In Marocco per gustare la shebākia

Sono quattro le città imperiali del Marocco: Marrakech, Rabat, Fès e Meknes. Si chiamano così perché furono scelte dai vari regnanti come luoghi dove costruire i loro meravigliosi palazzi. In Marocco tutto è splendido e maestoso: i riad, i minareti, le moschee, l’architettura, gli hammam e i sapori della sua cucina saporita e speziata. Una fusione di gusti e sapori influenzati da tradizioni ispaniche, berbere, arabe e moresche

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Ma cosa assaggiare una volta arrivati in Marocco?

Il grande classico è il COUS COUS, semola cotta a vapore e arricchita con vari ingredienti quali agnello, verdure e spezie.

shebākia

La zuppa HARIRA è un tripudio di sapori profumatissimi, carne di agnello, ceci, lenticchie, tante spezie ed erbe aromatiche. Si tratta di un piatto unico in quanto molto nutriente.

La tajine di agnello, prugne e mandorle ( mrouzia).  Il piatto prende il nome dal contenitore di terracotta in cui viene cucinata questa pietanza.  La cottura è lenta per ottenere una carne tenerissima. Le spezie abbondano in questo piatto: curry, pepe, cumino, cannella e tanti altri. Esistono tajine di vari generi, sia di carne sia vegetariana.

shebākia

La pastilla. Una torta di sfoglia ripiena di carne in genere di pollo, mandorle tostate, zucchero e cannella. Una vera delizia l’incontro di questi alimenti: dolci, salati.

shebākia

E per finire citiamo anche un dolce tipico marocchino la shebākia cucinato principalmente durante il Ramadan o nelle grandi occasioni. Si tratta di un biscotto al sesamo a forma di fiore fritto e ricoperto da una cascata di miele aromatizzato ai fiori di arancia che ricorda molto le cartellate italiane. Le modalità di preparazione e gli ingredienti variano a seconda delle regioni ad esempio: a Rabat questo dolce è chiamato mkharqa, a Fez griwesh, a Ouazzane si chiama el-hlou.

shebākia

È un dolce che richiede un po’ di tempo nella preparazione ma assicuriamo che i risultati ripagheranno l’impegno.

Eccovi la ricetta

Ingredienti:

– 500 gr di farina bianca
– 100 gr di “farina” di mandorle
– 100 gr di sesamo
– 20 gr semi d’anice
– 1/2 cucchiaino di gomma arabica frullato con pochissimo zucchero
– 2 cucchiai di cannella in polvere
– una dose di zafferano puro in filamenti diluito in poca acqua di fiori d’arancio
– 1 presa di sale
– 1/2 bicchiere d’olio
– 1/2 bicchiere di burro fuso
– 1/2 cucchiaio di lievito di birra
– acqua di fiori d’arancio

Preparazione

Iniziate facendo tostare in una padella i semi di sesamo. Ci vorranno circa dieci minuti. Riducete a farina la metà dei semi di sesamo tostati.

In un grande contenitore trasferite le farine (bianca, mandorle, sesamo) e aggiungete gradatamente tutti gli altri ingredienti: il burro fuso precedentemente a bagnomaria, la cannella, lo zafferano, i semi di anice,1/2 bicchiere di olio, il lievito sciolto con due cucchiai di acqua zuccherata, 60 ml di acqua di fiori d’arancio e un pizzico di sale.

Iniziate a impastare aggiungendo, se necessario, acqua fino a ottenere un panetto morbido e omogeneo. Dividetelo in tre parti uguali e lasciate riposare per un quarto d’ora.

È il momento di dedicarvi alla preparazione dei vostri fiori. Tagliate la pasta in rettangoli e con un coltello fate sul rettangolo quattro tagli longitudinali. Da ogni rettangolo dovete sollevare la prima, la terza e la quinta striscia mentre dovete inserire la seconda e la quarta striscia all’interno delle altre. Vedrete formarsi un fiore. Una volta completata la preparazione lasciate riposare i fiori per un quarto d’ora.

Nel frattempo fate bollire il miele. Spegnete e aggiungete due cucchiai di fiori di arancio. In una larga padella mettete olio di semi e iniziate a friggere i vostri fiori. Quando saranno ben dorati immergeteli nel miele e spolverateli con i semi di sesamo.

Attenzione se volete che i vostri shebākia   restino croccanti il segreto è non esagerare con l’immersione nel miele.

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Anna Maria Terzi

Anna Maria Terzi, giornalista pubblicista, esperta e appassionata di viaggi. Nel corso della sua vita ha visitato quasi tutti i paesi del mondo, da quelli caldi ed esotici come i Caraibi a quelli dal clima rigido come la Russia. Non ama i soliti viaggi banali e scontati ma è sempre alla ricerca di viaggi esperienziali. E’ amante dell’Africa che conosce bene soprattutto sotto il profilo naturalistico e culturale. Tra i vari stati ha visitato Namibia, Kenya, Tanzania, Zanzibar, Nigeria, Capoverde, Marocco e in programmazione c’è l’Uganda per vivere l’emozionante e meravigliosa esperienza dell’incontro con i gorilla.