era esattamente di 274, confermando il calo pari alla percorrenza e non il doppio come accade solitamente. Quindi un viaggio da Milano a Théoule-sur-Mer sarebbe possibile con una sola ricarica e senza eccessiva attenzione. Il futuro sta arrivando.

Dove Dormire

Tiara Miramar Beach Hotel & Spa è sulle rocce, offre vista dai piani alti fino al mare, con accesso diretto e privato.

Nove tipologie di camere e suite, per sistemazioni con arredamento e servizio curatissimi, dove il panorama è comunque un fattore preponderante. Stile interno mediterraneo, con tratti moderni (anche molto, ma non sconvenienti) e altri classici; piscina, spa e wellness, per ogni comfort di qualità.

Dove mangiare

Varie le possibilità di scelta tra bar e ristoranti, aperti anche in funzione della stagione: Lounge bar, Moya Beach, L’Or Bleu Restaurant, ma la nostra preferenza, come anticipato, cade sul Bistrot M, il cui menu consultabile online è una certezza.

Cucina francese con forte accento mediterraneo (in particolare provenzale) e qualche divagazione verso antipasti di stile spagnolo e, volendo, alcune ricette orientali. Definito “bistronomic restaurant” da bistrot e gastronomic, aggiunge la vista, impagabile, definendo una “linea” propria, il New Riviera Lifestyle. Ideale complemento al fascino del luogo.

Tiara Miramar Beach Hôtel & Spa Côte d’Azur

47 Avenue de Miramar, F-06590 Théoule-sur-Mer, Francia

(https://miramar-beachspa.tiara-hotels.com/)

 

Compagna di Viaggio KIA e-NIRO

Focalizziamo i dati salienti della nuova crossover elettrica coreana, con una scheda sintetica. Lunghezza 438 cm, larghezza 181 cm, altezza 156 cm, capacità di carico da 451 a 1.405 litri. Motore elettrico da 150 kW (204 CV) disponibili da 3.800 a 8.000 giri, con coppia di 395 Nm da 0 a 3.600 giri.

Batterie ioni di litio-polimeri da 64 kWh, 356 V, 170 kW e 180 Ah, ricarica con sistema di bordo da 7,2 kW in 9 ore e 35 minuti. Trasmissione con rapporto unico, trazione anteriore. Le prestazioni: accelerazione 0-100 km/h in 7,8 secondi, velocità massima 167 km/h, consumo medio 159 Wh/km e autonomia di 455 km (dati WLTP). Prezzo non ufficiale, ma ipotizzab




DOVE LA e-NIRO DIVENTA AZZURRA

Una delle prime “elettriche” interessanti che arriveranno in Italia  sarà la KIA e-Niro, e noi l’abbiamo provata andando in Costa Azzurra, una meta classica per chi sa vivere e sa guidare. E su quelle strade la e-Niro si è dimostrata sportiva, dinamica e con qualche sorpresa

L’anno dell’elettrificazione è previsto per il 2020. Al momento le vetture totalmente prive di emissioni (locali) sono riservate all’élite, ma sembra  che il 2019 veda arrivare diverse nuovi modelli totalmene elettrici, in attesa del fatidico “anno della svolta”. E Weekend Premium ha voluto anticipare il futuro, scegliendo la Kia e-Niro e una destinazione di charme come la Costa Azzurra, mirando in particolare alla meta di Théoule-sur-Mer, esclusiva per frequentazioni e paesaggi e al centro di percorsi attorno al massiccio dell’Estérel che esaltano il piacere di guida.

E l’auto del futuro Kiae-Niro, versione elettrica delle crossover Niro Hybrid e Niro Plug-in Hybrid, non sacrifica alcuna possibilità di guida dinamica. Teoricamente, saremmo potuti partire da Milano: con le batterie più potenti (due le versioni disponibili) e-Niro consente un’autonomia di ben 455 km ma prevenuti a cagione di altre esperienze negative – anche con vetture simbolo della mobilità elettrica – abbiamo preferito raggiungere Nizza in aeroporto, allineandoci al turismo di lusso.

Il nostro percorso

Dall’Aéroport Nice-Côte d’Azur al quasi omonimo Tiara Miramar Beach Hôtel & Spa Côte d’Azur (questo il nome completo), ci sono poco più di quaranta chilometri, a scelta tra autostrada o litoranea: soluzione, questa, che lasceremo per il rientro. Ma non raggiungeremo direttamente il resort, prolungando il tratto lungo la A8 fino all’uscita 39 (Les Adrets-de-l’Estérel), per guidare in montagna lungo un percorso che esalta il piacere di guida. Di seguito: la D837, quindi D237 e DN7/D6007 per rientrare verso La Napoule, dove oltre il raccordo per San Peyre, prendiamo l’affascinante costiera D6098. Fino a Théoule-sur-Mer, e non solo, come vedremo.

La KIA e-NIRO

Presentiamo brevemente la terza versione di Niro: nata “elettrica” con alimentazione ibrida e seguita dalla plug-in, l’ultima proposta è mossa solo da batterie senza motore termico. Due le possibilità tecniche: la più performante – utilizzata da Weekend Premium in questo viaggio – con batterie da 64 kWh, motore da 150 kW e autonomia estesa a 455 km; la meno spinta, da 39,2 kWh con motore da 104 kW e autonomia di 289 km.

Esteticamente si riconosce dalle altre versioni per il frontale, dove è protagonista la calandra – priva di aperture di ventilazione: la presa d’aria è nella zona inferiore – con lavorazione “a pallina da golf” e con lo sportello per la connessione di ricarica, diversi gli scudi paraurti con luci led a freccia e inserti blu, tema che riprende in coda e all’interno. Sarà commercializzata in luglio, ma si può ordinare in aprile.

Da Nizza Verso La Montagna

 Pánta rheî, detto attribuito a Eraclito: tutto scorre. Ancor più guidando una vettura elettrica, che rivela subito un caratterino affatto noioso o banale, pur scorrendo nel silenzio. Kia e-Niro non è leggera ma la massa è distribuita, ben bilanciata, e dispone di coppia e potenza che permettono partenze brillanti ma soprattutto riprese importanti come evidenziano i dati: 2,8 secondi da 30 a 70 km/h e 3,8 da 60 a 100 (il più frequente uscendo dall’ambito urbano) la confermano guizzante. Una volta fuori città, in totale assenza di traffico, ci divertiamo, favoriti anche dalla tipologia del percorso, come vedremo.

Guidando in montagna, ci sembra d’essere in un fumetto: sarà perché la passione automobilistica risale all’infanzia, ma l’ambientazione ci riporta all’epopea del fumetto di Michel Vaillant. Ci sembra di rivivere la sua corsa al Rallye di Monte-Carlo nelle tappe di avvicinamento: boschi, strade strette e tortuose che si restringono fino a lasciar passare una sola auto tra i muretti a secco e su i frequenti ponticelli. Tratti umidi e scivolosi e qualche timore di incontrare i cinghiali, passando ad altri fumetti: in questo caso le varie avventure di Obelix e soci.

Dinamica e Brillante

Le regolazioni dello stile di guida si spostano progressivamente da Eco+ a Eco, quindi a Normal. Preferiamo tenere Sport per quando avremo maggior confidenza e un percorso meno stretto: in fin dei conti, per esprimersi all’antica, i cavalli (tradotti dai più logici 150 kW) sarebbero ben 204, certo più di quanti ne avesse il nostro eroe dei fumetti, almeno ai primi tempi. La Baïsse, Les Gabriel, Le Couvent: le strade D837 e D237 divertono pienamente: cerchiamo di non eccedere, ma la dinamica di e-Niro invita a spingere, e la nostra “prova speciale” nella stretta salita è di grande soddisfazione. Giochiamo molto con le palette al volante, che regolano la frenata rigenerativa su più livelli, simulando il cambio.

Verso la discesa. Arrivati alla DN7 la musica cambia: dalla sommità alla discesa, più ampia e veloce ma non facile, gli allunghi consentono di aumentare l’andatura e conseguentemente l’uso delle palette diventa ancor più utile, e di soddisfazione. Cinque livelli: dall’efficienza spinta che regola la velocità secondo sensori e telecamere, con riduzione preventiva in funzione di rotonde, incroci o anche altri veicoli, fino alla massima rigenerazione, con uso quasi esclusivo dell’acceleratore, arrivando ad arrestare l’auto.

 Scendiamo da L’Escaillon verso Le Tremblant, tra rocce e mare. Mentre raggiungiamo il collegamento verso la litoranea, con la luce del tramonto che rende ancor più rosse le rocce dell’Estérel, riflettiamo pensando che quella strada sia una fucina di piloti.

Siamo contenti d’aver scelto questo percorso da veri appassionati di auto, mentre la meta di Théoule-sur-Mer si avvicina, pregustando accoglienza, paesaggio, camere e wellness del Tiara Miramar Beach Hotel & Spa. E anche una buona cena, conoscendo il menu del Bistrot M. Curiosi e buongustai possono scaricarlo qui.

Il primo giorno del nostro weekend è finito, ci aspetta una gustosa  cena ed il riposo. Domani è un altro giorno.

Prosegui la lettura con il secondo giorno cliccando qui.




Tra i vigneti delle Città del Vino, Grumello del Monte e Calepio: secondo giorno in Valcalepio con la Bentley GT

Il risveglio al Romantik Hotel Relais Mirabella****, appena sopra l’abitato di Clusane, è un relais esclusivo con vista, sulle prime colline della Franciacorta. Una trentina di camere e suite, alcune nell’edificio più antico, con vista e arredate con mobili e quadri antichi. Altre nelle costruzioni più recenti, con balconi per apprezzare i panorami, nel silenzio della località, pur vicinissima alla costa. Per cominciare la giornata con stile in Valcalepio.

Romantik Hotel Relais Mirabella****

Via Mirabella, 34 I-25049 Clusane (BS)

Tel. 030.98.98.051

www.relaismirabella.it

 La gita riprende, uno sguardo a Weekend Premium Guide per cercare spunti di viaggio. Ma ora spazio alla protagonista, che vogliamo presentarvi da vicino: è un’auto con un fascino unico, la seduzione delle linee è evidente, ma sono le prestazioni facili a stupire, ancor più del lusso.
È mattina: guidiamo con la regolazione su Comfort per la massima comodità, poi come la strada si libera, settiamo su “Bentley”, che è modo elegante per dire “auto”. Agisce in modo del tutto indipendente, adattandosi alle esigenze, anche istantanee, di stile di guida.

Da Clusane a Paratico, poi a Sarnico riguadagnando la sponda bergamasca del lago, quindi verso Villongo – da visitare la chiesetta romanica di Sant’Alessandro e la parrocchiale che ospita una pregevole statua della Madonna del Fantoni – poi per le colline, passando per le frazioni con nomi che sembrano creati da Tolkien: Fornaci, Fiaschetteria, Fanti, Bossoletti, Gandosso.
Da qui all’abitato successivo, ci divertiamo un po’ alla guida, con Monica che scatena la potenza infinita del motore da sei litri.

