Almeno una volta

Nantes, la città della fantasia

Di Isabella Brega. Foto di Maurizio Fabbro

Quando un viaggio ti cattura e ti regala spazi per sognare e tempo per riflettere ascolti la sua voce e i suoi segreti, accetti di perderti, di confrontarti con l’ignoto, con i suoi ritmi e le sue regole. A mano a mano che ti allontani dall’abitudine cominci a conoscere e a sperimentare nuovi linguaggi, nuove possibilità di raccontare il mondo. Sospendi il tempo del quotidiano, metti in pausa il fragore assordante dei doveri, ti senti più leggero e riannodi quei fili spezzati che ci fanno ritrovare e arricchiscono il nostro io.

A Nantes, la città bretone affacciata sulle rive della Loira, il filo di Arianna da seguire è una sottile linea verde disegnata per terra. Il filo della storia, dell’arte e della fantasia, che sottende il passato e ridisegna il futuro e che nei suoi 12 chilometri di lunghezza inanella i luoghi e i monumenti che caratterizzano la città natale dello scrittore Jules Verne, l’autore fra gli altri del Viaggio al centro della Terra e di Ventimila leghe sotto i mari.

Vue aérienne de Nantes, pointe de l’île de Nantes. © Régis Routier | Ville de Nantes

Fino al XIX secolo città sfilacciata da due fiumi, la Sèvre e l’Erdre, Nantes è fiorita sul suo porto, opulento e feroce, il primo di Francia, con i suoi cantieri navali e il traffico di merci, ma anche sul dolore degli schiavi, scambiati con caffè, cotone e zucchero di canna provenienti dalle colonie come Haiti, Santo Domingo, Martinica e Antille.

Città d’acqua che sa di burro e di sale

Nantes sa di burro e di sale. Gli ingredienti dei suoi celebri biscotti LU –nella cui ex fabbrica, con la sua torre tutta stucchi, oro e colori pastello, è stato ricavato il centro culturale polivalente Lieu Unique – ma anche la fragranza bon-ton dei fastosi palazzi degli armatori nantesi su quella che un tempo era l’isola cittadina Feydeau, che divideva in due la Loira, mentre la sapidità le viene dalle provocazioni dell’arte contemporanea non meno che da quell’oceano che si respira nel vento e si percepisce nel suo cielo, smaltato e terso come solo le città di mare sanno regalare. È invece l’ultimo tratto della Loira, nel quale si insinua l’irrequietezza selvatica del mare, a regalarle una dolcezza languida e malinconica.

Sostenibile e creativa

Chiusi negli anni Ottanta i cantieri navali, superata una grave crisi economica, la città ha saputo reinventarsi e ridisegnare il proprio futuro, conquistando il primato di città più vivibile di Francia. Ha deciso di puntare sul turismo, soprattutto quello sostenibile, investendo in piste ciclabili, battelli elettrici, camere d’albergo eco-certificate e parchi (ogni abitante ha a disposizione 57 metri quadrati di verde), ha recuperato il suo centro storico e creato una vasta area pedonale.

Ha messo a punto un efficiente sistema di mezzi pubblici, ma soprattutto si è messa in discussione e si è reinventata come luogo di creazione, condivisione e sperimentazione artistica, ben rappresentato dalle opere d’arte contemporanea della biennale Estuaire e dal festival Le Voyager à Nantes, lungo due mesi. Un luogo dove le istallazioni artistiche disseminate nelle sue vie, nei suoi spazi pubblici e lungo il canale della Loira non sono vissute dai suoi abitanti come corpi estranei, meri accessori decorativi, ma sono connessi allo spirito della città e intessuti nell’ordito urbano.

Il salotto buono di Nantes

Il quartiere medievale di Bouffay, con i suoi ristoranti, i bar, i negozi e le casette a graticcio che abbracciano la cattedrale dei Ss. Pietro e Paolo, prezioso scrigno gotico della sontuosa tomba di Francesco II e Margherita di Foix (1507), e il candido palazzo rinascimentale , imprigionato dalle mura, di quell’Anna di Bretagna, due volte regina di Francia, sono la meta ideale del primo giorno di un weekend alla scoperta di questa poliedrica città. La cui storia può essere completata dal salotto buono della borghesia di Nantes nel XVIII-XIX secolo, il quartiere di Graslin, con i suoi ampi viali, le piazze ornate da fontane alle quali si aggrappano ninfe e dei, l’Opéra neoclassica, il Passage Pommeraye, bomboniera di putti, scalinate e negozi, e il tempio della gastronomia locale, La Cigale, delirio ornamentale art nouveau, Muscadet frizzante e bechamelle.

INFO NANTES

Dove dormire: Sōzō Hotel nel cuore di Nantes, è un boutique hotel 4 stelle dall’atmosfera unica, infatti è stato ricavato da una cappella di fine ‘800, Notre-Dame-desAnges, ospita 24 camere e suites personalizzate  www.sozohotel.fr

Eventi futuri: la città è il punto di partenza di un nuovo itinerario originale che porta da Rennes a Saint-Malo, fino a Mont-Saint MIchel. Un percorso fra tesori, arte e storia, mix di verità oniriche  e di sguardi contemporanei. www.nantes-tourisme.com ; inoltre ogni anno Nantes si anima grazie al Voyage à Nantes, che si rinnova ogni anno con idee e artisti sempre diversi www.lwvoyageanantes.fr

Come arrivare: voli diretti da Milano, Roma, Venezia, Napoli e Pisa

 

CHI E’ ISABELLA BREGA

Isabella Brega, journalist, executive editor of Touring Magazine, pictured in her office

Nata a Milano, dopo gli studi in Lettere Moderne, dal 1987 lavora nella redazione delle riviste del Touring Club Italiano. Dal 2012 è caporedattore centrale di Touring, edita dal TCI. Per i periodici ha scritto numerosi servizi di carattere socio-geografico. Per le edizioni White Star ha pubblicato: Canyon Country (1995); Atlanta (2000); Las Vegas (2000); Washington (1997); Scozia (1996); Egitto (2000); Argentina (2007), tradotti in varie lingue. Per l’editore Archideos: Ville esclusive & Resort (2003) e Ville del lago (2011)…ultimo, per  Edizioni Albeggi: La verità di Elvira – Puccini e l’amore egoista (2018).

Domani il secondo giorno di questo weekend da sogno.

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