San Pelagio (PD), nel giardino da cui partì il “folle volo” di D’Annunzio

Fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani e quest’anno celebra il centenario dell’impresa dannunziana. Fra labirinti, giardini storici e segreti, un castello medievale e l’affascinante Museo del Volo San Pelagio è aperto tutto l’anno

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Per un “weekend green” molto particolare, all’insegna sì, del verde, ma anche della storia, questa settimana vi portiamo a San Pelagio, in provincia di Padova, alla scoperta del castello e del giardino storico, che fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani.

La ragione in più per visitarlo è il centenario del “folle Volo” su Vienna, di Gabriele D’Annunzio, che lo pianificò proprio qui, e da qui partì il 9 agosto 1918 per raggiungere la capitale austro-ungarica e lasciare dal cielo migliaia di volantini inneggianti alla resa.

Il castello e la sua storia

Le origini del castello sono medievali. Risale infatti alla prima metà del Trecento la costruzione della torre merlata da parte dei Da Carrara, signori di Padova, che l’adibirono a funzione difensiva contro gli attacchi degli Scaligeri, signori di Verona.

La proprietà passa, nel Settecento, ai Conti Zaborra, a cui si deve l’ampliamento dell’edificio, con il riadattamento dell’ala padronale a residenza signorile e la realizzazione delle barchesse. Nella residenza si possono vedere, ancora oggi, le stanze che ospitarono Gabriele D’Annunzio e dove tutto è rimasto come allora per consentire ai visitatori di rivivere quell’importante momento storico

Il Parco delle Rose e dei Labirinti

L’armonia tra elemento naturale e paesaggio è l’impronta data al parco da Roberto Zaborra, nel Settecento. Il giardino “di rappresentanza” vanta ben 200 varietà di rose per un totale di circa 1000 esemplari, tra cui la rosa Aviateur Blériot, dedicata al trasvolatore della Manica del 1909.  Al centro si trova poi un’ampia vasca nella quale galleggiano ninfee variopinti e, attorno a essa, si notano cespugli di peonie, rose inglesi e cespugli di yucca.

Nel Giardino Segreto, si trovano invece cipressi, tassi, tigli secolari, una lagestroemia ultracentenaria, un vecchio diospiro dall’intensa produzione di frutti, viburni, ibischi, oleandri, la lippia citiodora, clematidi, gelsomini, lavanda, passiflora e altri esemplari di rose. Nel 1980, il parco è stato sottoposto a un accurato restauro, che ha comportato il censimento di tutte le specie botaniche esistenti e l’arricchimento di entrambi i giardini con nuove piante e migliaia di rose.

Dal giardino di rappresentanza ci si incammina lungo un viale di carpini centenari che formano un suggestivo tunnel. Giunti sulla sommità, si ammira l’antica peschiera e il campo da cui D’Annunzio partì per il suo “folle Volo” su Vienna insieme alla squadriglia della Serenissima.

Da quest’anno, in occasione del centenario, si possono intraprendere i percorsi dannunziani per andare alla scoperta del suggestivo giardino romantico, su cui si affacciano il salottino ottocentesco affrescato, l’antica cucina e la sala dei ricordi della famiglia Zaborra Avesani.

Infine, nel parco sono presenti due labirinti verdi. Il primo, il Labirinto del Minotauro, di 1200 mq, è stato creato nel 2000 per raccontare il mito di Icaro, evocando i labirinti delle Ville Venete. Il secondo, il labirinto del “Forse che sì, forse che no”, è stato invece costruito nel 2007 per sottolineare il concetto dannunziano di doppio. Nel marzo 2013 è stato invece inaugurato il terzo labirinto, dedicato all’Africa, ai miti del volo e alla sua botanica.

Il Museo del Volo

La villa padronale è oggi stata adibita a Museo del Volo, mentre nei suoi giardini è stato ricavato il Viale degli Eroi, dove sono state messe a dimora “piante aeronautiche”, come l’alloro, dedicato a D’Annunzio aviatore e poeta, e il frassino, dedicato al conte da Schio, che lo utilizzava nella costruzione dei suoi dirigibili.

Il Museo è invece stato inaugurato nel 1980 e ripercorre l’intera storia del volo umano, partendo proprio dall’impresa dannunziana, a cui è dedicata la parte principale, ricavata nelle stanze abitate dal poeta tra il 1917 e il 1919.