Già, per conoscerla meglio, ecco i dati salienti, la scheda sintetica della nuova Bentley Continental GT.
Lunghezza 480 cm, larghezza 196 cm, altezza 139 cm. Motore a benzina a dodici cilindri da 5.950 cc, potenza 626 CV a 6.000 giri, coppia massima 900 Nm da 1.350 a 4.500 giri, cambio automatico a doppia frizione a otto rapporti. Le prestazioni: accelerazione 0-100 Km/h in 3,7 secondi, velocità massima 333 km/h. Consumo medio: 12,2 l/100 km (8,2 km/l). Emissioni di CO2: 278 g/km.

Cruscotto Bentley Continental GT

Siamo tra i colli, nessuno in giro. Regolazione su Sport e via di potenza. Più che ululare – sarebbe volgare – si sentono da fuori i rumori di aspirazione e delle turbine, mentre il rombo è giusto limitato a mostrare un po’ di carattere.
Nell’andatura più dinamica si apprezzano le doti sportive, con l’assetto agevolato dalle sospensioni a controllo elettronico e le barre antirollio attive motorizzate a 48 Volt, che ne esaltano la guida.

A San Pantaleone, la chiesetta sul crinale permette di ammirare il paesaggio verso la Valle del Fico (storica zona di distillerie abusive di grappa, tra vinacce e non solo). La suggestiva frazione collinare offre uno spaccato di vita contadina con le sue innumerevoli cascine e l’ambiente rurale circondato dalle vigne della Valcalepio.
Invece di scendere direttamente a Grumello del Monte, un bivio secco a sinistra, apre lo spazio alla discesa.

Dopo l’attività dinamica, è il momento del relax, per un pranzo con vista (e parcheggio adeguato al lignaggio della vettura). Sulla sinistra a metà collina, scendendo da San Pantaleone, il consiglio è l’Agriturismo La Beccaccia: panorama sulla pianura fin verso Franciacorta e Montorfano, dalla terrazza, dal porticato o nelle salette più raccolte, all’interno. L’Agriturismo La Beccaccia ha colture e allevamenti biologici, con vendita diretta, curati dalla famiglia Serughetti.

Agriturismo La Beccaccia

La ristorazione è di stile casalingo con i piatti della tradizione bergamasca realizzati con semplicità e ottima fattura, ma soprattutto con presentazioni non comuni né banali.
Taglieri di salumi bergamaschi, primi piatti con pasta fresca, specialità a base di carne e cacciagione del luogo e non: la Fiorentina è uno dei piatti forti (riecco la Toscana!) e naturalmente dolci fatti in casa.

 

il cui abbinamento elettivo con un altro dei vini della Cantina Pecis è il Soffio del Misma. Ottenuto con uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Imberghem (Franconia) raccolte tardivamente. Affinato per un anno in barrique di rovere francese e per un anno in bottiglia. Gradazione 14, l’etichetta raffigura il profilo del Monte Misma.

E naturalmente dolci fatti in casa.

 

Agriturismo La Beccaccia

Via Duroni I – 24064 San Pantaleone – Grumello del Monte (BG)

Tel. 035.83.11.06 – 338.12.04.560
www.agriturismolabeccaccia.it

Infine, il rientro. A poca distanza, volando, c’è l’autostrada. Oppure si può ancora girovagare lungo i colli. Preferiamo prendercela ancora un po’ comoda: abbiamo tempo, ripassiamo – l’avevamo promesso – dalla Cantina Pecis (www.pecis.it) a San Paolo d’Argon. Facilmente individuabile dalla bella Casa Cantoniera posta proprio di fronte alla via d’accesso, oppure dalla citata chiesetta romanica di San Pietro delle Passere, immersa nei vigneti dell’azienda. Qualità e passione, per le tre linee di produzione: vini fermi, vini passiti e spumanti ottenuti con il metodo classico.

Il weekend si conclude con quella sensazione di appagamento per aver nutrito bene il corpo e la mente, e anche lo spirito. Dai paesaggi al coinvolgente piacere di guida. Non tanto per essere al volante di un’auto da 207mila euro di listino, che salgono a 235 con le opzioni montate (nessuna Bentley è uguale a un’altra), quanto per la rassicurante facilità di andare forte, da Grand Tourer, senza elementi vistosi, né dare nell’occhio più di tanto. Con prestazioni impressionati quasi sempre silenziose, sicure e affidabili, persino facili. Come da tradizione del marchio, dall’uso quotidiano alle corse. O per tanti altri weekend d’altissimo profilo come questo.




Come guidare sulla neve, consigli per rischiare meno

Non abbiamo la pretesa d’impartire una lezione, per quello ci sono corsi appositi la cui frequenza andrebbe incentivata dalla pubblica amministrazione, se non fosse troppo impegnata a bloccare il traffico e installare autovelox. Tuttavia sapere come guidare sulla neve in modo ragionevole non è qualcosa d’irraggiungibile. Elenchiamo qui alcuni consigli raccolti dagli operatori professionali della circolazione, come agenti di polizia, tecnici e istruttori. Perché raggiungere incolumi la località che abbiamo scelto per una settimana bianca o un weekend sugli sci è decisamente preferibile al trascorrere quel periodo in ospedale, se non peggio. E anche se non ci facciamo male, arrivare allo chalet sul carro attrezzi che trasporta la nostra auto sfasciata non contribuisce a migliorare la nostra immagine.

 

COME GUIDARE SULLA NEVE IN MODO SICURO

Come guidare sulla neve

Anche per la neve valgono in parte gli stessi consigli per la guida sulla pioggia: se non è strettamente necessario, rinunciare al viaggio. Se si parte comunque, l’auto deve essere in un corretto stato di manutenzione generale ed equipaggiata adeguatamente. Significa soprattutto che deve montare pneumatici invernali con battistrada di almeno 4 mm e gonfiati alla pressione stabilita dal costruttore della vettura. Anche avendo le gomme M+S, è saggio portare comunque nel bagagliaio un set di catene da neve, perché nei casi più estremi la loro combinazione è l’unica a poterci tirare fuori dai guai: ad esempio, in una pendenza montana molto ripida su strada parecchio innevata e/o ghiacciata. Batteria in ordine, perché a temperature molto basse la sua capacità di accumulare energia elettrica cala bruscamente. Tergicristalli in buono stato e relativa vaschetta piena di apposito liquido (con anticongelante), poiché il sale versato sulla strada fa aumentare molto lo sporco, cioè la poltiglia della neve sciolta. Nel bagagliaio una torcia elettrica e un paio di guanti da lavoro, qualora si dovessero montare le catene.

Partiamo. La partenza, appunto. Il controllo elettronico di trazione, di serie su tutti i veicoli recenti, potrebbe creare problemi per partire su fondo innevato poiché, tagliando la potenza per diminuire lo slittamento, farebbe restare il veicolo fermo. Quindi potrebbe essere necessario disinserirlo per partire. Subito dopo però si deve reinserire, perché invece durante la marcia aiuta molto. Si tratta comunque di situazioni pesanti. Normalmente, è sufficiente partire in seconda marcia. Se invece l’auto dispone di una modalità di guida per neve, non dovrebbero esserci problemi. Condizionale d’obbligo; in ogni caso, questo dispositivo diminuirebbe sensibilmente la difficoltà nel partire.

Sulla neve la velocità deve sempre essere molto bassa. La distanza di sicurezza va almeno raddoppiata. Ignorate gli idioti che suonano dietro di voi. Che passino, se ne sono capaci. Andranno a schiantarsi insieme alla loro prepotenza. Su un fondo nevoso, spesso anche ghiacciato, gli spazi di frenata aumentano in modo enorme; si deve usare delicatezza su pedali e sterzo, mai effettuare manovre brusche. Perché si scivola: se si gira il volante troppo rapidamente, l’auto andrà dritta; se si frena in modo pesante, l’auto non si fermerà, perché il fondo è troppo viscido. Una parola sulla frenata con ABS: se proprio si deve frenare decisamente (in una situazione disperata alla quale non si dovrebbe arrivare), mantenere forte la pressione sul pedale per consentire all’ABS di fare il suo lavoro; lo spazio di frenata aumenterà (perché sulla neve si scivola), ma almeno conserverete la possibilità di sterzare.

L’unico modo corretto di guidare sulla neve, in una strada aperta al traffico, piena di altri veicoli e di pedoni costretti a camminare sulla strada perché i marciapiedi non vengono sgombrati, in una carreggiata diventata stretta a causa dei cumuli ammassati ai lati dagli spazzaneve, è prevenire i problemi: procedere a bassa velocità, rallentare delicatamente lasciando l’acceleratore e scalando le marce una alla volta, poi sfiorare appena il freno proprio quando l’auto è già quasi ferma. Per fare tutto questo serve molto spazio (e tempo), da qui la necessità di raddoppiare la distanza di sicurezza.

Per quanto riguarda le pendenze, nelle salite si devono avere pneumatici adatti e, se la situazione fosse estrema, montare anche le catene. Si deve sempre accelerare con cautela, perché se si pattina si torna giù e se si esagera si scava un solco dal quale non si esce. Naturalmente in questi casi avere la trazione integrale fa la differenza. Infine, le discese. Si deve sempre procedere a velocità ridottissima, con marce basse, magari anche la prima, per sfruttare il freno motore, senza accelerare e senza frenare. Toccare il freno in una discesa ripida innevata e/o ghiacciata equivale ad accelerare. Alcune auto di maggior pregio oggi dispongono di un sistema elettronico che aiuta l’auto proprio a marciare con sicurezza in queste discese. In fase di acquisto, per chi viaggia frequentemente in zone soggette a questi problemi, questo dispositivo potrebbe costituire un importante criterio di scelta. Un’ultima precisazione: SUV a trazione integrale e altri veicoli 4×4 aiutano quando si deve accelerare, curvare e salire. Ma quando si scende, sono sottoposti agli stessi problemi di tutti gli altri mezzi. Quindi valgono le stesse precauzioni. Un fuoristrada puro con gomme tassellate si comporta meglio ma fino ad un certo punto: se si scende a velocità eccessiva, ci si schianta ugualmente.




Milano AutoClassica: calato il sipario sullo spettacolo delle storiche

Va dunque in archivio la settima edizione di Milano AutoClassica, l’ormai tradizionale appuntamento con le auto storiche che ha animato il weekend dal 24 al 26 novembre alla fiera di Rho-Pero. La domenica soleggiata ha consentito un afflusso maggiore di pubblico dopo il tempo incerto delle prime due giornate. Un tuffo nel passato per gli amanti delle automobili di tanti anni fa, qualcosa che fa tornare alla memoria periodi più o meno felici della nostra vita e ci aiuta a conoscere il modo in cui venivano interpretate e costruite le auto quando noi ancora non eravamo al mondo. Tanti pezzi rari, su tutte una favolosa Ferrari 250 GTO azzurra, quella che vedete nella foto di copertina. Poi diverse opere d’arte meccanica in mostra e molti esemplari in vendita, da quelli accessibili e abbastanza comuni alle inarrivabili supercar. Senza dimenticare la passerella dei modelli di oggi. Naturalmente non è mancato lo spettacolo in pista. In particolare il rally storico, a cui hanno partecipato due campioni del rallysmo privato come Tony Fassina, al volante di una Lancia Stratos, e Marco de Marco su una Audi A4. Interessante anche il trofeo di velocità, tra Fiat 500 e A112 Abarth, oltre alla Lotus Cup e le formule storiche di Grassano Racing. Ma per chi si trattiene ancora per qualche giorno a Milano, non mancheranno le opportunità turistiche offerte da questa grande città.

