Dublino
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Dublino, scritta nel cuore di Joyce

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“Ho voluto dare un’immagine così completa di Dublino che se un giorno la città dovesse improvvisamente sparire dalla faccia della Terra, potrebbe essere ricostruita sulla base del mio libro”. Così James Joyce, scrittore, poeta e drammaturgo, a proposito del suo libro-capolavoro Ulisse, parla della sua città natale nelle conversazioni con Frank Budgen, nel 1918. E camminando per le vie di Dublino è facile incontrare targhe con l’immagine di Leopold Bloom e frasi tratte dall’Ulisse. Vale dunque la pena camminare per le stradine dal colore scuro di questa città che ha dato i natali a uno dei più grandi esponenti della letteratura moderna. Una città che è stata anche il centro del suo universo letterario anche se Joyce la lasciò per non tornarci mai più nel 1904. E l’itinerario può partire dalla Libreria Hodges Figgis, citata proprio da Joyce nell’Ulisse.

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La storica libreria è accolta in un elegante palazzo al 56-58 di Dawson Street ed è disposta su diversi piani dove trovano posto centinaia di migliaia di volumi. La visita può proseguire alla volta del Trinity College, uno dei più celebri e antichi atenei dove hanno studiato anche Oscar Wilde e Samuel Becket. Si trova in centro ed è subito riconoscibile per il suo stile georgiano. Il pezzo forte dell’ateneo è senza dubbio la biblioteca che conserva al suo interno il famoso libro “Book of Kells” conosciuto anche come Grande Evangeliario di san Columba, un manoscritto miniato dell’800  realizzato da monaci irlandesi. Per molti studiosi è una delle opere d’arte dell’epoca tra le più belle. L’ingresso all’università è gratuito mentre la visita alla libreria e al Book of Kells costa circa 10 euro ma credete sono soldi ben spesi.

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Altro luogo da non perdere è la Cattedrale Protestante di San Patrizio costruita in onore del patrono dell’Irlanda è una delle due cattedrali di proprietà dell’Irlanda (l’altra è la Christ Church). La sua struttura finemente decorata da vetrate ospita un organo di ben 4.000 canne. Ha un aspetto maestoso e solenne e al suo interno riposano le spoglie di oltre 500 personalità irlandesi.

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Assolutamente vietato recarsi a Dublino e non far visita al quartiere più caratteristico e vivace della città. Si tratta del Temple Bar vicino al centro storico, raggiungibile percorrendo O’Connell Street Lower verso Prince’s Street North attraversando il ponte O’Connell Bridge. Il quartiere prende il nome da uno dei rettori del Trinity College, Sir Trinity, ed è ricco di ristoranti, localini, pub, mostre, mercati. Molto suggestivo quando cala la sera con i suoi locali illuminati dove ascoltare musica. Non molto lontano è possibile ammirare un ponte pedonale diventato un po’ il simbolo di Dublino:   Half Penny Bridge che collega le due sponde del Liffey. Il nome ufficiale è Liffey Bridge ma credete nessuno lo conosce con quest’ultimo nome.

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Anche la Galleria Nazionale Irlandese merita una lunga visita perché al suo interno conserva una grande collezione di opere prima fra tutte “La Cattura di Cristo” del Caravaggio uno dei quadri più belli mai realizzati dal maestro. Per secoli non si seppe nulla di quest’opera sino a quando un italiano, nel 1990, non la recuperò presso un istituto gesuita a Dublino e non la donò alla Galleria Nazionale per poter essere ammirata da tutto il mondo.

E come ogni città che si rispetti anche Dublino ha dal 1204 il suo splendido Castello. In passato era il centro del potere inglese in Irlanda, oggi è invece utilizzato per le cerimonie di stato. Riconoscibile per le quattro alte torri esterne mentre al suo interno è possibile ammirare i sontuosi saloni.

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Ma per conoscere la vera storia dell’Irlanda non c’è di meglio che andare a visitare la prigione di Kilmainham Gaol. In questo carcere sono stati rinchiusi molti politici che hanno lottato per l’indipendenza dell’Irlanda. Oggi è un museo ma si riesce a percepire perfettamente l’inquietudine che i detenuti dell’epoca hanno vissuto.

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Nel vostro girovagare in O’Connel Street vi troverete davanti ad un’altissima torre d’acciaio. Si tratta della The Spire conosciuta anche come monumento alla luce. È considerata, con i suoi 121 metri d’altezza, la scultura più alta al mondo. La costruzione sorge dove prima vi era la Nelson’s Pillar un monumento dedicato all’ammiraglio Nelson che fu fatto esplodere, in un attentato, da alcuni membri dell’IRA. Il significato di questa guglia? Nessuno ufficiale. Alcuni affermano che rappresenti un ago di siringa, simbolo della lotta contro la droga che Dublino combatte da anni, altri affermano che sia una sorta di faro per tutte le persone che si perdono durante la notte. In ogni caso, qualunque sia il significato vi servirà come punto di riferimento. Durante il giorno i riflessi del sole sull’acciaio danno vita a un caleidoscopio di colori fantasmagorici. Ma la particolarità è che questi cambiano ogni ora del giorno assumendo sfumature diverse.

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Anche gli amanti dello shopping non resteranno delusi da Dublino perché è ricca di splendidi negozi e Grafton Street è per antonomasia la via dove fare acquisti. Il quartiere oltretutto è circondato da bellissime case georgiane da ammirare.

E gli amanti della birra? Loro hanno trovato il vero regno. Dublino è ricca di pub dove gustare la famosissima Guinness ma volendo possono anche visitare la Guinness Store House lo stabilimento dove viene prodotta ormai dal 1759.

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La settimana prossima continueremo la scoperta dell’Irlanda con un articolo sulle suggestive Cliffs of Moher, scogliere di una bellezza senza eguali.

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