Il percorso museale si snoda poi attraverso le sale dedicate a Leonardo, ai fratelli Montgolfier, ai fratelli Wright, a Ferrarin, a Lindbergh, a Nobile, a Balbo, a Forlanini, a Gagarin e Armstrong, per un totale di oltre 30 sale per ripercorrere la più straordinaria impresa umana.

Il Museo 2.0

Da quest’anno, proprio in occasione del centenario del Volo dannunziano su Vienna, il Museo si è arricchito di una sezione 2.0 con spazi interattivi e multimediali. Tra questi c’è il Teatro Olografico “La storia del volo” che ripercorre la storia del volo umano da Icaro alla conquista dello spazio. Si potranno così “incontrare” gli uomini e i mezzi che, fin dai tempi della Gredia antica, avevano immaginato il volo umano.

E poi, ancora mongolfiere, aeroplani, dirigibili, elicotteri e mezzi spaziali di ogni tipo volano verso il visitatore e lo accompagnano all’esplorazione dei pianeti, delle galassie e delle nebulose in un crescendo di effetti sonori e visivi. Il tutto attraverso la proiezione olografica tridimensionale, risultato della combinazione di differenti tecnologie, chepermette di realizzare l’illusione di una vera immagine 3D.

Nella Sala Emozionale “Il Sogno di volare”, invece, si può vivere l’emozione di un’ascensione in mongolfiera attraverso giochi di luce, mapping ed effetti sonori che avvolgono il visitatore e lo portano virtualmente a bordo dei romantici palloni ad aria calda.

Nella Sala dei Piloti, invece, si può rivivere la notte prima del volo su Vienna, con 11 piloti intorno a un tavolo, con al centro il loro comandante, Gabriele D’Annunzio. Una voce in lontananza evoca i comandi del Vate che esorta i suoi piloti e raccoglie il loro giuramento di fedeltà prima della partenza.

Infine, nella sala “Il volo su Vienna” è stato ricostruito un vecchio hangar del campo di volo di San Pelagio nel 1915-18, con enormi proiezioni alte più di 7 metri che fanno rivivere al visitatore il volo su Vienna: la rotta, gli aerei, le parole del Vate e il lancio di volantini con il tricolore inneggianti alla resa. Filmati d’epoca e rielaborazioni in realtà virtuale portano il visitatore a volare con il Poeta e la sua squadriglia “La Serenissima” da San Pelagio a Vienna e ritorno.

Nel Secret Garden, visite guidate e degustazioni

Attiguo al Museo del Volo si trova il punto di ristoro “Secret Garden”, a cui si accede attraverso un cancelletto antico che da via San Pelagio si affaccia sul Giardino Segreto, con le sue piante centenarie, la vasca ovale di uso termale e le suggestive statue. Presso il punto di ristoro è possibile effettuare degustazioni guidate di vini di pregio delle Cantine La Mincana-Dal Martello e salumi tipici, da abbinare a visite guidate al castello e al parco

COME ARRIVARE

In auto: da Milano: Autostrada A4 Torino-Trieste, uscita Padova Ovest. Entrare in SS47 Padova/Vicenza/Selvazzano e poi prendere la SR47 e proseguire per circa 3,5 km fino all’uscita 8 verso Padova/Via Adriatica. Proseguire dritto fino alla rotonda, 2° uscita per immettersi su SS16. Proseguire poi per circa 6 km circa poi svoltare a sinistra sulla SP30. Proseguire per circa 600mt poi svoltare a destra e prendere Via di San Pelagio fino al Castello. Da Bologna: Autostrada A13 Bologna-Padova uscita Terme Euganee. Mantienere la sinistra al bivio, seguire le indicazioni per Battaglia Terme, e proseguire per circa 6 km sulla SS16 fino all’arrivo al Castello di San Pelagio.

INFO

Castello e Parco di San Pelagio, via San Pelagio 34, Due Carrare (PD)

Tel 049/9125008, www.castellosanpelagio.it

Orario: gio-ven 10-13 e 14.30-18.30; sab-dom e festivi 10-19

Ingresso: Museo e Parco intero € 12, ridotto 5-14 anni € 8; famiglia 2 adulti +2 bambini € 35. Solo Parco biglietto unico € 8.