 

COSA C’ERA DA VEDERE A MILANO AUTOCLASSICA

Milano AutoClassica
Ferrari e ancora Ferrari. Accanto all’azzurra GTO la gialla 512 M e la rossa Dino 246

Dalla prima edizione del 2012 Milano AutoClassica è allo stesso tempo mostra, mercato e gara. Perché nei due padiglioni del quartiere fieristico le auto si possono vedere, vendere e comprare; così anche i preziosi e spesso rari ricambi originali, insieme a gadget irresistibili per gli appassionati, su tutti i modellini delle nostre vetture preferite. E anche tanti libri specializzati, alcuni dei quali difficili da reperire nelle normali librerie. Sono state esposte nei tre giorni della fiera oltre duemila auto d’epoca, il cui valore complessivo è stimato in circa 150 milioni di euro.

Una delle attrazioni principali è stata quella preparata da Ferrari Classiche, il dipartimento della casa di Maranello che fornisce servizi di manutenzione, restauro e certificazione di autenticità ai possessori di bolidi storici del Cavallino. A Milano AutoClassica questo reparto ha concluso l’anno dei festeggiamenti per i 70 anni della Ferrari esponendo una fedele riproduzione dell’officina di Maranello, compresa di alcune vetture. Era suggestivo anche l’omaggio ai 60 anni della Fiat 500 con un’esposizione di esemplari provenienti da collezioni private.

Milano AutoClassica
La Lancia Stratos di Tony Fassina durante le gare del rally storico

Non manca la partecipazione di FCA Heritage, la divisione dedicata ai modelli storici dei marchi del gruppo, quindi Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia. Altre case che al momento hanno confermato la partecipazione sono Bentley, Infiniti, Lamborghini, Lotus, Maserati, McLaren, Porsche Classic e Tesla. Spazio anche ai modelli nuovi. Spiccano fra gli altri, Bentley Continental GT, Lotus Exige V6 Sport 380 GP Edition, Lotus Evora GT 430 e McLaren 570 Spider.

Milano AutoClassica
La Milano più classica: Torre Velasca vista dal Duomo. Photo by CEphoto, Uwe Aranas / CC-BY-SA-3.0

Nell’edizione di Milano AutoClassica del weekend 24-26 novembre è stato anche compiuto un omaggio alla Morgan, casa inglese di livello artigianale. Fondata nel 1909, è diventata famosa per i suoi modelli a tre ruote. Oggi Morgan è una realtà in grado di costruire oltre 1300 auto all’anno suddivise in tre linee: Morgan Classic (4/4, Plus 4, Roadster, Plus 8), Morgan Three Wheeler ed Aero 8. Nel 2016 Morgan ha festeggiato gli 80 anni della 4/4: il veicolo dalla produzione più lunga al mondo. Chi si è recato a Milano AutoClassica ha potuto ammirare dal vivo una straordinaria Morgan 3 Wheeler argento, una Morgan Classic 4/4 (modello che adotta un motore a quattro cilindri ed ospita a bordo quattro passeggeri) di colore nero e l’elegante due posti con motore a quattro cilindri Morgan Classic Plus 4 bianca.




Città dei motori: il circuito più grande d’Italia

Incontriamo la rete nazionale “Città dei motori“, creata dall’omonima associazione. Un circuito stradale la cui estensione rivaleggia col tracciato della Mille Miglia. Perché attraversa ben 26 comuni, uniti dal loro rapporto con l’industria e la storia dell’automobilismo e motociclismo italiano. Città che oltre i motori hanno di più. Come Maranello che oltre la Ferrari ha il borgo di Castelvetro a soli 7 km. L’obiettivo è attirare l’interesse turistico di milioni di persone, sia appassionati dei motori che interessati alle mille altre attrattive che solo l’Italia può offrire in tale quantità e qualità, a livello artistico, storico, gastronomico e naturale. Infatti l’Italia è fortunatamente una nazione piena di circuiti, nel senso di piste. Non potrebbe essere altrimenti, poiché molte fra le più prestigiose case automobilistiche e motociclistiche del mondo sono nate e ancora operano nel nostro Paese. Dobbiamo elencarle ancora? Certamente: per le quattro ruote, limitandoci ai marchi ancora attivi, Alfa Romeo, Fiat, Ferrari, Lamborghini, Lancia, Maserati; aggiungiamoci anche due recenti costruttori di supercar come la pistoiese Mazzanti e pure Pagani, modenese a tutti gli effetti nonostante la nascita in Argentina del grande Horacio. Per le due ruote, passate e presenti: Aprilia, Benelli, Cagiva, Ducati, Garelli, Gilera, Innocenti, Piaggio, Moto Guzzi, Morbidelli, Morini, MV Agusta e altre ancora. Tutti questi costruttori hanno o hanno avuto sedi e fabbriche dislocate in diversi comuni italiani. Quindi il discorso si riconduce all’altro tipo di circuito, appunto Città dei motori.

CITTA’ DEI MOTORI, IL CIRCUITO PIU’ GRANDE D’ITALIA

Città dei motori

Cominciamo col dire quali sono i comuni compresi nel circuito Città dei motori: Arese, Ascoli Piceno, Atessa, Castel d’Ario, Castelfranco Emilia, Cento, Fiorano Modenese, Mandello del Lario, Maranello, Modena, Monza, Nicolosi, Noale, Ospedaletti, Paglieta, Pontedera, Pratola Serra, Samarate, San Martino in Rio, Sant’Agata Bolognese, Scarperia e San Piero, Termoli, Torino, Varano de’ Melegari, Varese, Verrone. Il capofila è (non poteva essere altrimenti) Maranello, dove ogni anno circa 350mila turisti visitano il Museo Ferrari. Contribuiscono anche Anci e ministero dei beni culturali.

L’idea è coinvolgere istituzioni, operatori turistici, alberghieri e della ristorazione, musei e altri enti culturali, tutti i soggetti pubblici e privati interessati a valorizzare il proprio territorio. Elemento strategico fondamentale è l’informazione. I potenziali visitatori devono sapere ciò che il territorio offre e soprattutto cosa fare per goderne appieno. Ad esempio attraverso un’applicazione, app in linguaggio corrente, per dispositivi mobili, dove trovare tutte le informazioni pratiche. In modo da consentire al turista di compilare fisicamente la propria mappa del circuito, le tappe che intende visitare.

Città dei motori

Ma prima ancora di organizzare la visita si deve conoscere ciò che c’è da vedere. A questo pensa il Museo virtuale dei motori, visitabile sul web all’indirizzo www.motorwebmuseum.it. Per arrivare a realizzazioni interattive più sofisticate che usano gli strumenti di realtà aumentata per far rivivere i personaggi che hanno costruito il mito della velocità a motore. Allora non resta che girare la chiave, inserire la marcia e partire sgommando. Magari passando prima dall’indirizzo www.cittamotori.it per maggiori informazioni.




Opel Insignia Grand Sport: viaggio premium ad Ostia Antica

Il nostro viaggio a Roma sulla Opel Insignia Grand Sport lascia l’impressione, fondata su elementi concreti, di aver guidato una vera auto premium da weekend. Siamo partiti da Milano per visitare l’area archeologica di Ostia Antica, non lontano da Fiumicino. Poco più di 600 Km fra tutor, autovelox, carreggiate ristrette, gallerie e, una volta entrati nella capitale, buche assassine e asfalto trasformato in dossi insidiosi dalle radici di grossi alberi la cui manutenzione è a dir poco lacunosa. Percorrere questo tragitto in auto non è mai rilassante. Ma a bordo della Insignia tutto è diventato più facile. Comfort assoluto, guida agevole e sicura (trovando la strada giusta diventa anche divertente), ambiente rassicurante, notevole praticità. E un design decisamente accattivante, il che non guasta mai. Altro elemento non trascurabile: consumando pochissimo. Insomma, siamo arrivati in una delle zone più suggestive del mondo nelle migliori condizioni per goderci la visita, nonostante le tante trappole stradali, in autostrada e in città. Entriamo nei dettagli.

OPEL INSIGNIA GRAND SPORT, VERA AUTO PREMIUM DA WEEKEND

Opel Insignia Grand Sport

Opel non ha l’immagine da marchio di lusso, perché ha sempre privilegiato la produzione di auto pratiche e accessibili alla maggior parte delle persone. Inoltre questa Insignia è una berlina a tre volumi (in realtà due e mezzo, come vedremo poi), carrozzeria tradizionalmente associata alle flotte aziendali, non certo alle gite turistiche. Tutto vero. Però riflettiamo brevemente. Cosa vuol dire auto premium? Prezzo alto? Anche, ma non solo. Cos’è un’auto da weekend? SUV o station, coupé o cabrio? Anche, ma non solo. Premium significa soprattutto possedere caratteristiche distintive di alta qualità. L’auto da weekend è quella che permette di compiere il proprio viaggio in modo confortevole, rilassante, sicuro, pratico e piacevole.

Opel Insignia Grand Sport

Allora: la Opel Insignia Grand Sport offre interni eleganti, moderni, di ottima qualità e anche di pregio; la sua meccanica non ha nulla da invidiare alle connazionali più quotate e pagate; l’apparato tecnologico è all’altezza delle concorrenti; il design è tra i migliori del segmento; lo spazio è infinito; ha la praticità e il bagagliaio di una station wagon. Questa è un’auto premium vera. Non costa quanto un appartamento? Meglio. Sulla carrozzeria berlina a tre volumi: se non devo guadare i torrenti o arrampicarmi sulle mulattiere, il SUV non mi regala vantaggi; se non devo traslocare, la station wagon è solo un’auto molto lunga; se non devo andare in pista, la supercar da un milione di cavalli è overkill. Con questa berlina si riesce a viaggiare bene e con classe ovunque. Se poi serve raggiungere località dove piove tanto o nevica, c’è anche la versione a trazione integrale.

 

OSTIA ANTICA, LA ROMA PIU’ VERA

Opel Insignia Grand Sport
Il teatro nel sito archeologico di Ostia Antica – Credit: Daniel di Palma, CC 2.5

La Roma più famosa, storicamente parlando, è quella del Colosseo e dei fori imperiali oppure del Vaticano. Ma il cuore di ogni città è sempre il suo corso d’acqua e il suo benessere dipende dalle vie di comunicazione. Ostia deriva dal latino ostium che significa foce del fiume. Il Tevere. Quindi acqua dolce per l’agricoltura e le persone ma anche accesso al mare e quindi al commercio. La Roma che avrebbe civilizzato l’intera Europa occidentale e il bacino del Mediterraneo viveva grazie all’attività operosa di questa zona, prima di sviluppare la rete stradale terrestre. Quindi in un certo senso può essere definita la Roma più vera. Gli scavi archeologici restituiscono preziose testimonianze di questo passato. I ruderi, i reperti, il museo: trascorrere qui una giornata (o anche di più) è certamente tempo speso bene, lontano dal turismo frivolo. E’ anche facile arrivarci, una volta entrati nel GRA (Grande Raccordo Anulare) basta seguire le indicazioni, uscita 28 e poi la lunghissima via del Mare. Già che ci si trova da quelle parti, proprio di fronte all’ingresso degli scavi c’è la Rocca di Ostia, nota anche come Castello di Giulio II, il papa che lo fece costruire quando era ancora cardinale. Visitabile nei weekend, prezzo irrisorio (3 euro il biglietto intero), mostra un interessante spaccato della vita medievale.

