Per una volta

Golfo Paradiso, da Camogli al Passo della Ruta (2° parte)

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Di Beba Marsano

Da Recco, e ancor più da quella borgata da cartolina che è Camogli, partono i battelli per le Cinque Terre (patrimonio Unesco), Portofino e la minuscola San Fruttuoso (neanche 40 abitanti), acquattata in fondo a una baia smeraldina raggiungibile soltanto via mare o per un’impervia mulattiera.

L’abbazia di San Fruttuoso

Un incantato angolo di mondo, quasi interamente occupato da quella scenografica quinta di pietra che è la millenaria abbazia, custode delle tombe dei Doria. Il gioiello architettonico del monte di Portofino, solcato da una spettacolare rete di sentieri e allungato nel Mar Ligure con quella lingua di roccia nota come Punta Chiappa, costellata da ristorantini appollaiati sugli scogli come gabbiani, dove assaporare pesce fresco di giornata.

Un must in questo circoscritto territorio di pescatori e marinai, da sempre in lotta con la furia del mare, che per secoli, per grazia ricevuta, hanno tappezzato di ex voto il Santuario del Boschetto, a mezza strada tra Camogli (dove il Museo marinaro racconta la storia del “borgo dai mille bianchi velieri”, forte nel Settecento di una flotta superiore a quella della stessa Genova) e la salita al passo della Ruta.

Una collezione di tornanti quasi in verticale, che inanellano scorci mozzafiato dell’intero Golfo Paradiso. Che nelle sere d’estate, con le luci delle lampare, regala un supplemento di poesia e di emozione del cuore.

Oltre il passo, un’ultima tappa per i buongustai dell’arte: la parrocchiale di San Lorenzo della Costa, scrigno del Trittico di Sant’Andrea, gioiello della pittura fiamminga di fine Quattrocento. Un’opera smagliante, per colore e trasparenze di luce, attribuita alla cerchia di un gigante quale Hans Memling, artista della felicità spirituale, ammirato da tutta l’Europa del tempo. Dalla corte dei Medici fino a Leonardo, che sembra ispirarsi proprio a lui per il paesaggio della Gioconda.

LA MIA TOP TEN

GOLFO PARADISO

Una trentina di chilometri ad alta suggestione paesaggistica tra Genova e il promontorio di Portofino. Una bellezza selvaggia, violenta, condensato di Liguria in tutta la sua aspra purezza.

BAGNO VIGNONI

Per la piazza-vasca che fa di questo borgo in miniatura una straordinaria scenografia rinascimentale, uno scenario sottilmente metafisico, amato da artisti, poeti e sognatori.

VOLTERRA

Luogo dell’anima, vale un viaggio anche solo per la Deposizione di Rosso Fiorentino in Palazzo Minucci-Solaini e le urne etrusche del Museo Guarnacci, che entusiasmarono D. H. Lawrence più dei “fregi del Partenone”.

MONTI SIBILLINI

Un concentrato di impervia, solitaria, a tratti sinistra bellezza, scrigno di quel misterioso Lago di Pilato, attestato nel Medioevo come “Parnaso dei negromanti”.

LOFOTEN

Il regno dell’aurora boreale oltre il Circolo Polare Artico. Arcipelago tutto scogliere, fiordi, lagune, villaggi in legno dipinti un tempo con sangue di balena. Uno spettacolo di natura tra i più affascinanti del pianeta.

GIVERNY

Minuscolo villaggio della Normandia sulla Senna, buen retiro di Claude Monet, di cui resta la casa rosa ricoperta di edera con l’adorato giardino, inesauribile fonte d’ispirazione per il celeberrimo ciclo delle Ninfee.

BRUGES

Splendida e romantica, tutta ponticelli a schiena d’asino e canali silenziosi, in cui si riflettono le magiche architetture gotico brabantine immortalate dai primitivi fiamminghi.

LANZAROTE

Figlia del vento, del fuoco, di eruzioni vulcaniche che hanno forgiato un paesaggio da apocalisse. Isola di emozioni violente, che gli interventi di César Manrique hanno trasformato in opera d’arte totale.

BLED

Sul piccolo lago con isolotto ai piedi delle Alpi Giulie, è l’angolo forse più romantico d’Europa. Nei mesi freddi, quando l’acqua si fa ghiaccio e la foresta si spolvera di neve, si trasforma in autentica favola invernale.

DUBROVNIK

Un museo a cielo aperto questa “città di pietra e di luce”, perla dell’Adriatico croato, entro una formidabile cerchia di mura turrite, interamente percorribili a piedi per una passeggiata tra le più belle al mondo.

CHI E’ BEBA MARSANO

Genovese di nascita, milanese d’adozione, cosmopolita per vocazione, Beba Marsano è critica e storica dell’arte, giornalista, esperta di turismo culturale e di art de vivre. Collabora con le maggiori testate nazionali: Corriere della Sera, Sette, Io Donna, Oggi. Ha firmato volumi di successo con Electa, Moshe Tabibnia e Cinquesensi Editore, con cui ha pubblicato la fortunata collana Vale un viaggio, antologia delle meraviglie nascoste d’Italia.

Il volume “Vale un viaggio”. Altre 101 meraviglie d’Italia da scoprire (416 pag – € 28) è un’opera originale basata sul valore della parola scritta e delle immagini stampate. Nel libro Beba Marsano, giornalista e critica, percorre l’Italia da Nord a Sud proponendo 101 itinerari inconsueti tra siti archeologici, musei d’arte, anche minori, cicli d’affreschi, chiese e basiliche. Un’opera che unisce l’utilità di una guida alla godibilità di un testo antologico di divulgazione critica e culturale. A conclusione di ogni “racconto di viaggio”, l’autrice suggerisce un albergo o un ristorante nell’immediato contorno territoriale. Disponibile anche nella versione inglese.

 

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