Porsche Macan 2018: weekend da 911, posti da SUV

Riprende sempre di più la "cugina filante". Forti le citazioni nel posteriore. Spaziosa, pratica per la città e per le gite fuori-porta

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Porsche Macan 2018 – Si può guidare una sportiva di razza, senza rinunce ? Era il 2013 quando Porsche svelò la prima Macan, una versione più snella della sorella maggiore Cayenne. La linea era filante, le dimensioni da crossover appetibili anche a chi, quella Cayenne, non la soffriva. Era perfetta per la città, ma in grado di uscirne con nonchalance. Era un SUV, ma che si guida come una sportiva. Insomma uomini, donne, padri di famiglia, giovani, soddisfava tuti i gusti. Anche chi in garage voleva una due posti, magari con un sei cilindri piatto al posteriore.

Chiaramente la formula non è cambiata, anzi. La nuova Porsche Macan, con il restyling 2018, è ancora più riuscita. Il restyling la rende chiaramente più moderna, all’esterno come all’interno. I cambiamenti più sostanziali sono al posteriore, con una firma luminosa unica che comprende anche il logo Porsche. La scritta è incastonata nell’unica firma color rubino che corre da faro a faro.

L’anteriore è praticamente invariato, così come la linea. Ci sono però particolari sparsi che sono stati ispirati dalle cugine super, 911 e 918. La Porsche Macan è (se possibile per un crossover) ancora più incisiva su strada, con un design che anela alle supercar. La tecnologia fa parte di questa  Quest’ultimo è sicuramente il più pulito, sportivo e riuscito della categoria. E’ in tutto e per tutto una Porsche, ma con qualche chilo e posto in più.

Le novità però non riguardano solo la parte estetica. Infatti la nuova Porsche Macan ha ricevuto una profonda messa a punto del telaio in alluminio e della trazione integrale Porsche Traction Management (PTM). Inoltre è disponibile un nuovo disegno delle gomme (fondamentali per una guida un pò “spinta”). Questo perché rimane una sportiva, e il suo habitat naturale sono le alte velocità, su strada come fuori. La dinamica di guida è infatti punto fondamentale dello sviluppo di questo modello e, chiaramente, filosofia Porsche.

Parlato della dinamica di guida, non si può tralasciare la tecnologia. Gli aiuti alla guida di ultima generazione sono, naturalmente, tutti presenti all’appello, ma è sul cruscotto che accadono le cose più interessanti. E’ infatti stato implementato uno schermo touch full-HD da 11′. Sviluppato in orizzontale  è molto ben integrato, incorniciato da alluminio spazzolato, pelle e materiali morbidi. All’interno le ultime funzioni di Panamera, grafica aggiornata, comandi vocali Voice Pilot, informazioni in tempo reale sul traffico, fino alla Offroad Precision App (che registra live i percorsi fuori strada).
Lo schermo è affiancato, in optional, al volante GT, (con comandi al volanti e tasto sport) ispirato alla sopracitata 911.

Le motorizzazioni non state svelate ancora completamente, ma sicuro è il 2.0 quattro cilindri turbo , con 242 CV370 Nm di coppia. Lo scatto 0-100 è di 6,7 secondi , con una velocità massima di 225 km/h. Niente male per un crossover. Il prezzo non è proibitivo rispetto l’offerta, ma immaginiamo che per le personalizzazioni il limite sia la fantasia.

 

 

Emanuele D'Argenzio

Blogger, e prossimo giornalista, vive per le auto e nel tempo perso frequenta Urbanistica al Politecnico di Milano, con l'obbiettivo di ordinare le città ormai troppo incasinate. E’ ormai da due anni che ha la fortuna di provare e scrivere elogi a sculture su quattro ruote, ma non si risparmia sul pattume dei giorni nostri. Al suo attivo anche due corsi di guida ACI e un video-tour con una Cactus, in collaborazione con Citroen Italia.Le sue auto preferite sono quasi sempre più vecchie di lui, e prova nostalgia per un tempo che non ha vissuto, dove l’odore era quello della benzina e dell’olio.