Opel Insignia Grand Sport
La Rocca di Ostia o Castello di Giulio II, di fronte all’ingresso del sito archeologico

Tuttavia, visto che non si può vivere di sola cultura, quando è ora di pranzo si può fare un salto al non lontano ristorante Eden nel quartiere Infernetto (vicino alla tenuta presidenziale di Castel Porziano). Servizio eccellente, simpatia, ambiente curato; la specialità è il pesce ma vengono preparati numerosi piatti della cucina mediterranea, tutto di alta qualità. Info – Ristorante Eden – Via Umberto Giordano 105 – Infernetto – Roma – Tel. 06.50916969 – web www.ristoranteeden.it. E un hotel per soggiornare? Ad esempio il vicino Ostia Antica Park Hotel & Spa. Categoria tre stelle, non fumatori, ottimo rapporto qualità/prezzo, piscina e appunto spa, wi-fi gratuita, aria condizionata, colazione a buffet. Info – Viale dei Romagnoli, 1041/a – 00119 Ostia Antica – Roma – Tel. 06.5652089 – web www.ostiaanticaparkhotel.it.

BEVE POCO, COMODA, SICURA E VA ANCHE FORTE. LA INSIGNIA INSEGNA

Opel Insignia Grand Sport

Fare lo slalom tra voragini e altre insidie non è mai bello. Roma oggi è talmente decaduta da avere percorsi asfaltati che perfino i piloti della Dakar troverebbero complicati, a bordo dei loro mezzi studiati per superare le dune. Eppure anche la civilissima Opel Insignia Grand Sport se la cava bene, a patto di tenere gli occhi molto aperti, perché da certe buche non esce nemmeno la Jeep Wrangler Rubicon. Una berlina lunga quasi cinque metri e piuttosto massiccia come la Insignia non dovrebbe essere agile, invece se la cava benissimo nei cambiamenti di direzione decisi. Mai un’incertezza, mai una sbavatura. Lo sterzo è molto morbido ma preciso nelle curve veloci. Nella modalità di guida standard il comfort è già molto elevato e la configurazione meccanica è tarata per consumare poco. A proposito dei consumi: circa 1.150 Km con un pieno (61 litri) di gasolio vi sembrano pochi? Percorso prevalentemente autostradale e velocità particolarmente moderate ma non da lumaca. L’insignia da noi provata montava il motore 2.0 CDTI da 170 cavalli in allestimento Innovation con Start&Stop, dispositivo sempre più importante in città e nelle code. Trazione anteriore e cambio manuale a sei marce. Ma c’è anche la versione con l’automatico a doppia frizione e otto rapporti oppure a trazione integrale con cambio manuale. Purtroppo nella Opel Insignia Grand Sport l’accoppiata 4×4-automatico è disponibile solo sulla motorizzazione a benzina da 260 cavalli. Peccato.

Opel Insignia Grand Sport

Premendo un pulsante sulla consolle centrale si può attivare la modalità Touring, dove la macchina diventa ancora più morbida e tranquilla. Ma se si preme il pulsante Sport cambia tutto e ci si può divertire davvero. L’assetto s’irrigidisce, il motore perde le briglie e dà tutto quello che ha. Anche il rumore è diverso. Inoltre quando si sale di marcia l’elettronica regala anche la doppietta automatica; sensazioni sportive, senza dubbio. Perché questa Insignia si butta dentro in curva come se si dimenticasse di avere la trazione anteriore, tanto è neutra. Sottosterzo del tutto assente. Frenata molto potente. Dimenticate la parola berlina: la nuova Opel Insignia si comporta come una coupé, le somiglia pure. Perché il design è un altro dei suoi punti forti. Maledettamente filante e aerodinamica, lunga, larga e bassa, fari sottili, portellone talmente inclinato da sembrare piatto. Il bagagliaio è impressionante, inoltre i sedili si abbassano e sono frazionabili, si può caricare tanto e di tutto. Infatti dato il portellone completamente sollevabile, la carrozzeria della Opel Insignia Grand Sport sarebbe da due volumi e mezzo invece di tre, giusto perché c’è un po’ di coda, non molta.

Le uniche imperfezioni notate sono forse nella logica del software di infotainment, in particolare i comandi vocali: spesso la signorina che risponde non capisce un tubo e bisogna ricominciare da capo; inoltre chiede troppe conferme, cosa sempre molto irritante, al punto che si fa prima a comporre il numero a mano, distraendosi. La funzione di chiamata automatica SOS Opel on Star è decisamente provvidenziale. Purtroppo il pulsantino di attivazione, collocato dietro lo specchietto retrovisore centrale, è in posizione un po’ infelice, perché troppo vicino alle luci di cortesia. Al buio si potrebbe premere l’SOS per sbaglio cercando di accendere la luce, come effettivamente ha fatto il mio passeggero. Però gli operatori della centrale quando hanno richiamato sono stati cortesi e comprensivi. Per il resto c’è tutta la tecnologia che si potrebbe desiderare, cioè quella che serve realmente, sia per quanto riguarda la sicurezza che il multimedia. Insomma, con quest’auto i weekend diventano certamente premium.

 

SCHEDA TECNICA, ALLESTIMENTI E PREZZI

Opel Insignia Grand Sport

Qualche numero ci vuole, allora ecco la scheda tecnica. Dicevamo Opel Insignia Grand Sport 2.0 CDTI, allestimento Innovation; potenza 170 cavalli, coppia massima 400 Newton metri fra 1.750 e 2.500 giri; peso in ordine di marcia con conducente 1.582 Kg. Lunghezza 4.897 mm, larghezza con specchietti 2.093 mm (1.893 senza), altezza 1.455 mm. Passo 2.829 mm. Volume bagagliaio da 490 a 1.450 litri. Prestazioni: accelerazione 0-100 in 8,7 secondi, velocità massima 226 Km/h. Consumi dichiarati: 6,7 l/100 Km nel ciclo urbano, 4,3 nell’extraurbano e 5,2 nel combinato. Emissioni dichiarate di CO2: 136 g/100 Km. Nel nostro viaggio (circa 80% autostrada, 10% statali e 10% città) il computer di bordo variava da 5,5 a 5,8 l/100 Km.

Chiudiamo con allestimenti e prezzi. Tre allestimenti, Advance, Innovation e Country Tourer (station con assetto un po’ rialzato). Gli equipaggiamenti di serie sono molto ricchi già al livello di partenza. Sarebbe tedioso elencarli, chiunque può leggersi il listino. C’è tutto, fidatevi; altre marche blasonate offrono di serie molto meno. Poi gli optional disponibili fanno entrare in zona lusso, come i sedili in pelle Siena traforata dell’esemplare in prova, oppure l’impianto audio Bose, l’head up display, i fari a matrice di LED, il sedile guida con funzione massaggio, il controllo dinamico dell’assetto Flex Ride.

Opel Insignia Grand Sport

La “nostra” Insignia era full optional, il prezzo chiavi in mano diventa di 41.700 euro. Andate a leggere prezzi ed equipaggiamenti delle altre tedescone (e inglesi, francesi, italiane, coreane e giapponesi) e poi ragioniamo ancora sul significato di premium. Riepiloghiamo i prezzi di listino chiavi in mano con gli equipaggiamenti di serie, ricordando che le motorizzazioni a benzina vanno da 165 a 260 cavalli e le diesel da 110 a 170 cavalli. Per l’allestimento Advance si va da 30.300 a 34.500 euro; Innovation va da 32.350 a 36.550 euro; Country Tourer 39.550 e 40.050 euro.




Renault Mégane Grand Coupé, in scioltezza tra le colline del Monferrato

La Renault Mégane Grand Coupé ha riservato alcune piacevoli sorprese durante la nostra prova in un viaggio nelle colline del Monferrato. Nonostante appartenga ad un modello pensato per un confortevole utilizzo razionale da parte delle famiglie, questa versione regala un “pacchetto” che ne trasforma l’impronta caratteriale. La Grand Coupé fa diventare la Mégane giovane, dinamica, sportiveggiante e decisamente attraente nel look; inoltre è abbastanza divertente da guidare. Non tutto è perfetto, qualcosa andrebbe rivisto in termini di ergonomia dei comandi e logica del software di infotainment. Ma non esiste auto priva di difetti. Però questa versione della Mégane ha la personalità di un’auto premium, pur senza rientrare tecnicamente in questa categoria. Un’eccellente auto da weekend, ideale per farsi un giro spensierato in qualche bel posto. Come la zona dell’Astigiano, tra i vigneti che producono il rinomato spumante di quelle terre. Attenzione, però: il brindisi va fatto dopo aver guidato, mai prima.

IL DESIGN DELLA RENAULT MEGANE GRAND COUPE’ E’ DA VERA SPORTIVA

Renault Mégane Grand Coupé

La Renault Mégane Grand Coupé non è una vera coupé. Le dimensioni e l’assetto sono quelle di una normale berlina. Ma della coupé ne esprime il look e lo spirito. Osserviamo innanzitutto il design dal profilo. Ciò che cambia rispetto alla Mégane a 5 porte sono la lunghezza e il passo; insomma, è più lunga e non di poco: 4,63 metri contro 4,36, mentre il passo è di 2,71 metri contro 2,67. E’ questo che regala alla Grand Coupé quell’aspetto slanciato, appunto da coupé; oltre allo spiovente un po’ più dolce verso la coda tipica di una berlina a tre volumi. E già che parliamo del posteriore, il bagagliaio è certamente ampio.

Renault Mégane Grand Coupé

Lo dice l’occhio e lo confermano le misure: il volume minimo è di 550 litri, però i sedili posteriori sono abbattibili e permettono una lunghezza di carico massima di 1,90 metri; siamo vicini ai livelli di una station, senza dimenticare che la Mégane appartiene al segmento C, una media quindi. Chiudendo il portellone vediamo che il bordo leggermente pronunciato fa da leggero spoiler, mentre il disegno dei fanali riprende quello della versione a 5 porte, solo leggermente più affusolato. L’apertura a mani libere invece non è il massimo della vita, si deve passare troppo tempo a cercare il punto giusto dove far passare il piede, anche dopo aver consultato il manuale.

Renault Mégane Grand Coupé

Completano il quadro due accessori di serie su entrambi gli allestimenti, come i vetri posteriori oscurati e il grande tetto panoramico; su quest’ultimo, chi apprezza questo genere di cose lo troverà bello, perchè è effettivamente molto grande. Non altrettanto felice invece il pannello di copertura che non copre niente; in questo modo il sole continua a filtrare, dando un certo fastidio. Fortunatamente si può scegliere come “optional” di avere un tetto normale; però allo stesso prezzo, cioè non inferiore, il che non farà felice l’acquirente, perché di solito i tetti panoramici sono molto costosi.

