Pensieri on the road

Il 2019 noi lo dedichiamo ad Antonio Megalizzi, un giornalista viaggiatore, che voleva un’Europa unita dalla conoscenza e dalla fratellanza

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di Raffaele d’Argenzio

Quest’anno lo dedichiamo ad Antonio Megalizzi, il giovane reporter trentino che credeva nell’Europa, nell’unione dei popoli, un ragazzo che, come tanti della sua generazione, voleva creare un futuro europeo senza confini e divisioni.

Insieme ad Antonio è morto anche il suo amico Barto Pedro Orent-Niedzielski, 35 anni, detto Bartek, un collega franco-polacco che gli aveva offerto alloggio e che aveva il sogno di creare un ostello linguistico per i giovani come loro. Non per fare tanti soldi per se stesso, ma per creare una casa per i giovani, per accogliere, non respingere. E loro due, giovani con obbiettivi di pace e conoscenza, sono stati uccisi in una città simbolo dell’Europa da un fanatico il cui unico scopo era quello di fare del male e di uccidere per dare senso alla propria vita.

Antonio invece era un giovane giornalista che aveva un obbiettivo e credeva nella propria missione. Qui sotto pubblichiamo il ricordo dell’Ordine dei giornalisti del Trentino/Alto Adige: “Voleva raccontare il mondo e favorire la conoscenza di quelle diversità e differenze che sono la ricchezza dell’Europa unita. Diversità e differenze che sono, invece, odiate dall’integralismo fanatico di ogni natura e colore. Il nome di Antonio Megalizzi entra, purtroppo, di diritto nell’elenco di chi ha perso la vita perché aveva scelto di essere “guardiano di verità”.

Ma la mano che ha ucciso Antonio, insieme al suo “fratello” Bartek, è stata armata da lontano, da chi predica divisioni, da chi accende focolai di guerre, da chi divide per poter imperare. Da chi giocando sulle divisioni dei popoli ha armato la mano dell’ignoranza e della violenza.

Noi di Weekend Premium, noi stessi viaggiatori, dedichiamo questo 2019 ad Antonio, che credeva nel viaggio come conoscenza, unione, fratellanza. Antonio non voleva barriere e confini, era un viaggiatore per cui il paese futuro dei nostri giovani è l’Europa e il futuro del nostro pianeta è un unico grande Paese chiamato TERRA.

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