Longiano e Santarcangelo di Romagna, nei borghi dei Malatesta

Un itinerario da fare in un weekend alla scoperta di due tra i più bei borghi della Romagna, costellati da castelli, musei e chiese medievali e rinascimentali. Senza dimenticare le prelibatezze della celebre cucina romagnola.

Adagiato su un colle nella Valle del Rubicone, tra Cesena e Rimini, sorge Longiano (FC), Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Di origine longobarda, è stato governato dalla famiglia dei Malatesta dal 1290 al 1463, per poi passare sotto il dominio dei Borgia. Protagonista del processo che avrebbe portato all’Unità d’Italia, dopo aver aiutato Giuseppe Garibaldi ad attraversare il mare nei pressi di Cesenatico, durante la Seconda Guerra Mondiale diventa un baluardo della Linea Gotica. Preso di mira dai bombardamenti, reagisce creando un Rifugio Bellico sotterraneo, a tutt’oggi visitabile con ingresso da via Porta Balestra, in grado di dare riparo a più di 2000 persone.

Il percorso di visita parte proprio dal cuore medievale del borgo, il Castello Malatestiano (mar-dom 10-12 e 15-19; intero € 7, ridotto € 5) del VII secolo, residenza della famiglia regnante. Attualmente, è la sede della Fondazione Tito Balestra (www.fondazionetitobalestra.org) che cura una collezione di arte moderna di cinquemila opere, tra cui alcuni disegni di Matisse, Goya e Chagall.

Ai piedi della rocca si trova anche il bell’Oratorio di San Giuseppe, in stile tardo barocco, che ospita il Museo di Arte Sacra. Quella che un tempo era la Chiesa della Madonna delle Lacrime ospita invece il curioso Museo della Ghisa (www.museoitalianoghisa.org) che conserva lampioni artistici ottocenteschi ed elementi di arredo urbano da esterno provenienti da tutto il mondo. Nelle sale dell’ex Convento dei Gerolomini si trova invece il bel Museo delle Maschere, che racconta attraverso una collezione di sculture di bronzo la tradizione italiana della Commedia dell’Arte.

Tra gli edifici religiosi, meritano una visita il Santuario del SS Crocifisso, che si trova nel cuore del centro storico. Incamminandosi lungo via Borgo Fausto si incontra invece la settecentesca Collegiata di San Cristoforo. Dall’8 dicembre al 22 gennaio, poi, il borgo si tiene la manifestazione natalizia Longiano dei presepi, con un percorso che tocca un centinaio di rappresentazioni della Natività.

SECONDO GIORNO: Santarcangelo di Romagna

Percorrendo prima la SP 63 e poi la SS9, in circa 20 minuti arriviamo a Santarcangelo di Romagna, i provincia di Rimini, un gioiello fatto di vicoli, piazzette, palazzi nobiliari, profumi e sapori. Il borgo si fregia del titolo di Città d’Arte per le manifestazioni di respiro internazionale e la valorizzazione delle tradizioni regionali.

La passeggiata nel centro storico parte da Piazza Garganelli, dove domina l’Arco di Cosimo Morelli, eretto nel 1777 in onora di Papa Clemente XIV, che era nato proprio a Santarcangelo. Splendida la Collegiata della Beata Vergine del Rosario, anch’essa settecentesca, che custodisce al suo interno un bel crocifissi ligneo trecentesco della Scuola Riminese. Pochi passi e arriviamo in Piazzetta delle Monache, dove sorge la Torre del Campanone del 1893, alta 25 metri, eretta sui resti di una vecchia torre che sovrastava la Porta del Campanone Vecchio, accesso al borgo dalla cinta muraria.

Da non perdere una visita all’imponente Rocca Malatestiana, oggi residenza privata ma visitabile parzialmente. Fatta erigere da Carlo Malatesta nel 1386, si dice che fu teatro dell’assassinio di Paolo e Francesca, i due amanti citati da Dante della Divina Commedia.

Tra gli edifici religiosi, il più antico è la Pieve di San Michele Arcangelo, risalente al V secolo, che spicca per la facciata e il campanile del Duecento. All’ingresso del Campo della Fiera si trova invece la Fontana di Tonino Guerra, progettata dal poeta, scrittore e sceneggiatore, nativo di Santarcangelo. L’opera si compone della fontana detta “del prato sommerso” e di quella “dei fiori di pietra”, unite al centro da quattro sculture in vetro opera di Fausto Baldessarini.