MONFERRATO, NEL REGNO DEI VINI PIEMONTESI DI QUALITA’

Renault Mégane Grand Coupé

La zona del Monferrato e delle confinanti Langhe, tra le province di Alessandria e Asti, è celebre soprattutto per la sua produzione vinicola. Appena si esce dai centri abitati si è subito circondati da colline e vigneti a perdita d’occhio. Barbera, Moscato, Dolcetto, Grignolino e il famoso Asti Spumante sono solo alcuni dei rinomati vini prodotti in questa zona. E non cominciamo nemmeno a parlare del tartufo d’Alba. Sono molte le possibilità di turismo enogastronomico, in particolare le visite alle tante cantine e distillerie (per osservare ed eventualmente acquistare, non per bere sul posto. Quello si fa a casa o in albergo, quando la macchina resta parcheggiata per tutta la notte). Scegliendo invece un ristorante, si può provare il Campanarò, ad Asti. Cucina tradizionale locale, senza gli artifici delle mode e degli show televisivi. Gli ingredienti arrivano dai produttori locali. Dagli agnolotti gobbi monferrini alla trippa, dalla zuppa di ceci ai capunet, dagli gnocchi di zucca ai sancrau, la faraona al Moscato e molto altro. In autunno anche il tartufo bianco. La carta dei vini comprende il meglio della produzione locale. Info: Campanarò – Corso Alfieri, 36 – Asti – Tel. 0141.33252 – web: www.campanaro.net.

INTERNI E MULTIMEDIA, LUCI E OMBRE

Renault Mégane Grand Coupé

Arriviamo agli interni. L’ambiente è molto pratico ed elegante. L’esemplare da noi provato aveva l’allestimento superiore Intens che aggiunge i sedili in misto tessuto/velluto, il sistema multimediale R-Link2 e la tecnologia Multisense per modificare la risposta del motore. In più c’è anche il Visio System per il riconoscimento dei segnali stradali e l’avviso di superamento carreggiata. Poi ci sono diverse musichette e lucine che fanno sempre molto effetto sui più giovani. Questione di gusti, come sempre.

Renault Mégane Grand Coupé

Davanti si sta molto comodi. La posizione corretta di guida si trova facilmente anche senza disporre di comandi elettrici (tranne quello per la regolazione lombare, optional che include anche la funzione massaggio). Si guida relativamente abbassati, come se si fosse realmente in una coupé. La leva del cambio, purtroppo solo manuale nella motorizzazione diesel da 130 cavalli, è ad un’altezza perfetta e si manovra molto bene. Discutibili invece i pedali, un po’ troppo “leggeri”. Soprattutto la frizione ha una corsa esageratamente lunga. Anche lo sterzo è maledettamente morbido a basse velocità, il che però è compensato quando si viaggia a velocità autostradali, dove risulta invece molto preciso; ci si deve fare l’abitudine.

Il pannello head-up display a scomparsa, ottimo per non distrarsi dalla guida, è invece disponibile solo come optional, incluso nel pack Techno che ad 800 euro comprende anche i fari full Led. Opinione personale: questo pacchetto sarebbe stato preferibile includerlo di serie, invece del tetto panoramico la cui utilità pratica è zero. Ma oggi conta soprattutto il superfluo, quindi è probabile che abbia ragione la Renault. Dietro c’è ampio spazio per le gambe. Non altrettanto invece per la testa se si ha una statura almeno media; tuttavia è stata inclusa la provvidenziale inclinazione del divano posteriore, fino a 27 gradi.

Renault Mégane Grand Coupé

Il quadro strumenti digitale rientra nell’apparato Multisense, comune alla più grande Talisman. Ci vuole un po’ di apprendimento per comprendere tutte le varie opzioni, che sono parecchie. Le modalità standard comunque si trovano rapidamente. Ricordiamo che non si tratta solo di cambiare i colori del display o le luci ambiente; qui s’interviene direttamente sul comportamento della vettura, quindi risposta di acceleratore, motore e servosterzo; nelle versioni con cambio EDC si modificano anche i tempi di passaggio dei rapporti. Per chi scrive, la modalità Eco è piuttosto antipatica, non solo perché taglia la potenza (però fa consumare qualcosa in meno) ma anche perché fa sparire il contagiri dal cruscotto. Questione di gusti, ripetiamo. La modalità sport invece è quella più congeniale: oltre a poter usare tutto quello che la macchina può offrire, il display rosso restituisce il contagiri e mostra la velocità con un bel numero grande al centro, molto utile in questi maledetti tempi di infami autovelox.

La nota dolente arriva invece dall’apparato multimediale R-Link2. Ma prima di questo aggiungiamo che i comandi al volante per audio e telefono non sono ben disposti, in particolare la parte sul lato destro, sono troppo nascosti. Il tablet verticale, per quanto bello, non risulta agevole da usare. Troppi menu e sottomenu, troppi percorsi da fare col touch, poca immediatezza. L’automobile non è un telefonino, né dovrebbe diventarlo. Guidando serve rapidità e semplicità. Nemmeno ci si può fermare ogni volta che si deve cambiare qualcosa. E anche i comandi vocali per le telefonate non sono il massimo: troppe richieste di conferma. Complicazioni inutili.

GUIDA DIVERTENTE E AGEVOLE SULLA RENAULT MEGANE GRAND COUPE’

Renault Mégane Grand Coupé

Ma sui fondamentali non c’è nulla da eccepire. Quando si tratta di guidare, la Renault Mégane Grand Coupé è impeccabile, fatta l’abitudine ai pedali. Noi abbiamo provato la motorizzazione Energy dCi 130. Questo motore spinge subito, e spinge bene. Questa configurazione di potenza è più che adeguata alla massa (1.401 Kg in ordine di marcia), l’accelerazione è sempre pronta, i sorpassi sono molto facili. Non si deve però cercare lo spunto ad alto numero di giri, ma questo è tipico di tutti i diesel di cilindrata medio-bassa. L’inserimento in curva è preciso; qui offre un prezioso aiuto l’asse posteriore la cui traversa è modificata per delle microsterzate alle ruote posteriori; caratteristica presente anche sulla Talisman. Praticamente sparisce la naturale tendenza al sottosterzo delle trazioni anteriori.

Renault Mégane Grand Coupé

Le sospensioni sono abbastanza morbide per garantire il comfort ma senza esagerare, il giusto equilibrio. La frenata è potente, sempre dopo aver “capito il pedale”, ma basta poco per entrarvi in sintonia. Insomma, quando si tratta di guidare, questa Grand Coupé è capace di far divertire. Senza dimenticare la sicurezza, grazie alle numerose tecnologie di serie, praticamente c’è tutto quello che serve oggi; non è poco.

SCHEDA TECNICA E PREZZI

Renault Mégane Grand Coupé

La Renault Mégane Grand Coupé Energy dCi 130 ha un motore 1.6 turbodiesel da 130 cavalli e ben 320 Newton metri di coppia a 1.750 giri. Accelera da 0 a 100 in 10,5 secondi e viene accreditata di una velocità massima di 201 Km/h. I consumi dichiarati sono di 4 litri per 100 Km sul misto e 4,7 in città. Il cambio è solo manuale a 6 marce. Le motorizzazioni a benzina sono il 1.6 aspirato da 115 cavalli e cambio manuale, poi il 1.2 turbo da 130 cavalli con cambio automatico; ci sono inoltre i 1.5 diesel da 90 e 110 cavalli, quest’ultimo anche con cambio automatico. Due allestimenti, Zen e Intens. I prezzi di listino chiavi in mano vanno da 23.150 a 26.850 euro. Il modello da noi provato costa 26.500 euro con il solo equipaggiamento di serie.




Weekend in Auto N.2/2017

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Lamborghini e Ferrari a servizio della legalità

Non spaventatevi se durante i vostri Weekend vedrete sfrecciare tra le strade della città la nuova Lamborghini Huracán.
Questa nuova auto, infatti, è quella della Polizia destinata alla Polizia Stradale di Bologna, e sarà impiegata sia in attività operative sia per il trasporto urgente di sangue ed organi.
La Huracán Polizia è utilizzata per lo svolgimento di servizi di polizia stradale, soccorso e trasporto sanitario. L’auto è in colori d’istituto (Azzurro Medio Polizia), con le parti in bianco e le scritte adattate al design dinamico della supersportiva. La livrea è completata da una banda tricolore, che corre lungo entrambe le fiancate della vettura.
I suoi toni e il suo design originale la rendono quindi ben riconoscibile al pubblico.

Considerando anche la grande importanza a livello assistenziale di questo nuovo modello, l’abitacolo della Huracán è provvisto delle più avanzate dotazioni tecnologiche. La vettura è equipaggiata con il sistema di bordo composto da tablet e computer di ultima generazione.

Come già detto in precedenza, il compito fondamentale della Huracán Polizia è l’assistenza sanitaria.
A questo scopo, il bagagliaio anteriore della vettura ospita una speciale attrezzatura frigobox per il trasporto urgente di organi per trapianti. Per il soccorso d’emergenza delle persone l’equipaggiamento comprende, inoltre, un defibrillatore, che è capace di salvare vite ristabilendo tramite mirate scariche elettriche un normale battito del cuore in caso di forte aritmia cardiaca o fibrillazione ventricolare.

Nel corso del 2016 sono stati diversi i trasporti effettuati con le Lamborghini della Polizia di Stato, che hanno salvato la vita a moltissime persone: la Polizia Stradale è costantemente impegnata per le esigenze relative all’assistenza sanitaria.

Se tutto questo accade a Bologna, a Milano invece troveremo il marchio rosso di categoria: la Ferrari. Il grande stemma italiano viene certificato per l’assistenza ospedaliera. Particolarmente gratificante è sapere che questa meraviglia sia una confisca ai beni della mafia. L’idea è partita dal fatto che fosse bianca, e quindi perfetta per la livrea della polizia locale. 

LAMBORGHINI HURACAN LP 610-4

POLIZIA STRADALE

SCHEDA TECNICA

SCHEDA EQUIPAGGIAMENTI

telaio ibrido in alluminio e fibra di carbonio

Barra luminosa carenata (marca Sonora).

dieci cilindri a V – 5204 cc

Faretti lampeggianti collocati sotto la calandra anteriore (marca Sonora).

449 Kw / 610 Cv a 8250 giri/min. – EURO 6

Sirena elettronica bitonale, con frequenza per le Forze di Polizia (marca Sonora).

trazione integrale con frizione elettro idraulica multi-disco

Telecomando per l’accensione delle luci lampeggianti e della sirena, con incorporato il microfono per l’amplificazione della voce all’esterna dell’autovettura.

cambio LDF a sette rapporti con doppia frizione

Nr. 2 alloggiamenti per dispositivi di segnalazione manuale.

velocità massima > 325 Km/h

Nr. 1 torcia con lampada a led completa di cono giallo (marca Federal Signal Vama).

0-100 Km/h 3,2 sec

Nr. 1 porta-arma lunga Beretta PM12 con serratura a chiave.

0-200 Km/h 9,9 sec

Nr. 1 estintore a polvere da 1 Kg.

Lunghezza 4459 mm

Nr. 1 bandiera rossa.

Larghezza 1924 mm – con specchietti 2236 mm

Nr. 1 frigo portatile  marca Ardes mod. Frigo TK.

