L’arte della pizza napoletana vale un Patrimonio (Unesco)

Il consiglio dell’Unesco, riunito a Jeju, in Corea del Sud, ha votato all’unanimità. L’arte del pizzaiolo napoletano è Patrimonio Culturale dell’Umanità. Per l’Italia è il 58° Bene tutelato, il 7° Patrimonio immateriale riconosciuto e il 9° in Campania. Un’occasione in più per visitare Napoli.

di Raffaele d’Argenzio

Bellissima vittoria, anche perché è stata conquistata dall’arte di tanti e tanti napoletani che l’hanno portata in tutto il mondo. Infatti i due milioni di firme sono stati raccolti dall’Italia all’Australia, da Parigi a New York. Bellissimo questo nostro premio che si deve all’arte di tante persone, certo è solo artigianato, manualità, ma qualcosa d’artistico ce l’ha. Non è un singolo artista, ma tanti piccoli artisti della pizza: i pizzaioli napoletani.

E questo è bello, sociale, partecipativo. L’arte, fra virgolette, scende fino a noi, entra dentro di noi, con il gusto e l’allegria di una pizza ben fatta. Come ci sono tanti pittori, ci sono anche tanti tipi di focacce, ma la pizza è quella che, come il pittore-artista, ha qualcosa in più rispetto agli altri. E la pizza oltre agli ingredienti, ha dentro di sé allegria, sole e musica.

Ricordo che a Vienna, in un novembre di tanti anni fa, c’eravamo fermati in un locale a bere un bicchiere di vino novello, e il gruppo che suonava, cominciò a intonare una canzone napoletana, forse ‘O sole mio, e noi italiani abbiamo cominciato a canticchiare, ma presto anche un gruppo di viennesi ci seguì, ma mentre noi dopo le prime parole ci fermammo, perché non sapevamo tutte le parole, loro proseguirono: la sapevano TUTTA.

I due milioni di firme li dobbiamo ai nostri emigranti che all’inizio del secolo scorso hanno portato nel mondo, insieme ai loro sacrifici, anche la canzone napoletana e la pizza, permettendoci ora di appendere un’altra “stella” alle 57 dell’Unesco, permettendoci di essere ancora primi nel mondo. Dobbiamo dire grazie anche a loro.

E nella Guida Michelin le prime sette pizzerie migliori sono a Napoli

Forse mancava solo il riconoscimento dell’Unesco, ma la Pizza Napoletana da tempo è una bandiera della cucina Italiana nel mondo. E la celebre Guida Michelin, in un’apposita sezione dell’edizione 2018, ha segnalato le pizzerie che valgono una sosta, anche se non le ha valutate con le celebri “stelle”.

Le prime sette migliori pizzerie, e non poteva essere altrimenti, si trovano tutte a Napoli, dove l’arte della pizza, oggi più che mai, è Patrimonio Culturale dell’Umanità. La celebre guida rossa cita la Pizzeria la Notizia (www.pizzarialanotizia.com) di Enzo Coccia, la Pizzeria Da Concettina ai Tre Santi (www.pizzeriaoliva.it), la pizzeria Gino Sorbillo (www.sorbillo.it), la pizzeria 50 Kalò (www.50kalò.it), la pizzeria Antonio e Gigi Sorbillo (www.pizzeria-sorbillo.it), l’Antica pizzeria da Michele (www.damichele.net) e la pizzeria Starita (www.pizzeriestarita.it)

Print Friendly, PDF & Email