I weekend e i viaggi preferiti da Pavarotti, il grande tenore/viaggiatore

Nicoletta Mantovani, ci svela le mete preferite del grande tenore, a dieci anni dalla sua scomparsa: Barbados, Napoli, New York, Cina e, naturalmente, la sua Modena

Spread the love

di Raffaele d’Argenzio

L’occasione è la presentazione del libro Romanza Noir, un’antologia di racconti dedicati a Luciano Pavarotti, nel decimo anno dalla sua scomparsa. Editore modenese, autori quasi tutti modenesi, come modenese è il grande Pavarotti, che questi racconti ha ispirato. L’incontro è a Milano in piazza Duomo 21, una piccola porta a lato sinistro della Galleria Vittorio Emanuele. Qui si entra e un ascensore vi porta in alto e vi spinge in uno stretto corridoio. Capiamo che siamo in alto, ma dove? Per fortuna una voce ora ci chiama, una voce che tutto il mondo conosce, quella di Luciano Pavarotti, che ora ci guida fra tavoli e foto fino a quel suo grande volto che ci attrae da lontano. Siamo nel ristorante “Pavarotti Milano Restaurant Museum”, sotto le grandi travi di quelli che sono i tetti della Galleria Vittorio Emanuele, uno monumento simbolo di Milano

Nicoletta Mantovani, che è stata la seconda moglie del Maestro, si muove a proprio agio in questo locale, una delle tante cose da lei fatte per tenerne viva l’immagine e la memoria del marito, e ci riceve con dolcezza e naturalezza emiliana. Prende in mano il libro, lo sfoglia…

“Questo libro, l’idea del giallo legato a lui, secondo me sarebbe una cosa che gli sarebbe piaciuta. Poi anche l’idea che ci sono anche degli autori di Modena gli sarebbe piaciuta. L’ho accettata, perché mi sembrava un bel progetto, innovativo, diverso dal solito, di cui non avevo sentito parlare prima. L’unica pecca è la copertina viola! Per il teatro è un colore che porta sfortuna”, sorride.

Nicoletta Mantovani con alcuni autori di Romanza Noir

Perché la presentazione qui a Milano, nel ristorante Pavarotti?

“Perché qui c’è anche una sua grande passione, quella del cibo, della cucina, che rimanda alla convivialità, che era un po’ un fil rouge della sua vita, ma anche di molte storie contenute nel libro. Noi abbiamo creato questo ristorante qualche anno fa per far conoscere la cucina modenese, abbiamo portato qui alcuni suoi cimeli, anche se il grosso rimane alla Casa Museo di Modena. E molti ci vengono anche per questo, infatti sta andando molto bene”, continua Nicoletta.

Una parte del ricavato delle vendite di questo libro andrà alla Fondazione Pavarotti per i prossimi progetti, vero?

“Sì, certo. Per aiutare la fondazione che abbiamo aperto per poterlo ricordare, ma anche per portare avanti il suo sogno di valorizzare i giovani cantanti. Qui al Pavarotti Milano Restaurant Museum, una volta a settimana si esibiscono i giovani talenti. A Luciano piaceva insegnare. Abbiamo il sogno di aprire un’Accademia, ma ci vogliono molti fondi. Per ora offriamo un palcoscenico, da lì i giovani vengono notati e per alcuni si sono aperte le porte di alcuni importanti teatri in Italia e in Europa. Per l’Accademia ci stiamo lavorando”.

Pavarotti amava i gialli?

“Amava il tenente Colombo, i libri di Agatha Christie, ma anche tutti i film di genere”.

Dato che il Piazza Duomo e in galleria risplendono alberi di Natale, qual era il rapporto di Pavarotti con questa festa?

“Lo amava molto, come le feste in genere. Per lui il Natale era famiglia, stare tutti insieme. E ha fatto bellissime incisioni, anche “Tu Scendi dalle Stelle” con il Coro dell’Antoniano, perché era legatissimo a Mariele Ventre. Ci teneva tantissimo alle arie sacre. Doveva fare il Magnificat con Mina, poi ha cominciato a non sentirsi bene e non se ne è fatto nulla. È stato uno dei suoi più grandi rimpianti…Ma un concerto con canzoni di Natale lo aveva fatto con i Tre Tenori a Vienna, una bella città che amava”.