Passo 2620 mm

Nr. 1 defibrillatore marca Cardioline mod. Lifeline

Altezza 1165 mm

Nr. 1 impianto radio VHF completo

Peso a secco 1422 Kg

Nr. 1 sistema Sintel Italia Scout Nav2 costituito da Tablet, videocamera 12X, antenna GPS

Peso/Potenza 2,33 Kg/Cv

Serbatoio 80 litri

Emissioni di CO2 290 g/Km

 




Weekend da fiaba in Alta Savoia con la INFINITI Q60

Di Silvia Terraneo.

Per provare la super sportiva INFINITI Q60, nella sua versione più potente con 405 CV e tanta eleganza, abbiamo pensato ad un favoloso weekend, in Alta Savoia, costeggiando il lago di Annecy  e arrivando fino alla deliziosa  Megeve, meta per Vip.

Si parte quindi alla scoperta della montagna famosa per  lusso,  per uno squisito gusto a tavola, per il piacere di fare sport e di perdersi nello shopping più chic, ma anche di fermarsi nei musei che raccontano la storia di questi luoghi da sogno.
Il nostro piacere di guida a bordo della Infiniti Q60 inizia nel momento in cui appoggiamo le mani sul volante, pronti a vivere una straordinaria esperienza. Abbassiamo il finestrino, respiriamo aria di primavera. La prima sensazione è quella di trovarsi su un’auto di lusso, ricca e sportiva, con tantissimi pregiati rivestimenti in fibra di carbonio.

Il navigatore è pronto, si parte.
Stiamo guidando sulle sponde  fiorite del lago di Annecy, una tappa irrinunciabile, una città d’arte con una splendida unità architettonica. Siamo colpiti dai piccoli ponti e dalle belle case colorate, non a caso Annecy è proprio all’altezza del suo soprannome di Venezia della Savoia. Un luogo adorabile da vedere. Nel cuore della città vecchia,  si trova il palazzo dell’Isola, antica prigione e palazzo di giustizia,  che oggi ospita il Museo di Storia di Annecy, e poi il museo castello, antica residenza dei Conti di Ginevra e dei duchi del Genevese-Nemours. Mentre invitano al relax i giardini d’Europa, il ponte degli Amori che attraversa il Canale del Vassé, Avenue di Albigny, viale alberato di platani, e lo Champ de Mars, luoghi meravigliosi.
Guardare, toccare e ascoltare… aggiungiamo così alla nostra guida, un tocco di musica, la nostra playlist preferita, esaltata  dall’ottimo impianto audio Bose con 13 altoparlanti, adesso si che è poesia.

La INFINITI Q60 è una raffinata coupè a quattro posti, elegante e ricca, riconoscibilissima per il suo design. A bordo lascia spazi anche alla famiglia e alle esigenze della vita quotidiana, senza tralasciare l’aspetto week-end con tutte le cose che vogliamo portarci dietro.
Spaziosissima con ampi vani portaoggetti, e anche l’accessibilità posteriore è buona per far sedere i bambini sui loro seggiolini, anche se per gli adulti più alti il tetto spiovente è  forse un po’ basso come è naturale per una coupè… ispirata alle sportive.
Il nostro viaggio prosegue  verso nuove cime per raggiungere un luogo “segreto” a Clusaz, adagiato in un paesaggio alpino mozzafiato. Si tratta dell’esclusivo e raffinato hotel la  “La Croix Fry”.  In questo antico chalet si respira un sentimento di stupore per l’autenticità, dove l’unico impegno è lasciarsi cullare dalla “joie de vivre” e  anche noi ne siamo rapiti.


Parcheggiamo con estrema facilità il nostro super bolide in livrea rossa e ci concediamo una discesa libera in slittino al tramonto, assaporando l’aria fresca e il profumo di pino.
In una giornata di sole, dopo un pranzo tra formaggi locali e  dolci, non ci resta che sederci e goderci una serata  al chiaro di fiamma, cullati dal crepitio della legna accompagnati da un buon Ginepì. Per oggi la nostra guida è terminata.




Salone di Ginevra 2017: le nostre weekend cars

Una giornata al salone di Ginevra 2017 per dare un’occhiata alle prossime auto da scegliere per i nostri weekend. La redazione di Weekend in Auto ha visitato l’importante manifestazione svizzera (apertura al pubblico dal 9 al 19 marzo), un’occasione per osservare come e quanto si muove il panorama automobilistico mondiale. SUV e supercar, compatte cittadine e limousine, sportive cariche di cavalli e tranquille elettriche, hypercar a batteria e auto ad idrogeno, familiari e berline.

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Da Ferrari a Lamborghini, da Porsche ad Alfa Romeo, da Jeep a Subaru, da Citroën, Peugeot e DS a Renault e Nissan. Ce n’è per tutti i gusti, per un weekend in montagna o al mare o per un fine settimana cittadino svicolando nelle strade dello shopping o degli appuntamenti culturali. Andiamo a dare un’occhiata alle auto che più hanno catturato la nostra attenzione.

FERRARI 812 SUPERFAST, L’APOTEOSI DEL CAVALLINO

Visita al salone di Ginevra 2017

Non poteva esserci modo migliore per festeggiare i 70 anni dalla nascita della leggendaria casa di Maranello, vicende della Formula 1 a parte. Vista da vicino la Ferrari 812 Superfast è ancora più bella e impressionante di quanto non lasciassero intravedere i comunicati stampa. Una linea estremamente moderna ma dalle suggestioni classiche (l’ispirazione proviene dalla 365 GTB4 Daytona). Lo capisci subito, anche a cofano chiuso, che sotto pulsa un cuore possente, tradotto in numeri negli 800 cavalli del favoloso V12 aspirato. Non una gran turismo, bensì “la” gran turismo. Per un weekend insuperabile.

LAMBORGHINI HURACAN PERFORMANTE E PORSCHE PANAMERA SPORT TURISMO

Visita al salone di Ginevra 2017

Un’italiana imparentata con i tedeschi e una tedesca pura, il risultato è molto simile: grandi prestazioni, sia pure sotto un approccio radicalmente diverso. La Lamborghini Huracan Performante si è mostrata a Ginevra forte dell’eco provocata dal record al Nürburgring per auto di serie. Toglie il fiato, niente da dire. Non che la Huracan di base passi inosservata, per carità. Ma la Performante porta tutto all’estremo, a cominciare dai dettagli in nero lucido che in realtà fanno tutti parte del sistema ALA, cioè Aerodinamica Lamborghini Attiva, un raffinato apparato che adegua il carico aerodinamico alla modalità di guida selezionata e alla velocità di percorrenza, responsabile in buona parte del record ottenuto al Nürburgring. Per non parlare dell’alettone vero e proprio, degli scarichi oppure del diffusore nero molto simile a quello usato nelle competizioni del Super Trofeo. Per un weekend da corsa.

Visita al salone di Ginevra 2017

La Porsche Panamera Sport Turismo è invece qualcosa di completamente diverso. Questa versione va a completare una gamma di altissimo livello, inserendo la carrozzeria che proprio mancava. Non una vera station wagon ma una shooting brake, qualcosa che si pone a metà strada fra la berlina e la familiare. E’ grande questa Panamera, molto grande. Ha uno spazio veramente molto capace, ci si può caricare di tutto e anche comodamente. Col vantaggio non certo secondario che è una Porsche. Quindi tutta la tecnologia e le prestazioni sopraffine della Panamera berlina, in mezzo ad un lusso di alto livello. Per un weekend familiare e brillante.

L’ASSALTO DI PEUGEOT, CITROEN E DS

Visita al salone di Ginevra 2017

Un premio è sempre importante, quando poi è quello di auto dell’anno assume un rilievo d’indubbio valore. Quindi la Peugeot 3008 ha coronato un’annata eccellente vincendo proprio il trofeo “Car of the Year 2017”, assegnato il 6 marzo proprio a Ginevra da una giuria di giornalisti specializzati. Il SUV francese ha battuto una concorrenza decisamente temibile, precedendo Alfa Romeo Giulia e Mercedes Classe E. Faceva bella mostra di sé anche il modello più grande, la 5008, a breve in arrivo sui mercati europei.

Visita al salone di Ginevra 2017

Citroën ha invece presentato la propria idea di crossover compatto prossimo venturo con il concept C-Aircross. Dire che salta all’occhio è un eufemismo, quest’auto cattura maledettamente l’attenzione con un design che esprime in pieno quello stile anticonvenzionale a cui dovremmo essere ormai abituati ma che riesce sempre a sorprenderci. Osservate ad esempio quei cerchi, non potrete non essere d’accordo.

Visita al salone di Ginevra 2017

Arriviamo a DS, per la precisione alla DS 7 Crossback. E’ una novità assoluta, il primo SUV di questo brand. Fa impressione da vicino, e non solo perché l’hanno issata su una pedana. Grande ma non enorme, dalle giuste proporzioni e con un design la cui eleganza non può proprio passare in secondo piano. Ci sono anche dettagli intriganti, come i fanali posteriori full Led, incisi al laser. Sembrano dei diamanti. Leggendo poi le caratteristiche tecniche vediamo che questo modello trabocca di tecnologia molto sofisticata, per esempio la 3D Night Vision, visione notturna tridimensionale, per rilevare ostacoli come i pedoni anche al buio.

ALFA ROMEO STELVIO E JEEP COMPASS, DUE ANIME DIVERSE PER L’AVVENTURA

Visita al salone di Ginevra 2017

Anche vista accanto a tante delle sue concorrenti, l’Alfa Romeo Stelvio mantiene tutta la propria forza evocativa, basata poi su tanta concretezza. Il confronto fra caratteristiche, tecnologia e dotazioni già la vede in primo piano; se poi ci limitiamo al solo design, la sfida ha eccellenti probabilità di essere vinta. Osservate la versione Quadrifoglio in questa foto, parla da sola. Alfa vuol dire sport, non lo scopriamo certo noi e gli occhi sono sufficienti a confermarlo, una volta di più.

Visita al salone di Ginevra 2017

E’ sbarcata anche in Europa la nuova Jeep Compass. Tutta la tradizione della casa americana di FCA, nuove tecnologie, design che strizza l’occhio alla Cherokee, insomma una Jeep purosangue. Per vivere l’avventura del fuoristrada quando si vuole trascorrere un weekend in località amene e un po’ difficili stradisticamente parlando. Ma capace anche di fare la sua bella figura durante i tragitti cittadini.

NISSAN QASHQAI E RENAULT CAPTUR, CROSSOVER ALL’ARREMBAGGIO

Visita al salone di Ginevra 2017

La Nissan Qashqai non ha bisogno di presentazioni, è arrivato il tanto atteso restyling. La presenza del presidentissimo Carlos Ghosn accanto a questo modello la dice lunga sull’importanza che esso riveste nelle sorti commerciali della marca. Il design mostra che non si tratta di una rivoluzione (né potrebbe esserlo, non si stravolge mai un bestseller) quanto piuttosto di un affinamento. Una sorta di rinfrescata stilistica, parallela agli aggiornamenti che stanno sotto, soprattutto per quanto riguarda i sistemi di assistenza alla guida.

