Neive, il borgo dei quattro vini (1° giorno)

Andar per cantine, ma anche per enoteche e “vinerie” per gustare i due DOCG e i due DOC di questo splendido borgo che sorge tra le Langhe e il Monferrato, da poco entrato a fare parte dei Borghi più Belli d’Italia. E potete provare a preparare la torta alle nocciole con lo zabaione al Moscato con la nostra ricetta

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Tre rossi, il Barbaresco DOCG, il Barbera d’Alba DOC, il Dolcetto d’Alba DOC, e un celebre bianco, il Moscato d’Asti DOCG, ma anche il pregiato tartufo bianco e le nocciole del Piemonte IGP fanno di Neive, in provincia di Cuneo, uno dei borghi da visitare e, soprattutto, da gustare. Da poco inserito tra i “Borghi più belli d’Italia” per la sua storia e le sue bellezze storico-architettoniche e paesaggistiche, non potevamo farcelo scappare per trascorrere insieme a voi un weekend autunnale tra i paesaggi delle Langhe, tanto care a Beppe Fenoglio e a Cesare Pavese.

Passeggiando tra le antiche vestigia medievali

Il borgo si estende tra l’ultima Langa del Moscato e le colline del Monferrato, una terra generosa e pittoresca. Il centro storico conserva ancora il suo impianto medievale, nonostante non rimanga più nulla dell’antica rocca. L’aspetto più evidente di questo passato antico è rappresentato dalle case dai tetti rossi, addossate le une alle altre. Dall’alto, invece, si gode uno splendido panorama sui vigneti.

Accediamo alla parte storica attraverso Porta San Rocco. A sinistra dell’arco si trova la cinquecentesca Cappella di San Rocco, a pianta quadrangolare e, poco distante Casa Demaria del XVI secolo. Di fronte alla cappella c’è invece il Palazzo dei Conti Bongioanni Cocito, in stile barocco, realizzata su progetto di Giovanni Antonio Borgese attorno al 1750. L’interno conserva alcuni pregiati affreschi, decorazioni e stucchi in stile rococò.

Neive vanta ben 36 cantine, molte delle quali sono ospitate in dimore signorili. Tra queste c’è il palazzo settecentesco dei Conti di Castelborgo, che raggiungiamo imboccando la prima strada a sinistra da via Demarca e, da qui, svoltando in via Lafleur. Nelle cantine del palazzo, dove ancora oggi avvengono pregiate produzioni vinicole, sono stati eseguiti i primi esperimenti per la vinificazione del vitigno Nebbiolo, che porteranno poi alla produzione del Barbaresco.

Proprio di fronte al palazzo si trovano invece i Giardini dei Conti di Castelborgo, dai quali si accede passando attraverso una serie di archi e cancellate di ferro battuto su cui spicca lo stemma della famiglia nobiliare, opera dell’architetto Giovanni Antonio Borgese del 1751.

Tra palazzi, cantine e distillerie

Procedendo ancora dalla Porta di San Rocco arriviamo in Piazza Italia, la più importante del borgo, circondata da case variopinte. A destra si trova la parte medievali, mentre a sinistra si trovano palazzi costruiti dopo la metà del XVI secolo. Tra questi c’è il vecchio Palazzo Comunale, noto anche come Palazzo dell’Orologio, originario del XVI secolo ma oggetto di un importante rifacimento da parte dell’architetto Borgese nel 1760.In stile rococò piemontese, è provvisto di un timpano slanciato e possente, che sorregge l’orologio.

Proprio di fronte si trova invece quella che fu la residenza di Borgese, ora sede degli uffici municipali. Nelle cantine è oggi ospitata la Bottega dei Quattro Vini, di proprietà dei produttori locali, che si alternano nella sua conduzione. All’interno, è possibile effettuare degustazioni guidate di Dolcetto, Barbaresco, Barbera e Moscato accompagnati da salumi e formaggi.

Si affaccia su Piazza Italia anche il Museo Casa della Donna Selvatica (www.distilleriaromanolevi.com) che merita senz’altro una visita. Il Museo testimonia l’arte dei fratelli Lidia e Romano Levi che hanno continuato la tradizione di famiglia producendo una grappa unica, nota come la “Grappa della Donna Selvatica”. Spicca non solo per il sapore unico, frutto di sapienti composizioni di erbe immerse nel distillato di vinacce, ma anche per l’arte con cui sono realizzate le etichette delle bottiglie, disegnate a mano. Talmente uniche che sono state identificate nella corrente artistica chiamata “Arte Selvatica”. Oggi, le bottiglie sono contese da collezionisti e dai ristoranti più famosi del mondo.

Dalla fine di Piazza Italia prendiamo poi via Cocito e saliamo fino a Pian Castello. Sulla sinistra, incontriamo il Palazzo dei Conti Cocito, la famiglia nobile più antica di Neive. Oggi il palazzo ospita il ristorante La Contea, mentre, di fronte, si trova l’enoteca Il nido della Cinciallegra, degli stessi proprietari, dove è possibile degustare vini e prodotti locali selezionati da aziende del territorio.

L’edificio privato più antico di Neive in assoluto è invece Casa Cotto, che risale agli inizi del XIII secolo. Di proprietà di una famiglia di banchieri, era provvista anche di una torretta, oggi in parte scomparsa. Durante i restauri sono stati rinvenuti nell’archivolto della porta di ingresso alcuni mattoni di epoca romana. Dello stesso periodo è la Torre dell’Orologio, del 1224, che ha incastonata nelle mura una lapide funeraria romana dedicata a una coppia di sposi.

