Ricette di viaggio

Fiumalbo, tra case di pietra e capanne celtiche

Un paesaggio da cartolina, fra torrenti, boschi e praterie, fanno di Fiumalbo, un borgo a 953 mslm dell’Appennino modenese, uno dei Borghi più belli d’Italia, nonché insignito della Bandiera Arancione del Touring. E, tutt’attorno, la splendida natura del Parco Nazionale del Frignano, e le sagome del Monte Cimone (2165 m) e del Monte Lagoni (1962).

Il borgo ci accoglie con le sue stradine medievali e le sue case di pietra. Ci fermiamo per una prima tappa alla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo costruita nel 1120 e rimaneggiata nel 1592. Al suo interno, conserva alcune opere della scuola di Wiligelmo, uno dei primi scultori a firmare le proprie opere, e alcuni dipinti cinquecenteschi del Saccaccini.

Di fronte, si trova la Chiesa dell’Immacolata Concezione, detta “dei Bianchi”, poiché sorge accanto all’oratorio che è la a sede dell’omonima confraternita. Poco più avanti, come in una simmetria perfetta, sorge invece la Chiesa di Santa Caterina da Siena o “dei Rossi”, sede di un bel Museo di Arte Sacra.

Le due confraternite sono le protagoniste della Festa di San Bartolomeo, una celebrazione che si tiene ogni anno il 23 agosto, durante la quale il borgo viene illuminato da torce, lumini, fiaccole e candele, mentre la statua del Santo viene portata in processione dai Bianchi e dai Rossi nei loro abiti tradizionali.

Tra gli eventi annuali da non perdere c’è l’Infiorata del Corpus Domini, quest’anno il 3 giugno, una processione religiosa che attraversa le strade su grandi tappeti di fiori, veri e propri capolavori, realizzati dai cittadini. A dicembre, ogni due anni, si tiene invece il Presepe Vivente, tra il più belli d’Italia con centinaia di figuranti in costume.

Meritano una visita anche l’Oratorio di San Rocco, in stile rinascimentale, la Chiesa di San Michele Arcangelo, la Chiesa dei Santi Donnino e Francesco e l’Oratorio del Crostolo. Una menzione speciale merita la tradizione enogastronomica, influenzata dalla posizione al confine tra Emilia e Toscana.

Sulle tavole fiumalbine trovano posto crescentine, borlenghi e gnocco fritto farcito con lardo e salumi, tortellini e tortelloni, accanto a zuppe di cavolo nero, tagliate di manzo e cacciagione e funghi. Il prodotto tipico del borgo è invece il croccante, fatto con miele di castagno, mandorle bianche piatte, zucchero, caramello ed essenze naturali

SECONDO GIORNO: Le capanne dei Celti

Percorriamo a piedi la Strada Vecchia che da Fiumalbo conduce a Doccia, ai piedi del Monte Cimone, per visitare i “casoni” o capanne celtiche. La strada, che un tempo era percorsa dai pastori durante la transumanza, presenta ancora alcuni tratti lastricati di pietra e fiancheggiati da muretti a secco. Lungo il percorso scorgiamo le “capanne”, molte delle quali recuperate.

Gli edifici a pianta rettangolare sono in sasso e malta, alcune conservano la copertura di paglia di segale, mentre il tetto è a gradoni e protetto da lastre di arenaria. Le capanne hanno molte caratteristiche in comune con costruzioni analoghe presenti in Scozia e in Irlanda, per questo possono essere attribuite alla calata dei Celti in questa zona nel IV secolo a.C.

Altre tracce della presenza celtica sull’Appennino modenese sono le marcolfe, sculture in pietra di volti femminili spaventosi poste sulle facciate delle case per scacciare gli spiriti maligni. Tra le più belle ci sono quella con il volto di lupo, scolpita su muro antico a Cà de Gabani, e quella di località Danda.

 

Foto Antonella Romagnoli
Borlengo

È una sorta di crépe sottilissima e croccante che viene cotta in una padella dal diametro di 40-50 cm, condito con la cunza e piegato in quattro. Il suo nome significa “cibo per burla” e gli è stato dedicato persino un museo.