Tra i gioielli del borgo, c’è invece la Stamperia Marchi (www.stamperiamarchi.it) , una delle botteghe artigiane più antiche di tutta l’Emilia Romagna. Conserva un mangano del 1633 ancora funzionante e adibito alla stiratura di tessuti. Presso la Stamperia si possono acquistare grembiuli, tovaglie e altri manufatti da portare a casa come ricordo o da regalare.

Tra i musei che meritano una visita c’è il Museo Etnografico degli Usi e Costumi della Gente di Romagna (www.museisantarcangelo.it/musei/museo-etnografico) che documenta la storia e le tradizioni della Romagna rurale. All’interno di Palazzo Cenci si trova invece il Museo Storico Archeologico, mentre il curioso Museo del Bottone (www.bottoni-museo.it) vanta una collezione di 10.500 pezzi.

Chi ha tempo, prendendo la SP 14, può raggiungere Montebello, famosa per la Rocca dei Guidi di Bagno (www.castellodimontebello.com), nota il tutto il mondo per la leggenda di Azzurrina. La bambina, che si chiamava Guendalina Malatesta, era nata albina e la madre, per preservarla dalle dicerie sulla sua condizione, le tingeva i capelli, che con il tempo assumevano un colore azzurro. La piccola scomparve nei sotterranei del castello nel 1375 e non venne mai ritrovata. Si narra che, ancora oggi, nel giorno del Solstizio d’Estate, ancora si sentano i pianti e i richiami della bambina.

Una cucina corposa

L’unicità e la fama della cucina romagnola è diffusa in tutto il mondo. Cappelletti, passatelli, tagliatelle al ragù, ma anche maltagliati, strozzapreti e lasagne sono tra i primi piatti da provare, tutti realizzati con la sfoglia tirata a mano. I classici secondi comprendono invece carne di maiale, arrosti con patate e selvaggina. Per uno spuntino, assolutamente di rigore la piadina romagnola con formaggio squaquerone, oppure con i gustosi salumi.

Tra i dolci tipici, la zuppa inglese, il brazadèl, una ciambella dolce fatta con ingredienti semplici. Tipica di Longiano è la cantarella, un dolce di origine umile. E per accompagnare i piatti della tradizione, ci sono i celebri vini romagnoli, come il rosso Sangiovese, i bianchi Albana di Romagna e Trebbiano e, per gli intenditori, i meno noti, ma ugualmente ottimi Pagadébit, Biancale e Rosso di Bosco.

Cantarelle di Romagna

Ingredienti

  • 250 gr di farina bianca
  • 250 gr di farina gialla
  • 500 ml di acqua
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di bicarbonato
  • Zucchero semolato q.b.

In una ciotola sciogliete nell’acqua il sale e il bicarbonato. Aggiungete poi la farina gialla e l’olio Evo. Mescolate, poi aggiungete a poco a poco anche la farina bianca fino a ottenere un composto liscio e omogeneo, senza grumi. Scaldate una padella antiaderente sul fuoco, poi versate la pastella con un mestolo creando un disco dal diametro di circa 10/15 cm. Cuocete la cantarella su entrambi i lati. Ripetete l’operazione fino a finire l’impasto. Mettete le cantarelle su un vassoio e spolveratele con lo zucchero semolato. Potete anche farcirle con marmellata, crema pasticcera, miele o nutella e arrotolarle.

 COME ARRIVARE

In auto: A14 Bologna-Ancona, uscita al casello di Cesena o al nuovo casello “Valle del Rubicone” a Gatteo. Seguire le indicazioni per Longiano che dista circa 10 km.

 DOVE MANGIARE

*Osteria La Capannina, via Montigallo 50, Longiano (FC), tel 0547/666101, www.osterialacapannina.it.

*Ristorante Lazaroun, via del Platano 21, Santarcangelo di Romagna (RN), tel 0541/624417, www.lazaroun.it

DOVE DORMIRE

*Relais Corte dei Turchi, via Santa Maria 2, Longiano (FC), tel 0547/666059, www.cortedeiturchi.it

*Hotel Il Villino****, via Costantino Ruggeri 48, Santarcangelo di Romangna (RN), tel 0541/685959, www.hotelilvillino.it

INFO

www.comune.longiano.fc.it

www.comune.santarcangelo.rn.it

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