Guidare con la pioggia, consigli per non aumentare i pericoli

Un numero impressionante d'incidenti dimostra che quando piove si commettono molte imprudenze. I consigli per evitare che i rischi salgano troppo

Guardare la pioggia da una finestra può anche essere piacevole. Affrontarla a bordo di un veicolo, no. Chi viaggia in modo consapevole sa che guidare con la pioggia è fonte di innumerevoli problemi. Troppo spesso la guida di un veicolo viene effettuata con criteri filosofico-religiosi e non basandosi su buon senso e tecnica. Lo dimostrano i 17.192 incidenti stradali avvenuti in Italia nel 2016 quando pioveva, i quali hanno causato 283 morti e 25.222 feriti. Allora può essere utile leggere alcuni consigli su come comportarsi al volante sul bagnato per non aumentare i rischi di una situazione oggettivamente pericolosa. Consigli non certo inventati dalla fantasia di chi scrive, un automobilista come gli altri, ma provenienti dall’esperienza dei professionisti del settore: agenti di polizia, istruttori e tecnici della circolazione stradale.

AL PRIMO POSTO C’E’ SEMPRE LA MANUTENZIONE

Guidare con la pioggia

Una premessa è necessaria: quando piove forte, se proprio non è indispensabile e non ci sono alternative, è meglio non mettersi in auto, in particolare se si deve affrontare un lungo viaggio. Tuttavia può capitare di trovarsi all’improvviso sotto l’acqua, anche perché su lunghe distanze il meteo può variare anche molto. Quindi, consiglio numero 1 per guidare con la pioggia, del resto valido in ogni situazione: mai trascurare la manutenzione dell’auto. Soprattutto pneumatici, ammortizzatori, freni e sterzo; ma anche luci e tergicristalli. Se il veicolo non è in efficienza, su strada bagnata tutti i suoi problemi vengono amplificati esponenzialmente. Questo ci porta al secondo consiglio che dovrebbe avere lo stesso valore delle bibliche tavole della legge: pneumatici sempre in buone condizioni, battistrada non troppo consumato e pressione di gonfiaggio corretta.

Sono le gomme l’elemento più critico quando piove. Il battistrada serve proprio ad incanalare l’acqua e permettere sempre il contatto tra ruota e suolo. Se è troppo consumato, non riuscirà a smaltire l’acqua in modo adeguato, allora la gomma slitterà e noi andremo a sbattere. Se la pressione è troppo bassa, il pneumatico si deformerà abbassandosi ai lati, chiudendo gli intagli del battistrada, peggiorando quindi enormemente la sua capacità di smaltire l’acqua. Se la pressione è troppo alta, il battistrada si consumerà eccessivamente al centro. Lo spessore di battistrada minimo ammesso dal Codice della strada è di 1,6 mm. Tuttavia, circolare al limite è pericoloso. Già quando si scende sotto 3 mm, la capacità di smaltimento è notevolmente ridotta. La pressione corretta di gonfiaggio è indicata sul libretto d’uso dell’auto. Inoltre in inverno le basse temperature rendono meno efficiente la capacità delle mescole delle gomme estive di mantenere l’aderenza. Anche per questo motivo è bene montare pneumatici invernali (quelli marcati M+S) nei periodi indicati. A questo link potete leggere il nostro articolo in merito. Molti test hanno dimostrato che una gomma invernale, su una superficie bagnata e fredda consente una distanza di frenata inferiore del 10% rispetto ad una estiva. Significa ad esempio fermarsi in 45 metri invece di 50, 90 invece di 100 e così via: la differenza tra evitare un ostacolo e prenderlo in pieno. L’ABS e i sistemi elettronici di controllo della trazione e della stabilità aiutano molto ma non sostituiscono la prudenza. Le leggi della fisica sono inviolabili, vincono sempre.

Passiamo ai consigli numero 2 e 3 per guidare con la pioggia, talmente ovvi da dare per scontati, se i dati sugli incidenti sopra accennati non testimoniassero il contrario. Ridurre la velocità e aumentare la distanza di sicurezza. Innanzitutto perché la strada bagnata allunga enormemente le distanze d’arresto del veicolo; poi perché la ridotta aderenza amplifica i rischi di slittamento, particolarmente in curva. Inoltre si riduce la visibilità, ecco perché tergicristalli e luci devono essere in ordine. Va da sé che si deve fare particolare attenzione nei sorpassi; se non si è del tutto sicuri, rinunciare e mantenere una distanza adeguata. Non fidarsi nemmeno dell’asfalto drenante in autostrada: la sua utilità è evitare il formarsi di pozze, quindi importantissimo per migliorare la visibilità ed eliminare i rischi di aquaplaning; ma è sempre bagnato, quindi l’aderenza è comunque scarsa rispetto al suolo asciutto.

GUIDARE CON LA PIOGGIA: L’AQUAPLANING

Guidare con la pioggia

Tutto questo ci porta al nemico numero 1 di una strada bagnata: il fenomeno di aquaplaning, senza la “c” e con una “n” sola. Strana parola mista inglese-latina, indica il formarsi di un sottile e spesso invisibile velo d’acqua sul quale l’auto plana, cioè galleggia. Quando accade, l’auto diventa incontrollabile: non si può frenare o sterzare, né accelerare, proprio perché il veicolo non è più a contatto col suolo. L’aquaplaning si verifica quando la strada non riesce più a smaltire l’acqua perché la pioggia è troppo violenta e magari la strada non è sottoposta a regolare manutenzione o, peggio, è stata costruita male e inoltre la rete fognaria non riceve più (anche la manutenzione delle fogne è qualcosa a cui i comuni non pensano mai). Accade fin troppo spesso. Si formano quindi delle pozzanghere; se l’auto ci passa sopra a velocità eccessiva, nemmeno la migliore gomma del mondo nelle migliori condizioni possibili riuscirà a smaltire l’acqua: ci si fionda nell’aquaplaning. Quindi prima di tutto evitare le pozzanghere, nei limiti del possibile (uno scontro frontale perché si finisce contromano è molto peggio dell’aquaplaning).

Cosa fare se capita? Soprattutto si deve evitare che accada, ecco perché la velocità deve essere ridotta. Si calcola che l’aquaplaning cominci a verificarsi da 80 Km/h, ma se le condizioni sono particolarmente gravi, accade a velocità anche minori. Accade prima anche se il veicolo non è in ordine, ecco perché si deve curare la manutenzione. Ma se succede anche dopo tutte queste precauzioni, restare calmi e niente manovre brusche. Mantenere il volante saldamente con entrambe le mani (ma questo andrebbe fatto sempre): Non frenare, non sterzare e non accelerare, perché è inutile e provochereste una sbandata immediata nel momento in cui si esce dal velo d’acqua. Premere il pedale della frizione per diminuire gradualmente la velocità e portare l’assetto della vettura in posizione neutra; se l’auto ha il cambio automatico, sarà l’elettronica a farlo, rilevando la perdita di aderenza. Mantenere la traiettoria normale impostata in precedenza; quando l’auto ha recuperato aderenza e si è usciti dal pericolo, reinserire la marcia e riprendere la normale andatura, sempre gradualmente. Guidare con la pioggia non è semplice, per questo è primario non renderlo ancora più complicato.

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