Weekend con gusto

IL MONDO IN UN BICCHIERE: IL GIN OLANDESE CHE SPOPOLA A LONDRA

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Nella Londra dell’800 come in quella di oggi, un mix di splendori architettonici e strutture di avanguardia, con il suo aroma di ginepro il gin è il liquore nazionale. Anche se è nato in Olanda 

Di Micol Bonazzoli

Il clima e l’atmosfera

Cielo quasi sempre plumbeo, pioggia spesso incessante, umidità che penetra nelle ossa, umore al ribasso. Le auto che circolano a sinistra, i bus a due piani, i taxi tipicamente riconoscibili. Nonostante Londra sia una delle metropoli più affascinanti del mondo, ricca di capolavori architettonici e strutture all’avanguardia, viverci non è facile e neppure farci una vacanza.

Ecco perché’ i londinesi spesso si rifugiano nei pub, per una tradizionale birra ma anche per tirarsi su con un gin tonic o un gin fizz. Perché, come sosteneva Churchill “Il gin tonic ha salvato più vite e menti di inglesi che tutti i medici dell’Impero”.

La nascita del gin

Secco e incolore, il gin si ottiene dalla distillazione di un fermentato di frumento e orzo in cui viene messa a macerare una miscela di spezie, erbe, radici, e le famose bacche di ginepro, che ne conferiscono quel preciso profumo e gusto. Di origine olandese, ebbe una svolta storica con la caduta di Anversa, nel 1585.

La metà della popolazione fuggì portando con sé il proprio gin. L’Inghilterra inviò una spedizione tentando invano di salvare la città, ma fu così che gli inglesi scoprirono il gin, che chiamarono Dutch Courage, il goccetto che dava coraggio ai soldati olandesi. In realtà il gin è uno dei liquori più antichi al mondo, nonché una delle bevande più conosciute ed apprezzate.

La diffusione in Inghilterra

Il gin divenne popolare in Inghilterra nel 1688, quando Guglielmo d’Orange salì al trono portando con sé “l’acqua aromatizzata” dall’Olanda. Nel diciottesimo secolo a Londra il gin era considerato come una droga: era economico, riscaldava le pance vuote e procurava sollievo da una vita dura e brutale.

L’eccessivo consumo creò problemi sociali: le bettole londinesi che vendevano gin, per la prima volta concessero alle donne di bere insieme agli uomini e il gin ebbe l’appellativo di “Mother’s Ruin”, la rovina delle madri, perché si credeva che questa nuova abitudine inducesse le madri a trascurare i figli e condurle alla leggerezza di costumi sotto gli effetti dell’alcol.

Il gin, un fenomeno pericoloso

Nel 1730, a Londra si trovavano circa settemila negozi di gin. La classe operaia di quel periodo consumava il distillato senza controllo e in grandi quantità. In quegli anni una parte del salario degli operai veniva corrisposta in liquore e le conseguenze furono disastrose: l’incremento dell’alcolismo raggiunse livelli molto pericolosi.

Qualche curiosità sul gin

I soldati britannici che occuparono il continente indiano intorno al 1800, dovettero fronteggiare un nemico a loro sconosciuto, la malaria. Per arginare i primi decessi i medici ricorsero al chinino antimalarico, derivato dalla corteccia degli alberi di Cinchona, efficace ma dal gusto orribile. I soldati lo mischiarono con zucchero e aggiunsero del gin per smorzare l’intensa amarezza. E fu così che nacque il gin tonic, uno dei cocktail più apprezzati.

Come si beve il gin

Il gin è un liquore che non si consuma liscio. Serve quale base per vari cocktail: tra più famosi il Gin tonic, long drink a base di gin (1/3) e acqua tonica (2/3), con aggiunta di ghiaccio e fettina di limone. Molto diffuso anche il gin lemon o gin fizz (6/10 di gin), 4/10 lemon soda e 4 gocce d’angostura (opzionale). Servire con ghiaccio.

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