Almeno una volta

Secondo giorno a Nantes, Porto Bretone, dove nacquero i sogni di Giulio Verne

Di Isabella Brega. Foto di Maurizio Fabbro

Una tappa a Talensac, con il suo effervescente mercato coperto del 1937, tempio di ostriche e formaggi, e un aperitivo al 32° piano della moderna torre di Bretagna, fra le uova del nido di una gigantesca cicogna firmata dall’artista Jean Jullien, anticipano già in qualche modo le meraviglie del secondo giorno. Un giorno che si apre sulla collinetta di Sant’Anna, nel quartiere operaio di Chantenay, affacciato sulla Loira.

Qui, sullo spiazzo Jean-Bruneau che svetta sulla città, la statua di bronzo di un ragazzino seduto su una panchina scruta l’orizzonte carico di promesse. È il piccolo Jules Verne, figlio di un magistrato, che nel 1839, a 11 anni, scappò di casa per imbarcarsi su una di quelle grandi navi in partenza per le favolose Indie per le quali si struggeva dal balcone della sua casa, posta pochi metri più in alto della piazza. Riacciuffato al primo scalo, riportato a Nantes, Jules scese a patti con la vita che la famiglia aveva scelto per lui. Si sposò con una donna ricca e poco amata e fece l’agente di cambio. Ma non rinunciò a sognare. Né a scrivere quei romanzi che nel 1862, con Cinque settimane in pallone, lo trasformarono in uno scrittore di successo.

Gli altri sogni d’artisti

Anche Nantes non ha rinunciato a sognare e ha ricostruito sulla fantasia e sull’immaginazione il proprio futuro. Basterebbe che ragazzino della collina di Sant’Anna gettasse un’occhio sull’altra sponda della Loira per vedere la sua Isola misteriosa, abitata da un elefante alto 12 metri ( formiche, pesci, aironi e piante giganti. Sono le creature meccaniche de Les Machines de l’Ile , un progetto artistico unico al mondo nato dalla tradizione della lavorazione del ferro e del legno ereditata dall’ex industria cantieristica. In quelli che un tempo erano i cantieri navali, Nantes cuce passato, presente e futuro e gioca la sua carta migliore, la più surreale e giocosa.

Giocattoli meccanici per grandi e bambini

Coniugando l’innovazione tecnologica, i mondo fantastici legati alla fantascienza ottocentesca di Verne, gli studi di Leonardo da Vinci, gli spettacoli della compagnia di teatro di strada Royal de Luxe e la storia industriale della città, Nantes mette in scena enormi giocattoli meccanici da ammirare, muovere o persino cavalcare . Dai pesci e dai calamari del Carrousel des Mondes Marins , una giostra di tre piani alta 25 metri con le creature mostruose ispirate a Ventimila leghe sotto i mari, all’enorme granchio motociclista Bernard l’Eremite, alla star indiscussa dell’attrazione, il gigantesco Elefante di 49 tonnellate che porta a spasso una quarantina di visitatori e spruzza acqua dalla proboscide.

A Nantes nel 2019 il sogno continua

Per il 2019 la città ha in serbo una grande sorpresa, l’inaugurazione dell’Albero degli aironi, una sorta di enorme giardino pensile costituito da un albero d’acciaio alto 35 metri, con un diametro di 50 metri e 22 rami attraversati da passerelle che permetteranno ai turisti di percorrerlo, fra piante vere, formiche e bruchi meccanici, mentre due enormi aironi con un’apertura alare di otto metri voleranno intorno alla struttura trasportando i visitatori. Una fiaba tradotta in realtà che farà tornare tutti bambini. Perché a Nantes i sogni non finiscono all’alba.

Foto di ATout France

 

 

LA MIA TOP TEN DI PAESI DA VISITARE “ALMENO UNA VOLTA” IN ORDINE ALFABETICO

Di Isabella Brega

IN ITALIA

Costiera Amalfitana e Napoli

il trionfo della luce, gioia degli occhi, del cuore, simbolo dell’arte di vivere all’italiana.

Il Po

i luoghi di Giovannino Guareschi e della saga di Don Camillo (Brescello, Roncole Verdi, Busseto, Roccabianca, Diolo), perché appartiene ai ricordi in bianco e nero di molti di noi. Luoghi veri e al tempo stesso reinventati in cui ognuno si può ritrovare. Il mondo contadino con i suoi valori e la sua saggezza semplice e antica, l’Italia del dopoguerra, provinciale e onesta, di qualsiasi colore fosse, forse migliore di quella di oggi. 

Mantova

una città misteriosa, legata ai Gonzaga e ai loro segreti, che non ostenta una bellezza facile e appariscente, non grida forte per farsi sentire. Va voluta, cullata, capita, metabolizzata. Va fatta scorrere sulla pelle, va respirata, cercando risposte fra le ombre annidate nei suoi sogni, nelle sue pieghe di pietra e di cotto. 

Torino

elegante e riservata, colta e attenta alle sollecitazioni del mondo contemporaneo. La città dei riti borghesi, della Mole e del secondo Museo Egizio al mondo dopo quello del Cairo.

Val Nerina

perché conserva una delle meraviglie della Natura italiana, la piana di Castelluccio, che durante la fioritura, si incendia di mille colori.

 

ALL’ESTERO

Birmania

una terra d’oro e di fango, di gloria e di miseria, di rubini e di mattoni, dove gli uomini hanno ancora nei gesti misurati e negli occhi limpidi il pudore sincero, l’eleganza misura e il mistero insondabile di una cultura antica nella quale continuano a specchiarsi. 

Irlanda

luogo mistico di spazi immensi e profonde solitudini, salmoni guizzanti, pub caldi di patate e di musica, schiumanti di Guinness, dove il vento regola pensieri ed emozioni e i sogni corrono sui fili d’erba.

Islanda

Estrema, dura, tutta d’un pezzo, non scende a compromessi. È un Paese per sottrazione, che svuota e libera la mente e il cuore e riporta tutto all’essenza. È natura allo stato puro, esuberante, drammatica, ascetica. È l’infanzia del mondo

Isole Marchesi

, le isole dei cannibali, le isole delle sensuali vahine: l’amore e l’orrore, la purezza e il peccato, la gioia e la solitudine. Un mito che è una fortuna e una condanna insieme, ma anche la responsabilità di custodire l’ultima grande illusione, di incarnare i sogni di assoluto, di essere l’ultima frontiera.

Nantes

Nantes vu par Patrick Messina. 2011 © Patrick Messina/LVAN .

 

 

 

 

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