A Étroubles per il carnevale della “Coumba Freida”

In uno dei Borghi più belli d’Italia,l’8 e il 9 febbraio si svolge uno dei carnevali storici, dove le maschere evocano le divise dei soldati napoleonici. E per finire in dolcezza, ecco la ricetta dei panzerotti valdostani alla marmellata

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Nel periodo di Carnevale, sono molte le manifestazioni che si svolgono in tutta Italia, ognuna con le sue tradizione e caratteristiche. Abbiamo scelto per voi lo storico carnevale della Coumba Freida, che si tiene ogni anno, nei giorni di Giovedì e Venerdì Grasso, (l’8 e 9 febbraio), ne borgo medievale di Étroubles , in provincia di Aosta, un piccolo gioiello incluso sia nei Borghi più Belli d’Italia che nei borghi Bandiera Arancione.

Le maschere e i costumi della Coumba Freida evocano il passaggio dell’esercito di Napoleone del maggio del 1800, durante la campagna d’Italia. I vestiti, chiamati landzette sono caratterizzati da nastri e paillettes e richiedono una lunga preparazione.

La manifestazione comincia la mattina del Giovedì Grasso, quando le maschere si radunano all’interno di una casa. Al suono di una fisarmonica e di un sax inizia ufficialmente il Carnevale. La “benda” comincia a sfilare il primo giorno nelle frazioni più basse del borgo, il secondo in quelle alte, accompagnata da canti e balli.

Il corteo si apre con un portabandiera, seguono i musicisti, poi un Arlecchino e una demoisella. È poi la volta elle tipiche landzette, che sfilano a due a due giocando e scherzando con i passanti. Ci sono anche il Diavolo con il suo forcone, che si diverte a infastidire la gente, l’Orso e la coppia formata da toque e dalla tocca, due anziani dagli abiti singolari.

Un viaggio nella storia

Le manifestazioni carnevalesche sono anche una buona occasione per visitare un borgo di rara bellezza, con un patrimonio storico inestimabile. Situato a metà tra la Valle del Gran San Bernardo e la Svizzera, in posizione strategica per i pellegrini che percorrevano la via Francigena, fin dal Medioevo ha presieduto una delle più importanti vie di comunicazioni del nord, finché, a fine Ottocento, non ha scoperto la sua vocazione turistica.

Oggi il borgo conserva il suo impianto medievale ed è interamente pedonale, con strade strette di ciottoli e fontane da cui sgorga acqua freschissima, proveniente dal monte Vélan. Le casette in legno in stile valdostano spiccano per i balconi colorati e i tetti spioventi.

Merita una visita la bella chiesa parrocchiale ottocentesca, che conserva al suo interno il Trésor de la Paroisse, una raccolta di oggetti sacri di epoca compresa tra il XIV secolo e oggi. Il campanile, invece, risale alla fine del Quattrocento. Nella vicina frazione di Vachéry invece, si trovano le vestigia di una torre del XII secolo, costruita su fondamenta romane.

Da vedere anche la prima latteria turnaria della Valle d’Aosta, risalente a metà Ottocento e oggi trasformata in museo. Qui si trova anche la Centrale Bertin, la prima centralina elettrica della Valle del Gran San Bernardo e l’ultimo degli antichi forni utilizzati per la cottura del pane nero

Le bellezze nei dintorni del borgo

Nelle piccole frazioni sparse tra i campi si possono ammirare anche cinque cappelle: la settecentesca cappella Bezet decorata con affreschi, la cappella di Echevennoz del Quattrocento, con i suoi muri dipinti, la cappella di Eternod ricostruita su una precedente del seicento, Vachèry, del 1509, ma ristrutturata nel 1999 con il suo altare ligneo settecentesco, e Saint Roch, che sorge vicino al cimitero.

Grazie al progetto À Etroubles, avant toi sont passés, poi, è possibile ammirare un percorso artistico di opere e sculture di artisti di fama internazionale che sono esposte tutto l’anno tra il borgo e la natura circostante.

Il prodotto tipico di queste vallate, assolutamente da non perdere, è la Fontina DOP, realizzato con latte intero di mucche valdostane. Nelle trattorie e nei ristoranti si possono invece gustare il caratteristico pane nero di segale e frumento, la seuppa fréida, grigliate di carne, e i golosi dolci a base di lamponi cresciuti nei boschi locali. Durante il Carnevale, invece, vi consigliamo i panzerotti alla marmellata valdostana, che potete preparare anche voi seguendo la nostra ricetta.

Panzerotti valdostani alla marmellata

Ingredienti

  • 200 gr di farina
  • 200 gr di patate
  • 20 gr di lievito di birra
  • 150 gr di burro fuso
  • 60 gr di zucchero
  • Latte tiepido
  • Sale
  • Marmellata di gusti a piacer

Mettete a lessare le patate con la buccia. Poi scolatele, sbucciatele ancora calde e passatele nello schiacciapatate. Sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido, poi aggiungetelo alla farina e alle patate schiacciate. Unite anche l’uovo, lo zucchero, un pizzico di sale e il burro fuso. Impastate e formate una palla, poi mettetela a lievitare sotto a un tovagliolo per circa un’ora in un luogo tiepido. Stendete poi la pasta con il mattarello, poi ricavatene dei quadretti. Mettete al centro di ognuno mezzo cucchiaio di marmellata, chiudete i quadretti formando delle mezzelune. Disponeteli su una teglia imburrata e infarinata e lasciateli lievitare per altri 30 minuti. Spennellate i panzerotti con il tuorlo di un uovo sbattuto con un cucchiaio di latte freddo e metteteli a cuocere per circa 30 minuti in forno preriscaldato a 180°.

INFO

www.comune.etroubles.ao.it

COME ARRIVARE

In auto: Si raggiunge prima Aosta. Da Torino, prendere l’A5 in direzione di Aosta con uscita Aosta Est. Da Milano A4 imboccando il raccordo a Santhià in direzione di Aosta. Dal capoluogo, prendete la SS 27 in direzione della Valle del Gran San Bernardo. Étroubles si trova a circa 16 km dal capoluogo.

DOVE MANGIARE

*Ristorante Croix Blanche, Route Nationale G.s.B 10, tel 0165/78328. www.croixblanche.it

*Trattoria Le Vieux Bourg, Rue Albert Deffeyes 22, tel 0165, 789642

DOVE DORMIRE

*Hotel Beau Sejour***, Route Nationale G.s.B 3, tel 0165/789907, www.beausejour.it

*Hotel Col Serena***, Rue des Vergers 5, tel 0165/78218, www.hotelcolserena.com

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