Risale invece al X secolo la Torre del Monastero, che si incontra sulla strada per Mango. In stile romanico, è a pianta quadrata ed è l’unica testimonianza rimasta del monastero benedettino di Santa Marta del Piano. Merita una sosta anche l’arciconfraternita di San Michele, anch’essa opera del Borgese, costruita tra il 1759 e il 1789, in stile barocco sabaudo, a navata unica sormontata da una cupola a base circolare. Sul portale sono stati scolpite le allegorie dei diritti dell’uomo.

Uscendo dal centro per la porta a Nord, si incontra invece la Cappella di San Sebastiano, del XV secolo, ma ricostruita nel XVII, dedicata al santo venerato, insieme a San Rocco, per la sua protezione dalla peste.

Appena fuori dal centro storico, invece, nei pressi del cimitero nuovo, si trova la Cappella Riccardi Candiani, costruita negli anni Venti del Novecento dallo scultore torinese Carlo Biscarra. In stile neogotico, ha una facciata ispirato a quella del Duomo di Chivasso con decorazioni in cotto di ispirazione Art Nouveau e gotiche. Al suo interno si trovano invece le tombe di famiglia dei Conti di Castelborgo.

Si conclude qui la nostra visita al borgo. Nella seconda parte del nostro itinerario vi proponiamo un tour di-vino, alla scoperta dei piccoli borghi nei dintorni, con meta finale la splendida città di Alba, da visitare in occasione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco.

Neive da gustare

In questa terra così ricca e generosa, c’è solo l’imbarazzo della scelta su che cosa gustare durante il vostro soggiorno. Se una degustazione dei quattro vini è d’obbligo, tra i prodotti tipici delle Langhe ci sono le Nocciole del Piemonte IGP e il celebre Tartufo d’Alba. Ottimi anche i salumi locali, tra cui un salame dal sapore dolce e profumato al Barbaresco e i formaggi delle Langhe, come la robiola, il Murazzano, il Bra, nella versione tenera o stagionata, e il Bross.

Fermandovi in uno dei tanti ristoranti, agriturismo o trattorie che propongono menù tipici, potete scegliere tra bagna caôda, tajarin al tartufo, carne cruda all’albese o coniglio al civèt. Come secondo, o come piatto unico, il fritto misto alla piemontese, a base di carne e frattaglie. Infine, da non perdere i dolci, come la torta alle nocciole e lo zabaione al moscato, che vi proponiamo di preparare seguendo la nostra ricetta.

Torta di nocciole con zabaione al Moscato

Ingredienti

  • 250 gr di nocciole del Piemonte sgusciate
  • 280 gr di zucchero
  • 8 tuorli
  • 6 albumi
  • 80 gr di Moscato
  • Burro
  • Sale

Tritate grossolanamente le nocciole, poi frullatele con 150 gr di zucchero e in pizzico di sale. Montate a neve gli albumi con 50 gr di zucchero. Prendete una ciotola e mescolate le nocciole frullate con i 4 tuorli. Unite anche gli albumi montati a neve e mescolate delicatamente. Imburrate uno stampo di circa 25 cm di diametro e versatevi il composto livellandolo. Infornate a 170°C per circa 40 minuti. Nel frattempo, preparate lo zabaione mescolando in una casseruola gli altri 4 tuorli con 80 gr di zucchero e 80 di Moscato. Scaldate il composto a bagnomaria, poi montatelo con lo sbattitore elettrico. Servite lo zabaione appena fatto con la torta tiepida.

COME ARRIVARE

In auto: da Torino, A21 con uscita Asti Est, poi prendere la A33 Asti-Cuneo con uscita Neive. Da Asti, A33 Asti-Cuneo con uscita Neive. Da Cuneo, SS231 fino all’incrocio di Baraccone di Castagnito, poi voltare a destra e procedere per circa 6 km. Da Alba, seguire per Asti, poi all’altezza di Castagnito svoltare in direzione di Barbaresco-Mango e seguire indicazioni per Neive.

DOVE MANGIARE

*La luna nel pozzo, Piazza Italia, Neive, tel 0173/67098, www.lalunanelpozzo-neive.it Ristorante di buon livello con menù piemontese e ingredienti biologici e di qualità. Piatti a base di tartufo e buona carta dei vini. Menù degustazione da € 45 a € 58. Menù tartufo da € 110. Alla carta € 42/65

*La Cantina del Rondò, via Fausoni 7, Neive, tel 0173/679808, www.cantinadelrondo.it Propone un menù con piatti tipici delle Langhe, realizzati con ingredienti biologici, come uova e farine, e locali da piccoli fornitori. Vini delle Langhe di produzione propria. Menù da € 35, menù tartufo da € 85; alla carta da € 40.

DOVE DORMIRE

*Hotel Borgese, via Circonvallazione 1, Neive (CN), tel 0173/1950170, www.hotelborgeseneive.com Ristrutturato nel 2016, offre camere e suite arredate con materiali naturali, come la pietra di Langa, e i pavimenti in parquet. Ogni stanza è arredata secondo un tema. Nelle suite sono presenti anche doccia o vasca emozionale con aromaterapia o cromoterapia. Doppia da € 100.

*Hotel Castelbourg, via Cocito 1, Neive, tel 0173/67380, www.castelbourg.com Albergo ricavato in una casa del XVIII secolo completamente restaurata con particolare cura all’organizzazione degli spazi interni. Dispone di camere a bagni spaziosi e luminosi, arredate nei dettagli. Doppia da € 90

INFO

www.comunedineive.it