Visita al salone di Ginevra 2017

Per quanto riguarda la Renault Captur, il nuovo modello punta a confermare le eccellenti vendite europee attraverso un design che l’avvicina un po’ di più alla più grande Kadjar, a partire dalle luci diurne a Led integrate nel paraurti e a forma di C, diventato uno standard Renault. Tanti colori nuovi, tre per la carrozzeria come l’arancione Atacama in foto, poi uno per il tetto; in totale la scelta è su 30 combinazioni. Ci sono poi 6 nuove tinte per gli interni; per finire si può avere anche il tetto in vetro fisso.

SUBARU XV, NUOVA E ACCATTIVANTE

Visita al salone di Ginevra 2017

Era attesa la nuova generazione della Subaru XV, il SUV compatto della casa giapponese che ci guarda dalle Pleiadi. Un modello molto importante dal punto di vista commerciale, l’attenzione è stata estrema. Il design può dirsi riuscito. In particolare è il frontale a catturare piacevolmente lo sguardo; una linea più decisa e sportiva, che esalta le doti dinamiche di cui quest’auto non è certo sprovvista. In particolare la griglia esagonale di generose dimensioni e quei fari ad “occhio di falco” che quasi ipnotizzano. Sotto e dentro le novità sono molte e si riassumono particolarmente in un corpo vettura più rigido e leggero, per una maggiore sicurezza e minori consumi (o migliori prestazioni). Poi tanta tecnologia per guidare meglio e più facilmente.




Weekend con la Renault Talisman Sporter ad Ivrea: sulle tracce della Olivetti

Un weekend un po’ diverso dal solito. Una città il cui recente passato è soprattutto industriale, una visita a ciò che rimane nel testimoniare livelli tecnologici di eccellenza mondiale, qualcosa a cui l’Italia non era abituata prima e non lo è stata dopo. Viaggiando a bordo di una grande stradista come la station wagon Renault Talisman Sporter, nel lussuoso allestimento Initiale Paris, ci siamo recati ad Ivrea, per ripercorrere la storia della Olivetti, in particolare quel periodo in cui ha saputo rivaleggiare con i grandi dell’informatica mondiale.

RENAULT TALISMAN SPORTER, GRANDE E COMODA

Weekend Renault Talisman Sporter ad Ivrea, Olivetti
La Renault Talisman Sporter da noi provata. Sullo sfondo il castello di Ivrea

La Renault Talisman Sporter è l’ammiraglia della casa francese. Presentata nell’estate del 2016, va a coprire un settore difficile e competitivo, quello delle berline e familiari del segmento D. La Sporter è la versione station wagon. Mantenendo le stesse dimensioni esterne della berlina offre uno spazio decisamente abbondante. Quattro persone possono viaggiare in un comfort totale (sono rarissime le auto in cui si può stare comodi in cinque per lunghi tratti, indipendentemente da marca o prezzo). Dietro non ci sono problemi per gambe e testa, nemmeno se si ha una statura elevata. Per quanto riguarda il bagagliaio, la profondità è tale che si può caricare qualunque cosa senza nemmeno abbassare i sedili posteriori; quando lo si fa, ci si può infilare tranquillamente un frigorifero. Due dati: volume bagagliaio da 572 a 1.700 litri e lunghezza di carico da 1.116 a 2.010 mm. Inoltre il portellone è motorizzato.

IL MUSEO TECNOLOGICAMENTE DI IVREA

Weekend Renault Talisman Sporter ad Ivrea, Olivetti
L’interno della Olivetti Programma 101, primo PC della storia

Il museo “Tecnologicamente” di Ivrea è dedicato alla storia di quel gigante che fu la Olivetti, un’azienda che ha sempre avuto qualcosa di speciale. E’ anche un laboratorio didattico, per consentire ai giovani di conoscere quali e quante innovazioni di livello planetario furono introdotte da questa grande realtà industriale. Perché Olivetti nacque dalle macchine per scrivere ma presto avviò un’evoluzione nel mondo del calcolo per applicazioni commerciali, prima meccanico e poi elettronico. Il museo è curato dalla fondazione Natale Capellaro, un progettista geniale che trasformò la Olivetti in un’azienda leader mondiale nel calcolo meccanico. E’ diviso in diverse sezioni: fra queste, le macchine per scrivere, prima attività da cui Camillo Olivetti fondò l’azienda nel 1908; i calcolatori meccanici di Capellaro, dagli anni Trenta ai primi Sessanta, sotto la guida di Adriano Olivetti; il grande calcolatore elettronico Elea 9003, uno dei primi mainframe a transistor, progetto avviato da Adriano nel 1959 e portato avanti dal geniale ricercatore Mario Tchou; la macchina elettronica da ufficio Programma 101, il primo personal computer del mondo, inventato da Pier Giorgio Perotto. Un mondo che vale assolutamente la pena di riscoprire perché ci fa capire che l’Italia, quando vuole, sa essere all’avanguardia mondiale in qualsiasi campo (info: Museo Tecnologicamente – piazza San Francesco d’Assisi 4 Ivrea – sede in trasferimento – Tel. 0125.1961169 – info@museotecnologicamente.it – www.museotecnologicamente.it).

Weekend Renault Talisman Sporter ad Ivrea, Olivetti
La prima macchina per scrivere costruita da Camillo Olivetti. Sullo sfondo una Invicta, azienda torinese poi acquisita da Olivetti

Al termine della visita, ora di cena: si può considerare il ristorante La Mugnaia. Nel centro storico della città, riscuote apprezzamenti di alto livello fra i clienti. Il menu propone varie specialità della cucina locale e italiana in genere. Si va dalla battuta di fassone con acciuga e aglio dolce alle praline di toma della Valchiusella, dal risotto al castelmangno erborinato e nocciole ai ravioli verdi di bollito, dalla ombrina alla carbonara al cubo di fassone alla brace di timo (Info: Ristorante La Mugnaia – via Arduino 53, 10015 Ivrea – Tel. 0125 40530 – info@mugnaia.com – www.mugnaia.com)

RENAULT TALISMAN SPORTER INITIALE PARIS, INTERNI DI CLASSE

Weekend Renault Talisman Sporter ad Ivrea, Olivetti

L’auto che abbiamo provato era il top di gamma, l’allestimento Initiale Paris. Oltre ad alcune soluzioni tecniche sofisticate di cui parleremo poi, offre interni con materiali di alto livello, come la pelle Nappa in pieno fiore, colorata in un nero molto elegante. I sedili anteriori, oltre alla regolazione elettrica anche lombare e memorizzabile in 6 profili, dispongono di varie funzioni di massaggio, due programmi e cinque sequenze. Il sistema multimediale R-Link 2 è visualizzato su un grande tablet da 8,7 pollici, collocato in verticale. I comandi vengono dati in parte dal touchscreen e in parte dalla manopola sulla consolle centrale. Le funzioni sono numerosissime, forse anche troppe.

Weekend Renault Talisman Sporter ad Ivrea, Olivetti

E’ necessario prendersi un po’ di tempo per fare pratica, altrimenti ci si distrae eccessivamente. Il quadro strumenti è digitale e cambia aspetto a seconda della modalità di guida selezionata. Si può ampiamente personalizzare. Non manca nemmeno l’impianto audio Bose surround.

LA TALISMAN SI GUIDA COME SI VUOLE

Weekend Renault Talisman Sporter ad Ivrea, Olivetti

La tecnologia sofisticata della Renault Talisman Sporter permette di guidare quest’auto veramente nel modo in cui si preferisce. La stabilità è sempre eccellente, la manovrabilità ottima nonostante le dimensioni (4,86 metri di lunghezza, 1,87 di larghezza e 1,46 di altezza). La retrocamera e i sensori aiutano nelle manovre; volendo si può anche inserire il parcheggio semiautomatico, lasciando all’auto il compito di sterzare e limitandosi a manovrare i pedali. Negli spazi stretti cittadini è molto utile per valutare se lo spazio è sufficiente, oltre che per infilarci la macchina, cosa non sempre facile, non importa quanto si sia esperti.

Il cambio automatico a sei rapporti è del tipo a doppia frizione. Purtroppo non sono previste le palette al volante; inoltre la leva, quando è in modalità manuale, si manovra “al contrario”; nel senso che per scalare la marcia si deve spingere la leva in alto e per salire si deve spingere in basso, contrariamente a quanto accade con tutti gli altri. Fortunatamente l’elettronica impedisce d’inserire la marcia sbagliata.

L’allestimento Initiale Paris dota la Talisman di una vera sciccheria tecnica, che di solito si trova nelle supercar: il telaio a quattro ruote sterzanti, sotto il nome di 4Control. Ciò rende il comportamento in curva molto neutro, rendendo il sottosterzo praticamente inavvertibile, a tutto vantaggio della precisione nell’inserimento; questo significa maggiore sicurezza.

Weekend Renault Talisman Sporter ad Ivrea, Olivetti

La guida, dicevamo, è personalizzabile. Chi vuole viaggiare in completo relax può scegliere la modalità Neutral o Eco (in quest’ultima però sul cruscotto non viene visualizzato il contagiri); la modalità Comfort attiva i massaggiatori dei sedili; chi vuole invece divertirsi un po’ sfruttando tutte le potenzialità della macchina non ha che da impostare la modalità Sport. Ogni impostazione cambia i parametri di motore, cambio, sterzo e sospensioni. E’ anche possibile personalizzare individualmente molti dei valori. In Sport si avverte immediatamente che la risposta è molto più decisa, viene modificato anche il rumore del motore. Il motore 1.6 turbodiesel da 160 cavalli sa il fatto suo, le cambiate diventano rapide (quando ci si ricorda di spingere la leva nella direzione giusta) e l’assetto è assolutamente perfetto. Quasi non sembra di guidare una macchina così grossa e pesante (1.540 Kg).

SCHEDA TECNICA, ALLESTIMENTI E PREZZI

Weekend Renault Talisman Sporter ad Ivrea, Olivetti

Chiudiamo con alcuni dati sulla Renault Talisman Sporter. La versione dCi 160 ha un motore 1.6 diesel biturbo da 160 cavalli, coppia massima di 380 Newton metri a 1.750 giri. Il cambio è solo automatico a doppia frizione e 6 marce. Trazione anteriore. Consumi dichiarati: 4,5 litri/100 Km sul misto. Prestazioni: accelerazione 0-100 in 9,6 secondi, velocità massima 213 Km/h. Nell’allestimento Initiale Paris, con telaio 4Control, il prezzo di listino chiavi in mano è di 45.450 Euro. C’è anche la motorizzazione a benzina 1.6 turbo da 200 cavalli, prezzo 43.750 euro. Sugli altri allestimenti, Zen e Intens, sono disponibili motori a 1.6 a benzina da 150 cavalli e 1.6 diesel da 110 e 130 cavalli. I prezzi vanno da 31.050 a 38.150 euro.




Weekend al passo del Tonale con la Subaru Snow Drive Experience, secondo giorno: le sportive

Nella prima giornata del nostro weekend al passo del Tonale con la Subaru Snow Drive Experience ci siamo dedicati alle prove della gamma di SUV prodotti dalla casa delle Pleiadi. In questa seconda giornata invece ci concentreremo sulle vetture sportive. Divertimento puro sulla neve a bordo di Subaru WRX STI, Levorg e BRZ. Guidati alla perfezione dal team di piloti-istruttori della Subaru Driving School.