 Quali altre città amava? 

“Sicuramente la sua amata Modena, a cui era molto legato. Poi Merano, dove amava ritagliarsi una settimana di vacanza per rilassarsi. E poi New York, cheera la sua seconda casa dopo l’Italia, e non solo perché collaborava spesso con il Metropolitan. infatti aveva preso un bellissimo appartamento con vista su Central Park”

E quali erano le sue mete preferite per le vacanze?

“Un altro suo rifugio erano le isole Barbados. Amava il mare più che la montagna, e leBarbados sono un angolo di Paradiso, dove Luciano amava fare lunghe passeggiate sulla spiaggia, giocare a golf e a tennis. Un altro luogo che amava molto era l’Australia. Luciano amava Sidney, mentre io preferivo Perth. Gli piaceva molto il modo di vivere australiano, così a misura d’uomo”.

E la Cina, oggi così gettonata?

“Per Luciano la Cina era stata una scoperta. È stato uno dei primi ad andarci, con il primo aereo Alitalia che fece quella rotta. Per la prima volta, poi, proprio per Luciano Pavarotti è stata aperta la Casa del Popolo, mentre per un concerto dei Tre Tenori furono aperte le porte della Città Proibita

Tornando in Italia, Pavarotti amava anche il sud?

“Adorava Napoli. Non solo per aver lavorato al Teatro San Carlo, ma per tutta la cultura partenopea. Aveva cantato molte canzoni napoletane. Mi raccontò che uno dei più bei complimenti che gli era stato fatto da un napoletano era stato: “La tua pronuncia (napoletana) fa schifo, ma il cuore, quello ce l’hai tutto”. Ecco un altro ricordo straordinario. Luciano era al teatro San Carlo e Bassolino, allora sindaco, gli chiese di fare un concerto a Ponticelli, quartiere periferico, per rilanciarne la zona. Luciano disse che lo avrebbe fatto gratis, ma avrebbe cantato quello che diceva lui. “Faccio un Verdi Requiem”.La gente arrivava con i pop corn, con voglia di divertirsi …uno sfracello, dal palco avevano paura che arrivassero fischi. Invece fu il Verdi Requiem più silenzioso di sempre.  Luciano disse: “Il Verdi Requiem piace non a chi ha cultura, ma a chi ha cuore. E i Napoletani ce l’hanno. Una delle più belle lezioni di Luciano”

Dal cuore alla gola: il suo piatto preferito?” La pasta. Le Tagliatelle al ragù e gli spaghetti al pomodoro. Lui chiedeva sempre gli spaghetti al pomodoro, diceva che se facevano bene quelli, facevano bene tutto”

Ora sappiamo tanto di più sulla vita di viaggiatore del grande tenore, tanti ricordi che Nicoletta Mantovani ci regala, con una voce che non travolge come quella del Maestro ma che quando ne parla arriva ugualmente al cuore.

Raffaele D’Argenzio

A cena con il Maestro nel Ristorante Museo

Splendida la location della presentazione di Romanza Noir, il Pavarotti Milano Restaurant Museum (www.pavarottimilano.com). Molto più che un ristorante, ma un luogo dove sono riunite tutte le passioni del grande tenore: il buon cibo emiliano e modenese in particolare, alcuni dei suoi cimeli, come uno dei suoi celebri foulard, lo smoking indossato durante le sue esibizioni e il suo inseparabile panama, ma anche articoli di giornale, spartiti, ritratti e fotografie che ripercorrono la sua unica e lunga carriera costellata di successi. E qui, una volta a settimana, durante la serata dedicata alla musica dal vivo, si esibiscono i giovani talenti a cui il Maestro ha sempre dedicato tanta attenzione. Ed è proprio a loro, attraverso i progetti della Luciano Pavarotti Foundation (www.lucianopavarottifoundation.com ), che sarà devoluto parte del ricavato delle vendite del libro.

Romanza Noir è in vendita in libreria, sul sito www.damster.it e nei principali bookstore al prezzo di 14 euro.

 

Print Friendly, PDF & Email