Ingredienti

  • 500 gr di farina
  • 1,5 litri di acqua
  • 1 uovo (opzionale)
  • ½ cucchiaino di sale
  • 75 gr di lardo o pancetta
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 rametto di rosmarino
  • 250 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 100 gr di cotenna di maiale in pezzi

Preparate la “colla” unendo la farina setacciata, l’uovo sbattuto e il sale. Aggiungete a poco a poco l’acqua mescolando con una frusta fino a ottenere una pastella fluida e liscia. Copritela e ponetela in frigorifero per circa 3 ore. Nel frattempo, preparate la “cunza” facendo un battuto di lardo o pancetta con l’aglio schiacciato e gli aghi di rosmarino. Scaldate il tutto in un tegamino a fuoco basso e amalgamate finche lardo o pancetta non si scioglieranno. Poi fate raffreddare. Ungete il fondo di una padella antiaderente con la cotenna di maiale e disponetela su una fiamma moderata. Versate un mestolino di colla e distribuitela in maniera uniforme. Appena si formerà un disco trasparente, sollevatelo e capovolgetelo. Con un pennello da cucina condite il borlengo con la cunza e una spolverata di Parmigiano. Piegatelo in quattro e servite caldo.

Il vino: Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, un rosso dal colore rubino, sfumature violacee e una spuma vivace. Si abbina ai corposi piatti della cucina emiliana come Tortellini, Zampone, tagliatelle al ragù e lasagne, ma anche a borlenghi, crescentine e gnocco fritto con affettati misti.

DOVE COMPRARE

*L’Angolo del Goloso, Piazza Umberto I 7, Fiumalbo (MO), tel 0536/73096, www.croccanteintrigantedifiumalbo.it. Pasticceria di lunga tradizione dove poter acquistare il croccante di Fiumalbo secondo l’antica ricetta.

*Industria Casearia Pievepelago, via Isola Lunga 4, Pievepelago (MO), tel  0536/71860 Caseificio che produce e vende al dettaglio Parmigiano Reggiano, ma anche ricotta e latticini.

COME ARRIVARE  

In auto: Da Nord, A1 con uscita Modena Nord, poi SS9 Via Emilia in direzione di Modena Sud e continuare sulla SP Modena-Sassuolo in direzione di Fiorano-Maranello. Prendere poi la SS12 e seguire le indicazioni per Fiumalbo. Da Sud, A1 in direzione Bologna. In prossimità di Prato continuare sull’A11 e uscire a Pistoia. Proseguire sul raccordo di Pisa con direzione Modena-Abetone fino alla SS12 e seguire per Fiumalbo. Da Est: A14 Adriatica in direzione Bologna, uscire a Bologna-Casalecchio poi proseguire sulla SP 569 Bazzanese in direzione di Casalecchio di Reno. Continuare sulla SS64 Porrettana fino a Ponte della Venturina, poi sulla SP632 fino a Campo Tizzoro. Continuare poi sulla SS66 e poi sulla SS12 fino a Fiumalbo.

DOVE MANGIARE

*Il Bruco, via Giardini 87/a, Fiumalbo (MO), tel 0536/73050, www.ilbruco.eu. Menù tradizionale con i piatti “di una volta” della cucina montanara, tra funghi, paste ripiene, bolliti, stracotti, salumi e formaggi. Anche pizzeria e locanda. Prezzi medi € 25-35.

*Agriturismo Alpe di Sara, via Versurone 97, Fiumalbo (MO), tel 0536/73816, www.alpedisara.com. Propone un menù bio con piatti della tradizione, tra cui gnocco fritto e tigelle con salumi e formaggi, rosette, tortelli ripieni, lasagne, grigliate miste e dolci della casa. Prezzo medio € 20

DOVE DORMIRE

*Hotel Il Laghetto***, via Versurone 205, Fiumalbo (MO), tel 0536/73108, www.hotelillaghetto.it Nel cuore del Parco del Frignano, dispone di 29 camere dotate di bagno privato, TV satellitare, telefono e cassetta di sicurezza. Ristorante con menù tipico montanaro. Pensione completa da € 64 a persona

*Ristorante Albergo Val di Luce***, via Giardini 239, loc. Dogana Nuova, Fiumalbo (MO), tel 0536/73932, www.albergovaldiluce.com. In splendida posizione, dispone di un giardino privato, sala TV, sala giochi, tavernetta e ampio parcheggio. Le 22 camere sono provviste di bagno privato, TV e telefono. Doppia da € 75.

 INFO

www.comune.fiumalbo.mo.it

www.fiumalbocittadarte.it

 

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