SUBARU, LA SICUREZZA PER CHI AMA GUIDARE

Subaru Snow Drive Experience il weekend sul passo del Tonale

La trazione integrale Symmetrical AWD di Subaru compie 45 anni. Quasi mezzo secolo di costante evoluzione che ha reso le auto della casa giapponese un modello di sicurezza unita a versatilità e vero piacere di guida. Significa che l’elettronica interviene per aiutare il conducente dove le situazioni sono troppo critiche ed estreme per essere gestite da una persona che non si chiami Sébastien Ogier, Colin McRae, Tommi Makinen, Miki Biasion o Sébastien Loeb. L’elettronica invece non è usata per compensare eventuali carenze meccaniche o strutturali, né per togliere a chi guida ogni grado d’iniziativa, nemmeno infine per sommergerlo di funzioni secondarie, giochini e lucette che servono solo a distrarlo: queste sono cose per chi crede che l’automobile sia un’estensione del telefonino.

Le Subaru invece si guidano, e anche molto bene. Intanto perché le basi sono perfette. La tenuta di strada è assicurata principalmente da eccellenti doti telaistiche e meccaniche. Appunto la trazione integrale permanente con differenziale centrale autobloccante, poi il motore boxer (cilindri orizzontali e contrapposti) che permette di abbassare il baricentro, infine la disposizione degli organi meccanici in modo da avere una perfetta suddivisione del peso tra lato sinistro e destro della vettura.

A ciò si aggiungono i sistemi elettronici avanzati per assistere il guidatore nel traffico. Subaru ha brevettato il sistema Eyesight: usando due telecamere frontali rileva la presenza di ostacoli come pedoni, biciclette e altri veicoli, oltre alle linee stradali; questi dati sono inviati alla centralina di controllo dinamico del veicolo che quindi può avvisare il guidatore in caso di pericolo e, se necessario, intervenire. Eyesight è un pacchetto che comprende tutti quei dispositivi di assistenza che ormai conosciamo, dalla frenata d’emergenza all’assistenza alla pre-collisione su acceleratore, sterzo e freni. Insomma, viaggiare nella massima sicurezza senza sentirsi ostaggio di un robot.

PONTE DI LEGNO, PARADISO DEGLI SCIATORI

Subaru Snow Drive Experience il weekend sul passo del Tonale

Ponte di Legno è il comune che delimita la Lombardia al confine col Trentino Alto Adige: ad ovest del passo del Tonale siamo in provincia di Brescia, ad est in provincia di Trento. Da questa zona si apre un comprensorio turistico di alto livello, tra i più rinomati del nord Italia e dell’intero arco alpino. E’ il regno e il paradiso degli sciatori. Offre ben 100 Km di piste di ogni difficoltà, organizzate in 30 impianti di risalita; i tracciati sono ad innevamento garantito. Il “top di gamma” è il ghiacciaio del Presena, a tremila metri di quota, dove si scia fino a primavera inoltrata. E’ raggiungibile dalla nuova cabinovia che porta in sette minuti dai 2.585 metri del passo Paradiso ai 3.000 del passo Presena. Da lì si domina il ghiacciaio più esteso delle Alpi italiane e parte una delle piste più lunghe d’Europa: 11 Km per raggiungere Ponte di Legno. Qui si trovano piste disegnate in mezzo a fitte abetaie, uno scenario decisamente imperdibile. In particolare le piste Angelo e Corno d’Aola regalano grandi soddisfazioni agli sciatori. Una cabinovia collega Ponte di Legno al passo del Tonale.

SUBARU SNOW DRIVE EXPERIENCE, PER SENTIRSI PILOTI

Subaru Snow Drive Experience il weekend sul passo del Tonale

Sentirsi piloti essendo guidatori di tutti i giorni richiede naturalmente un ampio esercizio di fantasia. Ma le Subaru aiutano parecchio. Poco oltre il passo del Tonale è stata ricavata una vera e propria pista di neve, dove abbiamo potuto dare sfogo alle nostre passioni automobilistiche nella massima sicurezza. Al volante di un bolide come la Subaru WRX STI, nella tradizionale livrea blu rallystica, ci siamo immediatamente immaginati Colin McRae o Marku Alen, fino al primo testacoda, dopo pochi metri: la neve ha sempre ragione, soprattutto quando è assistita dal ghiaccio. Lo scopo di questi esercizi, oltre a divertirsi come bambini in un parco giochi, era capire quali insidie nasconde una superficie altamente scivolosa come la neve e in particolare il ghiaccio. Come si comporta una trazione integrale con i controlli elettronici attivati o disattivati. Anche come si comporta una sportiva classica a trazione posteriore come la Subaru BRZ, un’auto come non se ne fanno quasi più: da guidare pensando a guidare, non a configurare lo smartphone.

Altra pista, altri esercizi molto utili, perché fanno riflettere. Ad esempio la frenata d’emergenza sulla neve. Qui siamo saliti a bordo della Subaru Levorg, station wagon ma sportiva. Non è impossibile frenare con decisione sulla neve. Avendo l’auto giusta e gomme adatte, lo spazio necessario per fermarsi può essere anche molto ridotto, sempre in termini relativi: l’asfalto asciutto è una cosa, la neve è completamente diversa. La prima regola in strada è sempre procedere a velocità molto moderata, mantenendo un’ampia distanza di sicurezza. Ma ci ha molto impressionati la capacità della Levorg di fermarsi in poco più di 20 metri a circa 40 Km/h, consentendo di applicare alle ruote una forza frenante tra 0,4 e 0,5 g: si tratta di un risultato veramente notevole, perché parliamo di neve totale mista a ghiaccio, naturalmente con pneumatici invernali.

Infine siamo saliti su un’altra Subaru WRX STI, rossa questa volta, per esercizi di derapata. Sterzata secca intorno ad un birillo e l’istruttore-passeggero della Subaru Driving School che tira il freno a mano: controsterzo, pendolo, traversi vari. Con l’elettronica disattivata, sempre per capire cosa accade quando si eccede nella velocità su superfici molto viscide. Infinitamente divertente e utile per farci riflettere sugli imprevisti di un fondo imprevedibile, perché cambia in continuazione al variare della temperatura.

TEMU’, NEL CUORE DELL’ADAMELLO

Subaru Snow Drive Experience il weekend sul passo del Tonale

Nel pieno del bosco del parco dell’Adamello si trovano le piste di Temù, molto apprezzate dagli sciatori di tutta Europa. I più esperti possono cimentarsi con soddisfazione nella pista nera che porta il nome del luogo: dalla quota di 1.503 metri scende fino al parcheggio, raggiungibile alternativamente con la seggiovia.

E’ ora di pranzo, dove mangiare tra una discesa e l’altra? Ad esempio al ristorante Traviolo. In particolare la pizza è la pietanza preferita dai suoi clienti. Ma il menu comprende parecchie specialità locali, dai casoncelli alla polenta con brasato, passando dagli gnocchetti alle ortiche (Info: ristorante Traviolo – Via Prevalè, 7 – 25050 Temù BS – Tel. 0364.906066).

SUBARU WRX STI – MASSIMO DIVERTIMENTO ALLA GUIDA

Subaru Snow Drive Experience il weekend sul passo del Tonale

E’ l’erede diretta della mitica Impreza pluricampione del mondo nel rally. Negli anni più recenti si è cimentata nell’endurance, vincendo la 24 ore del Nürburgring per quattro volte nelle ultime sei edizioni. La versione stradale della Subaru WRX STI rispecchia tutte queste caratteristiche. Il modello 2017 accentua nel design ancora di più il suo lato cattivo, dal logo STI in rosso ciliegia sulla calandra ai fari a Led autolivellanti, al contorno in nero lucido di fendinebbia e indicatori di direzione. Nel profilo è imponente il parafango, dotato di protezioni contro i detriti dei fondi sterrati o fangosi. Nella coda è immancabile la grande ala posteriore, così come l’estrattore (vero elemento per aumentare il carico aerodinamico). Negli interni tutto è a misura di pilota, compreso il DCCD, Driver’s Control Center Differential, cioè il controllo del differenziale centrale, per i piloti esperti. Rivestimenti in pelle e Alcantara e audio Harman Kardon per rendere anche confortevole una splendida macchina da pilotaggio. Il motore turbo a benzina, naturalmente boxer, ha cilindrata 2.5 e una potenza di 300 cavalli, insieme a 407 Newton metri di coppia massima a 4.000 giri. La mappatura del motore è configurabile dal pilota in tre modalità, tramite il sistema SI-Drive. Sofisticata trazione integrale sportiva, nella più pura tradizione Subaru: tre differenziali autobloccanti, di cui il posteriore è di tipo Torsen. La coppia è ripartita standard 59% dietro e 41% davanti ma si può arrivare anche al 50%. Cambio manuale a 6 marce, da piloti. Allestimento unico, prezzo di listino 44.500 euro.

SUBARU LEVORG, LA STATION CHE AMA LO SPORT

Subaru Snow Drive Experience il weekend sul passo del Tonale

I modelli delle Pleiadi non offrono solo divertimento ma anche capacità di andare dappertutto per qualsiasi utilizzo. Per chi non ha bisogno di un SUV ma vuole ampia versatilità, la Subaru Levorg è un’auto ideale. E’ una station wagon ma ha anche doti sportive. Design accattivante, finitura carbon look ai fari anteriori, spoiler posteriore. Ampio spazio di carico, in quattro si viaggia molto comodi, ci si può stare anche in cinque per brevi tratti. Il modello 2017 accentua le caratteristiche di comfort migliorando l’insonorizzazione e dotando la vettura dei sistemi di infotainment e comunicazione più aggiornati. Motore unico, boxer 1.6 turbo a benzina da 170 cavalli e una coppia massima di 250 Nm disponibile già a 1.600 giri, fino a 4.800. Cambio automatico CVT Lineartronic, appositamente tarato per un utilizzo più sportivo: infatti opera anche in modalità manuale, simulando 6 marce virtuali (i CVT hanno rapporti infiniti) selezionabili dalle palette al volante. Tre allestimenti: Free, Sport Style e Sport Unlimited, prezzi rispettivamente di 26.990, 30.990 e 34.990 euro.

SUBARU BRZ, IL DIVERTIMENTO CLASSICO

Subaru Snow Drive Experience il weekend sul passo del Tonale

La Subaru BRZ è un modello atipico per questa marca, perché non ha la trazione integrale ma posteriore pura. E’ progetto congiunto con Toyota, la gemella della GT86. Coupé di classe, tutta pepe. Qui conta esclusivamente la guida: il motore è sempre boxer, quindi baricentro molto basso; peso contenuto, telaio molto rigido, sospensioni sportive. Cambio rigorosamente manuale a 6 marce. Quattro modalità di guida differenti, compresa la disattivazione totale del VSC (però solo in pista e solo se si è veramente esperti). Differenziale posteriore autobloccante Torsen. Interni sportivissimi. Motore a benzina 2.0 aspirato da 200 cavalli a 7.000 giri, coppia di 205 Nm da 6.400 a 6.600 giri, per emozioni dal sapore classico. Allestimento unico, prezzo 32.390 euro.

Il nostro weekend in compagnia delle Subaru è purtroppo terminato. Ritorniamo nostalgici verso Milano.