La Collezione Cavallini Sgarbi in mostra al Castello Estense di Ferrara

Fino al prossimo 3 giugno nella splendida cornice della rocca si potranno ammirare 130 dipinti e sculture datate tra il Quattrocento e il Novecento. E si può soggiornare negli appartamenti della sede della Fondazione.

Intimamente legata a Ferrara, la famiglia Sgarbi porta al Castello Estense, simbolo della città, la prestigiosa “Collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell’Arca e Gaetano Previati. Tesori d’Arte per Ferrara”, una mostra che “racconta”, attraverso 130 tra dipinti e sculture dal Quattocento al Novecento, la passione di una famiglia per l’arte più preziosa e ricercata.

La mostra, frutto di 40 anni di collezionismo appassionato di Vittorio Sgarbi, di sua madre Caterina “Rina” Cavallini e del padre Giuseppe, si apre con un capolavoro del Rinascimento italiano, il San Domenico in terracotta modellato nel 1474 da Niccolò dell’Arca e collocato in origine sopra la porta “della vestiaria”, nel convento della chiesa di San Domenico a Bologna. Immagine potente, intensa, di estremo vigore naturalistico, il busto rivela l’impareggiabile capacità del maestro pugliese di infondere la vita alle sue figure.

Vittorio Sgarbi, “cacciatore” di capolavori

Il destino poi porterà Vittorio Sgarbi incrociare un altro capolavoro di Niccolò dell’Arca, l’Aquila, modello per il San Giovanni Evangelista della chiesa di San Giovanni in Monte, databile verso il 1478. Le due sculture di Niccolò apparvero in coincidenza con la scomparsa delle persone a lui più care: lo zio Bruno, nel 1984, la madre Rina, nel 2015.

Nella sua caccia seguono i capitelli in marmo policromo di Domenico Gagini, scolpiti nel 1484 per la chiesa dei Santi Apostoli, le terrecotte di Matteo Civitali e Agostino de Fundulis, e una straordinaria raccolta di preziosi dipinti, quasi tutti su tavola, eseguiti tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento: ai pittori nati o attivi a Ferrara, tra cui Giovanni Battista Benvenuti detto l’Ortolano, Nicolò Pisano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo, si affiancano autori rari.

La scuola ferrarese e il Guercino ritornato a casa

Il focus sulla “scuola ferrarese” prosegue agli inizi del XVII secolo con i dipinti di Sebastiano Filippi detto il Bastianino, Gaspare Venturini, Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino, Camillo Ricci, Giuseppe Caletti e Carlo Bononi. Contestualmente si potranno ammirare riconosciuti capolavori della pittura italiana del Seicento, tra i quali spicca la Cleopatra di Artemisia Gentileschi, la Maddalena assistita dagli angeli di Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, il San Girolamo di Jusepe Ribera, la Vita umana di Guido Cagnacci e il Ritratto di Francesco Righetti di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino.

Quest’ultimo dipinto, “rientrato a casa” nel 2004 dopo essere stato esposto per anni al Kimbell Art Museum di Fort Worth, in Texas, si pone al vertice di una straordinaria galleria di ritratti che compendia lo sviluppo del genere dall’inizio del Cinquecento alla fine dell’Ottocento, tra pittura e scultura, da Lorenzo Lotto a Francesco Hayez.

Tra ritratti sacri e sculture Altrettanto avvincente è il percorso tra dipinti “da stanza” di tema sacro, allegorico e mitologico del Sei e del Settecento: una selezione di sorprendente varietà, e di alta qualità, che riflette gli interessi sconfinati e la frenesia di ricerca del collezionista, con maestri della scuola veneta, emiliana lombarda, romana e toscana.

Tra le sculture, le delicate creazioni modellate da Giuseppe Mazza, Cesare Tiazzi, Petronio Tadolini e Giovanni Putti documentano la fortuna della plastica in terracotta a Bologna e in Emilia. Tra Ottocento e Novecento la mostra torna su Ferrara e sui suoi artisti: Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Filippo de Pisis, Giuseppe Mentessi, Adolfo Magrini, Giovanni Battista Crema, Ugo Martelli, Augusto Tagliaferri, Carlo Parmeggiani, Arrigo Minerbi, Ulderico Fabbri, tutti presenti con testimonianze fondamentali e documentate.

Pernottare nella prestigiosa sede della Fondazione Cavallini Sgarbi

Tra le proposte di soggiorno che si possono prenotare sul sito www.visitferrara.eu c’è quella che consente di pernottare nei prestigiosi appartamenti della Fondazione Cavallini Sgarbi, residenza storica sita in via Giuoco del Pallone, dove l’Ariosto scrisse parte dell’Orlando Furioso.

Edificato in epoca medievale, il palazzo passò nel 1471 alla famiglia Ariosto. Attorno al 1484 il canonico Brunoro Ariosto fa collocare il monogramma cristologico sula facciata per ricordare la predicazione a Ferrara di San Bernardino da Siena. Mentre Brunoro era canonico a Rovigo, nella casa si stabilì suo fratello Nicolò, padre di Ludovico, che allora aveva dieci anni. Divenutone a sua volta proprietaria, il celebre letterato scrisse qui ampie parti della prima versione pubblicata nel 1516.

Dopo essere passato di mano diverse volte, nel 1913 venne acquistato dal pittore Oreste Buzzi. Suo figlio Ugo la cedette alla famiglia Cavallini. Una delle figlie, Caterina, detta Rina, sposò in seguito Giuseppe Sgarbi. Dalla coppia nacquero Vittorio ed Elisabetta ai quali sono intitolati i due appartamenti adibiti a Bed & Breakfast.

I prezzi a camera a notte partono da € 135 per l’appartamento “Vittorio” e da € 180 per l’appartamento “Elisabetta”. (www.lecasecavallinisgarbi.eu)

INFO

Collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell’Arca e Gaetano Previati. Tesori d’Arte per Ferrara

C/o Castello Estense, Largo Castello 1, Ferrara

Fino al 3 giugno 2018

Orario: lun-dom 9.30 – 17.30

Biglietti: intero € 12, ridotto 12-18 anni e over 65 € 8. Bambini 6-12 anni € 5, fino a 6 anni gratis

www.castelloestense.it , www.visitferrara.eu

DOVE MANGIARE

*Osteria della Campana, via Borgo dei Leoni 26, Ferrara, tel 0532/241256

*Ristorante 381 Storie da Gustare, Piazzetta Corelli 24, ang via Giuoco del Pallone, Ferrara, tel 0532/1866272, www.381storiedagustare.it

DOVE DORMIRE

*Hotel Annunziata****, Piazza della Repubblica 5, Ferrara, tel 0532/201111, www.annunziata.it

*Hotel Carlton***, via Garbaldi 93, Ferrara, tel 0532/211130, www.hotelcarlton.net

 

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